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Subject: Ripresa economica
si è una semplificazione, ma ha del vero.
In un sistema paese c'è l'azienda che vive con margini ridottissimi e che esce dal mercato immediatamente al momento in cui le condizioni si fanno avverse
come c'è l'azienda che ha margini incredibili ed alla quale il cambio avverso potrebbe fare il solletico.
ma ci sono anche valutazioni ulteriori,
se per ipotesi la germania uscisse (non succederà mai, che interessa hanno a farlo?)
Gradualmente le stesse grandi aziende tedesche si guarderanno intorno per farsi fare i semilavorati nei paesi fuori dal Marco pesante..
questo significherà per loro guadagnare competitività, ma per i loro concittadini tedeschi perdere aziende, indotto, servizi, occupazione, tasse raccolte (+ maggiori spese di welfare) etc etc..
Ciò per dire che non è così peregrina l'ipotesi che la fatica sarebbe molta.
D'altro canto se guardiamo per converso l'Italia nell'euro..
neanche qui hanno chiuso TUTTE le aziende.. epperò non mi pare una situazione sottovalutabile!!!
In sostanza, concordo che con le frasi ad effetto si finisce per fare un'informazione sommaria ed inesatta a tratti.
Ma se è questo il livello di inesattezza direi che è cmq accettabile nel tono del discorso e soprattutto se confrontato con quello che passa il mainstream, tipo, per dire:
Donna moderna
In un sistema paese c'è l'azienda che vive con margini ridottissimi e che esce dal mercato immediatamente al momento in cui le condizioni si fanno avverse
come c'è l'azienda che ha margini incredibili ed alla quale il cambio avverso potrebbe fare il solletico.
ma ci sono anche valutazioni ulteriori,
se per ipotesi la germania uscisse (non succederà mai, che interessa hanno a farlo?)
Gradualmente le stesse grandi aziende tedesche si guarderanno intorno per farsi fare i semilavorati nei paesi fuori dal Marco pesante..
questo significherà per loro guadagnare competitività, ma per i loro concittadini tedeschi perdere aziende, indotto, servizi, occupazione, tasse raccolte (+ maggiori spese di welfare) etc etc..
Ciò per dire che non è così peregrina l'ipotesi che la fatica sarebbe molta.
D'altro canto se guardiamo per converso l'Italia nell'euro..
neanche qui hanno chiuso TUTTE le aziende.. epperò non mi pare una situazione sottovalutabile!!!
In sostanza, concordo che con le frasi ad effetto si finisce per fare un'informazione sommaria ed inesatta a tratti.
Ma se è questo il livello di inesattezza direi che è cmq accettabile nel tono del discorso e soprattutto se confrontato con quello che passa il mainstream, tipo, per dire:
Donna moderna
Dai, seriamente, questo non si può sentire. Che soffrirebbe è vero. Che nessuno più comprerebbe i loro prodotti, squalifica l'impalcatura (corretta) della critica all'unione monetaria.
Non facciamoci prendere dal tifo.
Ho solo riportato le parole di una tedesca pro-euro!!!!!!
Guarda qualche post più in su.
Se non hai voglia di fare lo scroll con il mouse, il link te lo rimetto quaç
Franziska Keller a Ballarò
Non facciamoci prendere dal tifo.
Ho solo riportato le parole di una tedesca pro-euro!!!!!!
Guarda qualche post più in su.
Se non hai voglia di fare lo scroll con il mouse, il link te lo rimetto quaç
Franziska Keller a Ballarò
ecco il genere di risposte che scredita i no euro.
uscendo dall'euro il debito pubblico si rivaluta nella stessa misura in cui la nuova valuta si svaluta (la relazione debito/svalutazione è evidente negli anni '70 '80 e '90), MA diventa più sostenibile perchè si avrà crescita del pil e inflazione più alta.
e per quale motivo di grazia???
e la relazione tra la svalutazione ed il debito sarebbe???
hai ragione ho sbagliato a scrivere pure io, faccio mea culpa.
il debito si SVALUTA (ovviamente, visto che è in nuova valuta), quindi per rendere appetibili i titoli dello stato bisogna pagare interessi più alti DA SUBITO, mentre i benefici economici (crescita del pil) richiedono alcuni mesi per prendere corpo. lo sfasamento temporale produce un aumento del rapporto debito/pil (controlla le serie storiche è successo anche nel '92 non solo nei '70).
