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Subject: Blade Runner II

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2015-02-28 16:23:20
Troy_McLure to All
Arriva Blade Runner 2
Harrison Ford dice sì al sequel, Ridley Scott tra i produttori
Tanti finali nel film di culto. E il mistero sul protagonista

La notizia è ghiotta: Harrison Ford tornerà nei panni di Rick Deckhard,
il cacciatore di androidi, nel sequel del film culto malinconico ed amatissimo
di Ridley Scott, Blade Runner. Sarà diretto da Denis Villeneuve, prodotto
dalla Alcon in collaborazione con lo stesso Scott, sceneggiatore
con Michael Green e Hampton Fancher (quest’ultimo
già nel primo script) per un seguito che promettono «potente
e fedele a uno dei titoli più celebrati».
In effetti per molti, con Blade Runner inizia la storia del cinema.
A Hollywood tutti sonoonorati che il 72enne Ford, pilota
e agricoltore, abbia accettato il bis dopo 10 mesi di trattative
con l’idea che questo nuovo sia «uno dei migliori copioni
che abbia mai letto». Nell’82 il ruolo di Decker se lo disputarono
James Caan e Dustin Hoffmann ma vinse il romanticismo
action del novello Indiana Jones. Basta non arrendersi:
Harrison lo si vedrà anche nel nuovo Star Wars ed è stato tra i
matusa di Mercenari 3. Ciò che molti temono ed altri ex aequo
sperano (un sequel da un film così è un rischio, c’era stato un
bis letterario flop di K. W. Jeter) si avvera: le riprese sono annunciate
per l’estate del 2016.
Tutti hanno in mente l’atmosfera resa da Scott, l’incubo del
Tempo (i replicanti, che vivono 4 anni, vengono fabbricati e
utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri.
Replicanti che si danno alla fuga o tornano illegalmente sulla
Terra vengono cacciati e «ritirati dal servizio» da agenti speciali
chiamati Blade Runner) ed alcune battute classiche
(«ho visto cose che voi umani non potete immaginare…»).
Noi viviamo già nel cine futuribile: passato senza odissee particolari
il 2001 di Kubrick, siamo vicini al 2019 di Blade Runner,
ma il secondo round partirà varie decadi dopo il finale
del primo. Che, com’è noto, ha due versioni: quella uscita sugli
schermi con un lieto fine romantico in cui Harrison («non
cercano killer nelle inserzioni dei giornali. Quella era la mia
professione»), poliziotto che deve ritirare gli androidi «scaduti
», fugge verso il futuro con la sua replicante preferita Sean
Young («Non sono nel business. Io sono il business»). Lei
era capace di memoria e sentimenti: «Rachel era speciale,
non aveva data di termine. Non sapevo quanto saremmo stati
insieme. Ma chi lo sa?». E ancora: «Non era previsto che i cacciatori
di replicanti avessero sentimenti: che mi stava succedendo?». E poi c’è la versione
’92, il director’s cut, in cui Scott taglia 7 minuti, la scena ecologica
conclusiva (materiale regalato da Kubrick che l’aveva
girato per Shining) e aggiunge il sogno di un unicorno simbolo,
da parte del protagonista che in questo modo ammette
d’essere un replicante. E nel 2007 ancora un altro finale in
cui si aggiungono inutili particolari violenti.
Forse sono solo trovate commerciali della Warner Bros, che
si dice avesse imposto la voce narrante e l’happy end. La verità
è da scoprire: Harrison Ford sostiene da sempre che Rick
non è un replicante, punto e basta. L’abolizione della voce
off toglie al film quell’aria da noir che ne fa uno dei pregi stilistici,
pur in clima reso futuribile dai trucchi e dalla scenografia
di Trumbull in una Los Angeles piovosa e nebbiosa. Il
regista disse: «È un film ambientato tra 40 anni ma girato
con lo stile di 40 anni fa». Paragonato al Lang di Metropolis,
tacciato di fantasy marxismo, pervaso dalla musica di
Vangelis, Blade runner è diventato un successo anno dopo
anno, grazie anche alla fonte letteraria, il racconto di Philip
K. Dick: «Ma gli androidi sognano pecore elettriche?». Certo
rimane uno dei capisaldi del senso futuribile anni 80, insieme
col Pianeta delle scimmie e 1999 fuga da New York.

Maurizio Porro
2015-02-28 16:43:21
Bah...
Blade Runner é un capolavoro proprio perché unico.
Poi il Ridley Scott di 35 anni dopo é la pallida ombra di se stesso.. la cagata é assicurata.

Edit: leggp solo ora che Scott non sarà regista ma produttore.. Comunque rimane la grossa perplessità.
(edited)
2015-02-28 17:24:58
come fare scempio di una emozione
2015-02-28 17:27:33
Mah, anch'io sono perplesso... avrei capito una serie TV ma un sequel di un'opera compiuta (anche nelle ambiguità dei 2 o 3 finali) sembra solo operazione commerciale.
2015-02-28 17:33:08
mi unisco alla perplessivitazzzione generale
2015-02-28 18:40:05
ero contento, ora mi avete ammosciato...
2015-02-28 18:57:28
Come fai ad essere contento quando i venusiani ti rapiranno e ti possederanno carnalmente?
Ah scusa, sei Troy, sarai felicissimo allora
2015-02-28 20:55:09
L'atmosfera di quel film...
Il sax...la pioggia e la gotica malinconia di volti, caratterizzazioni e suoni.

Nn credo tutto ciò sia ripetibile
È tra i 4-5 film che mi han continuato a parlar dentro anni dopo aver visto i loro titoli di coda.
2015-03-01 08:29:19
quoto tutti. Io odio i sequel a prescindere ma in questo caso il solo pensiero di volerlo fare mi pare una violenza cinematografica.
Per me anche la sigla finale è rimasta un must :)
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