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Subject: Referendum

2016-11-19 00:23:36
Mettere la fiducia su una modifica costituzionale è quanto di più anticostituzionale possa fare un governo
2016-11-19 00:42:32
Per il resto Sì confesso sono razzista nei confronti degli italiani e reputo la repubblica italiana tra i peggiori stati al mondo

Da razzista ti mischi a degli esseri inferiori, per di più sporcandoti con la loro lingua inferiore?
2016-11-19 00:46:21
alle europee gli italiani si vendettero il voto per 80 "euri".
posso capirlo...in un anno sono 960 euro e fanno comodo...


Guarda, condivido molto di quello che hai scritto.
Però questo è un passaggio in cui, ammetto, anch'io cado. Sbagliando

In democrazia bisogna SFORZARSI di rispetare il voto, e comprenderlo, senza pregiudizi.
Quegli 80 euro, evidentemente furono accolti positivamente.
Se ci piace la democrazia, dobbiamo rispettare il volere di chi vota.
SEMPRE.

E lo dico considerandomi sempre minoranza, se non in alcuni referendum.
2016-11-19 02:11:28
In democrazia bisogna SFORZARSI di rispetare il voto, e comprenderlo, senza pregiudizi.

condivido.
il 40% dato a renzi anche se mi fece girare le balle, lo accettai in quanto volontà del popolo...
il problema non è per chi il popolo vota...ma perchè.

2016-11-19 09:16:53
Io non capisco perchè una parte debba sempre deligittimare l'altra accusandola di ignoranza o di farsi abbindolare da una parte politica, senza rispetto per le posizioni degli altri.

Trovo scandaloso le manifestazioni anti Trump negli USA, dal momento che è stato democraticamente eletto.

Trovo offensivo chi accusa di ignoranza quelli che come me voteranno SI al referendum. Ognuno ha le sue buone ragioni e convinzioni per votare SI oppure NO ed entrambe vanno rispettate. Sicuramente c'è chi vota SI senza sapere cosa sta votando, ma ce ne sono altrettanti che votano NO con la stessa ignoranza.

Delegittimare le ragioni degli altri NON è democrazia.
2016-11-19 12:08:58
Da razzista ti mischi a degli esseri inferiori, per di più sporcandoti con la loro lingua inferiore?

sarà l'abitudine essendoci cresciuto in mezzo... :D
la realtà è più complessa: la maggior parte degli italiani che conosco, presa singolarmente, è una brava persona. ognuno ha i sui pregi e difetti, ma per la maggior parte persone con cui è bello avere a che fare.
poi c'è il secondo livello, quello della comunità nazionale, dell'amministrazione pubblica, il rapporto stato-(cittadino)-suddito... insomma la dimensione pubblica invece di quella privata. su questo livello i pregi scompaiono restano solo i difetti!
2016-11-19 13:02:08
La famiglia no?
2016-11-19 13:07:19
http://www.la7.it/la-gabbia/video/la-nuova-costituzione-sponsorizzata-dalle-banche-nessuno-19-05-2016-184692

lo ricordate questo servizio?

Leggo tante cose vere. Se vince il no credo che la colpa sarà esclusivamente di renzi che ha politicizzato un voto creando l'occasione per i suoi avversari di aver un occasione per mandarlo a casa. Non si sarebbero sbattuti così se lui non avesse detto che se ne sarebbe andato in caso di sconfitta.

Sarà esclusivamente un voto pro o contro Renzi. Se così non fosse molti non andrebbero a votare perché non sono in grado di capire di cosa si tratta.

Bicameralismo. Boh. Io li terrei entrambi riducendo il numero degli eletti. Il problema è che in Italia fin quando il potere legislativo era in capo al parlamento veramente era un parto ogni legge, talmente parto che il governo ha colto la palla al balzo per iniziare a sostituirsi al parlamento con i decreti legge che hanno ormai tolto al parlamento molto delle funzioni originariamente previste.

In Italia si legifera troppo e male. Leggi incomprensibili (scritte male e piene di lacune e di mancati collegamenti con le altre) che spesso sono veri e propri calderoni di norme disparate non hanno alcun elemento in comune.

