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Subject: [Brasile 2014] XX Coppa del Mondo
Finiti i mondiali...conclusioni in poche righe :)
La maggior parte delle partite godibili (a parte le nostre)...finalmente ho visto squadre che giocavano per vincere e non per "non prenderle".
Bene le sudamericane a partire dalla Colombia...ma anche Messico e Cile hanno delle solide basi per il futuro. Assolutamente sorpreso (in positivo) dall'Algeria e dalla Costarica...mi sono piaciuti tanto anche gli USA e il Belgio (hanno una generazione di fenomeni...ora ci vuole "una guida" che ne faccia una squadra di calcio).
Non avrei scommesso due lire sull'Argentina in finale...pensavo che l'Olanda la asfaltasse come fecero i crucchi la sera prima contro il Barsile...sì, i verdeoro sono una suadra da bar, ne più ne meno.
Giusto l'epilogo finale, ha vinto la squadra (oggi) più forte.
Imbarazzante il premio a vomitino...imbarazzante davvero.
Questo mondiale ci regala un "nuovo" fenomeno assoluto : James Rodriguez...la scelta di non premiarlo è di un delirio cosmico...
La maggior parte delle partite godibili (a parte le nostre)...finalmente ho visto squadre che giocavano per vincere e non per "non prenderle".
Bene le sudamericane a partire dalla Colombia...ma anche Messico e Cile hanno delle solide basi per il futuro. Assolutamente sorpreso (in positivo) dall'Algeria e dalla Costarica...mi sono piaciuti tanto anche gli USA e il Belgio (hanno una generazione di fenomeni...ora ci vuole "una guida" che ne faccia una squadra di calcio).
Non avrei scommesso due lire sull'Argentina in finale...pensavo che l'Olanda la asfaltasse come fecero i crucchi la sera prima contro il Barsile...sì, i verdeoro sono una suadra da bar, ne più ne meno.
Giusto l'epilogo finale, ha vinto la squadra (oggi) più forte.
Imbarazzante il premio a vomitino...imbarazzante davvero.
Questo mondiale ci regala un "nuovo" fenomeno assoluto : James Rodriguez...la scelta di non premiarlo è di un delirio cosmico...
forse è la prima volta che vedo giocare aguero...ma vale davvero una vagonata di soldi?
Io il pallone d'oro del mondiale l'avrei dato ad honorem a weidenfeller per la compagna che ha...
forse è la prima volta che vedo giocare aguero...ma vale davvero una vagonata di soldi?
se metti cuadrado a fare il centravanti probabilmente si svaluta :D
Così come se metti Aguero sulla fascia :)
edit : per me è uno di quelli forti forti ;)
(edited)
se metti cuadrado a fare il centravanti probabilmente si svaluta :D
Così come se metti Aguero sulla fascia :)
edit : per me è uno di quelli forti forti ;)
(edited)
http://blogs.wsj.com/dailyfix/2014/06/20/man-of-the-match-at-the-world-cup-has-become-a-popularity-contest/
insomma, non è ridicolo il premio ma il criterio (twitter) col quale si decide il man of the match...
marketing come dice Maradona
“It’s become a popularity contest,” said Houghton. “I don’t think anyone takes it seriously anymore.”
insomma, non è ridicolo il premio ma il criterio (twitter) col quale si decide il man of the match...
marketing come dice Maradona
“It’s become a popularity contest,” said Houghton. “I don’t think anyone takes it seriously anymore.”
Spinoza, ieri:
Se finirà ai rigori, la basilica di San Pietro potrebbe dover essere riconsacrata.
Se finirà ai rigori, la basilica di San Pietro potrebbe dover essere riconsacrata.
Il Fatto Quotidiano > Mondiali Brasile 2014 > Mondiali, nessu...
