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Subject: »SERIE A
è un paragone che non regge, perchè le parole non sono pugni.
Le parole devono essere libere.
Per concludere in un altro modo inevitabilmente ti sfugge che NON HAI PIU' RAGIONE DEGLI ALTRI.
Devi mettere in conto che abbia ragione il fascista, il razzista, il suprematista (non mi vengono in mente in questo momento categorie peggiori.. ah si: il pedofilo!)
Devi accettare che potrebbe avere ragione lui. Oppure tu.
Nessuno può stabilirlo.
Poi dimmi su che base decidi chi può dire cosa.
Le parole devono essere libere.
Per concludere in un altro modo inevitabilmente ti sfugge che NON HAI PIU' RAGIONE DEGLI ALTRI.
Devi mettere in conto che abbia ragione il fascista, il razzista, il suprematista (non mi vengono in mente in questo momento categorie peggiori.. ah si: il pedofilo!)
Devi accettare che potrebbe avere ragione lui. Oppure tu.
Nessuno può stabilirlo.
Poi dimmi su che base decidi chi può dire cosa.
Cose ridicole, bisogna sempre punire il tentativo di discriminazione. E lo dico anche ai professori che dicono che l'Italia è razzista e poi difendono le tradizioni fortemente discriminatorie di culture esistenti nelle varie parti del mondo.
O di è sempre per l'apertura o non lo si è mai. Ragionare in base alla simpatia e alla voglia di passare per buono è la cosa peggiore. L'inferno è lastricato di buone intenzioni.
O di è sempre per l'apertura o non lo si è mai. Ragionare in base alla simpatia e alla voglia di passare per buono è la cosa peggiore. L'inferno è lastricato di buone intenzioni.
perchè le parole non sono pugni.
Le parole devono essere libere.
violenza psicologica questa sconosciuta.
comunque siamo OT
ed il paragone sull'ideologia politica è comunque un OT nell'OT :)
Le parole devono essere libere.
violenza psicologica questa sconosciuta.
comunque siamo OT
ed il paragone sull'ideologia politica è comunque un OT nell'OT :)
Troy_McLure to
NIC
figura demmerda planetaria. Siamo ormai una barzelletta, in mano a ultras e a politicanti che si fanno vivi solo quando c'è da difendere la propria squadra/presidente del cuore/portafogli
https://twitter.com/dembabafoot/status/1169137694871564289
https://twitter.com/dembabafoot/status/1169137694871564289
Gli stadi sono pieni zeppi di telecamere.
In mezza giornata si sanno le generalità dei responsabili.
Basterebbe procedere.
In mezza giornata si sanno le generalità dei responsabili.
Basterebbe procedere.
Ma infatti non era inteso come paragone. Non è la stessa cosa, ma penso che Lukaku leggerebbe le argomentazioni della curva Inter esattamente come quella ragazza a sentire le argomentazioni del suo ragazzo. Stronzate!
Il punto è se c'è da intervenire con norme repressive o no; nel caso della violenza fisica ovviamente si; nel caso dell'espressione verbale direi che l'invito sociale "educateVI" sia l'unica risposta.
Ne avevamo già discusso e ricordo che la differenza, tra me e te, riguardava il che fare nel caso che l'espressione "razzista o violenta" fosse usata da un insegnante nell'esercizio delle sue funzioni per via della "debolezza" dell'uditorio (gli studenti) incapaci di poterla gestire come dovrebbe poter fare un adulto.
Il punto è se c'è da intervenire con norme repressive o no; nel caso della violenza fisica ovviamente si; nel caso dell'espressione verbale direi che l'invito sociale "educateVI" sia l'unica risposta.
Ne avevamo già discusso e ricordo che la differenza, tra me e te, riguardava il che fare nel caso che l'espressione "razzista o violenta" fosse usata da un insegnante nell'esercizio delle sue funzioni per via della "debolezza" dell'uditorio (gli studenti) incapaci di poterla gestire come dovrebbe poter fare un adulto.
Poi dimmi su che base decidi chi può dire cosa.
è la società in cui vivi che decide. Ed è ancora lei che decide in che modi far rispettare le sue decisioni.
Noi viviamo in società che hanno deciso che il razzismo è inaccettabile e non si può dire senza "punizione"; il punto che dovrebbe dividerci è solo sulla fattispecie di "punizione": possiamo scegliere tra pena di morte (che la nostra società però ha già escluso), carcere, multa, sanzione sociale.
