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Subject: »SERIE A
cioè pretendi che siccome un bestemmione/insulto ti da fastidio, ci sia una censura ed una sanzione per tutti gli altri spettatori.
La mia risposta è che per questa esperienza c'è SKY/DAZN. Se vuoi andare allo stadio è per stare assieme ad altre persone che non ti sei scelto.
La mia risposta è che per questa esperienza c'è SKY/DAZN. Se vuoi andare allo stadio è per stare assieme ad altre persone che non ti sei scelto.
Ti sei raccontato una storia che non corrisponde a quello che abbiamo detto
a me vanno bene tutte le opinioni e preferenze, fino a quando qualcuno non chiede una sanzione.
Se vuoi mettere una sanzione al tuo vicino di posto allo stadio perchè urla buuuhh/scemo all'avversario provando a condizionarlo io non concordo più..
Se vuoi mettere una sanzione al tuo vicino di posto allo stadio perchè urla buuuhh/scemo all'avversario provando a condizionarlo io non concordo più..
quoto il pupe-pensiero sull'argomento... penso anche che l'antinapoletanismo sarebbe scemato naturalmente se non lo si fosse fatto cristallizzare con le sanzioni ad hoc. Ora è diventato parte integrante del rituale calcistico del tifoso deficiente: si va alla partita, si spara il fumogeno, si fischia l'arbitro, si urla qualcosa contro il Napoli pure a mille chilometri di distanza.
Se vuoi mettere una sanzione al tuo vicino di posto allo stadio perchè urla buuuhh/scemo all'avversario provando a condizionarlo
In tutti i tuoi ragionamenti manca un passaggio: il condizionamento non è solo quello alla squadra avversaria (di cui fondamentalmente non se ne frega nessuno) ma è al pubblico stesso dello stadio. Ci sono tante persone (magari caratterialmente fragili o poco stabili) che prendono l'offesa al nero o al napoletano fatta da una intera curva come un qualcosa di giusto e non riescono a contestualizzarlo solo come "sfottò allo stadio"...E poi succede che: ultras del vicenza picchiano ragazzo di colore (giugno 2017), ragazzo di colore picchiato e insultato sul treno da tifosi milanisti (dicembre 2017), bullismo verso bambino napoletano in scuola del nord perché i compagni (12 anni) dicono che puzza, lo hanno sentito allo stadio...tanto per fare qualche esempio facilmente reperibile da una ricerca su google...
Se intonare un coro offensivo dovesse condizionare negativamente anche solo un individuo e lo dovesse portare ad atti di violenza/bullismo fuori e dentro lo stadio, allora io decisamente chiedo una sanzione per fenomeni del genere.
Tu/Voi vi limitate al "vabbè, è sfottò, finisce lì" senza prendere in considerazione le conseguenze negative.
Sul fatto che non porti tuo figlio allo stadio ti ricordo che lo stadio è stato concepito come posto per famiglie. Se non lo è ma è diventato un posto di sfogo per repressi non si può accettare passivamente la cosa ("ma è sempre stato così", "non vado", ecc...) ma bisognerebbe sperare che si faccia qualcosa per cambiare le cose.
In tutti i tuoi ragionamenti manca un passaggio: il condizionamento non è solo quello alla squadra avversaria (di cui fondamentalmente non se ne frega nessuno) ma è al pubblico stesso dello stadio. Ci sono tante persone (magari caratterialmente fragili o poco stabili) che prendono l'offesa al nero o al napoletano fatta da una intera curva come un qualcosa di giusto e non riescono a contestualizzarlo solo come "sfottò allo stadio"...E poi succede che: ultras del vicenza picchiano ragazzo di colore (giugno 2017), ragazzo di colore picchiato e insultato sul treno da tifosi milanisti (dicembre 2017), bullismo verso bambino napoletano in scuola del nord perché i compagni (12 anni) dicono che puzza, lo hanno sentito allo stadio...tanto per fare qualche esempio facilmente reperibile da una ricerca su google...
Se intonare un coro offensivo dovesse condizionare negativamente anche solo un individuo e lo dovesse portare ad atti di violenza/bullismo fuori e dentro lo stadio, allora io decisamente chiedo una sanzione per fenomeni del genere.
Tu/Voi vi limitate al "vabbè, è sfottò, finisce lì" senza prendere in considerazione le conseguenze negative.
