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Subject: "Giornalismo", il meglio di...

2025-11-26 22:15:37
"sono rigidi"
2025-11-27 21:17:40
Propongo l'affidamento per il giornalista e il titolista

Famiglia nel bosco, i tre bambini educati dalla madre con il libro per la scuola a casa che spinge all’asocialità


Leggo

(attualmente, il casolare non ha servizi igienici ed è composto da un unico locale)

Ci sono le foto del wc chimico che é al di fuori della casa, poi il giornalista non sa quante famiglie vivono in un monolocale? Comunque si puó avere "il pitale e essere feclici" citando Di Pietro

Poi sui bambini a piedi nudi mi viene da ridere, ma sono stati bambini? Hanno avuto un figlio? Qui in Pargauay quasi tutti giocano al campetto a piedi nudi, ricchi e poveri e tuttii, tutti i bambini, ricchi e poveri, stanno in casa a piedi nudi, al massimo le calze, 1 o 2 paia d'inverno dove in casa NON ci sono i 20 gradi italiani perché non esistono i caloriferi, ma 10/14 quando fa freddo.
Non vedo bambini infelici per questo, anche perché se gli metti le ciabatte in casa se le tolgono in 10 secondi, senza contare che le scarpe sono controproducenti sui bambini da 1 a 3 anni

sottolineando che «la deprivazione del confronto tra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino»,

Falso: l'educazione parenterale é legge quindi al di fuori di casi circoscritti non si puó affermare questo. Altresí é probabilmente piú vero nel caso di figli unici ma sicuramente piú falso nelle famiglie con fratelli o in un contesto di famiiglia allargata.

Ripeto se le motivazioni sono quelle della sentenza domani devono togliere i bambini a almeno 100mila coppie a partire dai rom.

Per esperienza personale di bambino, di padre e di cittadino vedo troppe figure sull carta professionisti che invece sono di dubbia o scarsa preparazione.

Questo non significa fare di tutta l'erba un fascio, ma quando una grande percentuale di professionisti sbaglia allora bisogna porsi il problema della formazione che in Italia ultimamente si centra al "che belle le famiglie gay" (parafrasando) dove si prendono pre 20 crediti formativi.
(edited)
2025-12-06 05:37:32
2025-12-06 10:31:44
Così sembra che siano gli italiani maschi a chiedere che ci siano pure le donne... e quale potrebbe essere il motivo?

Cmq, non è strano: gran parte degli italiani è fuori età e pensa di "raddrizzare" i ragazzi degli smartphone in questo modo :)
(edited)
2025-12-08 08:18:17
Un sondaggio, una tendenza che non emerge netta, un titolo che ne dà una lettura univoca, l’articolo che inizia dicendo l’esatto contrario. E’ quello realizzato da Izi Spa sul servizio militare presentato il 5 dicembre durante l’Aria che tira, su La7. Lo stesso giorno La Stampa lo riprende con un articolo sul proprio sito web su quale campeggia questo titolo: “Un italiano su due vuole la leva obbligatoria. E il 65% la chiede anche per le donne“. Tutto chiaro, sembrerebbe. Invece no, perché andando a guardare i dati le cose non stanno esattamente così.

Secondo l’istituto che ha condotto la rilevazione gli italiani favorevoli sono il 47%, quindi meno di uno su due come riferisce il quotidiano torinese. Tanto che l’inizio dell’articolo racconta il contrario di quello che dice il titolo: “La maggioranza degli italiani resta contraria alla proposta di reintroduzione della leva militare obbligatoria”. Se poi si va a guardare un po’ più in profondità nei dati emerge un’altra contraddizione e si scopre che la realtà è molto più variegata perché, prosegue il pezzo, “il servizio di leva per un periodo di 12 mesi convince il 26,2% di coloro che sono a favore” (in realtà, a guardare il grafico, sarebbe il 26,2% del totale, ndr). Ma tant’è, il titolo comanda, è quello che colpisce la volatile attenzione che il lettore riesce a garantire a un articolo sul web, è ciò che resta impresso nella sua memoria e che sul medio-lungo periodo crea narrazioni capaci di plasmare il sentire dell’opinione pubblica.

