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Subject: »SERIE A
fanculo icardi. ha deciso che dopo il derby non segna più
tranquillo che nella ripresa ne fa due, ce l'ho al fanta e non mi puo' tradire
l'inter oggi molto bene, ma ho qualche riserva sul fatto che l'atalanta abbia pensato più a giovedì che a stasera.
a parte le due ali tutti molto bene, degni di nota :
miranda (non sembra va lui), i soliti skriniar e d'ambrosio (decisivo), vecino e naturalmente 'sentenza' icardi.
a parte le due ali tutti molto bene, degni di nota :
miranda (non sembra va lui), i soliti skriniar e d'ambrosio (decisivo), vecino e naturalmente 'sentenza' icardi.
partita godibile e molto convincente. Certo, se non segna Icardi non segna nessuno.
E continuo a restare perplesso sulla gestione della rosa e dei cambi
cmq la lotta è con la lazio per il 4° posto
E continuo a restare perplesso sulla gestione della rosa e dei cambi
cmq la lotta è con la lazio per il 4° posto
fratellone to
Behmen
è palese che l'inter è icardi dipendente, in questa stagione però senza coppa può giocarle tutte... e se non si fa nulla l'inter certamente entra tra le prime 4
visto handa dietro che è un cyborg
visto handa dietro che è un cyborg
cmq dopo tanti anni vedo un allenatore di calcio che insegna calcio. e questo è sicuramente un pregio
vedo trame di gioco, scambi studiati e non casuali, posizionamenti studiati
spalletti è stato finora sempre un sacco sfigato. ha beccato nelle sue migliori annate delle squadre spaziali contro........... l'inter del triplete, la juve dei record........
vedo trame di gioco, scambi studiati e non casuali, posizionamenti studiati
spalletti è stato finora sempre un sacco sfigato. ha beccato nelle sue migliori annate delle squadre spaziali contro........... l'inter del triplete, la juve dei record........
cazzarola sono in ufficio e non posso sentire!! :D
Meno tweet, più coraggio
19.11.2017 22:30 di Leonardo Labita Twitter: @Leolab81 articolo letto 10575 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Meno tweet, più coraggio
Puntuale arriva il tweet del post partita del mister Allegri, anche dopo la figuraccia di marassi.
“Se non si è reattivi con la testa, si prende gli schiaffi, anche quando non li si merita. Ora reagire con positività che i giorni da qui al 6 gennaio diranno tanto su chi siamo e dove vogliamo andare!”
Appare invidiabile la forza che nell’ambiente del nostro calcio, riesce a far da padrona su allenatori e giocatori, pronti anche dopo una sconfitta ad avere la voglia, il tempo e le energie, di prendere una tastiera in mano è riuscire a trovare in modo conciso e scenico, parole e frasi ad effetto.
Me lo immagino proprio, Marcello Lippi che dopo una Foggia Juventus 2-0 datato 16.10.1994, prende “a caldo” il suo cellulare, apre il proprio account di twitter e trova parole e frasi ad effetto (il tutto senza sforare i 280 caratteri), seguito a ruota da capitan Vialli, sotto gli occhi di un amareggiato (ma non troppo) Luciano Moggi, pronto a dichiarare che “ci servirà da lezione”.
Sì, me lo immagino proprio.
La reattività alla quale il mister fa riferimento è qualcosa di assoluta importanza, a volte essere reattivi può cambiare la storia presente e futura.
Essere reattivi può essere determinanti nel capire, comprendere e prendere atto che magari è necessario e fisiologico, rivedere le proprie idee, i propri concetti, le proprie convinzioni, nonostante magari solo qualche mese fa, proprio quei concetti, quelle convinzioni si sono rilevati vincenti.
[/b]
Non vogliamo fare gli allenatori (sono già in troppi a farlo davanti una tastiera) ma è lecito nutrire un dubbio sul progetto tattico che prevede di continuare a snaturare il ruolo di Mandžukić, con il conseguente dosaggio limitato di Costa, trattato come un Lanzafame, qualsiasi?
Non solo, il tutto diventa quasi un accanimento, q[b]uando a formare la coppia della catena di sinistra non è Alex Sandro, sulla carta il terzino di spinta (almeno quello dello scorso biennio…) ma il terzino titolare della Juventus di quattro anni fa…
Già perché siamo alle porte del 2018, eppure sta diventando sempre più una costante presentarsi con i due terzini di difesa titolari della Juventus di quattro anni fa, tanto che a volte sembra di rivivere un déjà-vu e lo sguardo come per inerzia cerca di capire dove sono Pirlo, Vidal e Pogba.