La riforma Renzi non è perfetta, forse fa cagare.
Mi spiegate perché nel 2006 non votaste a favore della riforma Berlusconi? Mi sembra che raccogliesse molto idee lette qui a distanza di dieci anni.

Riduzione del numero di deputati (da 630 a 518) e senatori (da 315 a 252), con decorrenza tra due legislature. I senatori sarebbero stati eletti contestualmente all'elezione dei consigli regionali; i senatori a vita sarebbero diventati "deputati a vita"; sarebbe diminuita l'età minima per essere eletti alla Camera (da 25 a 21 anni) e al Senato (da 40 a 25 anni). La riduzione sarebbe stata in vigore dalla XVI Legislatura e quindi non necessariamente nel 2016 come spesso riportato, ma certamente non sarebbe stata immediata.
Fine del bicameralismo perfetto, con suddivisione del potere legislativo tra Camera dei deputati e Senato Federale. La Camera avrebbe discusso, in linea di principio, leggi di ambito nazionale (bilancio, energia, opere pubbliche, valori fondamentali, trattati internazionali, ecc.) e il Senato leggi che interessano materie a competenza regionale esclusiva o concorrente con lo Stato; secondo i sostenitori del SI, ciò avrebbe comportato maggiore velocità e incisività nell'approvazione delle leggi, perché in assenza della riforma l'approvazione delle leggi avrebbe continuato a richiedere il consenso sul medesimo testo sia alla Camera che Senato; secondo i sostenitori del NO, la ripartizione di competenze non sarebbe stata chiara e avrebbe provocato numerosi conflitti di competenza dinanzi alla Corte costituzionale tra Camera e Senato. Taluni sostenitori del SÌ hanno ribattuto che la parte della riforma relativa all'iter legislativo si sarebbe applicata solo a partire dalla prima legislatura successiva all'entrata in vigore della legge costituzionale (quindi, salvo elezioni anticipate, nel 2011) e nel frattempo eventuali lacune avrebbero potuto essere risolte dal Parlamento. Per i critici, inoltre, l'approvazione delle leggi da parte di una sola Camera avrebbe portato ad una minore ponderazione nell'elaborazione dei testi legislativi.
Il Presidente della Repubblica sarebbe divenuto "garante dell'unità federale della Repubblica". Avrebbe nominato i presidenti delle autorità indipendenti, sentiti i presidenti delle Camere e fino ad un massimo di 3 deputati a vita. Avrebbe nominato Primo Ministro chi risultasse candidato a tale carica dalla maggioranza uscita dalle elezioni, senza più la libertà di scelta contemplata dall'art. 92 della Costituzione; avrebbe potuto sciogliere la Camera dei deputati solo su richiesta del Primo Ministro, in caso di morte, impedimento permanente o dimissioni dello stesso, se la Camera dei deputati avesse approvato una mozione di sfiducia al Primo Ministro senza che la maggioranza risultante dalle elezioni ne avesse espresso uno nuovo oppure se il voto di sfiducia fosse stato respinto con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. L'età minima per essere eletto alla carica di Presidente sarebbe scesa da 50 a 40 anni.
Aumento dei poteri del Primo Ministro, con il cosiddetto "Premierato"; questi avrebbe potuto revocare i ministri, dirigere la politica degli stessi non più coordinando l'attività dei ministri ma determinandola; avrebbe potuto sciogliere direttamente la Camera (potere solitamente affidato al Presidente della Repubblica, non esercitabile però incondizionatamente, poiché egli può indire elezioni anticipate - secondo la migliore prassi - solamente ove riscontri l'impossibilità di una qualsiasi maggioranza); secondo i sostenitori del NO, ciò avrebbe aumentato eccessivamente i poteri del Primo Ministro, consentendogli di controllare la Camera, mentre storicamente è stato accettato il concetto secondo il quale dovrebbe essere lui a rendere conto al Parlamento. Inoltre la facoltà di revoca dei ministri, sempre secondo i sostenitori del NO, sarebbe stata puramente teorica in un sistema bipolare multipartitico, in cui l'estromissione di un ministro avrebbe come effetto la fine del sostegno del suo partito alla maggioranza; secondo i sostenitori del SÌ, la riforma avrebbe reso più incisiva l'azione di governo, dotando di effettivi poteri il premier.
Clausola contro i cambi parlamentari di maggioranza e obbligo di nuove consultazioni popolari in caso di caduta del governo, salvo la sfiducia costruttiva con indicazione di un nuovo Premier e senza cambi di maggioranza; la Camera avrebbe potuto quindi sfiduciare il Primo Ministro, ma, a meno che la stessa maggioranza espressa dalle elezioni ne indichi un altro nel termine di venti giorni, la Camera sarebbe stata automaticamente sciolta con la necessità di andare a nuove elezioni. La Camera sarebbe stata sciolta anche se la mozione di sfiducia fosse stata respinta con il voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni (norma cosiddetta Antiribaltone). Secondo i sostenitori del SI, ciò avrebbe reso più stabile il governo ed impedito che il Primo Ministro salvi una maggioranza instabile includendovi nuovi partiti e modificando le preferenze espresse dagli elettori; secondo i sostenitori del NO, ciò avrebbe reso molto più difficile, se non impossibile, la sfiducia al Primo Ministro.