Ma qual è la composizione del campione di italiani che hanno risposto al sondaggio? Quanti sono? Che età hanno? Come è stata condotta la rilevazione? Non è dato sapere, perché La Stampa non pubblica la nota metodologica, obbligatoria per legge, che descrive i criteri usati per effettuarla. Inutile cercarla anche sul sito di Izi Spa. In soccorso del lettore curioso ma disorientato arriva Orizzontescuola.it, che riprende il sondaggio aggiungendo un particolare: “La rilevazione è stata condotta su un campione rappresentativo di 800 cittadini italiani“. E dà una lettura diametralmente opposta dei dati, titolando: “Il 53% degli italiani contrario alla reintroduzione della leva militare obbligatoria”. A dimostrazione della duttilità dello strumento, che per natura si presta a essere adattato e piegato a una molteplicità di narrazioni.

Eppure conoscere la composizione del campione sarebbe importante per leggere in maniera corretta i risultati: con l’età media della popolazione che secondo l’Istat è di 46,8 anni sarebbe interessante capire chi ha risposto alle domande. Quanti anni hanno coloro che si sono detti favorevoli alla leva militare? Sono i 50-60-70enni di oggi che ricordano con tenerezza il periodo fatato della loro gioventù e che una caserma nei panni di commilitoni non la rivedranno mai mai? O sono i più giovani, che sarebbero direttamente interessati dalla riforma? Non è dato sapere.

Lo stesso 5 dicembre anche il Sole24Ore ha pubblicato un articolo sul tema. Titolo: “Sondaggio: la maggioranza degli italiani è favorevole alla leva obbligatoria“. La rilevazione è sviluppata, riferisce il quotidiano milanese, “attraverso interviste telefoniche a mille persone, effettuate dal 3 al 6 novembre”. In questo caso, si penserà, le note metodologiche sono a malapena accennate ma almeno ci dicono di quante persone è composto il campione. Invece procedendo con la lettura la questione si fa più nebulosa: “Domanda – prosegue l’articolo -: (…) ‘Il servizio militare obbligatorio dava un senso civico e della nazione ai cittadini che oggi non c’è più’. Su cento risposte, in 28 hanno risposto “molto”; in 34 “abbastanza”. Non sono “per nulla” d’accordo in 19, mentre 14 sono “poco d’accordo”. Perché “cento risposte”? I sondaggiati non erano mille? Ci si intendeva probabilmente riferire ai valori percentuali, ma allora perché non utilizzare il simbolo “%” in modo da non generare dubbi nel lettore?

La confusione aumenta con il passare delle righe: “Lei è d’accordo o non d’accordo per ripristinare una leva obbligatoria di tipo protezione civile, in Italia, con solo una piccola quota volontaria di giovani che fa il servizio armato?”, è la domanda. “Su cento risposte, si sono detti d’accordo in 59 (24 ‘molto’ e 35 ‘abbastanza’)”. Se ne evince che il servizio al quale i 59 italiani sarebbero favorevoli sarebbe di protezione civile, quando l’espressione “leva obbligatoria” nel titolo fa pensare a un servizio militare vero e proprio.

L’autore del rilevamento è un non meglio precisato “istituto di ricerca Remtene” e i suoi risultati “sono stati pubblicati il 28 novembre, nel sito della Presidenza del Consiglio dedicato a questo tipo di indagini”. Qual è questo sito? Forse si tratta di sondaggipoliticoelettorali.it dove per legge devono obbligatoriamente essere resi disponibili tutte le rilevazioni che abbiano valenza politica ed elettorale? Il Sole non lo dice. Di certo si tratta di quella stessa Presidenza del Consiglio guidata da Giorgia Meloni al cui partito Fratelli d’Italia appartiene il ministro della Difesa Guido Crosetto che non più tardi del 27 novembre – il giorno prima della pubblicazione del sondaggio – ha annunciato un ddl che prevede un servizio di leva su base volontaria: “Il documento non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole”, ha specificato il ministro. E la narrazione è servita.
2025-12-11 23:49:06
2025-12-15 19:07:13
il FQ e l'oro delle riserve nazionali