Chissà se tutto questo è frutto di reattività da parte dell’allenatore e di chi ha avuto mesi e mesi per pianificare una sessione di mercato, cercando di non prendere schiaffi (tanto per parafrasare il mister) da un capriccioso Dani Alves o da un’integerrima Atalanta.
Chissà, se c’è stata reattività nella valutazione di (non) rimpiazzare uno dei tre perni della difesa meno battuta degli ultimi 5 anni, chissà da dove viene quella positività nel rimpiazzare un pluridecorato campione brasiliano, con un giocatore che veniva da tante panchine rossonere a favore di gente come Abate e Calabria.
Chissà… perché può apparire leggermente inquietante attendere il 6 gennaio per capire “chi siamo e dove vogliamo andare”, pensavamo che questa rosa di campioni che si può permettere di tenere in panchina due esterni da 80 milioni di euro, guidata da un allenatore fresco di rinnovo super milionario, avesse ben scolpito in testa chi sono e dove voglio andare, già dalla mattina del 4 giugno 2017 (a proposito di schiaffi e reattività…)
Non lo diciamo, ne pretendiamo noi, ma è quello che leggiamo dai loro profili social, con quelle frasi ad effetto, piena di carica motivazionale da far invidia ad Al Pacino in versione “ogni maledetta domenica”.
Peccato che poi nella vita reale si rischia di cadere nel banale, abusando di termine e analogie che sembrano solo figlie di frasi fatte, già dette, scritte e riscritte.
Magari a volte sarebbe meglio alzare le mani non per digitare i tasti di una tastiera, ma per sbattere vigorosamente dei pugni su un tavolo.
Magari a volte gli schiaffi presi, dovrebbero lasciare dei segni nelle proprie convinzioni, trovando il coraggio di metterli in discussione, perché si hanno le capacità di farlo.
Lo confermano i trofei vinti e lo “impongono” i milioni di euro di contratto.
Anche perché francamente, dopo 6 scudetti e due cicatrici ancora sanguinanti, ci sentiamo grandi e vaccinati, per dover ancora aspettare la Befana, per vedere se meritiamo carbone o dolcetti…
@leolab8
AMEN
19.11.2017 22:30 di Leonardo Labita Twitter: @Leolab81 articolo letto 10575 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Meno tweet, più coraggio
Puntuale arriva il tweet del post partita del mister Allegri, anche dopo la figuraccia di marassi.
“Se non si è reattivi con la testa, si prende gli schiaffi, anche quando non li si merita. Ora reagire con positività che i giorni da qui al 6 gennaio diranno tanto su chi siamo e dove vogliamo andare!”
Appare invidiabile la forza che nell’ambiente del nostro calcio, riesce a far da padrona su allenatori e giocatori, pronti anche dopo una sconfitta ad avere la voglia, il tempo e le energie, di prendere una tastiera in mano è riuscire a trovare in modo conciso e scenico, parole e frasi ad effetto.
Me lo immagino proprio, Marcello Lippi che dopo una Foggia Juventus 2-0 datato 16.10.1994, prende “a caldo” il suo cellulare, apre il proprio account di twitter e trova parole e frasi ad effetto (il tutto senza sforare i 280 caratteri), seguito a ruota da capitan Vialli, sotto gli occhi di un amareggiato (ma non troppo) Luciano Moggi, pronto a dichiarare che “ci servirà da lezione”.
Sì, me lo immagino proprio.
La reattività alla quale il mister fa riferimento è qualcosa di assoluta importanza, a volte essere reattivi può cambiare la storia presente e futura.
Essere reattivi può essere determinanti nel capire, comprendere e prendere atto che magari è necessario e fisiologico, rivedere le proprie idee, i propri concetti, le proprie convinzioni, nonostante magari solo qualche mese fa, proprio quei concetti, quelle convinzioni si sono rilevati vincenti.
[/b]
Non vogliamo fare gli allenatori (sono già in troppi a farlo davanti una tastiera) ma è lecito nutrire un dubbio sul progetto tattico che prevede di continuare a snaturare il ruolo di Mandžukić, con il conseguente dosaggio limitato di Costa, trattato come un Lanzafame, qualsiasi?
Non solo, il tutto diventa quasi un accanimento, q[b]uando a formare la coppia della catena di sinistra non è Alex Sandro, sulla carta il terzino di spinta (almeno quello dello scorso biennio…) ma il terzino titolare della Juventus di quattro anni fa…
Già perché siamo alle porte del 2018, eppure sta diventando sempre più una costante presentarsi con i due terzini di difesa titolari della Juventus di quattro anni fa, tanto che a volte sembra di rivivere un déjà-vu e lo sguardo come per inerzia cerca di capire dove sono Pirlo, Vidal e Pogba.