Autonomia di Roma: Roma è la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia, anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti dallo statuto della Regione Lazio (art. 114 terzo comma). Roma quindi avrebbe avuto forme di autonomia anche normative, nei limiti stabiliti dalla Regione Lazio.
Alcune materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni (come la sicurezza del lavoro, le norme generali sulla tutela della salute, le grandi reti strategiche di trasporto, l'ordinamento della comunicazione, l'ordinamento delle professioni intellettuali, l'ordinamento sportivo nazionale e la produzione strategica dell'energia) - che, a seguito della riforma del 2001, erano regolate con leggi di principio statali e leggi di dettaglio regionali - sarebbero tornate di esclusiva competenza della legislazione statale. Secondo i sostenitori del SÌ, ciò avrebbe corretto talune storture della riforma del titolo V approvata dal centrosinistra nel 2001 che per alcune materie aveva già prodotto molti ricorsi alla corte costituzionale e per molte altre ne avrebbe causato a venire: a titolo di esempio, se l'ordinamento sportivo fosse rimasto competenza regionale, si sarebbe rischiata, per il futuro, l'illegittimità costituzionale dei campionati nazionali di calcio; secondo i sostenitori del NO, la Corte costituzionale aveva già interpretato il testo del titolo V in modo conforme alle esigenze prospettate da questa parte della revisione, rendendola non necessaria.
Devoluzione alle regioni della potestà legislativa esclusiva in alcune materie come organizzazione scolastica, polizia amministrativa regionale e locale, assistenza e organizzazione sanitaria (le norme generali sulla tutela della salute tornano di competenza esclusiva dello Stato); secondo i sostenitori del SÌ al referendum, questo avrebbe portato a maggiore responsabilizzazione delle autonomie regionali, allocando contemporaneamente poteri decisori e poteri di spesa alle Regioni, riducendo le spese sanitarie che altrimenti avrebbero toccato punte elevate, comportando un aumento dell'addizionale Irpef in diverse Regioni; secondo i sostenitori del NO, la devoluzione avrebbe comportato un aumento del fabbisogno economico superiore ai possibili trasferimenti di risorse dallo Stato e, quindi, l'introduzione di nuove imposte nelle regioni meno "virtuose".
Costituzionalizzazione, unificazione e revisione del sistema delle conferenze (a partire dalla conferenza Stato-Regioni), all'articolo 118.
Clausola di supremazia: lo Stato avrebbe potuto sostituirsi alle Regioni in caso di mancata emanazione di norme essenziali; secondo i sostenitori del NO, questo potere è ricompreso in quello attuale di sostituzione del governo nazionale alle regioni a tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica e dei diritti fondamentali.
Clausola di Interesse nazionale, espunta dalla riforma del 2001. Nel caso il governo avesse ravvisato in una legge regionale elementi in contrasto con l'interesse nazionale, entro quindici giorni dalla promulgazione avrebbe invitato la regione ad eliminare le disposizioni pregiudizievoli. Qualora entro i successivi quindici giorni il Consiglio regionale non rimuovesse la causa del pregiudizio, il Governo, entro ulteriori quindici giorni, avrebbe sottoposto la questione al Parlamento in seduta comune che, entro il termine di quindici giorni, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei propri componenti, avrebbe potuto annullare la legge o sue disposizioni. Secondo i sostenitori del NO, questa clausola era stata già recuperata in via interpretativa dalla Corte Costituzionale; secondo i sostenitori del SÌ l'esplicita previsione dell'interesse nazionale e soprattutto la previsione di un apposito meccanismo, a tutt'oggi mancante, avrebbe favorito il migliore perseguimento dello stesso.
La Corte Costituzionale avrebbe visto aumentare i giudici di nomina parlamentare da 5 a 7, mentre sarebbero diminuiti i giudici nominati dal Capo dello Stato ed eletti dalla Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti. Secondo i sostenitori del NO, ciò avrebbe ridotto di molto l'indipendenza della Corte. Secondo i sostenitori del SÌ la previsione di 4 giudici nominati dal Senato federale espressione delle Regioni avrebbe equilibrato i poteri in seno alla Corte.
2016-11-19 13:32:48
In Italia si legifera troppo e male. Leggi incomprensibili (scritte male e piene di lacune e di mancati collegamenti con le altre) che spesso sono veri e propri calderoni di norme disparate non hanno alcun elemento in comune.

