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Subject: Attacchi terroristici
fatti di Colonia lasciano tutti senza parole, questo è certo. Ma in Germania le persone più consapevoli sono già da tempo furiose per la diffusione della cosiddetta cultura dello stupro. Parlare della violenza di Capodanno come di un evento singolare in una Germania altrimenti "buona" è una cosa assurda, forse una delle più esagerate che sia stata riportata in merito alla faccenda. Improvvisamente tutti parlano di rape culture—intendendola come un fenomeno che viene da altri paesi, perché tutti i testimoni sentiti dalla polizia hanno parlato di uomini che sembravano "arabi" o "nordafricani", insomma non uomini bianchi. Il sindacato della polizia tedesca ha dichiarato che è "improbabile" riuscire a dimostrare reati "individuali e in termini concreti," e che è perciò incerto se "nel caso delle aggressioni di Colonia si possa arrivare anche solo a una condanna."
Che la società e le istituzioni non siano in grado di proteggere le vittime e individuare i colpevoli non è una novità, e non dipende certo dal fatto che in Germania la rape culture—ovvero la diffusione e la tolleranza all'interno della società della violenza sessuale—non sia già radicata: in effetti, la rape culture esiste da tempo in Germania.
A ogni grande evento come l'Oktoberfest, violenze sessuali e stupri non mancano: "Il solo tragitto verso il bagno diventa una sfida. Uomini sconosciuti che cercano di abbracciarti, pacche sul sedere, tentativi di alzarti la gonna e una pinta versata di proposito nella scollatura sono il bilancio di soli 30 metri," scrivevano Karoline Beisel e Beate Wild nel 2011 sulla Suddeutschen Zeitung. E continuavano, "Se reagisci in modo scontroso, ti danno della 'troia' o peggio." In media a ogni Oktoberfest vengono denunciati dieci stupri—e si dice che quelli non denunciati arrivino anche a 200.
Insulti, molestie sui mezzi pubblici, pedinamenti fino alla porta di casa, stupri da parte di amici di famiglia o la polizia che non crede a chi li denuncia: con l'hashtag #aufschrei [traducibile come "urlo"] moltissime persone hanno condiviso le proprie esperienze. Ma cosa rispondeva allora la destra conservatrice? Che erano solo uomini un po' impediti e incompresi che tentavano l'approccio e che le donne non dovevano prendersela così tanto—anzi, dovevano prenderlo come un complimento.
L'hashtag #aufschrei non è stato solo una risposta all'articolo uscito sulla rivista Stern sul modo sessista in cui il politico Rainer Brüderle aveva trattato una giornalista. Era una campagna di denuncia del sessismo nel quotidiano e delle molestie sessuali. Era una liberazione, l'opportunità di parlare finalmente di cose che altrimenti sono tabù, o che addirittura stanno diventando la normalità. Molti hanno sostenuto che #aufschrei fosse un attacco diretto al politico, mentre è proprio quello che dovremmo fare tutti i giorni: far sentire sempre la nostra voce contro il sessismo, le violenze sessuali quotidiane, e sul fatto che abbiamo un problema radicato di cui ci ostiniamo a non parlare.
LA SITUAZIONE IN GERMANIA
L'hashtag non fa che confermare quanto dicono le statistiche. Secondo uno studio, nel 2004 10mila donne tedesche sono state vittime di molestie e il 13 percento delle donne, ad oggi, ha vissuto un'esperienza di questo tipo. E cosa ancora più scandalosa: solo tra il cinque e l'otto percento di queste donne hanno denunciato i fatti alla polizia. Ciò significa che il 95 percento delle donne che subiscono violenze non sporgono denuncia. Ma non è una scelta di pudore; le vittime vanno incontro a rischi seri nel momento in cui denunciano i fatti. Spesso vengono accusate di essere delle bugiarde. È una dinamica piuttosto evidente, dato che nell'87 percento dei casi i processi si risolvono con un'assoluzione.
