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Subject: Macroeconomia I

2014-08-05 16:55:38
quindi?
se è reato (reato di opinione peraltro) ci sarà un pm che accusa e un giudice che giudica.
Invece c'è un ministro che deporta.

chiamatela democrazia..
2014-08-05 17:13:37
Infatti non capisco la deportazione, pardon, espulsione.
Però non so se sia reato di opinione, forse in aggiunta all. Istigazione a delinquere, che è un.altra cosa.
2014-08-05 21:18:23
Infatti non capisco la deportazione, pardon, espulsione.
Però non so se sia reato di opinione, forse in aggiunta all. Istigazione a delinquere, che è un.altra cosa.


Appunto passa per il pm e 3 gradi di giudizio. Non per un'espulsione di un ministro peraltro già artefice di una espulsione dichiarata illegale.

Il punto che volevo chiarire era appunto questo:

elezioni, libertá di parola, libertá di stampa di per se non sono indici di democrazia.

Mussolini venne sempre eletto, cos¡ come il dittatore strossner, così come l'assemblea del popolo cinese.

Tra l'altro come potremmo definire dittatura la cina domani quando il nostro senato si elegge come la loro assemblea del popolo, quando per aprire una rivista o un giornale bisogna passare a registrarsi in tribunale, quando per pubblicare un film ci vuole il visto censura e quando per fare il giornalista bisogna avere l'iscrizione all'albo.

La democrazia sta nel metodo perchè se tu violi la costituzione per fare la riforma del senato, e la stanno violando, non puoi più dire che mussolini violò lo statuto albertino per farsi eleggere.

Delle due quindi: o mussolini non era un dittatore oppure noialtri stiamo andando verso una dittatura, o meglio un'oligarchia dove non c'è un dittatore ma un gruppo di potenti che sceglie il manichino di turno da mettere li a fare quello che il gruppo di potere vuole.
2014-08-05 23:03:04
Riassumendo:

1. Nel mondo occidentale la forma di economia dominante si ispira al libero scambio, chiamiamolo capitalismo o liberismo, più o meno spinto o moderato dallo Stato
2. Il mondo occidentale è costituito essenzialmente da democrazie, dove il popolo è in grado di scegliere chi li rappresenta, quantomeno a livello di partito, e di cambiare chi non gli è piaciuto. Non è detto però che i governi prendano sempre le decisioni che meglio favoriscono il popolo stesso in quanto interessati anche all'appoggio di altri tipi di organizzazioni, politiche, economiche o altro
3. Nel mondo occidentale c'è una stampa abbastanza libera, e comunque c'è la possibilità di reperire le informazioni necessarie a prendere le decisioni di politica economica
4. Nel mondo occidentale esistono le lobby, palesi o occulte, in grado di influenzare chi prende le decisioni, ma nessuna lobby da sola è in grado di influenzare o addirittura manipolare il mercato per un periodo di tempo superiore al brevissimo
5. Certamente esistono le asimmetrie informative, con persone molto preparate e un gran parco buoi, ma questo vale in tutto il mondo, in tutte le epoche e in tutti i regimi politici ed economici. È una variabile non eliminabile e, quindi, non dovrebbe essere considerata in un'analisi differenziale. Allo stesso modo, non dovremmo considerare fattibili modelli economici che si basano sull'eliminazione di questa variabile.
6. Per la nostra analisi, possiamo assumere che ognuno persegua il proprio interesse e che gli scambi siano a somma zero, con una domanda e un'offerta contrapposte che formano il prezzo. È una semplificazione un po' forte, ma senza questa semplificazione l'analisi diventa molto più complicata.
7. La tecnologia attuale sta portando irreversibilmente verso un'economia globalizzata, in cui ognuno deve competere in ogni settore non più con l'azienda vicina, ma con i migliori al mondo
8. La tecnologia sta anche portando all'eliminazione delle barriere geografiche. Questo fa sì che spesso gli stati nazionali si rivelino inadeguati a normare fenomeni che hanno scala globale
9. È in corso un massiccio spostamento del potere economico verso le nazioni/regioni demograficamente meglio attrezzate, con popolazioni numerose e giovani (e povere, quindi disposte a lavorare a condizioni peggiori)
10. La grandezza per misurare la ricchezza di una nazione è il PIL. È imperfetto, ma è ancora il più oggettivo e standardizzato possibile, oltre a essere quello su cui si trovano più informazioni
11. Gli effetti delle politiche economiche messe in atto possono essere sterilizzati, attenuati o diluiti nel tempo dall'apparato burocratico esistente

Se vi va bene, passerei al passo successivo: la definizione del PIL
(edited)
2014-08-05 23:10:17
Diciamo che lo scopo del thread è di costruire un inseme di regole, di rapporti causa-effetto, di analisi delle interrelazioni, un modello macroeconomico insomma che ci aiuti a capire quello che succede. Costruirlo da noi farà sì che sia compreso molto più in profondità di quanto non sarebbe prendendolo da qualche altra parte, perché non sarebbero state discusse le assunzioni di base.
Se poi faremo un buon lavoro, magari potremo usare il modello per predire gli eventi futuri, e magari guadgnarci qualcosa, o proteggerci da perdite
Non mi interessa invece definire come "dovrebbero" essere le cose, né cosa dovrebbe fare il governo (o addirittura come creare una vera democrazia), in quanto non abbiamo nessuna influenza sugli eventi e quindi sarebbe solo un esercizio filosofico
2014-08-05 23:22:13
Perfettamente d'accordo sul negretto del punto 2.