perchè le leggi le fa il governo (al riparo dal controllo popolare)
2016-11-19 13:39:16
http://www.la7.it/la-gabbia/video/la-nuova-costituzione-sponsorizzata-dalle-banche-nessuno-19-05-2016-184692

Dovrebbe allegare le fonti altrimenti come fai a dire se e' vero?
2016-11-19 13:57:32
Io non capisco perchè una parte debba sempre deligittimare l'altra accusandola di ignoranza o di farsi abbindolare da una parte politica, senza rispetto per le posizioni degli altri.

non si tratta di deleggittimare la volontà altrui (in questo caso quelli che voteranno SI).
si tratta di sapere (perchè si sa) che queste riforme costituzionali sono fatte col solo scopo di eliminare quantà più sovranità ad uno stato e contemporaneamente dare quanti più poteri ad una sola persona.

Ognuno ha le sue buone ragioni e convinzioni per votare SI oppure NO ed entrambe vanno rispettate.
lo sbaglio è proprio questo e cioè "Ognuno ha le sue buone ragioni e convinzioni"...
secondo me, in questo caso, si tratta di un referendum che va oltre "le proprie buone ragioni"...
si sta parlando di riscrivere la nostra carta costituzionale...non esistono le "proprie" ragioni, ma si deve pensare alla collettività, mai come adesso.
i padri costituenti potevano tranquillamente scrivere la costituzione in modo da dare il potere ad una sola persona (per le proprie buone ragioni...come si dice: "comandare è meglio che fottere" [cit.]) ma non lo hanno fatto perchè hanno pensato alla collettività.

uno ha le proprie buone ragioni nel momento in cui vota renzi che dice che aumenterà le pensioni etc.
vero o bugia che sia, uno lo vota per una appartenenza ad una certa classe sociale (un operaio, piuttosto che votare B, se lo fa mettere in quel posto da renzi...viceversa, un imprenditore è difficile che abbia dato il proprio voto a Prodi).
li uno li vota per interesse personale (ed è anche giusto).
ma per cambiare la Carta, si deve andare oltre le proprie ideologie, oltre alla propria appartenenza politica.

ma tu te lo immagini se alle prossime elezioni vincesse uno come B?

in 20 anni di berlusconi siamo arretrati da punto di vista della credibilità dello stato fino ad essere affiancati a paesi dove la libertà di parola è un sogno.
e governava "attenendosi" ad una costituzione che ne limitava i poteri...
immagina cosa potrebbe fare uno come lui avendo a disposizione la nuova Costituzione.

Renzi per molti è considerato uno stupido...ed è l'errore più grande che si possa fare.
personalizzando il voto, ha fatto si che quelle persone "de sinistra", piuttosto che ragionare sulle conseguenze in caso di entrata in vigore della nuova costituzione, indirizzino il proprio voto su Renzi=sinistra.

B anni fa disse: "i Comunisti sono tutti coglioni"...
allora gli si dava addosso...ma vuoi vedere che in fondo in fondo c'aveva ragione?
non per offendere, ma quelli "de sinistra" hanno votato in favore della abolizione della scala mobile...
sono stati assenti quando è stato cancellato l'articolo 18...
però quando berlusconi voleva il "Lodo", tutti a fare i girotondi, a mettersi le mascherina di "V"...
2016-11-19 14:12:46
Magari me lo sono perso, però come mai voti "si"?