poi se la struttura del paese è in grado di cavalcare l'onda della svalutazione gli effetti benefici si protrarranno per anni e il debito può essere ridotto (come è avvenuto a partire dal '94).
tutte le mie perplessità sull'uscita dall'euro si cooncentrano nella fase 2: l'italia OGGI è in grado di cavalcare l'onda della svalutazione? probabilmente NO!
io considero l'italia sempre e comunque un paese fallito da smantellare. l'incapacità di gestire l'uscita dall'euro provocherà il default dello stato e quindi la suddivisione dello stesso in alcuni stati regionali.
da lì, dagli stati regionali, ripartirà la crescita economica dei popoli della penisola italiana
uscendo dall'euro il debito pubblico si rivaluta nella stessa misura in cui la nuova valuta si svaluta (la relazione debito/svalutazione è evidente negli anni '70 '80 e '90), MA diventa più sostenibile perchè si avrà crescita del pil e inflazione più alta.
e per quale motivo di grazia???
e la relazione tra la svalutazione ed il debito sarebbe???
hai ragione ho sbagliato a scrivere pure io, faccio mea culpa.
il debito si SVALUTA (ovviamente, visto che è in nuova valuta), quindi per rendere appetibili i titoli dello stato bisogna pagare interessi più alti DA SUBITO, mentre i benefici economici (crescita del pil) richiedono alcuni mesi per prendere corpo. lo sfasamento temporale produce un aumento del rapporto debito/pil (controlla le serie storiche è successo anche nel '92 non solo nei '70).
poi se la struttura del paese è in grado di cavalcare l'onda della svalutazione gli effetti benefici si protrarranno per anni e il debito può essere ridotto (come è avvenuto a partire dal '94).
tutte le mie perplessità sull'uscita dall'euro si cooncentrano nella fase 2: l'italia OGGI è in grado di cavalcare l'onda della svalutazione? probabilmente NO!
io considero l'italia sempre e comunque un paese fallito da smantellare. l'incapacità di gestire l'uscita dall'euro provocherà il default dello stato e quindi la suddivisione dello stesso in alcuni stati regionali.
da lì, dagli stati regionali, ripartirà la crescita economica dei popoli della penisola italiana
quindi per rendere appetibili i titoli dello stato bisogna pagare interessi più alti DA SUBITO
sillogismo da discutere..
se il mio debito si svaluta il nuovo compratore compra 1000 nuove lire di debito pubblico con la ragionevole aspettativa che non ci sia più il rischio svalutazione (che è il MOTIVO per il quale abbiamo uno spread con i tedeschi pur stando nella stessa moneta)
sillogismo da discutere..
se il mio debito si svaluta il nuovo compratore compra 1000 nuove lire di debito pubblico con la ragionevole aspettativa che non ci sia più il rischio svalutazione (che è il MOTIVO per il quale abbiamo uno spread con i tedeschi pur stando nella stessa moneta)
il rischio svalutazione che inevitabilmente permane....sara' cmq pagato dagli interessi e scontato dagli operatori nel prezzo di acquisto .....ma questo in caso di ricorso al mercato, inevitabilmente internazionale ..
ma scusate la banca centrale che fa? come intendono collocare il debito nella fase post euro? io credevo acquistando diretto dal tesoro ma voi discutete di collocazione di tassi etcc......
come detto prima il punto non e' moilto approfondito e tantomeno li risultati.....
onestamente non vedo beneficio alcuno a tornare alla lira per poi collocare il debito sui mercati
ma scusate la banca centrale che fa? come intendono collocare il debito nella fase post euro? io credevo acquistando diretto dal tesoro ma voi discutete di collocazione di tassi etcc......
come detto prima il punto non e' moilto approfondito e tantomeno li risultati.....
onestamente non vedo beneficio alcuno a tornare alla lira per poi collocare il debito sui mercati
se il mio debito si svaluta il nuovo compratore compra 1000 nuove lire di debito pubblico con la ragionevole aspettativa che non ci sia più il rischio svalutazione
qui pecchi d'ingenuità sulle aspettative del mercato...