Sul fatto che non porti tuo figlio allo stadio ti ricordo che lo stadio è stato concepito come posto per famiglie. Se non lo è ma è diventato un posto di sfogo per repressi non si può accettare passivamente la cosa ("ma è sempre stato così", "non vado", ecc...) ma bisognerebbe sperare che si faccia qualcosa per cambiare le cose.
Se intonare un coro offensivo dovesse condizionare negativamente anche solo un individuo e lo dovesse portare ad atti di violenza/bullismo fuori e dentro lo stadio, allora io decisamente chiedo una sanzione per fenomeni del genere.
è un po' come dire che se qualsiasi cosa uno dice può indurre qualcun altro a fare violenza (anche senza nesso causale) va vietata la libera espressione..
Invece ognuno risponde di cosa fa. Non esiste la scusante "l'ho sentito dire allo stadio".
Tu/Voi vi limitate al "vabbè, è sfottò, finisce lì" senza prendere in considerazione le conseguenze negative.
no io penso che la censura abbia conseguenze molto peggiori e sanzionare le persone per quello che esprimono è (quasi) sempre sbagliato.
Sul fatto che non porti tuo figlio allo stadio ti ricordo che lo stadio è stato concepito come posto per famiglie.
ognuno usa le cose come ritiene, ma queste sono neutre. Lo stadio è dove si vede la partita e basta. A prescindere che ci siano galeotti o verginelle.
Se non lo è ma è diventato un posto di sfogo per repressi non si può accettare passivamente la cosa ("ma è sempre stato così", "non vado", ecc...) ma bisognerebbe sperare che si faccia qualcosa per cambiare le cose.
Allo stadio vanno le persone e le persone sono libere di dire ciò che vogliono in pubblico.
Se non vuoi sentirlo stai a casa.
è un po' come dire che se qualsiasi cosa uno dice può indurre qualcun altro a fare violenza (anche senza nesso causale) va vietata la libera espressione..
Invece ognuno risponde di cosa fa. Non esiste la scusante "l'ho sentito dire allo stadio".
Tu/Voi vi limitate al "vabbè, è sfottò, finisce lì" senza prendere in considerazione le conseguenze negative.
no io penso che la censura abbia conseguenze molto peggiori e sanzionare le persone per quello che esprimono è (quasi) sempre sbagliato.
Sul fatto che non porti tuo figlio allo stadio ti ricordo che lo stadio è stato concepito come posto per famiglie.
ognuno usa le cose come ritiene, ma queste sono neutre. Lo stadio è dove si vede la partita e basta. A prescindere che ci siano galeotti o verginelle.
Se non lo è ma è diventato un posto di sfogo per repressi non si può accettare passivamente la cosa ("ma è sempre stato così", "non vado", ecc...) ma bisognerebbe sperare che si faccia qualcosa per cambiare le cose.
Allo stadio vanno le persone e le persone sono libere di dire ciò che vogliono in pubblico.
Se non vuoi sentirlo stai a casa.
ma poi è proprio sbagliato il concetto.
La realtà è che le persone pensano cose cattive e brutte.
E la realtà puoi pure rimuoverla in tv, ma dal vivo non ti devi permettere.
Le persone sono stupide, volgari aggressive etc?
Hanno diritto di esserlo!!! e noi non si ha alcun diritto di imporre niente di diverso.
La realtà è che le persone pensano cose cattive e brutte.
E la realtà puoi pure rimuoverla in tv, ma dal vivo non ti devi permettere.
Le persone sono stupide, volgari aggressive etc?
Hanno diritto di esserlo!!! e noi non si ha alcun diritto di imporre niente di diverso.
quoto il pupe-pensiero sull'argomento... penso anche che l'antinapoletanismo sarebbe scemato naturalmente se non lo si fosse fatto cristallizzare con le sanzioni ad hoc. Ora è diventato parte integrante del rituale calcistico del tifoso deficiente: si va alla partita, si spara il fumogeno, si fischia l'arbitro, si urla qualcosa contro il Napoli pure a mille chilometri di distanza.
Quanto ti quoto...
Aggiungo anche che la spettacolarizzazione di un comportamento è per definizione la più ampia cassa di risonanza dello stesso... Il fenomeno secondo me sarebbe rimasto molto più circoscritto se non si fosse autoalimentato di tutta la caciara di contorno studiata per foraggiare i media...
(edited)
Quanto ti quoto...