Cioè.. per me puoi votare ciò che ritieni più giusto, tuttavia mi piacerebbe sapere quali sono le motivazioni..
2016-11-19 16:55:56
2016-11-19 17:23:17
non è mio, ma di una mia amica

"Dunque, sono settimane che leggo pareri di tutti i generi, di semplici cittadini e di esperti, di chi vuole il si e di chi vuole il no.Ho persino studiato la riforma proposta ma non esporrò alcuna opinione tecnica sulle nuove norme che vorrebbero introdurre.

Non è questo il punto.
La questione non è se sono modifiche buone o cattive.
La questione fondamentale è che chi vorrebbe farle non ha l'autorità per modificare nemmeno mezza norma della Costituzione, figuriamoci 47 articoli su 139.

Partiamo da un dato certo ... l'art. 138 della Costituzione prevede la procedura da seguire per modificare anche solo UNA norma costituzionale ... è una procedura molto lunga e che richiede fortissime maggioranze. Sono previste due votazioni alla Camera e due al Senato con la maggioranza assoluta dei "componenti" (attenzione, non dei presenti in aula ma di tutti i parlamentari in carica). Dunque ben 4 votazioni e tutte a maggioranza assoluta.
I Signori che scrissero la Costituzione, quelli che noi chiamiamo Padri Costituenti, erano i migliori giuristi in circolazione in Italia ed appartenevano a tutti gli schieramenti politici, dalla destra alla sinistra ai repubblicani ai liberali.
C'era di tutto proprio per garantire che tutte le forze politiche e sociali del Paese fossero rappresentate.
Ma SOPRATTUTTO quella Costituzione non fu scritta da semplici Parlamentari o, peggio, dal Governo ... no, fu nominata un'Assemblea Costituente che, con calma, con riflessione ed infinite discussioni alla fine produsse i 139 articoli della nostra Costituzione. Norme che cercano di proteggere gli interessi un pò di tutte le categorie di cittadini così da non dare eccessivo potere solo ad una parte.

Bene, nel corso degli anni alcune di quelle norme sono state modificate certo, ma sempre seguendo la procedura dell'art. 138 e sempre limitandosi a piccoli interventi ... una, due, cinque norme. Niente di più.
Adesso la cosa è ben diversa ... adesso vorrebbero cambiare, stravolgere completamente, 47 ARTICOLI su un totale di 139 ... capite bene che si tratta di quasi la metà della Carta Costituzionale.
Se si considera, attenzione a questo, che i primi 50 articoli riguardano i diritti fondamentali che non vengono toccati e il resto riguardano l'ordinamento della Repubblica, i poteri, l'equilibrio tra questi poteri, le forme di controllo di questi poteri, cosa ne esce fuori ? ne esce fuori, dato che la matematica non è un'opinione, che verrebbe completamente modificato l'assetto dello Stato. Completamente. I 47 articoli da cambiare riguardano tutti il funzionamento e l'organizzazione dello Stato.

