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Subject: »SERIE A
purtroppo tifosi ce ne sono troppi, sono quelle persone che in virtù di una "fede" spengono il cervello e pensano di avere diritti inesistenti in virtù della fede stessa :D
tifosi di calcio
tifosi genitori
tifosi di politica
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tifosi di politica
io contesto che giocare bene significhi:
-attaccare sempre
-occupare la metà campo avversaria
-pressare alto
-passarsi la palla 100 volte ad azione
una squadra che con 3 tocchi fa gol, difende bassa e riparte è ALTRETTANTO bella di una che pressa alto.
-attaccare sempre
-occupare la metà campo avversaria
-pressare alto
-passarsi la palla 100 volte ad azione
una squadra che con 3 tocchi fa gol, difende bassa e riparte è ALTRETTANTO bella di una che pressa alto.
ognuno per "giocar bene" intende cose diverse; sul "chi ha vinto?" invece non ci sono dubbi...almeno nel momento della premiazione; perchè poi c'è anche chi ha perso nel momento ma risulta il vincente dal punto di vista storico (l'Ungheria '54, l'Olanda '74).
Però ha ragione sucm a dire che la vittoria (parlo di competizioni non di singole partite... lì regna il caos) è un criterio oggettivo; chi lo rifiuta come indice di valore, e mi ci metto anch'io, dovrebbe proporne uno meno aleatorio ed equivoco del "giocar bene".
Una cosa che tutti mettiamo nel concetto di "giocar bene" è il "voler fare la partita"... il che però si può declinare in molti modi. Prendiamo 2 partite classiche: Brasile-Uruguay 1950 e Italia-Brasile 1982; in entrambi i casi il Brasile era la squadra del "giocar bene" e quelli che hanno vinto erano "i furbi"... però "i furbi" non avevano atteso la vittoria giocando solo per non far accadere la sconfitta. Uruguay e Italia scesero in campo e fecero la partita, come il torero che sta fermo mentre è il toro che gli gira intorno sbattendosi per l'Arena.
Forse è tutto qui. Tra 2 squadre merita di vincere, e quindi gioca meglio, chi è il Torero e merita di perdere, e quindi gioca peggio, chi è il Toro; non sempre è facile individuare i 2 ruoli, a volte ci sembra che giochi meglio chi in realtà è solo un Toro che si sbatte (il Brasile... George Foreman...).
L'Ungheria e l'Olanda arrivarono al giorno della finale meritando di vincere il Torneo. Erano stati Toreri per ogni singola partita di quel Mondiale. Ma nella finale furono Toro, e giustamente vinsero i Toreri del giorno; a loro l'albo d'oro. Che vale quanto l'incornata casuale e vincente di un Toro sul Torero.
Però ha ragione sucm a dire che la vittoria (parlo di competizioni non di singole partite... lì regna il caos) è un criterio oggettivo; chi lo rifiuta come indice di valore, e mi ci metto anch'io, dovrebbe proporne uno meno aleatorio ed equivoco del "giocar bene".
Una cosa che tutti mettiamo nel concetto di "giocar bene" è il "voler fare la partita"... il che però si può declinare in molti modi. Prendiamo 2 partite classiche: Brasile-Uruguay 1950 e Italia-Brasile 1982; in entrambi i casi il Brasile era la squadra del "giocar bene" e quelli che hanno vinto erano "i furbi"... però "i furbi" non avevano atteso la vittoria giocando solo per non far accadere la sconfitta. Uruguay e Italia scesero in campo e fecero la partita, come il torero che sta fermo mentre è il toro che gli gira intorno sbattendosi per l'Arena.
Forse è tutto qui. Tra 2 squadre merita di vincere, e quindi gioca meglio, chi è il Torero e merita di perdere, e quindi gioca peggio, chi è il Toro; non sempre è facile individuare i 2 ruoli, a volte ci sembra che giochi meglio chi in realtà è solo un Toro che si sbatte (il Brasile... George Foreman...).
L'Ungheria e l'Olanda arrivarono al giorno della finale meritando di vincere il Torneo. Erano stati Toreri per ogni singola partita di quel Mondiale. Ma nella finale furono Toro, e giustamente vinsero i Toreri del giorno; a loro l'albo d'oro. Che vale quanto l'incornata casuale e vincente di un Toro sul Torero.
