Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: »SERIE A
a mio parere gli viene anche chiesto di correre ed inserirsi con continuità, cosa che non è secondo me la sua migliore qualità.Invece il suo posto è da mediano, il posto di de rossi per capirsi.
l'attuale scarsità di esterni nella roma (tra rotti e buchi di rosa) sta mostrando una certa rigidità di Di Francesco.
A mio parere avrebbe potuto reagire modificando un po' modulo e scelte tattiche (un 352 attualmente sarebbe molto più facile da impostare..) Invece si gioca sempre più o meno nello stesso modo ed il centrocampo, che è il reparto più forte si sobbarca pure il lavoro degli altri.
l'attuale scarsità di esterni nella roma (tra rotti e buchi di rosa) sta mostrando una certa rigidità di Di Francesco.
A mio parere avrebbe potuto reagire modificando un po' modulo e scelte tattiche (un 352 attualmente sarebbe molto più facile da impostare..) Invece si gioca sempre più o meno nello stesso modo ed il centrocampo, che è il reparto più forte si sobbarca pure il lavoro degli altri.
Vabbè, è un regazzino. Ma i piedi ce li ha?
Perché me ne hanno parlato bene.
Perché me ne hanno parlato bene.
è un mucchietto di ossa :(:(:coraggio a farlo giocare :D
o si si ha messo un cross delizioso
(edited)
o si si ha messo un cross delizioso
(edited)
Vabbè, è un regazzino.
ha 19 anni, più grande di Donnarumma, Pellegri, Kean.. (tipologia di fisico che richiedono nel calcio dei grandi)
ha 19 anni, più grande di Donnarumma, Pellegri, Kean.. (tipologia di fisico che richiedono nel calcio dei grandi)
Antonucci 11 marzo 1999
Donnarumma 25 febbraio 1999
Donnarumma 25 febbraio 1999
vabbè contagli pure il numero di peli della tibia, era per dire , se ti rende felice sono quasi coetanei
ok marvel ma Donnarumma è formato fisicamente l'altro spero per lui che non lo sia :D
(edited)
(edited)
Bonaventura sempre molto sincero nelle dichiarazioni, con Montella disse che non si poteva continuamente cambiare formazione, con Gattuso ha affermato che il livello degli allenamenti si è alzato di molto!
Direi che con Gattuso c'è spersnza di qualcosa di buono, io ci credo!
Direi che con Gattuso c'è spersnza di qualcosa di buono, io ci credo!
Perfetto, il prossimo passo è provare l'emozione di panchinarlo
Ma Antonucci è buono?
è un po' leggero quindi dipende dallo sviluppo fisico.
Tecnicamente è buono, ha anche una certa capacità di dribblare, ma difetta in creatività e in vera intelligenza di gioco. L'esperienza conterà su questi aspetti.
Mentalmente... secondo me è un tipico prodotto Roma-DeRossi... Tecnica, tattica ma manca la sana cattiveria.
Ovviamente questo poi diventa Neymar :)
è un po' leggero quindi dipende dallo sviluppo fisico.
Tecnicamente è buono, ha anche una certa capacità di dribblare, ma difetta in creatività e in vera intelligenza di gioco. L'esperienza conterà su questi aspetti.
Mentalmente... secondo me è un tipico prodotto Roma-DeRossi... Tecnica, tattica ma manca la sana cattiveria.
Ovviamente questo poi diventa Neymar :)
Invece il suo posto è da mediano, il posto di de rossi per capirsi.
quotone... e anche sul 352...
quotone... e anche sul 352...
secondo me antonucci fa la fine di DIMARCO dell'inter............
favoloso nelle giovanili
favoloso nell'under
nel calcio dei grandi.... troppo piccolo e leggero.... e ora mi sa che è sparito in svizzera
favoloso nelle giovanili
favoloso nell'under
nel calcio dei grandi.... troppo piccolo e leggero.... e ora mi sa che è sparito in svizzera
ma sta gente come fa a esercitare la professione?
La verità di Albertazzi: "Il Verona mi nascose la gravità dell'infortunio"
Parole dure di Albertazzi nei confronti del Verona, ormai suo ex club, che avevano minimizzato la reale gravità del suo infortunio al ginocchio.