Il motivo risiede nell'articolo 177 del codice penale, per cui per pronunciare una condanna bisogna prendere in considerazione anche il comportamento della vittima. Affinché il colpevole sia condannato, la vittima deve provare di aver opposto resistenza. Uno schema assurdo, basato su idee perverse del come e del perché si possa esercitare violenza. Così, la paralisi causata dallo shock può diventare il motivo per cui una condanna non viene emessa. Per capire quanto sia ridicolo, basta immaginare questa legge applicata al furto. "Siamo spiacenti, non hai stretto abbastanza la borsa, è colpa tua." La proposta del sindaco di Colonia Henriette Reker che le donne debbano tenersi a un braccio di distanza dagli sconosciuti è un po' la stessa cosa.
Copiato dal sito Vice (che non so che roba sia)
Che la società e le istituzioni non siano in grado di proteggere le vittime e individuare i colpevoli non è una novità, e non dipende certo dal fatto che in Germania la rape culture—ovvero la diffusione e la tolleranza all'interno della società della violenza sessuale—non sia già radicata: in effetti, la rape culture esiste da tempo in Germania.
A ogni grande evento come l'Oktoberfest, violenze sessuali e stupri non mancano: "Il solo tragitto verso il bagno diventa una sfida. Uomini sconosciuti che cercano di abbracciarti, pacche sul sedere, tentativi di alzarti la gonna e una pinta versata di proposito nella scollatura sono il bilancio di soli 30 metri," scrivevano Karoline Beisel e Beate Wild nel 2011 sulla Suddeutschen Zeitung. E continuavano, "Se reagisci in modo scontroso, ti danno della 'troia' o peggio." In media a ogni Oktoberfest vengono denunciati dieci stupri—e si dice che quelli non denunciati arrivino anche a 200.
Insulti, molestie sui mezzi pubblici, pedinamenti fino alla porta di casa, stupri da parte di amici di famiglia o la polizia che non crede a chi li denuncia: con l'hashtag #aufschrei [traducibile come "urlo"] moltissime persone hanno condiviso le proprie esperienze. Ma cosa rispondeva allora la destra conservatrice? Che erano solo uomini un po' impediti e incompresi che tentavano l'approccio e che le donne non dovevano prendersela così tanto—anzi, dovevano prenderlo come un complimento.
L'hashtag #aufschrei non è stato solo una risposta all'articolo uscito sulla rivista Stern sul modo sessista in cui il politico Rainer Brüderle aveva trattato una giornalista. Era una campagna di denuncia del sessismo nel quotidiano e delle molestie sessuali. Era una liberazione, l'opportunità di parlare finalmente di cose che altrimenti sono tabù, o che addirittura stanno diventando la normalità. Molti hanno sostenuto che #aufschrei fosse un attacco diretto al politico, mentre è proprio quello che dovremmo fare tutti i giorni: far sentire sempre la nostra voce contro il sessismo, le violenze sessuali quotidiane, e sul fatto che abbiamo un problema radicato di cui ci ostiniamo a non parlare.
LA SITUAZIONE IN GERMANIA
L'hashtag non fa che confermare quanto dicono le statistiche. Secondo uno studio, nel 2004 10mila donne tedesche sono state vittime di molestie e il 13 percento delle donne, ad oggi, ha vissuto un'esperienza di questo tipo. E cosa ancora più scandalosa: solo tra il cinque e l'otto percento di queste donne hanno denunciato i fatti alla polizia. Ciò significa che il 95 percento delle donne che subiscono violenze non sporgono denuncia. Ma non è una scelta di pudore; le vittime vanno incontro a rischi seri nel momento in cui denunciano i fatti. Spesso vengono accusate di essere delle bugiarde. È una dinamica piuttosto evidente, dato che nell'87 percento dei casi i processi si risolvono con un'assoluzione.
Il motivo risiede nell'articolo 177 del codice penale, per cui per pronunciare una condanna bisogna prendere in considerazione anche il comportamento della vittima. Affinché il colpevole sia condannato, la vittima deve provare di aver opposto resistenza. Uno schema assurdo, basato su idee perverse del come e del perché si possa esercitare violenza. Così, la paralisi causata dallo shock può diventare il motivo per cui una condanna non viene emessa. Per capire quanto sia ridicolo, basta immaginare questa legge applicata al furto. "Siamo spiacenti, non hai stretto abbastanza la borsa, è colpa tua." La proposta del sindaco di Colonia Henriette Reker che le donne debbano tenersi a un braccio di distanza dagli sconosciuti è un po' la stessa cosa.