Mondiali, nessun beneficio economico per il Brasile. Ci guadagna solo la Fifa
La Coppa non ha avuto nessuna ripercussione positiva su Pil, occupazione e consumi in un Paese già provato dalla crisi. Mentre la Federazione guidata da Blatter ha incassato 4 miliardi solo per i diritti tv
di Luca Pisapia | 14 luglio 2014
Non solo la tragedia emotiva del Mineirãzo, la clamorosa disfatta sportiva del 7-1 con la Germania nelle semifinali, ora il Brasile deve prepararsi anche ad affrontare la tragedia sociale di una crisi che non accenna ad arrestarsi. E di un Mondiale che, qualunque fosse stato il suo esito sportivo, non ha portato alcun beneficio economico, senza influire in maniera positiva su indici quali Pil, occupazione e consumi. Anzi, ponendosi insieme alle Olimpiadi di Rio 2016 come freno a una crescita che da alcuni anni già fatica, e diventando detonatore delle proteste nate come risposta ai tagli e all’aumento del costo della vita. A fronte di una spesa complessiva del governo brasiliano di circa 13 miliardi di dollari su Brasile 2014, ad aprile la rivista Forbes ha ipotizzato un ricavo dettato dal suo impatto sull’economia del paese di circa 3,5 miliardi, insufficiente a coprire le spese. Mentre il governo tramite il ministro del turismo ha illustrato cifre ottimistiche introno ai 13 miliardi, un “pareggio di bilancio” che ricorda quello auspicato dal governo britannico dopo Londra 2012 e che è destinato a restare un wishful thinking, cui i numeri non danno scampo.
Chi ci guadagna dal Mondiale?
Sicuramente la Fifa, organizzazione senza fini di lucro che all’ultimo bilancio del 2013 ha segnato ricavi per 1,4 miliardi di dollari e ha dichiarato riserve per un ammontare di altri 1,3 miliardi. E i Mondiali sono la sua gallina dalle uova d’oro. Innanzitutto la Federazione ha guadagnato circa 4 miliardi dalla vendita dei diritti televisivi per il quadriennio 2010-2014, tra qualificazioni e fase finale. Inoltre, la federazione internazionale del calcio, come il Cio, come sempre gode di una esenzione fiscale nei paesi in cui organizza gli eventi, nel caso specifico grazie alla Lei General da Copa approvata nel 2012. In più controlla una zona rossa che si estende per circa due km intorno a ogni impianto: e tutto ciò che si fattura al suo interno, biglietti, magliette, bevande, etc. deve essere fornito esclusivamente da organizzazioni e sponsor che pagano la loro quota alla Fifa. Anche qui il governo brasiliano non vede un dollaro.
Non contenta dei suoi guadagni, sulla gestione e vendita dei biglietti e dell’hospitality, anche questa appannaggio esclusivo di Zurigo, si sono ipotizzati addirittura comportamenti criminosi, attraverso la compagnia controllata Match. Dal Mondiale guadagnano poi le federazioni nazionali grazie ai premi. La Fifa ha stanziato 576 milioni destinati a premi ai club che mandano i propri giocatori al Mondiale, assicurazione sui calciatori nei confronti dei club, e federazioni in base ai risultati. Sono 35 milioni al vincitore, 25 al secondo, 14 a chi accede ai quarti e così via, infine 8, a chiunque partecipi, e in questo caso c’è chi ha deciso di risparmiare e chi di spenderli quasi tutti nel poso tempo che è rimasta, come la federazione italiana. Poi ci sono gli sponsor, che aumentano sensibilmente le vendite, come mostrano i numeri degli ultimi tornei. E qualche compagnia locale di costruzioni, come Oderbrecht: grande finanziatrice del Pt e vincitrice di moltissimi appalti pubblici.
Chi ci perde dal Mondiale?