la svalutazione non avviene tutta in 1 giorno, ma avviene nel corso di alcune settimane (guardando un po' di grafici del passato mi pare tra le 2 e le 8 settimane). la consegnuenza è che parte degli acquirenti si aspetta che il debito che compra si svaluterà ancora, inoltre ci saranno aspettative diverse da parte dei soggetti sull'entità finale della svalutazione (chi dirà 15%, chi 20%, chi 30% chi 50%), quindi non è possibile sapere a priori QUANDO la svalutazione sarà conclusa e il cambio sarà stabile.
inoltre (a mo parere) c'è da aggiungere anche la penalità paese, cioè l'italia è (era, lo sarà fuori dall'euro) internazionalmente considerata inaffidabile e soggetta a regolari svalutazioni.
sembrano fattori sufficenti per immaginare tassi d'interesse più alti?
qui pecchi d'ingenuità sulle aspettative del mercato...
la svalutazione non avviene tutta in 1 giorno, ma avviene nel corso di alcune settimane (guardando un po' di grafici del passato mi pare tra le 2 e le 8 settimane). la consegnuenza è che parte degli acquirenti si aspetta che il debito che compra si svaluterà ancora, inoltre ci saranno aspettative diverse da parte dei soggetti sull'entità finale della svalutazione (chi dirà 15%, chi 20%, chi 30% chi 50%), quindi non è possibile sapere a priori QUANDO la svalutazione sarà conclusa e il cambio sarà stabile.
inoltre (a mo parere) c'è da aggiungere anche la penalità paese, cioè l'italia è (era, lo sarà fuori dall'euro) internazionalmente considerata inaffidabile e soggetta a regolari svalutazioni.
sembrano fattori sufficenti per immaginare tassi d'interesse più alti?
non capisco la tua obiezione.
l'italia dopo l'uscita dall'euro si comporterà come nel periodo precedente all'ingresso nell'euro: sovranità monetaria, emissione di titoli, ecc, tutto come ogni altro paese fuori dall'euro (gran bretagna, giappone, usa, turchia, messico, ecc).
edit: dai tanti articoli pro-euro (vi raccomando la campagna pro-euro di severgnini sul "corriere" attraverso il suo blog) e tante obiezioni mosse nel forum, esiste l'equazione implicita fuori_dall'euro=fuori_dal_mondo.
ma chi ve l'ha detto?
1) uscire dall'euro non significa automaticamente uscire dall'UE
2) se anche si dovesse essere espulsi dall'UE ciò non significa automaticamente l'esclusione da tutti i trattati europei (Schengen e affini)
3) se anche si dovesse uscire da tutti i trattati europei, si possono negoziare nuovi trattati visto che restiamo partenr commerciale importante per i paesi confinanti
4) se anche non si potessero negoziare nuovi trattati, da ciò non ne conseguirebbe una nuova guerra europea!
in definitiva eventi come l'Eurovosion Song Contest aiutano a creare lo spirito europeo molto più di tanti articoli di giornale bugiardi.
mentre l'euro sta minando ciò che il progetto erasmus ha creato in 27 anni: il senso di appartenenza ad una comunità
(edited)
l'italia dopo l'uscita dall'euro si comporterà come nel periodo precedente all'ingresso nell'euro: sovranità monetaria, emissione di titoli, ecc, tutto come ogni altro paese fuori dall'euro (gran bretagna, giappone, usa, turchia, messico, ecc).
edit: dai tanti articoli pro-euro (vi raccomando la campagna pro-euro di severgnini sul "corriere" attraverso il suo blog) e tante obiezioni mosse nel forum, esiste l'equazione implicita fuori_dall'euro=fuori_dal_mondo.
ma chi ve l'ha detto?
1) uscire dall'euro non significa automaticamente uscire dall'UE
2) se anche si dovesse essere espulsi dall'UE ciò non significa automaticamente l'esclusione da tutti i trattati europei (Schengen e affini)
3) se anche si dovesse uscire da tutti i trattati europei, si possono negoziare nuovi trattati visto che restiamo partenr commerciale importante per i paesi confinanti
4) se anche non si potessero negoziare nuovi trattati, da ciò non ne conseguirebbe una nuova guerra europea!
in definitiva eventi come l'Eurovosion Song Contest aiutano a creare lo spirito europeo molto più di tanti articoli di giornale bugiardi.
mentre l'euro sta minando ciò che il progetto erasmus ha creato in 27 anni: il senso di appartenenza ad una comunità
(edited)
Due articoli lunghi per i quali non ho verificato assolutamente niente riguardo la loro attendibilità...
