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Subject: »SERIE A

2017-11-20 16:09:22
giuro che quella di marchisio non l'ho scritta io

ps: benatia una gnocca pazzesca
(edited)
2017-11-20 17:16:02
2017-11-20 17:41:54
il problema è che negli ultimi 30mt non c'è un movimento, uno schema, un'idea. Arrivano a limite dell'area e non sanno cosa fare col pallone. E meno male che ci pensa Bonaventura con i suoi 12 tocchi di palla a rallentare la velocità di gioco, altrimenti impossibile da seguire.
2017-11-20 18:10:48
Io sono ancora sorpreso da Montella, colui che ha fatto bene alla Fiorentina e a Catania, mi piaceva il suo tipo di gioco.
Mi chiedo come mai non riesca a sistemare le pedine, forse non sarà mai uno dei migliori, non è alla sua portata una big.
Per quanto riguarda i movimenti, io ho visto un kalinic che lotta contro tutti i difensori li in mezzo all'area, lasciato da solo come un cane.
Questo succede anche all'Inter con icardi, anche se ultimamente di meno.
2017-11-20 18:20:40
mi stupisco anch'io essendo lui stato un ottimo attaccante d'area. Se non lo sa lui... detto questo io non credo che con un altro allenatore avremmo brillato. C'è un passaggio tra una gestione e l'altra e son convinto che non tutti i giocatori stiano remando dalla stessa parte.

O per problemi loro o per limiti anche fisiologici (un ciclo non si avvia in 3 mesi).
2017-11-20 19:10:19
Vero, con undici nuovi acquisti nessuno avrebbe fatto meglio in tre mesi.
Il city diciamo che ha cambiato un sacco di giocatori, non quanto il Milan, eppure guardiola è riuscito a sistemarli e anche bene.
Poi non è un gruppo ancora....
2017-11-21 02:24:12
Il Milan l'ho visto parecchio e, insomma, non è che entusiasmi tra acquisti rivelatisi sovrastimati di mezzi giocatori (Chalanoglu), giocatori al di sotto delle attese (Biglia, Bonucci), giocatori bisognosi di adattamento (Silva), un allenatore che pare in scadenza ma forse no e boh.
C'è da aggiungere che gli è anche girata male quando meritava un risultato: con la Roma per esempio, con l'Inter e direi pure col Napoli quando nel suo momento migliore è incocciato in Bonaventura nel suo momento peggiore impegnato a sprecare ogni opportunità.
2017-11-21 07:05:48
Nel frattempo ci saluta delneri... Era inevitabile
2017-11-21 15:33:42
E dentro Oddo...
2017-11-21 15:38:22
Milan e fair play finanziario: come funzionano le regole dell'Uefa

Ecco cosa prevede il settlement agreement: multe, limitazioni nella rosa, vincoli di bilancio e il rischio (eventuale) dell'esclusione dalle coppe europee

21 novembre 2017

Giovanni Capuano

Il cammino del Milan verso l'ok dell'Uefa alla richiesta di voluntary agreement per rientrare nei paletti del fair play finanziario si fa in salita. Il moderato ottimismo espresso dal club rossonero dopo l'incontro con la commissione a Nyon lo scorso 9 novembre rischia di restare solo una speranza se dovessero essere confermate le voci che circolano negli ambienti vicini all'Uefa.

L'ultima l'ha raccolta il quotidiano spagnolo Marca che ha anticipato le perplessità dell'organismo di controllo dell'Uefa davanti al dossier presentato da Marco Fassone per richiedere il volutary agreement, ovvero l'accordo per allungare i tempi di riallineamento del Milan ai paletti del fair play finanziario in virtù del cambio di proprietà della scorsa estate.

Secondo Marca l'Uefa non sarebbe stata convinta dal piano finanziario e dalle garanzie su Yonghong Li e sui nuovi proprietari del club, passato di mano ad aprile con la firma del closing, mentre il piano finanziario sarebbe stato giudicato troppo legato ai risultati sportivi (ingresso in Champions o Europa League) con troppe varibili potenzialmente negative per rientrare dei tanti soldi spesi per il calciomercato estivo da 230 milioni di euro, seguito con perplessità dai tecnici di Nyon.

In caso di conferma di queste voci, il Milan sarebbe costretto a ripresentarsi nel prossimi mesi all'Uefa per trattare le sanzioni. Dal voluntary agreement si passerà al settlement agreement, ovvero lo stesso regime cui dal 2015 sono sottoposte Inter e Roma.