Essendo in gioco la libertà di espressione (caposaldo irrinunciabile) la società (noi tutti) deve far vincere l'inaccettabilità del razzismo attraverso una battaglia di parole e non attraverso carcere o multa. Se lo facesse dovrebbe definirsi "illiberale" o "dispotica".
Deve inoltre stare ben attenta al tipo di sanzione sociale utilizzata essendo in gioco il diritto alla libera espressione che è il più irrinunciabile tra tutti.
Ovviamente, su questi presupposti, la società, quali che siano i mezzi che decide di usare per sostenere quelli che sono i suoi principi può perdere le sue battaglie ed essere quindi costretta a modificare se stessa.
è la società in cui vivi che decide. Ed è ancora lei che decide in che modi far rispettare le sue decisioni.
Noi viviamo in società che hanno deciso che il razzismo è inaccettabile e non si può dire senza "punizione"; il punto che dovrebbe dividerci è solo sulla fattispecie di "punizione": possiamo scegliere tra pena di morte (che la nostra società però ha già escluso), carcere, multa, sanzione sociale.
Essendo in gioco la libertà di espressione (caposaldo irrinunciabile) la società (noi tutti) deve far vincere l'inaccettabilità del razzismo attraverso una battaglia di parole e non attraverso carcere o multa. Se lo facesse dovrebbe definirsi "illiberale" o "dispotica".
Deve inoltre stare ben attenta al tipo di sanzione sociale utilizzata essendo in gioco il diritto alla libera espressione che è il più irrinunciabile tra tutti.
Ovviamente, su questi presupposti, la società, quali che siano i mezzi che decide di usare per sostenere quelli che sono i suoi principi può perdere le sue battaglie ed essere quindi costretta a modificare se stessa.
E' anche futile il tentativo di risettare i canoni della comunicazione. Se mittente e ricevente convengono che un verso X significa Y e lo scrivono pure, di che parliamo? Gli stessi ultras ammettono candidamente di veicolare certi messaggi, semmai discutono sul perché lo fanno. Quindi il problema non si pone...
violenza psicologica questa sconosciuta.
che risposta fuori tema NIC..
Non è la stessa cosa, ma penso che Lukaku leggerebbe le argomentazioni della curva Inter esattamente come quella ragazza a sentire le argomentazioni del suo ragazzo. Stronzate!
ma chi se ne frega di cosa ne pensa Lukaku.
Lukaku ha diritto a zittire le persone che vanno allo stadio? no.
Ha diritto di non soffrire perchè ci sono persone che lo disprezzano perchè nero? no.
Ha diritto di lamentarsene e chiamarli imbecilli (ed anche di invocare misure fasciste per la repressione del dissenso a quello che vuole lui) , ma poi finisce lì
Il punto è se c'è da intervenire con norme repressive o no; nel caso della violenza fisica ovviamente si; nel caso dell'espressione verbale direi che l'invito sociale "educateVI" sia l'unica risposta.
Concordo pienamente!
ma chi se ne frega di cosa ne pensa Lukaku.
Lukaku ha diritto a zittire le persone che vanno allo stadio? no.
Ha diritto di non soffrire perchè ci sono persone che lo disprezzano perchè nero? no.
Ha diritto di lamentarsene e chiamarli imbecilli (ed anche di invocare misure fasciste per la repressione del dissenso a quello che vuole lui) , ma poi finisce lì
Il punto è se c'è da intervenire con norme repressive o no; nel caso della violenza fisica ovviamente si; nel caso dell'espressione verbale direi che l'invito sociale "educateVI" sia l'unica risposta.
Concordo pienamente!
è la società in cui vivi che decide. Ed è ancora lei che decide in che modi far rispettare le sue decisioni.
Cioè attribuisci all'ordinamento (in genere espressione della maggioranza) la possibiltà di censurare la minoranza.
Io no. Un democratico liberale vero è sempre contrario alla censura.
Noi viviamo in società che hanno deciso che il razzismo è inaccettabile e non si può dire senza "punizione"; il punto che dovrebbe dividerci è solo sulla fattispecie di "punizione": possiamo scegliere tra pena di morte (che la nostra società però ha già escluso), carcere, multa, sanzione sociale.
Io vivo ancora (per poco) in una società in cui non si è puniti per il razzismo. Per fortuna
Essendo in gioco la libertà di espressione (caposaldo irrinunciabile) la società (noi tutti) deve far vincere l'inaccettabilità del razzismo attraverso una battaglia di parole e non attraverso carcere o multa. Se lo facesse dovrebbe definirsi "illiberale" o "dispotica". Deve inoltre stare ben attenta al tipo di sanzione sociale utilizzata essendo in gioco il diritto alla libera espressione che è il più irrinunciabile tra tutti.