Se vi piaciono le storie, eccoli qua:
1992 - Come fu svenduta l’Italia: l’inizio dell’attuale crisi. DENUNCIAMO GLI ASSASSINI (La truffa dell’Euro)
(edited)
Se vi piaciono le storie, eccoli qua:
1992 - Come fu svenduta l’Italia: l’inizio dell’attuale crisi. DENUNCIAMO GLI ASSASSINI (La truffa dell’Euro)
(edited)
La disponibilità in loco di materie prime costituisce un indubbio vantaggio competitivo per un sistema industriale nazionale. L’approvvigionamento dall’estero, difatti, comporta una serie di problematiche, sia operative che economiche, come, ad esempio, la vulnerabilità alle fluttuazioni dell’offerta, la dipendenza geopolitica nei confronti di alcuni partner commerciali nonché una gestione strategica delle scorte a disposizione. L’Italia, disponendo di scarse materie prime minerarie e pressoché nulle risorse energetiche, si trova, per l’appunto, in questa condizione. L’Italia, nello specifico, ha importato materie prime, nel 2011, per un valore di circa 168,8 miliardi di euro, a fronte di importazioni complessive di merci di circa 400,5 miliardi di euro. Tale performance ha segnato, rispetto all’anno precedente, una crescita in valore delle stesse di 15,5 punti percentuali (totale merci: 9,0 per cento), in virtù della quale si sono superati, ad un tasso di crescita medio annuo di 1,6 punti percentuali, i livelli precedenti alla crisi economica internazionale del 2009. L’aumento delle importazioni emerso nel 2011 è stato trainato da quelle materie prime nelle quali il fabbisogno nazionale è particolarmente stringente: i prodotti energetici (16,8 per cento, pari a 65,9 miliardi di euro) e i minerali, metalli e siderurgia (19,5 per cento, pari a 36,1 miliardi di euro). Gli elevati corsi del petrolio greggio, nel dettaglio, hanno dettato un incremento dell’import ben superiore alla media (20,2 per cento). Nel corso del decennio 2002-2011 la crescita media annua del valore delle importazioni di materie prime è stata pari a 7 punti percentuali (sensibilmente superiore al dato aggregato del 4,9 per cento), per effetto del ruolo propulsivo giocato principalmente dall’energia (11,8 per cento) ma anche da minerali, metalli e siderurgia (7,1 per cento). I comparti per i quali, di contro, si è registrata nel corso del decennio una decrescita dei tassi annui di import sono legno tagliato e piallato (-2,2 per cento), fibre sintetiche e artificiali (-2,6 per cento), pietra, sabbia e argilla (-3,1 per cento) e legno grezzo (-2,9 per cento). Risultano invece sostanzialmente stabili nel tempo gli animali vivi e prodotti di origine animale, i minerali metalliferi non ferrosi e i minerali di cave e miniere nca. L’incidenza del costo delle materie prime sul totale delle importazioni di merci da parte dell’Italia (42,1 per cento nel 2011) è stata sostanzialmente crescente nel corso dell’ultimo decennio, sia pur con le dovute eccezioni relative alla contrazione dei commerci e delle attività produttive nel corso del 2009 (37,7 per cento). Oltre quattro quinti del valore dell’import di materie prime è ascrivibile, nel 2011, a soli tre settori: energia (39,0 per cento), minerali, metalli e siderurgia (21,4 per cento) e chimica e farmaceutica (20,8 per cento)5 . Gli altri settori, stante la loro importanza strategica, esprimono un peso residuale sul valore dei flussi di approvvigionamento (agricoltura e zootecnia: 6,7 per cento; industrie del legno e della carta: 5,7 per cento; pesci e prodotti dell’acquacoltura: 2,7 per cento; filati e fibre: 2,0 per cento; energia elettrica: 1,8 per cento). Il trend ascendente circa la domanda di energia, unitamente ai corsi petroliferi internazionali ed alcune rigidità infrastrutturali su scala nazionale, ha comportato la costante crescita del peso di detto settore (26,4 per cento nel 2002, 39,0 per cento nel 2011) a scapito di tutti gli altri.
Date queste premesse non potrebbe essere considerato un errore uscire dall'Euro e veder lievitare i costi di import?
A quel punto l'Europa potrebbe anche altresì decidere di adottare una politica di import/export (alias tassazione) differente verso quelle nazioni che decidono di staccarsi dall'euro.