Sicuramente il Brasile. Detto che diversi studi avevano già dimostrato che l’organizzazione di grandi eventi sportivi non portava alcun beneficio al paese ospitante, con pochissime eccezioni dovute principalmente a congiunture macroeconomiche favorevoli, ecco che è possibile entrare nel caso specifico. A fronte di una spesa di 13 miliardi di cui l’85% proveniente dalle casse dei governi centrale e regionali brasiliani, ben 3,85 sono stati spesi per gli stadi, triplicando le previsioni inziali. Innanzitutto non è detto nemmeno che le spese per gli impianti a Rio e Sao Paulo siano state lungimiranti. Basta pensare ai mostri di Italia ’90 o allo Stadio Olimpico londinese: costato 600 milioni di sterline, il governo britannico ha speso altri 200 per poterlo regalare al West Ham e non farne una cattedrale nel deserto. Cattedrale nel deserto che diventerà sicuramente l’Arena Amazonia di Manaus: costata 400 milioni, ospiterà partite di terza e quarta serie destinate a un pubblico di un migliaio di persone.
Inoltre, se la produzione industriale è in continuo calo, e la crescita del Pil brasiliano nel triennio 2010-13 è stata del +3,4%, le previsioni lo dimezzano a un +1,8% per l’anno in corso e lo portano a +2,3% nel 2015. E’ poi stato calcolato da uno studio di Allianz che il contributo proveniente da Brasile 2014 e Rio 2016 sulla crescita Pil si assesta tra lo 0,1 e lo 0,2%: un contributo praticamente inesistente se spalmato su un paese enorme come il Brasile. Allo stesso modo, se rispetto al 2009-13 gli investimenti sono passati dal +6,5% al 2,8% del 2014 e al 4% del 2015, qui il contributo dei grandi eventi sportivi non incide per più dello 0,5%.
Dove invece incide, è su un dato negativo, l’inflazione, che negli ultimi anni è oscillata tra il 6% e il 6,5%: nel 2015 è prevista al 6,5%, ma se non ci fossero stati i mondiali si sarebbe attestata sotto il 6%. Le proteste e gli scioperi esplosi in Brasile in concomitanza con l’aumento del costo della vita e dei biglietti dei trasporti pubblici, insieme ai drastici tagli alla spesa sociale e sanitaria, potrebbero quindi non essere destinate a scemare.
Anche perché a livello di occupazione le cose non stanno migliorando, anzi. I 700mila posti di lavoro creati per il Mondiale nel quadriennio 2009-14 già erano un’inezia se paragonati a una forza lavoro disponibile nel paese di oltre 100 milioni di persone, e per giunta come al solito tutto il lavoro creato per il grande evento (sportivo e non solo, vedi Expo2015 a Milano) è rigorosamente a tempo determinato. Insomma, Brasile 2014 sembra essersi rivelato una festa destinata a privatizzare i profitti (in primis della Fifa, degli sponsor e di qualche speculatore) e socializzare le perdite, di cui subirà a lungo le conseguenze la popolazione brasiliana.
Il 5 ottobre ci saranno le elezioni generali nel paese, e in vista delle presidenziali la popolarità del presidente Dilma Rousseff, dopo i fischi ricevuti in mondovisione nel match inaugurale, non è mai stata così bassa, anche se gli analisti dicono che dovrebbe comunque spuntarla contro il socialdemocratico Neves. Certo sarebbe una vera beffa, per una ex guerrigliera comunista ai tempi della dittatura, rischiare di perdere per aver organizzato il Mondiale: il grande banchetto della Fifa.
(edited)
Mondiali, nessun beneficio economico per il Brasile. Ci guadagna solo la Fifa
La Coppa non ha avuto nessuna ripercussione positiva su Pil, occupazione e consumi in un Paese già provato dalla crisi. Mentre la Federazione guidata da Blatter ha incassato 4 miliardi solo per i diritti tv
di Luca Pisapia | 14 luglio 2014
Non solo la tragedia emotiva del Mineirãzo, la clamorosa disfatta sportiva del 7-1 con la Germania nelle semifinali, ora il Brasile deve prepararsi anche ad affrontare la tragedia sociale di una crisi che non accenna ad arrestarsi. E di un Mondiale che, qualunque fosse stato il suo esito sportivo, non ha portato alcun beneficio economico, senza influire in maniera positiva su indici quali Pil, occupazione e consumi. Anzi, ponendosi insieme alle Olimpiadi di Rio 2016 come freno a una crescita che da alcuni anni già fatica, e diventando detonatore delle proteste nate come risposta ai tagli e all’aumento del costo della vita. A fronte di una spesa complessiva del governo brasiliano di circa 13 miliardi di dollari su Brasile 2014, ad aprile la rivista Forbes ha ipotizzato un ricavo dettato dal suo impatto sull’economia del paese di circa 3,5 miliardi, insufficiente a coprire le spese. Mentre il governo tramite il ministro del turismo ha illustrato cifre ottimistiche introno ai 13 miliardi, un “pareggio di bilancio” che ricorda quello auspicato dal governo britannico dopo Londra 2012 e che è destinato a restare un wishful thinking, cui i numeri non danno scampo.