Copiato dal sito Vice (che non so che roba sia)
Per chi mastica l'inglese, ci sono 2 video interessanti sulla situazione in Svezia, paragonata agli episodi di Colonia. Sostanzialmente il tizio dice che episodi come quello di Colonia e di decine di altre città a capodanno, non sono certo una novità per la Svezia, e che i media stanno coprendo e alterando le statistiche da anni per evitare in tutti i modi di alimentare il razzismo.
Ah, e a parlare è un ragazzo che giunse anni fa in Svezia dalla Bosnia, da rifugiato.
Ah, e a parlare è un ragazzo che giunse anni fa in Svezia dalla Bosnia, da rifugiato.
Gli "uomini" che fanno un qualsiasi atto di violenza, che possa essere un insulto, uno schiaffo o più, contro una donna sono più piccoli dentro di uno scarafaggio.
Omm'e merd
Omm'e merd
oddio, son mica sicuro d'essere d'accordo in assoluto (sfanculiare è un insulto?)... mo' dormo e domani ti dico :)
io ho sempre pensato che bisogna proprio capirsi con la "violenza sessuale"
è violenza sessuale anche fare apprezzamenti sessuali espliciti (cioè senza alcun contatto fisico)?
E' naturale che persone di culture diverse (importate con l'immigrazione, e che magari potremmo definire senza eccesso di politically-correct anche più arretrate) si scontrino con regole che non possono immaginare.
Ovvio poi che una società ricca, quando importa "poveri" importa anche delinquenza. Il tasso di microcriminalità è OVVIAMENTE correlato alle condizioni economiche.
Quindi, da un lato vorrei dire niente di nuovo, dall'altro mi spaventa un po' la correlazione IMMIGRAZIONE -> VIOLENZA SESSUALE perchè tocca delle corde di irrazionalità umana e porta ovviamente ad atteggiamenti di chiusura ideologica e xenofobia.
Rassegnatevi, l'immigrazione continuerà a prescindere dalle scelte politiche sino a quando dietro ad un confine ci sarà un posto dove si vive meglio.
è violenza sessuale anche fare apprezzamenti sessuali espliciti (cioè senza alcun contatto fisico)?
E' naturale che persone di culture diverse (importate con l'immigrazione, e che magari potremmo definire senza eccesso di politically-correct anche più arretrate) si scontrino con regole che non possono immaginare.
Ovvio poi che una società ricca, quando importa "poveri" importa anche delinquenza. Il tasso di microcriminalità è OVVIAMENTE correlato alle condizioni economiche.
Quindi, da un lato vorrei dire niente di nuovo, dall'altro mi spaventa un po' la correlazione IMMIGRAZIONE -> VIOLENZA SESSUALE perchè tocca delle corde di irrazionalità umana e porta ovviamente ad atteggiamenti di chiusura ideologica e xenofobia.
Rassegnatevi, l'immigrazione continuerà a prescindere dalle scelte politiche sino a quando dietro ad un confine ci sarà un posto dove si vive meglio.