Ora, io credo che un'operazione del genere debba essere affidata ad un'ASSEMBLEA COSTITUENTE, nominata da un Parlamento legittimo, con un PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CHE SIA PARLAMENTARE ELETTO DAL POPOLO, e possibilmente senza pregiudicati a parlare di riforme costituzionali.
Ecco ... la ragione vera, fondamentale, per la quale si dovrebbe votare MILLE VOLTE NO è che queste persone, questo Parlamento e questo Presidente del Consiglio, sono ILLEGITTIMI perchè eletti con legge elettorale dichiarata INCOSTITUZIONALE e, nel caso di Renzi, perchè mai eletto da nessuno.
E chi non ha la legittimazione legale e, men che meno, l'autorevolezza morale (dato che o sono ignoranti o sono pregiudicati) non potrebbe cambiare nemmeno una norma della Costituzione ... figuriamoci 47 ...
Ma non è tutto ... il peggio arriva ora ...
Solitamente quando una categoria di persone, con una certa ideologia, vuole prendere il potere la prima cosa che fa è quella di modificare in modo massiccio le norme giuridiche perchè attraverso la forza della legge impone la sua ideologia.
E' quello che è accaduto subito dopo la Rivoluzione Francese quando i borghesi rivoluzionari in quasi tutta europa fecero codici nuovi di zecca basati sulle loro necessità ... ossia la proprietà e il denaro.
Da li derivarono tutte le storture che vediamo oggi ... le banche, l'usura legalizzata, lo sfruttamento dei lavoratori, la povertà diffusa e le grandi ricchezze concentrate in mano a pochi.
Ma poi arrivarono le ideologie socialiste del 900 che iniziarono a indebolire quelle norme tutte a favore dei ricchi borghesi ... Paradossalmente la Costituzione Italiana, con la sua attenzione per le classi deboli e con il potere affidato soprattutto al Parlamento (e non al Governo) è figlia del regime fascista ... per evitare ciò che di male fece e per salvare ciò che di buono fece.
Fatto sta che molti privilegi delle borghesie ottocentesche furono eliminati, prima dai regimi dittatoriali e poi dalla Costituzione.
Bene ... ora vogliono riprendersi tutto ... ora non si chiama più Borghesia, si chiama Finanza ... ma l'esigenza è sempre la stessa ... tutelare al massimo i loro interessi attraverso modificazioni massicce di legge.
Ma per fare questo hanno bisogno di una struttura dello Stato che faccia capo a pochissime persone facilmente controllabili e corruttibili ... e soprattutto non soggette al controllo popolare o giudiziario.
Insomma, vogliono modellare lo Stato sulla base delle loro personali esigenze economiche ... una cosetta da niente và ...
Questo è tutto."
2016-11-19 17:32:28
su alcune cose condivido in pieno su altre meno...
- il presidente del consiglio NON è eletto dal popolo. riceve un incarico dal presidente della repubblica, a me renzuccio sta sui maroni mica poco ma cerchiamo di scrivere cose corrette...

- Paradossalmente la Costituzione Italiana, con la sua attenzione per le classi deboli e con il potere affidato soprattutto al Parlamento (e non al Governo) è figlia del regime fascista
sempre detto, con tutte le sue storture successive il discorso di san sepolcro del 1919 del mascellone era la base per la difesa delle classi in italia.

- I Signori che scrissero la Costituzione, quelli che noi chiamiamo Padri Costituenti, erano i migliori giuristi in circolazione in Italia ed appartenevano a tutti gli schieramenti politici, dalla destra alla sinistra ai repubblicani ai liberali.
verissimo: ai tempi pensavano e scrivevano la costituzione einaudi, andreotti, amendola, fanfani etc.
adesso: boschi e renzi (muahahahahahahhahahahahhahahahahahah)
2016-11-19 21:53:31
ma tu te lo immagini se alle prossime elezioni vincesse uno come B?

Beh, ma io infatti votavo Berlusconi, mica Renzi! Ok, adesso non lo voterei più, comunque. Infatti se ci fossero le elezioni domani, proprio non saprei chi votare ...

Per quanto riguarda il referendum voto SI non per la scemenza della riduzione dei costi della politica (questa è la favoletta modello campagna elettorale), ma perchè sono convinto che il bicameralismo perfetto non sia oggi il sistema più efficiente. Il rimpallo delle leggi tra le due camere rende troppo farraginoso il processo per arrivare a licenziare una legge e da qui il continuo ricorso ai decreti vari. E non ritengo che il passaggio avanti ed indietro tra le due camere dia luogo a leggi migliori, ad un maggior controllo e ad una discussione più approfondita: tanto alla camera ed al senato la maggioranza che comanda è la stessa e quando ha le mani libere fa quello che vuole. Il problema sono invece le commissioni che lavorano in modo indecente, ma questo a prescindere dal numero delle camere.

La cosa che mi da più fastidio di questo referendum è che sia Renzi sia le opposizioni (ma più Renzi in effetti) lo intendono come un giudizio sul governo.Non mi gusta per niente che il mio SI sarà interpretato come un OK a Renzi.

Per il resto non vedo nulla di male nel cambiare, dopo 60 anni, alcuni articoli della costituzione, a maggior ragione visto che è stata chiesta una consultazione popolare per avvallare la modifica.