Chi ci guadagna dal Mondiale?
Sicuramente la Fifa, organizzazione senza fini di lucro che all’ultimo bilancio del 2013 ha segnato ricavi per 1,4 miliardi di dollari e ha dichiarato riserve per un ammontare di altri 1,3 miliardi. E i Mondiali sono la sua gallina dalle uova d’oro. Innanzitutto la Federazione ha guadagnato circa 4 miliardi dalla vendita dei diritti televisivi per il quadriennio 2010-2014, tra qualificazioni e fase finale. Inoltre, la federazione internazionale del calcio, come il Cio, come sempre gode di una esenzione fiscale nei paesi in cui organizza gli eventi, nel caso specifico grazie alla Lei General da Copa approvata nel 2012. In più controlla una zona rossa che si estende per circa due km intorno a ogni impianto: e tutto ciò che si fattura al suo interno, biglietti, magliette, bevande, etc. deve essere fornito esclusivamente da organizzazioni e sponsor che pagano la loro quota alla Fifa. Anche qui il governo brasiliano non vede un dollaro.
Non contenta dei suoi guadagni, sulla gestione e vendita dei biglietti e dell’hospitality, anche questa appannaggio esclusivo di Zurigo, si sono ipotizzati addirittura comportamenti criminosi, attraverso la compagnia controllata Match. Dal Mondiale guadagnano poi le federazioni nazionali grazie ai premi. La Fifa ha stanziato 576 milioni destinati a premi ai club che mandano i propri giocatori al Mondiale, assicurazione sui calciatori nei confronti dei club, e federazioni in base ai risultati. Sono 35 milioni al vincitore, 25 al secondo, 14 a chi accede ai quarti e così via, infine 8, a chiunque partecipi, e in questo caso c’è chi ha deciso di risparmiare e chi di spenderli quasi tutti nel poso tempo che è rimasta, come la federazione italiana. Poi ci sono gli sponsor, che aumentano sensibilmente le vendite, come mostrano i numeri degli ultimi tornei. E qualche compagnia locale di costruzioni, come Oderbrecht: grande finanziatrice del Pt e vincitrice di moltissimi appalti pubblici.
Chi ci perde dal Mondiale?
Sicuramente il Brasile. Detto che diversi studi avevano già dimostrato che l’organizzazione di grandi eventi sportivi non portava alcun beneficio al paese ospitante, con pochissime eccezioni dovute principalmente a congiunture macroeconomiche favorevoli, ecco che è possibile entrare nel caso specifico. A fronte di una spesa di 13 miliardi di cui l’85% proveniente dalle casse dei governi centrale e regionali brasiliani, ben 3,85 sono stati spesi per gli stadi, triplicando le previsioni inziali. Innanzitutto non è detto nemmeno che le spese per gli impianti a Rio e Sao Paulo siano state lungimiranti. Basta pensare ai mostri di Italia ’90 o allo Stadio Olimpico londinese: costato 600 milioni di sterline, il governo britannico ha speso altri 200 per poterlo regalare al West Ham e non farne una cattedrale nel deserto. Cattedrale nel deserto che diventerà sicuramente l’Arena Amazonia di Manaus: costata 400 milioni, ospiterà partite di terza e quarta serie destinate a un pubblico di un migliaio di persone.