restano in piedi il
punto 3, ossia manipolazione dell'informazione e il
4 ossia essendo provato che le lobby possano influezare e manipolare nel lungo periodo (vedi caso iteressi interbancario, caso ram samsung, cartelli sui carburanti)
5) le asimmetrie vanno invece analizzate perchè roprio da queste asimmetrie che le banche e le corporation traggono vantaggi.
7) la globalizzazione non è una caso dovuto alla tecnologia: è un processo accuratamente studiato e voluto.
2014-08-05 23:38:27
Ti posto questo, io l'avevo scritto ieri:

http://www.huffingtonpost.it/nadia-urbinati/gente-bollette-costituzione-putinismo-europa_b_5649927.html?utm_hp_ref=italy
2014-08-06 00:37:47
Punto 3. Ho detto che il tipo di informazione che ci interessa sono le misurazioni dell'economia, e che abbiamo accesso più o meno agli stessi dati che hanno i policy maker. Non ci sono dati nascosti, o manipolati in modo macroscopico senza che il mondo economico se ne accorga e ne tenga conto
Punto 4. Nessuna di queste manipolazioni è in grado di modificare sensibilmente le variabili che andremo a considerare. L'interesse interbancario riguardava qualche punto base, il cartello sui carburanti non sposta il PIL di molto
Punto 5. Le asimmetrie le consideriamo. Non consideriamo l'ipotesi che siano eliminabili
Punto 7. La tecnologia non è la causa della globalizzazione, ma il suo fattore abilitante. Secondo me la globalizzazione è una forza indipendente, non qualcosa di creato, ma alla fine non cambia molto. C'è e resterà. Ricordo che non mi interessa stabilire se sia giusto o no. Solo che c'è

Ok?
2014-08-06 00:49:40
Vediamo se ho afferrato, vorresti prevedere uno scenario futuro probabile in modo da orientare le nostre scelte microeconomiche?
Senza troppe analisi credo che la miglior scelta attuale sia vender tutto ed espatriare. Eheie come si sta lì da te :p?
2014-08-06 08:01:04
Se vi va bene, passerei al passo successivo: la definizione del PIL

vai!
Anche se non mi è chiaro perchè non dovremmo prendere per buono il valore così com'è e soprattutto considerare che il pil è UNO degli indicatori del benessere di una nazione.
Per dire a me interesserebbe anche l'occupazione e la distribuzione del reddito!
2014-08-06 14:25:05
Per dire a me interesserebbe anche l'occupazione e la distribuzione del reddito!

Soprattutto la distribuzione del reddito: ancora si crede che le crisi producano disuguaglianza del reddito... La disuguaglianza del reddito è CAUSA delle crisi e NON conseguenza.
2014-08-06 14:28:32
Vediamo se ho afferrato, vorresti prevedere uno scenario futuro probabile in modo da orientare le nostre scelte microeconomiche?
Senza troppe analisi credo che la miglior scelta attuale sia vender tutto ed espatriare. Eheie come si sta lì da te :p?


Un laureato sta bene. Un laureato in informatica con ottima esperienza in oracle qui prende non peno di 2000-2500 euro al cambio con u costo della vita che è 4 volte inferiore.
Fai tu...

Io prendo 1000 euro netti e sono un quadro intermedio sempre con un costo della vita di 4 volte inferiore. Se in Italia mi danno 2500-3000 euro (netti ovviamente) torno domani... Me li danno? No ovviamente e io resto qua ;)
(edited)
2014-08-06 14:55:13
La disuguaglianza del reddito è CAUSA delle crisi e NON conseguenza.

sì e no. che la disugaglianza dei redditi sia tra le concause dell'attuale crisi è evidente. tuttavia le strategie adottate per uscire dalla crisi possono aumentare o diminuire la disuguaglianza. nella situazione attuale la crisi è stata sfruttata per accrescere la disuguaglianza dei redditi (tramite le c.d. "riforme del lavoro").
quindi, almeno per la crisi attuale, la disuguaglianza è sia causa che conseguenza.

fine ot
2014-08-06 22:57:17
Per la definizione del PIL userei la formula keynesiana

Y= C+G+I+(X-M)
Y= PIL
C= consumi
G= spesa pubblca
I= investimenti privati
X= esportazioni
M= importazioni

Il PIL indica la produzione di ricchezza di un paese. La crescita del PIL è un indicatore della salute di un'economia ed è il principale obiettivo della politica economica.

So che queste assunzioni sono forti, che il PIL non tiene conto di molte cose "intangibili", che ha i suoi paradossi, che non stiamo tenendo conto della distribuzione della ricchezza ecc. Però per il momento stiamo solo definendo cos'è il PIL, perché è importante e da cosa è costituito.

Se siamo d'accordo fin qui, esaminiamo le singole componenti e cosa le influenza
2014-08-06 23:03:28
scusa eh..
non sono daccordo che il pil è il principale obiettivo della politica economica.


Il principale obiettivo di una politica è una questione politica (io dico occupazione, diamanti sovranità, tu puoi dire pil, sucm dirà redistribuzione, felix investimento, eheieh stabilità etc etc..)

Sono daccordo che lo definiamo così e che è un indicatore importante e significativo. Anche se ancora non mi è molto chiaro a che fine fare queste premesse..
2014-08-06 23:14:28
Ho detto che la crescita del PIL è il principale obiettivo
Per semplificare assumo che quando il PIL cresce l'economia va bene, l'occupazione cresce e tutti sono più felici.
Le politiche economiche toccano leve per aumentare i consumi e far crescere gli investimenti, quindi per far crescere il PIL
Anche la redistribuzione del reddito spesso viene giustificata dicendo che i paesi con meno disparità crescono di più

Mi sembra la via più semplice

Vogliamo metterla in discussione?