io contesto che giocare bene significhi:
-attaccare sempre
-occupare la metà campo avversaria
-pressare alto
-passarsi la palla 100 volte ad azione
una squadra che con 3 tocchi fa gol, difende bassa e riparte è ALTRETTANTO bella di una che pressa alto
ogni volta che scriverai questa cosa ti quoterò :)
-attaccare sempre
-occupare la metà campo avversaria
-pressare alto
-passarsi la palla 100 volte ad azione
una squadra che con 3 tocchi fa gol, difende bassa e riparte è ALTRETTANTO bella di una che pressa alto
ogni volta che scriverai questa cosa ti quoterò :)
io dico che se il napoli non lo vince quest anno ....... qualcuno si suicida davvero
Ma infatti giocare bene non significa esclusivamente questo. Intanto per giocare bene, si deve giocare e non chiudersi nella propria area. Organizzazione di gioco. Possesso palla e non melina. Imporre il proprio gioco, non vuol dire attaccare sempre, ma almeno attaccare come organico e non con un solo attaccante, la squadra intera deve accompagnare la fase offensiva ma anche difendere, con gli attaccanti che pressano e ripiegano. Ogni giocatore deve sapere cosa fare e dove posizionarsi in ogni fase di gioco. Io questo non lo vedo nella Juve di Allegri, ma potrebbe essere una mia impressione. Alla Juve c'è la filosofia della vittoria prima di tutto, mi può stare anche bene. Si deve giocare per vincere e non semplicemente per partecipare, ma ho visto diverse Juventus vincere giocando un discreto calcio
Niente è più soggettivo dell'estetica ma tra Rosy Bindi ed Emily Ratajkowski credo che la bilancia penda da una parte (e non solo quella)
io ho sentito dire che Emily puzza parecchio, e siccome sono cieco ma non privo d'olfatto mi butterei su Rosy di sicuro
ognuno per "giocar bene" intende cose diverse; sul "chi ha vinto?" invece non ci sono dubbi...almeno nel momento della premiazione; perchè poi c'è anche chi ha perso nel momento ma risulta il vincente dal punto di vista storico (l'Ungheria '54, l'Olanda '74).
Esattamente, ci sono modi di vincere diversi, ci sono vincitori che rimangono nella storia e ci sono vincitori di cui non si ricorda nessuno, perchè forse è stata solo una vittoria furba.
Una cosa che tutti mettiamo nel concetto di "giocar bene" è il "voler fare la partita"... il che però si può declinare in molti modi.
"Il giocar" bene è un gusto molto personale, per alcuni è legato al "voler fare la partita" per altri no. Non si può certo negare, come scrive pupe che c'è bellezza e gioco anche nel fare tre passaggi, arrivare in porta e segnare o nel saper costruire un contropiede pardon ripartenza. Il calcio è fluido, le situazioni che si creano sono varie. Possiamo dire che una squadra che gioca bene è quella che è capace di interpretare al meglio le situazioni.
io contesto che giocare bene significhi:
-passarsi la palla 100 volte ad azione
quotissimoooo
Esattamente, ci sono modi di vincere diversi, ci sono vincitori che rimangono nella storia e ci sono vincitori di cui non si ricorda nessuno, perchè forse è stata solo una vittoria furba.
Una cosa che tutti mettiamo nel concetto di "giocar bene" è il "voler fare la partita"... il che però si può declinare in molti modi.
"Il giocar" bene è un gusto molto personale, per alcuni è legato al "voler fare la partita" per altri no. Non si può certo negare, come scrive pupe che c'è bellezza e gioco anche nel fare tre passaggi, arrivare in porta e segnare o nel saper costruire un contropiede pardon ripartenza. Il calcio è fluido, le situazioni che si creano sono varie. Possiamo dire che una squadra che gioca bene è quella che è capace di interpretare al meglio le situazioni.
io contesto che giocare bene significhi:
-passarsi la palla 100 volte ad azione
quotissimoooo
ma infatti.
"Voler fare la partita" significa correttamente: voler essere la squadra che, senza necessariamente avere il pallone, sta facendo in modo che in partita accada quello che vuole lei... i falli di Gentile contro Maradona e Zico erano "giocar bene".
(edited)
"Voler fare la partita" significa correttamente: voler essere la squadra che, senza necessariamente avere il pallone, sta facendo in modo che in partita accada quello che vuole lei... i falli di Gentile contro Maradona e Zico erano "giocar bene".
(edited)
beh. il caso gentile-maradona è limite.
Quello è giocar bene in senso juventino (giocare in 12 con l'arbitro)
Quello è giocar bene in senso juventino (giocare in 12 con l'arbitro)
il fatto è che io considero "giocar bene" anche una cosa come "capire il contesto". Ora, l'arbitro col suo metro di giudizio e la sua personalità, fa parte decisiva del contesto e saperci convivere è un merito del giocatore. Non è un caso che in genere tutti i grandi giocatori finiscano per diventare anche grandi manipolatori di arbitri.
Il calcio ai tempi di Gentile era un calcio molto diverso, di certo non di signorine come quello attuale e per quell'epoca il calcio fatto dalla Juve con una formazione che anche i non juventini si ricordano a memoria perchè per 7/8 undicesimi era la nazionale che vinse un mondiale meraviglioso, era un buon calcio a dispetto di quello fatto a tavolino da Guido Rossi e soci ;-)
Vero che il calcio era ancora uno sport di contatto, ma in quella partita di Gentile contro le caviglie di Diego, l'arbitro fu estremamente di parte nel valutare i calcioni dati, anche per i parametri dell'epoca... poi la vittoria nazionale sana tutto e siamo tutti eroi.
Ma io, non essendo juventino, a volte mi accorgo anche che stanno favorendo i miei.
Ma io, non essendo juventino, a volte mi accorgo anche che stanno favorendo i miei.