Date queste premesse non potrebbe essere considerato un errore uscire dall'Euro e veder lievitare i costi di import?
A quel punto l'Europa potrebbe anche altresì decidere di adottare una politica di import/export (alias tassazione) differente verso quelle nazioni che decidono di staccarsi dall'euro.
Date queste premesse non potrebbe essere considerato un errore uscire dall'Euro e veder lievitare i costi di import?
Te la butto proprio terra-terra...
Non è che una moneta più è forte, più è bella...
Altrimenti raddoppiamo il valore dell'euro, facciamo che con 1€ ci compriamo 3$ e.... diventiamo più ricchi? Il petrolio lo paghiamo la metà di quanto lo paghiamo adesso???
Serve un mercato della valuta. Un mercato per il quale se la domanda di valuta è alta (= esportiamo molto di più di quanto importiamo) allora il valore giustamente sale (fino al punto in cui comprare dall'estero in Italia diventa non più conveniente come prima e si raggiunge un nuovo equilibrio), mentre se l'offerta è alta (= importiamo molto di più di quanto esportiamo) allora il valore giustamente scende (per i motivi simmetrici, fino al punto in cui comprare dall'estero in Italia diventa più conveniente e comprare all'estero dall'Italia diventa non più conveniente come prima, di nuovo fino a quando si raggiunge il nuovo equilibrio).
Semplice... domanda/offerta!
E' il principio base del mercato.
Complicando appena-appena il discorso, se blocchi questo meccanismo le tensioni devono sfogarsi da qualche altra parte, svalutando il mercato del lavoro. Abbassi i salari, riducendo il costo del prodotto finito, e in questo modo rendendolo di nuovo appetibile dall'estero. E allo stesso tempo con salari più bassi e tasse più alte, distruggi la domanda di beni prodotti all'estero, perché la gente non ha i soldi per comprarseli.
Cioè quello che questi criminali ammettono senza vergogna:
Te la butto proprio terra-terra...
Non è che una moneta più è forte, più è bella...
Altrimenti raddoppiamo il valore dell'euro, facciamo che con 1€ ci compriamo 3$ e.... diventiamo più ricchi? Il petrolio lo paghiamo la metà di quanto lo paghiamo adesso???
Serve un mercato della valuta. Un mercato per il quale se la domanda di valuta è alta (= esportiamo molto di più di quanto importiamo) allora il valore giustamente sale (fino al punto in cui comprare dall'estero in Italia diventa non più conveniente come prima e si raggiunge un nuovo equilibrio), mentre se l'offerta è alta (= importiamo molto di più di quanto esportiamo) allora il valore giustamente scende (per i motivi simmetrici, fino al punto in cui comprare dall'estero in Italia diventa più conveniente e comprare all'estero dall'Italia diventa non più conveniente come prima, di nuovo fino a quando si raggiunge il nuovo equilibrio).
Semplice... domanda/offerta!
E' il principio base del mercato.
Complicando appena-appena il discorso, se blocchi questo meccanismo le tensioni devono sfogarsi da qualche altra parte, svalutando il mercato del lavoro. Abbassi i salari, riducendo il costo del prodotto finito, e in questo modo rendendolo di nuovo appetibile dall'estero. E allo stesso tempo con salari più bassi e tasse più alte, distruggi la domanda di beni prodotti all'estero, perché la gente non ha i soldi per comprarseli.
Cioè quello che questi criminali ammettono senza vergogna:
qui pecchi d'ingenuità sulle aspettative del mercato...
la svalutazione non avviene tutta in 1 giorno, ma avviene nel corso di alcune settimane (guardando un po' di grafici del passato mi pare tra le 2 e le 8 settimane). la consegnuenza è che parte degli acquirenti si aspetta che il debito che compra si svaluterà ancora, inoltre ci saranno aspettative diverse da parte dei soggetti sull'entità finale della svalutazione (chi dirà 15%, chi 20%, chi 30% chi 50%), quindi non è possibile sapere a priori QUANDO la svalutazione sarà conclusa e il cambio sarà stabile.
inoltre (a mo parere) c'è da aggiungere anche la penalità paese, cioè l'italia è (era, lo sarà fuori dall'euro) internazionalmente considerata inaffidabile e soggetta a regolari svalutazioni.
sembrano fattori sufficenti per immaginare tassi d'interesse più alti?
si ma discutiamo del costo del rifinanziamento del debito pubblico per "alcune settimane"??