E' stata una brutta vicenda quella che ha visto vittima il 27enne difensore Michelangelo Albertazzi, che lo scorso 30 dicembre ha vinto la causa legale che aveva promosso nei confronti del suo club, l'Hellas Verona, che lo aveva messo fuori squadra senza giustificato motivo dopo che il calciatore aveva avuto col club una lunga diatriba legata a un grave infortunio che gli era stato nascosto. Il collegio arbitrale ha condannato il Verona a risovere il contratto e pagare al calciatore 144 mila euro netti, corrispondenti alle mensilità dovute fino alla scadenza regolare del contratto. Albertazzi ha deciso oggi di raccontare tutta la sua verità ai microfoni di 'Hellas Live' e sono parole che descrivono quasi una sorta di mobbing nei suoi confronti.
Sono state due le sentenze a favore di Albertazzi: la prima ordinava al Verona di reintegrarlo in rosa, ma ad ottobre scorso il direttore sportivo Fusco aveva chiaramente spiegato al calciatore che non sarebbe stato reintegrato in tutte le attività della squadra ma avrebbe dovuto lavorare a parte. Colloquio registrato da Albertazzi che ha costituito poi la prova decisiva per la seconda sentenza di dicembre. "Io sono sempre stato molto fiducioso - ha affermato Albertazzi - Per me queste due sentenze a mio favore sono semplicemente degli atti dovuti dalla Federazione".
La diatriba fra Albertazzi e il Verona è nato nell'estate del 2016, quando la gravità di un infortunio al ginocchio è stato nascosto al giocatore, con tutte le conseguenze del caso. "Tutto nasce all'inizio di agosto 2016 - ha raccontato il calciatore - quando questo intelligentissimo direttore, con la complicità dell'allenatore Pecchia e del dottor Devita, con una loro geniale determinazione non dicono a me calciatore infortunato e agli altri addetti ai lavori la serietà del mio grave infortunio. Io in quei giorni vengo sottoposto a una risonanza magnetica e ad alcune visite specialistiche; il dottor Devita e il direttore Fusco mi dicono di stare tranquillo in quanto tutte le mie difficoltà derivano soltanto da un fastidio dovuto a una sofferenza/contusione nella zona del menisco e che la risonanza escludeva qualsiasi problema".
Albertazzi, però, proseguendo la normale preparazione precampionato assieme ai compagni avverte sempre più difficoltà e il dolore al ginocchio non diminuisce col passare del tempo. Chiede così di poter vedere i referti medici e le risonanze magnetiche effettuate ma il dottor Devita, come racconta sempre Albertazzi, con varie scuse gli nega tale documentazione. Così Albertazzi si rivolge ad uno specialista esterno alla società e questi gli dice subito che l'infortunio è quanto mai grave: "Rottura completa del legamento crociato anteriore. Mi disse che per continuare a giocare mi sarei dovuto operare e il recupero sarebbe durato almeno sei mesi".
Il perché di tale comportamento da parte del Verona, Albertazzi lo spiega con la volontà del club di cederlo durante il calciomercato estivo, che sarebbe terminato il 31 agosto... "Il fatto che i referti riportassero nero su bianco la gravità del mio infortunio - ha detto ancora il calciatore - conferma la superficialità, la poca professionalità e l'accanimento nei miei confronti, ignorando il male che un loro giovane calciatore pativa. Tutto questo probabilmente per portare a termine interessi di mercato; tentativo poi ripetuto durante il calciomercato di gennaio disinteressandosi ancora una volta delle mie precarie condizioni fisiche".
"Questi signori mi hanno profondamente ferito - ha proseguito Albertazzi - e mi hanno causato aggravamenti fisici e seri danni professionali, psicologici ed economici". Una vicenda che non è ancora terminata, visto che Albertazzi è intenzionato a chiedere i danni al club: "Queste sentenze sono state semplicemente una conseguenza dei fatti accaduti e il mio contenzioso, la mia vera causa, la aprirò molto presto e in maniera importante con documentazioni ufficiali come risonanze magnetiche, certificati medici e dichiarazioni che provano le colpe del dottor Devita e del direttore Fusco".
La verità di Albertazzi: "Il Verona mi nascose la gravità dell'infortunio"
Parole dure di Albertazzi nei confronti del Verona, ormai suo ex club, che avevano minimizzato la reale gravità del suo infortunio al ginocchio.