Chissà se tutto questo è frutto di reattività da parte dell’allenatore e di chi ha avuto mesi e mesi per pianificare una sessione di mercato, cercando di non prendere schiaffi (tanto per parafrasare il mister) da un capriccioso Dani Alves o da un’integerrima Atalanta.
Chissà, se c’è stata reattività nella valutazione di (non) rimpiazzare uno dei tre perni della difesa meno battuta degli ultimi 5 anni, chissà da dove viene quella positività nel rimpiazzare un pluridecorato campione brasiliano, con un giocatore che veniva da tante panchine rossonere a favore di gente come Abate e Calabria.
Chissà… perché può apparire leggermente inquietante attendere il 6 gennaio per capire “chi siamo e dove vogliamo andare”, pensavamo che questa rosa di campioni che si può permettere di tenere in panchina due esterni da 80 milioni di euro, guidata da un allenatore fresco di rinnovo super milionario, avesse ben scolpito in testa chi sono e dove voglio andare, già dalla mattina del 4 giugno 2017 (a proposito di schiaffi e reattività…)
Non lo diciamo, ne pretendiamo noi, ma è quello che leggiamo dai loro profili social, con quelle frasi ad effetto, piena di carica motivazionale da far invidia ad Al Pacino in versione “ogni maledetta domenica”.
Peccato che poi nella vita reale si rischia di cadere nel banale, abusando di termine e analogie che sembrano solo figlie di frasi fatte, già dette, scritte e riscritte.
Magari a volte sarebbe meglio alzare le mani non per digitare i tasti di una tastiera, ma per sbattere vigorosamente dei pugni su un tavolo.
Magari a volte gli schiaffi presi, dovrebbero lasciare dei segni nelle proprie convinzioni, trovando il coraggio di metterli in discussione, perché si hanno le capacità di farlo.
Lo confermano i trofei vinti e lo “impongono” i milioni di euro di contratto.
Anche perché francamente, dopo 6 scudetti e due cicatrici ancora sanguinanti, ci sentiamo grandi e vaccinati, per dover ancora aspettare la Befana, per vedere se meritiamo carbone o dolcetti…
@leolab8
AMEN
cmq su tutti i forum juventini tutti dicono le solite cose, contro mandzukic, contro allegri che lo schiera..
adesso, vero che in italia siamo tutti allenatori, però alla fine lo siamo stati anche nel caso della nazionale e avevamo ragione tutti.
Staremo a vedere se quello pagato 7milioni in panchina si accorgerà di avere douglas costa ala.
adesso, vero che in italia siamo tutti allenatori, però alla fine lo siamo stati anche nel caso della nazionale e avevamo ragione tutti.
Staremo a vedere se quello pagato 7milioni in panchina si accorgerà di avere douglas costa ala.
Spero che come da tre anni a questa parte mr 7 milioni si accorga degli errori e faccia un passo indietro.
ah quando dissi che ormai khedira fosse impresentabile poi fece la tripletta per le allodole a udine e mi si trovò da dire.
saluti
saluti
Da dove cominciare stavolta? Da una certezza: Mario Mandzukic è un attaccante. E basta. Nella Juve il suo ruolo deve essere esclusivamente quello di vice Higuain. Il suo adattamento ad esterno sinistro di centrocampo nel corso della scorsa stagione è stata un’intuizione geniale di Allegri, che ha disorientato gli avversari e ha sanato gli equilibri tattici della squadra che erano saltati per via della partenza mai rimpiazzata di Pogba. Quell’effetto sorpresa però è finito, ormai è sotto gli occhi di tutti. I (non) movimenti dell’attaccante croato sono scontati per gli avversari e la squadra bianconera ne risente totalmente nella fase offensiva laterale, soprattutto se poi inoltre vengono a mancare le sovrapposizioni di Alex Sandro (sempre più oggetto misterioso della stagione) e si punta su un altro riciclato come Asamoah. Avere Alex Sandro, Douglas Costa e Bernardeschi in rosa (e a breve anche il rientrante Pjaca) e vedere giocare insieme sulla sinistra la coppia Asamoah - Mandzukic grida davvero vendetta! La Juve non si può proprio permettere di regalare una fascia alla squadra avversaria di turno.
niente..lo vedono tutti
TUTTI.
niente..lo vedono tutti
TUTTI.