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Subject: Attacchi terroristici

2015-11-17 07:49:55
L'unico modo per combattere questo tipo di terrorismo è sconfiggere la povertà, ovunque.
Togliendo quella togli l'humus su cui attecchiscono i deliri dei fanatici.


Senza arrivare fin li,
riuscire a portare istruzione ovunque, anche laddove ora è improbabile, rendere l'istruzione stessa completamente laica.
Ecco, già questi due traguardi secondo me limiterebbero il fanatismo. In ogni direzione.
2015-11-17 09:26:09
Inizierei con il non andare a prenderli in acque internazionali, come dicevo, come fanno in Australia.
Non è il numero o la distanza il problema, ma il concetto.
Noi accettiamo che arrivino barche non autorizzate sul suolo italiano, noi andiamo a prenderli in territorio non italiano, loro li cacciano perchè non autorizzati.

SE il controllo si facesse sui confini marini e non terrestri sarebbe "più facile".

E' ovvio che non è facile, ma non capisco perchè andare a prendere persone al più sconosciute e portarle dentro il territorio, e una volta dentro il territorio accettare tutti indistintamente.


c'era una volta un paese con uno standard economico di vita tra i più alti del suo continente, con liv. di istruzione e di serv. sociali ai vertici dei paesi in via di sviluppo.
Poi lo abbiamo bombardato, ucciso il dittatore che lo reggeva e foraggiato diverse fazioni di guerriglieri per prenderne il controllo indirettamente.
Il paese ora è in guerra civile, i civili scappano (anche quelli che una volta facevano una vita dignitosa a casa loro..) non c'è controllo delle loro frontiere col resto del continente e i trafficanti di armi droga e persone fanno affati d'oro, protetti dai più vari delinquenti armati del mondo che accorrono come formiche sul miele.
I disperati che sono le vittime di tutto questo arrivano sulla costa, son messi in mare contro ogni buon senso (spessissimo pagando)..

e tu vorresti sottrarti alla responsabilità di averceli messi tu e lasciarli morire in mare?
E' questa la soluzione?

mi spiace dirlo ma la soluzione era Gheddafi.. e la nuova soluzione è un nuovo Gheddafi..
altrimenti, se credete, possiamo decidere di invadere la libia..
:|
2015-11-17 09:50:46
australia si infatti un altro stato geograficamente normale:D
2015-11-17 10:15:28
Perchè ti fanno schifo le tradizioni come il dialetto? C'è una certa esterofilia anche nelle tradizioni, se arrivano da fuori son belle e se arrivano da dentro son brutte?
Riguardo all'immigrazione ci sono tre notazioni
A) se fai le guerre poi è ovvio che qualcuno da lí scappi
B) chi scappa non è il più disperato ma è chi è della middle class, i più disperati sono sempre quelli che non avranno mai salvezza e sono sempre i meno tutelati: un povero nigeriano avrà mai 5000€ per pagare uno scafista? Ovviamente no, ci sono cittadini di serie A e serie B anche lí e ce ne dimentichiamo facilmente
C) è anche facile che in molti se ne approfittano, tre anni fa in questa zona c'era un ragazzo siriano che non trovava lavoro e non finiva mai la scuola, non lo conoscevo bene ma mi ricordo che giocandoci a calcio una sera mi ha detto "beh ti saluto in sti giorni butto tutti i documenti e divento rifugiato politico in Danimarca", da quel che so è ancora lí con un bel lavoro, ma penso che la Siria non l'abbia mai vista in tutta la sua vita :D
D) è chiaro che l'immigrazione sia qualcosa imposta dall'alto, come diceva D'Alema dieci anni fa, servono piú o meno 30 milioni di immigrati nei prossimi anni, e il modo più facile per importarli non è aumentare l'attrattiva verso i paesi più ricchi (poi quelli che arrivano vogliono più soldi e più tutele) ma spingere tante persone che non hanno idea di che cosa sia uno stipendio e delle tutele sul lavoro (a parte i siriani) a venire qui per diventare schiavi, ben sapendo che c'è un alone di radicalchicchismo alla radice di ogni europeo che non farà pensare a niente se non a " poverino scappa dalla guerra " anche se viene da una nazione non in guerra anziché pensare "non fare più delle cazzo di guerre" perchè l'unica vera realtà è che noi stiamo solamente importando manodopera a bassissimo costo, senza identità culturale (quindi più facile da "unificare" negli USE un domani), dimenticandoci degli ultimi che staranno ancora lí e soprattutto dimenticandoci che le emigrazioni non hanno mai aiutato nessun paese da cui le persone sono emigrate ma solo le grosse industrie del paese di arrivo
Io sono in parte discendente di terroni, ho nonni pugliesi, la Puglia ha giovato della forte emgrazione anni '50 o ne ha approfittato solo il signor Breda a Milano?
Tra 50 anni il Mali e laLibia faranno un minimo passo avanti? Ovviamente no, quindi i poveri lí rimarranno poveri, pronti per essere schiavizzati anche un domani
2015-11-17 10:30:56
piccolo riassunto storico (spero valido) sulla Siria, perché spesso non si sa di che cazzo si sta parlando
2015-11-17 10:36:43
2015-11-17 11:02:13
Un paio di spunti.