E' stata una brutta vicenda quella che ha visto vittima il 27enne difensore Michelangelo Albertazzi, che lo scorso 30 dicembre ha vinto la causa legale che aveva promosso nei confronti del suo club, l'Hellas Verona, che lo aveva messo fuori squadra senza giustificato motivo dopo che il calciatore aveva avuto col club una lunga diatriba legata a un grave infortunio che gli era stato nascosto. Il collegio arbitrale ha condannato il Verona a risovere il contratto e pagare al calciatore 144 mila euro netti, corrispondenti alle mensilità dovute fino alla scadenza regolare del contratto. Albertazzi ha deciso oggi di raccontare tutta la sua verità ai microfoni di 'Hellas Live' e sono parole che descrivono quasi una sorta di mobbing nei suoi confronti.
Sono state due le sentenze a favore di Albertazzi: la prima ordinava al Verona di reintegrarlo in rosa, ma ad ottobre scorso il direttore sportivo Fusco aveva chiaramente spiegato al calciatore che non sarebbe stato reintegrato in tutte le attività della squadra ma avrebbe dovuto lavorare a parte. Colloquio registrato da Albertazzi che ha costituito poi la prova decisiva per la seconda sentenza di dicembre. "Io sono sempre stato molto fiducioso - ha affermato Albertazzi - Per me queste due sentenze a mio favore sono semplicemente degli atti dovuti dalla Federazione".
La diatriba fra Albertazzi e il Verona è nato nell'estate del 2016, quando la gravità di un infortunio al ginocchio è stato nascosto al giocatore, con tutte le conseguenze del caso. "Tutto nasce all'inizio di agosto 2016 - ha raccontato il calciatore - quando questo intelligentissimo direttore, con la complicità dell'allenatore Pecchia e del dottor Devita, con una loro geniale determinazione non dicono a me calciatore infortunato e agli altri addetti ai lavori la serietà del mio grave infortunio. Io in quei giorni vengo sottoposto a una risonanza magnetica e ad alcune visite specialistiche; il dottor Devita e il direttore Fusco mi dicono di stare tranquillo in quanto tutte le mie difficoltà derivano soltanto da un fastidio dovuto a una sofferenza/contusione nella zona del menisco e che la risonanza escludeva qualsiasi problema".
Albertazzi, però, proseguendo la normale preparazione precampionato assieme ai compagni avverte sempre più difficoltà e il dolore al ginocchio non diminuisce col passare del tempo. Chiede così di poter vedere i referti medici e le risonanze magnetiche effettuate ma il dottor Devita, come racconta sempre Albertazzi, con varie scuse gli nega tale documentazione. Così Albertazzi si rivolge ad uno specialista esterno alla società e questi gli dice subito che l'infortunio è quanto mai grave: "Rottura completa del legamento crociato anteriore. Mi disse che per continuare a giocare mi sarei dovuto operare e il recupero sarebbe durato almeno sei mesi".
Il perché di tale comportamento da parte del Verona, Albertazzi lo spiega con la volontà del club di cederlo durante il calciomercato estivo, che sarebbe terminato il 31 agosto... "Il fatto che i referti riportassero nero su bianco la gravità del mio infortunio - ha detto ancora il calciatore - conferma la superficialità, la poca professionalità e l'accanimento nei miei confronti, ignorando il male che un loro giovane calciatore pativa. Tutto questo probabilmente per portare a termine interessi di mercato; tentativo poi ripetuto durante il calciomercato di gennaio disinteressandosi ancora una volta delle mie precarie condizioni fisiche".
"Questi signori mi hanno profondamente ferito - ha proseguito Albertazzi - e mi hanno causato aggravamenti fisici e seri danni professionali, psicologici ed economici". Una vicenda che non è ancora terminata, visto che Albertazzi è intenzionato a chiedere i danni al club: "Queste sentenze sono state semplicemente una conseguenza dei fatti accaduti e il mio contenzioso, la mia vera causa, la aprirò molto presto e in maniera importante con documentazioni ufficiali come risonanze magnetiche, certificati medici e dichiarazioni che provano le colpe del dottor Devita e del direttore Fusco".
Non mi pare che la Samp con Schick si sia comportata in maniera diversa.
(edited)
(edited)