E chi se ne frega... fosse anche al 10% si tratta di cifre irrilevanti.
la svalutazione non avviene tutta in 1 giorno, ma avviene nel corso di alcune settimane (guardando un po' di grafici del passato mi pare tra le 2 e le 8 settimane). la consegnuenza è che parte degli acquirenti si aspetta che il debito che compra si svaluterà ancora, inoltre ci saranno aspettative diverse da parte dei soggetti sull'entità finale della svalutazione (chi dirà 15%, chi 20%, chi 30% chi 50%), quindi non è possibile sapere a priori QUANDO la svalutazione sarà conclusa e il cambio sarà stabile.
inoltre (a mo parere) c'è da aggiungere anche la penalità paese, cioè l'italia è (era, lo sarà fuori dall'euro) internazionalmente considerata inaffidabile e soggetta a regolari svalutazioni.
sembrano fattori sufficenti per immaginare tassi d'interesse più alti?
si ma discutiamo del costo del rifinanziamento del debito pubblico per "alcune settimane"??
E chi se ne frega... fosse anche al 10% si tratta di cifre irrilevanti.
Date queste premesse non potrebbe essere considerato un errore uscire dall'Euro e veder lievitare i costi di import?
A quel punto l'Europa potrebbe anche altresì decidere di adottare una politica di import/export (alias tassazione) differente verso quelle nazioni che decidono di staccarsi dall'euro.
fai due domande.
come per pinkerton ti invito a verificare e studiare un po' dato che trovare le risposte non è difficile, ma ti do gli spunti iniziali, così non si dice che sono solo chiacchere e distintivo :P
1 i costi di import crescono con la svalutazione? si
cosa comporta?
-comporta che il costo dei beni prodotti all'estero aumenta e nel tempo diventa più conveniente farseli in casa (con la relativa spirale positiva lavoro-tasse-domanda interna che crescono), ma anche che per il consumatore c'è un aumento dei costi di approvvigionamento.
-comporta un problema di competitività per le aziende?
Non necessariamente. Le materie prime incidono mediamente attorno al 30% sul prezzo finale.
ipotizziamo un prodotto che oggi costa 100 €.
Passiamo ai sesterzi cambio 1 a 1 , che poi si svalutano del 30% (svalutazione MASSIMA ipotizzabile).
prendiamo i 30€ e aumentiamoli del 30% , fanno 39 talleri per comprare le materie prime
Aumento sul prezzo finale? 9 talleri su 100.
Ora prendiamo il prezzo del bene in euro per l'esportazione:
109 talleri, con la svalutazione del 30% sull'euro sono: 76.3 EURO
Quindi compreso l'aumento del costo di approvvigionamento delle materie prime noi realizziamo un aumento di "competitività" del 24.7% .
NB: ovviamente c'è il settore in cui la materia prima costa di più in proporzione, in cui il vantaggio si restringe (ma resta sempre..) e quello dove è assente (servizi) dove il vantaggio è proprio PARI alla svalutazione.
NB 2: naturalmente ciò si riflette nei consumi interni in una perdita di potere di acquisto, visualizzata come un aumento dell'inflazione moderato (mica compriamo solo mat. prime estere.. i pomodori ce li facciamo in casa, così come la sabbia o parte dell'energia..) che ad oggi sarebbe un toccasana per la nostra boccheggiante economia. Ma per correttezza si deve capire che gli Iphone costerebbero 900 e passa sesterzi e la benzina aumenterebbe un pochino (quanto? stima difficile, dato che un governo serio potrebbe sterilizzare l'aumento facilmente.. ma sicuramente parliamo di cifre già raggiunte in italia..)
A quel punto l'Europa potrebbe anche altresì decidere di adottare una politica di import/export (alias tassazione) differente verso quelle nazioni che decidono di staccarsi dall'euro.
fai due domande.
come per pinkerton ti invito a verificare e studiare un po' dato che trovare le risposte non è difficile, ma ti do gli spunti iniziali, così non si dice che sono solo chiacchere e distintivo :P
1 i costi di import crescono con la svalutazione? si
cosa comporta?
-comporta che il costo dei beni prodotti all'estero aumenta e nel tempo diventa più conveniente farseli in casa (con la relativa spirale positiva lavoro-tasse-domanda interna che crescono), ma anche che per il consumatore c'è un aumento dei costi di approvvigionamento.