Cos'è il settlement agreement dell'Uefa

Il settlement agreement è previsto in maniera specifica dal regolamento del fair play finanziario dell'Uefa. Si tratta di un regime di patteggiamento tra club e organismi di controllo dell'associazione, diverso dal voluntary agreement perché la società non presenta più un proprio piano finanziario di sviluppo e rientro nei parametri ma deve concordare, sotto sanzione, il rispetto dello stesso a rischio di finire davvero sotto processo.

Da questa strada sono passati anche Psg e Manchester City dopo aver violato in maniera importante le norme dell'allora nascente FFP. L'Uefa ha da sempre un approccio riabilitativo e non solo punitivo per affrontare i problemi di bilancio dei club perché ritiene fondamentale riuscire a ricondurre tutti sotto il cappello delle regole cercando di non far scattare l'automatismo dell'esclusione dalle manifestazioni. Opzione che, però, esiste e in passato è stata utilizzata in alcuni casi minori.

Il settlement agreement è un documento frutto di una serie di confronti e firmato da società e Uefa, contenente una serie di condizioni restrittive imposte al club oggetto della sanzione perché si impegni a rispettarle e, attraverso una gestione virtuosa, rientri entro i paletti che impongono di raggiungere o comunque avvicinarsi al break even di bilancio.

In caso di mancata applicazione o mancato raggiungimento degli obiettivi si va incontro a sanzioni ancora più dure frutto di un vero e proprio processo davanti all'Uefa. Il settlement agreement prevede il monitoraggio costante da parte dell'Uefa del rispetto. L'accordo copre solitamente un triennio di stagioni sportive e scatta quando una squadra ottiene la qualificazione a una competizione europea.

Quali sono i vincoli del settlement agreement

Non tutti i settlement agreement sono uguali, nel senso che club e Uefa modellano il proprio accordo di patteggiamento secondo il punto di partenza della violazione delle regole del fair play finanziario. L'obiettivo principale e che viene messo per iscritto è sempre il rispetto del pareggio di bilancio, cui si può arrivare attraverso un processo graduale (-30 milioni di euro la prima stagione, ad esempio) ma non lento. Anzi.

Tra le condizioni che vengono imposte per la concessione del patteggiamento ci sono limiti alla rosa iscrivibile alle competizioni europee, che si possono tradurre anche in riduzioni forzate al di sotto del numero di 25 per una o più stagioni, obbligo di rispettare equilibri sul calciomercato tra spese e ricavi, limitazioni all'utilizzo di formule di pagamento pluriennali, tetto al monte stipendi della squadra (cui non è concessa una crescita) e al rapporto tra investimenti e fatturato.

La firma del settlement agreement è accompagnata anche a una sanzione di natura finanziaria: non una multa da pagare, ma la trattenuta su introiti ricavati dalle competizioni Uefa. E' tradizione che tutta o parte della sanzione finanziaria sia congelata e scatti solo a fronte di un mancato allineamento ai paletti sottoscritti mentre venga cancellata in caso di rispetto del settlement agreement.

Cosa rischia chi viola il fair play finanziario Uefa

Diversamente da quanto pensa la stragrande maggioranza dei tifosi, il mancato rispetto delle norme del fair play finanziario non prevede in automatico l'esclusione di un club dalle coppe europee. La gamma delle sanzioni è varia e ricca, comprendendo una serie di passaggi che consente all'Uefa di modulare il proprio intervento in considerazione di una serie di fattori che, ad esempio, prendono in considerazione anche il percorso di riallineamento di una società.

Ecco come è disegnata la scala delle sanzioni per chi viola il FFP Uefa:

a) avvertimento;
b) richiamo;
c) multa;
d) decurtazione di punti nella competizione in corso o in quella successiva;
e) trattenuta degli introiti ricavati da una competizione Uefa (spesso congelata);
f) divieto di iscrizione di nuovi giocatori alle competizioni Uefa;
g) limitazione del numero di giocatori che un club può iscrivere alle competizioni Uefa (dentro questa voce è compreso anche il limite al valore della rosa da una stagione all'altra);
h) squalifica o esclusione dalle competizioni organizzate dalla Uefa;
i) revoca di un titolo conquistato sul campo o di un premio.
2017-11-22 08:29:56
non potevano aspettare il napoli?
xd ... vado a giocarmi l'iiiiccchese
2017-11-22 09:41:54
Moby Dick - La riconoscenza, caro Allegri, si paga. Ricordi Lippi? Mandzukic può fare l'ala ma è una punta. Il croato, Khedira e Lichsteiner possono sedere in panchina. Pronti Howedes, Matuidi e Douglas Costa o Bernardeschi
Corrispondente "The Sun", autore di 9 libri. Autore e conduttore programma #Alvolante per AntennaSud. Vincitore Overtime Festival della Comunicazione del giornalismo e del premio Campione Odg Puglia