La strategia dietro gli attentati di Parigi

Da Osama bin Laden ad Abu Bakr al Baghdadi
...
Al Qaeda era un’organizzazione rivoluzionaria che aveva l’obiettivo di rovesciare i governi arabi e a prendere il potere nei loro paesi per poi trasformarli in base alla sua ideologia estremista. Il problema era che i movimenti islamisti faticavano ad avere un sostegno popolare nel mondo arabo, e senza un sostegno di massa è difficile fare una rivoluzione.

L’innovazione introdotta da Osama bin Laden è stata quella di spostare la mira dai governi arabi a quelli occidentali, nella speranza di spingere questi a lanciare delle invasioni che avrebbero radicalizzato molti arabi, gettandoli tra le braccia degli islamisti. Le sue speranze si sono concretizzare con l’invasione dell’Iraq nel 2003.

...



La storia ci insegna che la guerra non ferma il terrorismo
(edited)
2015-11-17 11:14:55
Internazionale è un universo che va compreso da un dottore, la rivista che più difende l'UE e poi mette articoli di Chomsky che la odia e contro la guerra
E' come se Libero e il Giornale, pagati da Berlusconi, facessero campagne contro la prostituzione
Chi è contro la guerra è contro l'UE, ne ha già fatte 3 in...quanti anni?
2015-11-17 12:13:54
Ma che significa il tasso di crescita? Se parti da 0 e vai a 1 hai crescita infinita

???

La Corea del Sud ha praticamente lo stesso, identico PIL dell'Italia.

Con la differenza che loro sono in salita, in crescita, mentre ilnostro trend e' negativo.

Standard di vita, consumi e redditi dei coreani sono del tutto simili ai nostri.

Noi siamo 60 milioni, loro 50.
Noi siamo il 10° PIL al mondo, loro il 12°.
Noi abbiamo qualche risorsa naturale, poche. Loro NESSUNA.
Noi abbiamo una produzione agricola (pensa ai vini o ai formaggi o ai salumi). Loro ZERO.

Fin qui le analogie.

Poi ci sono le differenze:
noi abbiamo il 12% di disoccupati. Loro il 3%.
la nostra disoccupaizone giovanile e' al 37%. La loro al 9%.

Quindi i tassi di crescita differenti non sono dovuti al fatto che loro partono da zero.

La realta' e' che se facciamo una fotografia, siamo apparigliati.
Ma se vediamo le cose in movimento loro stanno andando a 200 all'ora e noi a 60.
2015-11-17 12:19:59
Che poi son dei fessi, perchè se facessero la Corea e basta andrebbero a 400 all'ora, e se si unissero a Taiwan e alle Filippine andrebbero a 500, per fortuna che nessuno l'ha capito tranne noi europei, ora la macchina s'è un po' ingolfata ma va che è un piacere
2015-11-17 13:07:02
Capisco la tua ironia e in parte la condivido.

Pero' c'e' da dire che, al di la' del modo con cui ci hanno "costretti" ad essere europei, l'unita' d'Europa socio-culturale non la vedrei male.

Ovvio che se rimane l'Europa delle banche, a rimetterci siamo solo noi cittadini.

La moneta unica, di per se, non e' una cosa cattiva. Lo diventa nel momento in cui non si creano i contrappesi che possano sostenerla.
E qui di contrappesi non se ne parla proprio.

I nostri politici (tutti, non solo gli italiani) hanno a cuore la rielezione.
E per loro e' piu' facile accaparrarsi i voti della gente spaventata, senza soldi, senza cultura, senza speranza... promettendo un mondo fatto di muri e di barconi affondati al largo delle "nostre" coste.

In fondo e' una riedizione del "mare nostrum" mussoliniano, ridipinto di verde o in giacca, cravatta e loden.
2015-11-17 13:13:57
La moneta unica, di per se, non e' una cosa cattiva. Lo diventa nel momento in cui non si creano i contrappesi che possano sostenerla.

Se io mi butto a mare con un mattone legato al piede affondo. punto.
hai voglia a dire che affondo perchè non so nuotare bene (non sei competitivo) perchè sono grasso (ho il debito pubblico o privato), perchè non ho l'abbigliamento giusto (le infrastrutture) o perchè non ho il salvagente (i "contrappesi")

non esistono "contrappesi", quando ti chiudi nel ring con uno più grosso le regole le fa lui. Hai voglia a insistere che deve fare dire.. etc ricordatevi che la politica è la prosecuzione della guerra con altri mezzi, e che quindi il più grosso non prende ordini. Costringersi a dovere trattare significa partire PERDENTI.