-comporta un problema di competitività per le aziende?
Non necessariamente. Le materie prime incidono mediamente attorno al 30% sul prezzo finale.
ipotizziamo un prodotto che oggi costa 100 €.
Passiamo ai sesterzi cambio 1 a 1 , che poi si svalutano del 30% (svalutazione MASSIMA ipotizzabile).
prendiamo i 30€ e aumentiamoli del 30% , fanno 39 talleri per comprare le materie prime
Aumento sul prezzo finale? 9 talleri su 100.
Ora prendiamo il prezzo del bene in euro per l'esportazione:
109 talleri, con la svalutazione del 30% sull'euro sono: 76.3 EURO
Quindi compreso l'aumento del costo di approvvigionamento delle materie prime noi realizziamo un aumento di "competitività" del 24.7% .
NB: ovviamente c'è il settore in cui la materia prima costa di più in proporzione, in cui il vantaggio si restringe (ma resta sempre..) e quello dove è assente (servizi) dove il vantaggio è proprio PARI alla svalutazione.
NB 2: naturalmente ciò si riflette nei consumi interni in una perdita di potere di acquisto, visualizzata come un aumento dell'inflazione moderato (mica compriamo solo mat. prime estere.. i pomodori ce li facciamo in casa, così come la sabbia o parte dell'energia..) che ad oggi sarebbe un toccasana per la nostra boccheggiante economia. Ma per correttezza si deve capire che gli Iphone costerebbero 900 e passa sesterzi e la benzina aumenterebbe un pochino (quanto? stima difficile, dato che un governo serio potrebbe sterilizzare l'aumento facilmente.. ma sicuramente parliamo di cifre già raggiunte in italia..)
domanda 2:
e perchè?
chi glielo fa fare?
quali vantaggi porterebbe loro (dici l'europa intendi la germania, che è esportatore netto)?
nessuno.
infatti non è mai successo in passato in situazioni simili.
e perchè?
chi glielo fa fare?
quali vantaggi porterebbe loro (dici l'europa intendi la germania, che è esportatore netto)?
nessuno.
infatti non è mai successo in passato in situazioni simili.
Passiamo ai sesterzi cambio 1 a 1 , che poi si svalutano del 30% (svalutazione MASSIMA ipotizzabile).
qua sono io a farti 1 domanda: perchè il 30% è la svalutazione massima ipotizzabile? dove sta scritto, è una legge di natura? ricordati che l'italia è internazionalmente (e anche internamente) ritenuta non affidabile, e pure con una certa ragione visto il passato...
un conto è auspicare o desiderare una certa svalutazione, diverso è quel che si realizza sul serio. siccome leggo che si ipotizza una svalutazione del 20 o 30% a seconda degli autori, per tener conto di reazioni inaspettate, sfiducia diffusa, ecc meglio tener conto un 10% di margine di riserva prima di fare affermazioni così categoriche!
qua sono io a farti 1 domanda: perchè il 30% è la svalutazione massima ipotizzabile? dove sta scritto, è una legge di natura? ricordati che l'italia è internazionalmente (e anche internamente) ritenuta non affidabile, e pure con una certa ragione visto il passato...
un conto è auspicare o desiderare una certa svalutazione, diverso è quel che si realizza sul serio. siccome leggo che si ipotizza una svalutazione del 20 o 30% a seconda degli autori, per tener conto di reazioni inaspettate, sfiducia diffusa, ecc meglio tener conto un 10% di margine di riserva prima di fare affermazioni così categoriche!
la spiegazione è che non centra nulla la "fiducia" di qualcuno sul medio termine.
Inizialmente la quotazione può essere calmierata grazie all'aiuto della banca centrale, in modo da evitare turbolenze, poi si stabilizzerà sul differenziale accumulato da noi in questi anni di euro.
Che è circa il 20%, perciò ero già stato largo scrivendo 30% e lo ho fatto apposta per fare un'ipotesi particolarmente forte per verificare la questione delle "materie prime"..
Inizialmente la quotazione può essere calmierata grazie all'aiuto della banca centrale, in modo da evitare turbolenze, poi si stabilizzerà sul differenziale accumulato da noi in questi anni di euro.
Che è circa il 20%, perciò ero già stato largo scrivendo 30% e lo ho fatto apposta per fare un'ipotesi particolarmente forte per verificare la questione delle "materie prime"..