Moby Dick - La riconoscenza, caro Allegri, si paga. Ricordi Lippi? Mandzukic può fare l'ala ma è una punta. Il croato, Khedira e Lichsteiner possono sedere in panchina. Pronti Howedes, Matuidi e Douglas Costa o Bernardeschi
Tre tonfi. Rumorosi, pesanti. La Juventus dopo la terza “Caporetto” in soli novanta giorni ha il dovere di invertire la propria marcia di avvicinamento alla vetta della classifica. “L'elastico fra il secondo ed il terzo posto non è una consuetudine alla latitudini piemontesi”, questa la summa del discorso pronunciato da Andrea Agnelli in un vertice informale con la dirigenza. In panchina siedono troppi talenti, inutile insistere su convinzioni tecniche che, sino ad oggi, non hanno sortito gli effetti desiderati. Cinque minuti di Douglas Costa ha sprigionato un valore cinque volte superiore a quello espresso da Mario Mandzukic in novanta minuti di gioco.



L'esterno brasiliano è stato protagonista in entrambe le reti messe a segno dai bianconeri. Una scheggia impazzita, un esterno d'altro tempi che se schierato a destra, nel rispetto della regola del “piede inverso”, è in grado di accentrarsi e tirare, di dribblare l'avversario aprendo il gioco e favorendo l'inserimento dei centrocampisti e della batteria dei fantasisti schierati alle spalle di Gobzalo Higuain. L'innesto del brasiliano non pregiudicherebbe affatto la titolarità di Cuadrado che potrebbe trasferirsi a sinistra o arretrare nel ruolo di terzino. Senza dimenticare che, una grande squadra, ha bisogno di almeno sedici titolari fra campo e panchina.



Il principio della rotazione applicato da Massimiliano Allegri è un chiaro rimando al masochismo. In difesa gli uomini non dovrebbero cambiare quasi mai, eppure nonostante quasi tutti i giocatori a disposizione il trend del cambiamento pare assalire il tecnico alla vigilia di ogni partita. Matuidi è l'unico giocatore capace di unire corsa, botte e dinamismo. Eppure non è un mistero che il tecnico gli preferisca, a parità di condizioni, Khedira. La scelta di centellinare Alex Sandro, poi, fatica a trovar riscontri. Soprattutto se il giocatore non è in forma.



Il giudizio sull'allenatore rimane lusinghiero al netto degli incomprensibili dogmi che sin dal primo giorno del ritiro estivo. Bernardeschi e Douglas Costa non possono marcire affievolire in panchina se chi è titolare nel loro ruolo stenta ad ingranare. Mandzukic non salta l'uomo, non è lucido nelle scelte e, causa diversi infortuni accumulati in serie, non appare in forma. Insistere su di lui è sbagliato oltre che deleterio per tutto lo spogliatoio.

Se giocano i più in forma, come sostiene da tempo l'allenatore, il croato e Lichsteiner dovrebbero essere i primi a non scendere in campo nell'undici titolare. La non incidenza di Mandzukic è acclarata, così come il rischio di veder sfiorire l'entusiasmo di Bernardeschi, comunque propositivo nella disfatta di Genova. Con il Barcellona urge un cambiamento. Non tattico ma di uomini...
2017-11-22 10:53:57
condivido tutto... ma preferisco Lichsteiner zoppo a de sciglio/sturaro/barzagli coem terzino... vediamo sto Howedes....
2017-11-22 10:54:33
lichsteiner è finito.
de sciglio chissà

STURARO NON LO VOGLIO COMMENTARE
2017-11-22 11:02:01
Cmq tornare al 4-3-3 (che mi pare auspicabile) significa lasciare ogni volta fuori 4 giocatori tra dybala-mandzukic-cuadrado-bernardeschi-costa-pjaca..
Unico sicuro rimane higuain.

Cioè..azzeccare la formazione senza recriminazioni o rimpianti diventa dura
2017-11-22 11:03:22
vero de sciglio chissà... ma non so se ho voglia di vedere le vaccate (fisiologiche) per cui passerà per diventare "forse" un giocatore da Juve.

mi ricordo Criscito, panchinato come se fosse un incapace per una vaccata su un Totti in formissima e poi spedito via come un pacco.

poi diamo millemila possibilità a un de sciglio? mah


(edited)