L'errore più comune di interpretazione dell'unione monetaria è che sia un pezzo incompleto di altro, ma non è così, è un fattore che DA SOLO è sufficiente a produrre tutta una serie di effetti non desiderabili (per chi vive lavorando). Se poi uno mi vuol dire che mi devo buttare a mare con un mattone legato sul piede, ma con il "salvagente" come contrappeso.. boh.. per me è un controsenso!
2015-11-17 13:14:54
I nostri politici (tutti, non solo gli italiani) hanno a cuore la rielezione.
E per loro e' piu' facile accaparrarsi i voti della gente spaventata, senza soldi, senza cultura, senza speranza... promettendo un mondo fatto di muri e di barconi affondati al largo delle "nostre" coste.


una volta..
una volta volevano la rielezione e un paese ricco da depredare.
Oggi sono dipendenti di altri, eseguono e passano a un altro task.
2015-11-17 13:20:19
Cosa c'è di utile nel creare un mega paese, sapendo che ha basi non democratiche dalla nascita e che è governato da banche (dire Ovvio che se rimane l'Europa delle banche è un po' come dire Mussolini ha fatto le bonifiche, peccato per i negri, però a parte loro tutto bene), e soprattutto è qualcosa di cui sentiamo la mancanza? Credo nessuno, non ho mai visto gente che scendeva in piazza prima della nascita dell'UE a richiedere un mega stato che non è mai esistito prima nella storia, mai, ed è un unicum nella storia dell'uomo, così come è un unicum che una nazione venga creata ed imposta da 5-10-100 persone che decidono per 700 milioni, queste prerogative le aveva la Germania nazista o la Cina di Mao, non nazioni in cui abiterei volentieri, sceglie uno per milioni di persone
Senza considerare che se guardiamo qualsiasi, ma proprio qualsiasi, indicatore sulla qualità di vita, le nazioni ai primi posti sono sempre:
Svezia
Svizzera
Canada
Australia
La più grande di queste ha la metà della popolazione dell'Italia
Non vedo MAI in queste classifiche:
USA, Russia, Cina, Brasile, Messico, Indonesia
MAI
2015-11-17 13:47:03
Non ho mai detto che grande è automaticamente bello
Siete voi che dite che è automaticamente brutto
Il punto di equilibrio non lo so qual è, ma non dò per scontato che siano gli attuali confini nazionali, come fate invece voi


Lascia perdere i "voi".
Rimaniamo alla ciccia del discorso.
Partendo dalle cose semplici.

Una volta che abbiamo gli stati uniti d'europa, capitale bruxelles, governo a bruxelles, con presidente del consiglio un lituano, ministro delle politiche agricole uno slovacco, della difesa un lettone, della cultura un francese, degli esteri un cipriota, delle finanze un tedesco, e del lavoro un estone, quale è il guadagno in termini democratici?
Si snellisce o si ingolfa il processo decisionale?
Se in italia si elimina il senato, perché i tempi del dibattito sembrano troppo lunghi, e si vuole favorire un maggioritario secco, cosa succede per una macronazione di oltre 300 milioni di persone?
Secondo te, verrà presa più o meno in considerazione l'opinione del singolo?
Il tuo voto pesa di più o di meno?
Ed in generale, il voto di chi la pensa come te, peserà di più o di meno?
Secondo te, le differenze e le preferenze in termini di politica economica e sociale, verrebbero prese in considerazione, o si andrebbe verso un polpettone politico unico, in cui si sceglie solo il rappresentante, ma che di fatto è guidata da un pilota automatico?
Con una meganazione in cui qualsiasi cittadino avrà possibilità pari a zero di far sentire la propria voce al governante di turno, la degenerazione oligarchica è più o meno probabile?

E come si diramerebbero i conflitti interni, considerando che i disequilibri sono naturali?
Secondo te ci sarebbe possibilità per le regioni indietro di competere e superare le regioni avanti, oppure no?
La competizione è più o meno favorita? La concorrenza?
Ed in regime capitalista, le regioni svantaggiate, sarebbero più o meno sfruttate?
La politica sarebbe più o meno assoggettata alla finanza?

Proviamo a ragionarci un po' su, ed allora, forse invece di ragionare su quale nazione spaccherebbe il culo a chi, si torna a ragionare di rapporti tra classi.

Certo, se si vede sempre un complotto dappertutto, non ci si fida di nessuno

Quale complotto?
Questo termine lo stai tirando fuori tu.

E cosa vuol dire fidarsi di qualcuno?
La politica è accettazione fideistica?
Perché la storia insegna che un popolo che si fida, è un popolo assoggettato.

E come direbbe qualcuno che ci capisce più di me:
La funzione delle masse in democrazia non è quella di governare, ma di intimidire i governanti.

(edited)
2015-11-17 13:57:20
Intanto non si è mai parlato di uno stato unico, ma di una federazione.
persino gli Stati Uniti, dopo 200 anni di unione, hanno ancora 50 stati con leggi diverse tra loro
Poi non ho ancora capito perché sia più facile per le regioni deboli competere senza unione (non mi ritirate fuori la svalutazione competitiva perché sapete che non mi convince per niente)
Infine, è chiaro che il voto di un singolo perde peso, ma alla fine il voto di chi la pensa come te rimane uguale. Nelle percentuali nom contano i valori assoluti