Cioè ci sono sanzioni che ti lasciano "libero" e sanzioni che no? Dai la funzione della sanzione è repressiva, non giochiamo con le parole. Ci saranno sanzioni più gravi e meno gravi, ma sempre a reprimere servono.
Ovviamente, su questi presupposti, la società, quali che siano i mezzi che decide di usare per sostenere quelli che sono i suoi principi può perdere le sue battaglie ed essere quindi costretta a modificare se stessa.
Qui inconsciamente centri il punto.
I principi.
Un democratico ha la libertà di parola come principio, essendo principio VIENE PRIMA e PREVALE se un'ipotetica preferenza contro il razzismo.
Se qualcuno sostenesse che esistono principi che lui ritiene prevalenti su quelli democratici... la conclusione è che non è una persona democratica.
Cioè attribuisci all'ordinamento (in genere espressione della maggioranza) la possibiltà di censurare la minoranza.
Io no. Un democratico liberale vero è sempre contrario alla censura.
Noi viviamo in società che hanno deciso che il razzismo è inaccettabile e non si può dire senza "punizione"; il punto che dovrebbe dividerci è solo sulla fattispecie di "punizione": possiamo scegliere tra pena di morte (che la nostra società però ha già escluso), carcere, multa, sanzione sociale.
Io vivo ancora (per poco) in una società in cui non si è puniti per il razzismo. Per fortuna
Essendo in gioco la libertà di espressione (caposaldo irrinunciabile) la società (noi tutti) deve far vincere l'inaccettabilità del razzismo attraverso una battaglia di parole e non attraverso carcere o multa. Se lo facesse dovrebbe definirsi "illiberale" o "dispotica". Deve inoltre stare ben attenta al tipo di sanzione sociale utilizzata essendo in gioco il diritto alla libera espressione che è il più irrinunciabile tra tutti.
Cioè ci sono sanzioni che ti lasciano "libero" e sanzioni che no? Dai la funzione della sanzione è repressiva, non giochiamo con le parole. Ci saranno sanzioni più gravi e meno gravi, ma sempre a reprimere servono.
Ovviamente, su questi presupposti, la società, quali che siano i mezzi che decide di usare per sostenere quelli che sono i suoi principi può perdere le sue battaglie ed essere quindi costretta a modificare se stessa.
Qui inconsciamente centri il punto.
I principi.
Un democratico ha la libertà di parola come principio, essendo principio VIENE PRIMA e PREVALE se un'ipotetica preferenza contro il razzismo.
Se qualcuno sostenesse che esistono principi che lui ritiene prevalenti su quelli democratici... la conclusione è che non è una persona democratica.
Occhio che ci sono delle priorità. OK la provocazione, ma poi la partita finisce e non essere compresi provoca disagio.
In altre parole: se fai "uh uh uh" poi a fine gara dovresti scendere in campo, stringergli la mano e dirgli che lo hai fatto solo per fargli sbagliare il rigore. Secondo te invece la gente al fischio finale recupera il rispetto per il giocatore appena insultato in quel modo? Dai, non sopravvalutiamo quei 4 minus habens.
In altre parole: se fai "uh uh uh" poi a fine gara dovresti scendere in campo, stringergli la mano e dirgli che lo hai fatto solo per fargli sbagliare il rigore. Secondo te invece la gente al fischio finale recupera il rispetto per il giocatore appena insultato in quel modo? Dai, non sopravvalutiamo quei 4 minus habens.
mi sa che non mi spiego: io dico che hanno diritto ad essere razzisti.
E tu non hai nessun diritto di "correggerli"!
(edited)
E tu non hai nessun diritto di "correggerli"!
(edited)
nella repubblica del pupe senz'altro. In quella dove vivi non credo proprio.
essere razzisti però non è reato?
ma senz'altro discriminare lo è, poi c'è il principio costituzionale della solidarietà e vabé.
Credo poi che non possano manco entrare in uno stadio o esercizio pubblico, ma anche qui un conto è sancirlo...
ma senz'altro discriminare lo è, poi c'è il principio costituzionale della solidarietà e vabé.
Credo poi che non possano manco entrare in uno stadio o esercizio pubblico, ma anche qui un conto è sancirlo...