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Subject: Strage della famiglia nel milanese

2014-06-17 17:09:19
porrà fine alla sua triste vita da solo molto probabilmente
2014-06-17 17:15:18
Non glielo faranno fare, chi lo ha in custodia non è così incompetente, è un gesto che avranno previsto.

Deve essere bravo a fargli pensare che non lo farà e farlo quando scenderà la soglia di attenzione.

Però, esprimo solo una mia idea e perendetela come tale, gli concederei questo gesto, molto onorevole nelle sue condizioni attuali.
Avrebbe dovuto farlo subito, prima di essere preso.
2014-06-17 17:16:01
la vendetta è una forma di giustizia sono d'accordo; però è una giustizia individuale, e quindi impossibile da accettare in una comunità. Su questo dovremmo essere tutti d'accordo: non può essere l'individuo ad amministrare la giustizia secondo parametri soggettivi; è lo Stato a doversi occupare della punizione del reato di un proprio cittadino e deve farlo verificando fino all'estremo la possibilità di recupare quel suo cittadino alla comunità.

Che il colpevole riesca a cominciare una nuova vita è giusto; è appunto la ragione che giustifica la privazione della libertà da parte dello Stato. Ottenere permessi, incontrare altre persone, sposarsi dovrebero essere tutte tappe di un percorso vero di ricostruzione di se stessi.

Che invece il colpevole diventi un divo proprio perchè colpevole, "sfruttando" il delitto commesso, non è giusto. Tuttavia non è colpa sua quanto di chi "gli compra i libri"; è sgradevole, per usare una parola gentile, ma lo è soprattutto per quanto rivela di noi stessi. Penso a Vallanzasca o, per restare nella mia Sardegna, a Graziano Mesina.
Sono cose inaccettabili hai ragione, ma possibili proprio perchè "noi" le accettiamo ogni volta che cediamo alla curiosità, in genere morbosa, di conoscere il lato oscuro, le sue motivazioni, le sue sensazioni.
2014-06-17 17:17:27
è evidente che se si è coinvolti in prima persona la reazione sia fortemente emotiva
ma dallo stato non mi aspetto nulla che possa ricondurre a rabbia, vendetta o far west. Tra l'altro molti dei mostri del passato sono entrati nella storia, per qualche svitato sono pure dei miti, cosa che mi pare ancora più abominevole della pena di morte stessa


ecco
+1
2014-06-17 20:33:09
ti quoto
2014-06-18 13:05:00
Fino a quando non si sarà fatta chiarezza sui meccanismi che portano a simili barbarie io, tendenzialmente, eviterei di uccidere qualsiasi essere vivente sulla terra.
2014-06-18 15:42:03
articolo molto interessante. Grazie Akiro

Mi ha ricordato Spinoza e il tema del libero arbitrio... come in quest'articolo

Spinoza: determinati dunque non colpevoli


di cui riporto la conclusione

Sulla mancanza di libertà per l'essere umano, nell'Etica Spinoza scrive: «Questa dottrina contribuisce alla vita sociale in quanto insegna a non odiare nessuno, a non avere disistima per nessuno, a non dileggiare nessuno, a non adirarsi con nessuno». Spesso giustifichiamo le nostre espressioni di indignazione e le pene che infliggiamo sostenendo che chi le riceve se lo merita proprio per ciò che ha fatto. Se però ci convinciamo di non avere quella libertà che è richiesta per la responsabilità morale nel senso classico, dovremmo considerare illegittima tale giustificazione. Spinoza era preoccupato delle conseguenze dannose prodotte dall'assunzione della libertà umana; nella sua plausibile prospettiva, se rifiutiamo quell'idea di libertà, nel complesso, ne avremo un vantaggio.

(edited)