Questo è un ottimo esempio di giornalismo di parte. Viene presentata in modo sprezzante e imprecisa anche una notizia tutto sommato minore, perchè potrebbe dare ragione all'avversario politico.
Immaginatevi di leggere solo questi giornali e solo account social "a specchio". Finireste davvero per credere che "non serve a nulla" " è solo propaganda" e via cianciando..


Il provvedimento sull'oro non cambia nulla OGGI, ma ovviamente cambia parecchio al prossimo riassetto istituzionale.
Considerati i chiari di luna sul futuro dell'UE stabilire che quell'oro ha un proprietario preciso è una precauzione a costo zero (peraltro sono 20 anni che se ne parla, praticamente da prima dell'annessione di Bankitalia in BCE..)
(edited)
2025-12-15 20:18:57
Si veda articolo frode adesso ritirato sul glisofato in questi giorni che praticamente era stato dettato dal produttore.

Questo é il peer review: un ammasso di corruzione.
2025-12-15 21:42:12
Ci vuole la peer review della peer review
2025-12-17 10:35:24
https://www.limesonline.com/rubriche/il-punto/italia-antiamericanismo-cina-guerra-pace-basi-deterrenza-20739905/amp/

Perché l’Italia non può fare la guerra
Roma non è in grado di difendersi, per indisponibilità culturale e psicologica a battersi. I rischi della nostra storica furbizia


Non pensavo una rivista di analisi potesse scrivere una coglionata del genere in forma assertiva.
A parte "Analisi Difesa" ovviamente
2025-12-17 12:38:06
2025-12-17 12:53:21
Beh, a me piace soprattutto seguire fonti informative con le quali non sono in sintonia... quindi non mi faccio quasi mai mancare la mia dose di Gruber quotidiana e lo scivolamento di Caracciolo l'ho visto evolvere nel corso del tempo. Ed è legittimo sia chiaro... il problema sono le coglionate perchè quelle fanno male
2025-12-17 13:35:33
Ma infatti il problema non è "il Caracciolo di adesso", ma come sia stato possibile prendere a bordo gente che non accetta la realtà che ha davanti al naso. E parla di "scelte di campo"... ma che palle, aggiungo, sta gente che mentalmente è ancora ferma alla propaganda del 2022.
2026-01-07 23:09:10
un professore di storia che parla di Trump e di economia
Cosa potrà mai andare storto?

Certe volte mi chiedo che razza di autostima deve avere uno per pensare di andare sui giornali a parlare di cose che non capisce minimamente.
2026-01-08 12:56:27
Ti dirò, non voglio rinfocolare polemiche ma è l'esatta posizione sottolineata dai blogger russi.
Ma ieri, dalla Gruber, anche Caracciolo diceva qualcosa di simile.
Insomma, questa del Venezuela viene vista come l'ennesimo segno di un'isterica disperazione per un tracollo finanziario-economici-commerciale-militare imminente.
La Cina, cosciente della realtà della situazione americana, aspetta che il soufflé si sieda.

Ci sono naturalmente elementi di verità


P.s. l'articolo del Fatto non posso leggerlo a parte 10 righe
(edited)
2026-01-08 13:32:10
Io posso accettare la tesi che l'operazione in Venezuela sia di tardo impero e ci siano esigenze economiche che non possono essere risolte da questa.

Quello che non posso accettare è un articolo in cui CONTEMPORANEAMENTE sono problema l'inflazione e il debito pubblico. Il disavanzo commerciale e il dollaro debole.
Cioè dimostra proprio di non capire nulla di quello che sta commentando dal pdv economico.