Credo che si debbano anche correlare però le religioni all'immigrazione e ai comportamenti
Perchè su n-mila cinesi in Italia si son sentiti pochi stupri, anzi probabilmente nessuno, su marocchini e islamici in generale tanti, magari perchè provengono da culture in cui la donna è ancora considerata un oggetto, perchè non sono abituati a vedere cosciazze all'aria e scollature ovunque, perchè non possono probabilmente fare sesso per pura libido per qualche diktat religioso, tutti questi comportamenti cozzano con una sessualità normale
Così come è più probabile beccare un pedofilo tra un prete cristiano che non tromba per tutta la vita (poraccio) piuttosto che un pastore protestante che ha una moglie
Se la religione ti obbliga a fare cose che sono contro la tua natura sessuale è ovvio che il corpo spesso ti spinga verso comportamenti devianti... sei abituato da 30 anni a vedere una donna come persona medio grassa siccome sta a casa a vegetare, con una scarsa cura di sè perchè tanto è imbardata con veli e quant'altro e ti ritrovi in un paese con bionde alte 180, palestrate con una quarta di tette che ti sbattono in faccia, son differenze consistenti
Ovviamente non è colpa delle donne, è colpa della religione che è ancorata a robe del 1400, se prendi un fiorentino amico di Dante e lo piazzi nella Firenze di oggi è fuoriluogo per molte cose, così come lo sono tante persone che impostano la loro vita in base ai dogmi religiosi, che sia esso Giovanardi o che sia esso Aziz
(edited)
Perchè su n-mila cinesi in Italia si son sentiti pochi stupri, anzi probabilmente nessuno, su marocchini e islamici in generale tanti, magari perchè provengono da culture in cui la donna è ancora considerata un oggetto, perchè non sono abituati a vedere cosciazze all'aria e scollature ovunque, perchè non possono probabilmente fare sesso per pura libido per qualche diktat religioso, tutti questi comportamenti cozzano con una sessualità normale
Così come è più probabile beccare un pedofilo tra un prete cristiano che non tromba per tutta la vita (poraccio) piuttosto che un pastore protestante che ha una moglie
Se la religione ti obbliga a fare cose che sono contro la tua natura sessuale è ovvio che il corpo spesso ti spinga verso comportamenti devianti... sei abituato da 30 anni a vedere una donna come persona medio grassa siccome sta a casa a vegetare, con una scarsa cura di sè perchè tanto è imbardata con veli e quant'altro e ti ritrovi in un paese con bionde alte 180, palestrate con una quarta di tette che ti sbattono in faccia, son differenze consistenti
Ovviamente non è colpa delle donne, è colpa della religione che è ancorata a robe del 1400, se prendi un fiorentino amico di Dante e lo piazzi nella Firenze di oggi è fuoriluogo per molte cose, così come lo sono tante persone che impostano la loro vita in base ai dogmi religiosi, che sia esso Giovanardi o che sia esso Aziz
(edited)
Perchè su n-mila cinesi in Italia si son sentiti pochi stupri, anzi probabilmente nessuno,
non vorremo mica paragonare il livello di povertà degli immigrati nordafricani con quello dei cinesi?
a mio parere la questione religiosa ha un peso, certo, ma mille volte inferiore a quella economica.
non vorremo mica paragonare il livello di povertà degli immigrati nordafricani con quello dei cinesi?
a mio parere la questione religiosa ha un peso, certo, ma mille volte inferiore a quella economica.
Se si parla di un furto, sì, se si parla di uno stupro, credo che la causa sia da ricercarsi altrove
Dico cinese ma posso dire qualsiasi asiatico che viene in Italia, come i filippini
Dico cinese ma posso dire qualsiasi asiatico che viene in Italia, come i filippini
sei abituato da 30 anni a vedere una donna come persona medio grassa siccome sta a casa a vegetare, con una scarsa cura di sè
La descrizione della donna media inglese :)
La descrizione della donna media inglese :)
Rassegnatevi, l'immigrazione continuerà a prescindere dalle scelte politiche sino a quando dietro ad un confine ci sarà un posto dove si vive meglio.
Chissà come mai in Ungheria non ci vanno più...
Chissà come mai in Giappone non ci vanno e non ci sono mai andati...
Chissà come mai in Australia o ci vai regolarmente, oppure i barconi li rispediscono immediatamente da dove sono arrivati...
I confini servono anche a questo.
Chissà come mai in Ungheria non ci vanno più...
Chissà come mai in Giappone non ci vanno e non ci sono mai andati...
Chissà come mai in Australia o ci vai regolarmente, oppure i barconi li rispediscono immediatamente da dove sono arrivati...
I confini servono anche a questo.
ma non è vero..
per dire in australia nel 2013/14 l'immigrazione ha portato all'incirca un incremento dell 1% di popolazione..
secondo me la propaganda vi fa male..
per dire in australia nel 2013/14 l'immigrazione ha portato all'incirca un incremento dell 1% di popolazione..
secondo me la propaganda vi fa male..
Vabbe, che in Italia l'immigrazione sia gestita malissimo è un fatto
In Svizzera non credo ci siano in % rispetto alla popolazione immigrati irregolari, come ce ne sono invece in Italia
In Svizzera non credo ci siano in % rispetto alla popolazione immigrati irregolari, come ce ne sono invece in Italia