Inoltre, se la produzione industriale è in continuo calo, e la crescita del Pil brasiliano nel triennio 2010-13 è stata del +3,4%, le previsioni lo dimezzano a un +1,8% per l’anno in corso e lo portano a +2,3% nel 2015. E’ poi stato calcolato da uno studio di Allianz che il contributo proveniente da Brasile 2014 e Rio 2016 sulla crescita Pil si assesta tra lo 0,1 e lo 0,2%: un contributo praticamente inesistente se spalmato su un paese enorme come il Brasile. Allo stesso modo, se rispetto al 2009-13 gli investimenti sono passati dal +6,5% al 2,8% del 2014 e al 4% del 2015, qui il contributo dei grandi eventi sportivi non incide per più dello 0,5%.
Dove invece incide, è su un dato negativo, l’inflazione, che negli ultimi anni è oscillata tra il 6% e il 6,5%: nel 2015 è prevista al 6,5%, ma se non ci fossero stati i mondiali si sarebbe attestata sotto il 6%. Le proteste e gli scioperi esplosi in Brasile in concomitanza con l’aumento del costo della vita e dei biglietti dei trasporti pubblici, insieme ai drastici tagli alla spesa sociale e sanitaria, potrebbero quindi non essere destinate a scemare.
Anche perché a livello di occupazione le cose non stanno migliorando, anzi. I 700mila posti di lavoro creati per il Mondiale nel quadriennio 2009-14 già erano un’inezia se paragonati a una forza lavoro disponibile nel paese di oltre 100 milioni di persone, e per giunta come al solito tutto il lavoro creato per il grande evento (sportivo e non solo, vedi Expo2015 a Milano) è rigorosamente a tempo determinato. Insomma, Brasile 2014 sembra essersi rivelato una festa destinata a privatizzare i profitti (in primis della Fifa, degli sponsor e di qualche speculatore) e socializzare le perdite, di cui subirà a lungo le conseguenze la popolazione brasiliana.
Il 5 ottobre ci saranno le elezioni generali nel paese, e in vista delle presidenziali la popolarità del presidente Dilma Rousseff, dopo i fischi ricevuti in mondovisione nel match inaugurale, non è mai stata così bassa, anche se gli analisti dicono che dovrebbe comunque spuntarla contro il socialdemocratico Neves. Certo sarebbe una vera beffa, per una ex guerrigliera comunista ai tempi della dittatura, rischiare di perdere per aver organizzato il Mondiale: il grande banchetto della Fifa.
(edited)
Ci vogliono 8-10 anni per metter su uno squadrone come la Germania e al Massimo ci puo' star dentro un solo Klose.
Prandelli dopo l'europeo doveva rottamare con piu' coraggio e ha fatto qualche errore di preparazione ma crocifiggerlo non ha senso perché non è che abbia lasciato a casa chissachi.
Per me son mancati soprattutto quegli onesti portatori d'acqua a centrocampo che abbiam sempre prodotto in quantità e che invece adesso raccattiamo tra gli avanzi dei campionati esteri. Pirlo ha sempre avuto bisogno di un paio di solidi corazzieri al fianco per potersi esprimere ai massimi livelli e proprio li eravamo scarsi in modo imbarazzante.
Anche se avessimo avuto una riserva per Balotelli avrebbe fatto esattamente la stessa figuraccia da vedetta solitaria.
Prandelli dopo l'europeo doveva rottamare con piu' coraggio e ha fatto qualche errore di preparazione ma crocifiggerlo non ha senso perché non è che abbia lasciato a casa chissachi.
Per me son mancati soprattutto quegli onesti portatori d'acqua a centrocampo che abbiam sempre prodotto in quantità e che invece adesso raccattiamo tra gli avanzi dei campionati esteri. Pirlo ha sempre avuto bisogno di un paio di solidi corazzieri al fianco per potersi esprimere ai massimi livelli e proprio li eravamo scarsi in modo imbarazzante.
Anche se avessimo avuto una riserva per Balotelli avrebbe fatto esattamente la stessa figuraccia da vedetta solitaria.
ma alla fine, il mondiale l'ha vinto la corea del nord o il portogallo? Mi sono perso la finale :-)