Aggiungo anche che la spettacolarizzazione di un comportamento è per definizione la più ampia cassa di risonanza dello stesso... Il fenomeno secondo me sarebbe rimasto molto più circoscritto se non si fosse autoalimentato di tutta la caciara di contorno studiata per foraggiare i media...
(edited)
La Juve prolunga fino al 2027 con adidas e migliora le sue condizioni contrattuali
quindi mi stai dicendo che "negro di merda" o "napoletano puzza" rientrano nella libertà di espressione? Tempo fa ho ascoltato Gherardo Colombo (è un ex magistrato dei tempi di Tangentopoli) che ora fa conferenze in giro per l'italia su educazione alla legalità e spiegazione della Costituzione (rivolto soprattutto ai più giovani). Parlando dell'art. 21 come un sacrosanto diritto poneva l'accento anche sui limiti previsti dalla costituzione stessa come il buon costume o l'art. 3. Libertà di espressione non significa dire quello che che passa per la testa per imitare altri 200 o 2000 dementi in uno stadio.
Poi che la stampa abbia ingigantito il caso "napoli" sono anche d'accordo, ma come discorso generale non c'entra
Poi che la stampa abbia ingigantito il caso "napoli" sono anche d'accordo, ma come discorso generale non c'entra
io mi chiedevo perché non mettere conti in quel ruolo: tanto si scambierebbe posizione con suso, e fare l'esterno incursore è più o meno il suo...
(edited)
(edited)
si ma l'incolumità fisica è già protetta e ogni rischio portato è sanzionato. Anche in italia (almeno in teoria) senza andare in cerca di chissà che norme speciali.
Quello di cui si discute è l'insulto lanciato dagli spalti.
Per me deve essere libero. O meglio deve essere sanzionato quello che produce un'offesa ad un bene giuridico riconosciuto e degno di essere protetto.
MA NON ESISTE ALCUN DIRITTO A NON SENTIRE PAROLACCE, SFOTTO', TIFOCONTRO, ETC.
Se qualcosa offende la tua sensibilità è un problema tuo, non si devono invocare norme che censurano tutti gli altri.
Personalmente credo che non porterei mio figlio allo stadio prima di un'età in cui è in grado di capire cosa succede, così come non lo porterei in parlamento o in visita ad un orfanotrofio o un ospedale psichiatrico.
Peò questo non vuol dire che devono cambiare loro..
Poi secondo me va posto un punto: il conflitto è parte della vita, dell'uomo e della società.
La rimozione dell'esistenza dello scontro, della violenza e di tutte le rappresentazioni del conflitto è una deriva pericolosa.
così, tanto per fare un esempio spicciolo e personale, io che ho un bambino piccolo ma amo il calcio devo rinunciare a portarlo al campo sportivo del paese o allo stadio a vedere lo Spezia. Se a te sembra normale far crescere le prossime generazioni in mezzo a gente che è libera di bestemmiare, insultare ecc ecc, boh, non so cosa risponderti. Mi sforzo anche io di cercare la libertà un pò ovunque, ma dov'è che finisce la tua ed inizia la mia in questo caso?
Quello di cui si discute è l'insulto lanciato dagli spalti.
Per me deve essere libero. O meglio deve essere sanzionato quello che produce un'offesa ad un bene giuridico riconosciuto e degno di essere protetto.
MA NON ESISTE ALCUN DIRITTO A NON SENTIRE PAROLACCE, SFOTTO', TIFOCONTRO, ETC.
Se qualcosa offende la tua sensibilità è un problema tuo, non si devono invocare norme che censurano tutti gli altri.
Personalmente credo che non porterei mio figlio allo stadio prima di un'età in cui è in grado di capire cosa succede, così come non lo porterei in parlamento o in visita ad un orfanotrofio o un ospedale psichiatrico.
Peò questo non vuol dire che devono cambiare loro..
Poi secondo me va posto un punto: il conflitto è parte della vita, dell'uomo e della società.
La rimozione dell'esistenza dello scontro, della violenza e di tutte le rappresentazioni del conflitto è una deriva pericolosa.
così, tanto per fare un esempio spicciolo e personale, io che ho un bambino piccolo ma amo il calcio devo rinunciare a portarlo al campo sportivo del paese o allo stadio a vedere lo Spezia. Se a te sembra normale far crescere le prossime generazioni in mezzo a gente che è libera di bestemmiare, insultare ecc ecc, boh, non so cosa risponderti. Mi sforzo anche io di cercare la libertà un pò ovunque, ma dov'è che finisce la tua ed inizia la mia in questo caso?