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Subject: »SERIE A
Tra 2 squadre merita di vincere, e quindi gioca meglio, chi è il Torero e merita di perdere, e quindi gioca peggio, chi è il Toro; non sempre è facile individuare i 2 ruoli, a volte ci sembra che giochi meglio chi in realtà è solo un Toro che si sbatte (il Brasile... George Foreman...).
Come spesso mi capita (tranne che sui radicali), condivido.
L'estetica NON è un categoria dello sport agonistico (che non siano tuffi, ginnastica, nuoto sincronizzato, ...).
Conta SOLO la massimizzazione della prestazione in riferimento al RISULTATO. Che vuol dire sapere esaltare i propri pregi E i difetti dell'avversario e tenere a bada i propri difetti e i pregi dell'avversario.
Poi, ovvio, c'è il tifoso che vuole emozionarsi, il presidente e l'allenatore che devono giustificare insuccessi con la supercazzola del "sì, ma giochiamo palla a terra, a un tocco, occupiamo gli half spaces, ladisblinda sulla trequarti, prematuriamo a piede invertito", e commentatori annoiati che devono commentare partite oscene senza deprimere troppo il telespettatore e allora gureggiano di bel giuoco.
Come spesso mi capita (tranne che sui radicali), condivido.
L'estetica NON è un categoria dello sport agonistico (che non siano tuffi, ginnastica, nuoto sincronizzato, ...).
Conta SOLO la massimizzazione della prestazione in riferimento al RISULTATO. Che vuol dire sapere esaltare i propri pregi E i difetti dell'avversario e tenere a bada i propri difetti e i pregi dell'avversario.
Poi, ovvio, c'è il tifoso che vuole emozionarsi, il presidente e l'allenatore che devono giustificare insuccessi con la supercazzola del "sì, ma giochiamo palla a terra, a un tocco, occupiamo gli half spaces, ladisblinda sulla trequarti, prematuriamo a piede invertito", e commentatori annoiati che devono commentare partite oscene senza deprimere troppo il telespettatore e allora gureggiano di bel giuoco.
gli amanti delle supercazzole sono un problema a parte.
Smentisco che l'estetica non sia un fattore che pesa nel confronto a livello mentale. L'avversario che gioca bene intimidisce.
Non solo: chi ha un impianto di gioco collaudato non ha bisogno di modulare tutto in funzione dell'avversario, e questo è il vero vantaggio che hanno le top europee che possono affrontare 3 competizioni sempre al massimo. La bellezza denota espressione di se', i grandi atleti sono belli da vedere perché la loro tecnica da lavoro è diventata arte. E una volta che diventa arte, esprimerla non consuma energie ma anzi ne produce.
Smentisco che l'estetica non sia un fattore che pesa nel confronto a livello mentale. L'avversario che gioca bene intimidisce.
Non solo: chi ha un impianto di gioco collaudato non ha bisogno di modulare tutto in funzione dell'avversario, e questo è il vero vantaggio che hanno le top europee che possono affrontare 3 competizioni sempre al massimo. La bellezza denota espressione di se', i grandi atleti sono belli da vedere perché la loro tecnica da lavoro è diventata arte. E una volta che diventa arte, esprimerla non consuma energie ma anzi ne produce.
fermatela
Barbara Berlusconi, ex ad rossonero e attuale presidente di Fondazione Milan, è diventata di nuovo mamma: ieri sera è infatti nato Francesco Amos, il suo quarto figlio. Ad annunciarlo è il Milan attraverso Twitter: "Ieri sera Barbara Berlusconi, Presidente di Fondazione Milan, è diventata mamma per la quarta volta: benvenuto Francesco Amos!".
Barbara Berlusconi, ex ad rossonero e attuale presidente di Fondazione Milan, è diventata di nuovo mamma: ieri sera è infatti nato Francesco Amos, il suo quarto figlio. Ad annunciarlo è il Milan attraverso Twitter: "Ieri sera Barbara Berlusconi, Presidente di Fondazione Milan, è diventata mamma per la quarta volta: benvenuto Francesco Amos!".
Smentisco che l'estetica non sia un fattore che pesa nel confronto a livello mentale. L'avversario che gioca bene intimidisce.
Bisogna mettersi d'accordo sul significato di "gioca bene". Perché se "bene" vuol dire "stile" e non "praticità", allora ti dico che un buon marcatore alla Chiellini non si fa intimidire da Mastour che palleggia pure coi peli del culo, ma da Messi che a testa bassa lo salta 8 volte su 10, va in porta, segna e FA VINCERE il Barcellona. Quello che intimidisce è la praticità, il risultato, non lo stile.
Non solo: chi ha un impianto di gioco collaudato non ha bisogno di modulare tutto in funzione dell'avversario, e questo è il vero vantaggio che hanno le top europee che possono affrontare 3 competizioni sempre al massimo.
Qui c'è un punto che condivido ed uno no. Gioco collaudato è un VALORE. Ma non c'entra niente con l'estetica. C'entra con l'analisi dei propri difetti e pregi individuali e di squadra. Però, ecco, dall'estetica siamo passati alla pratica. Alla ciccia.
Non capisco però perché gioco collaudato non voglia dire considerare l'avversario. Ma davvero pensi che il Barcellona non consideri i punti di forza e di debolezza dell'avversario (di rango, ovviamente)?
La bellezza denota espressione di se', i grandi atleti sono belli da vedere perché la loro tecnica da lavoro è diventata arte. E una volta che diventa arte, esprimerla non consuma energie ma anzi ne produce.
Scusa, Troy, ma qualunque vincente è tecnico per definizione (tranne casi spudorati di partite o incontri taroccati, mi viene in mente qualche incontro di boxe alle olimpiadi). Altrimenti non sarebbe vincente.
Io non contesto i gusti. Contesto l'idea che abbiano un valore sportivo in sé, slegato dal risultato, il bello stile e il tenere l'iniziativa, che in sintesi, mi sembrano i due concetti chiave di chi considera il gioco "bello".
Più che altro, mi pare che al netto di una forte ipocrisia di fondo (se la squadra che amo non vince, mi appiglio al bel gioco, se la squadra che odio vince, mi appiglio al suo brutto gioco), un certo integralismo estetico da parte dello spettatore precluda proprio la lettura/visione della prestazione agonistica e il godimento del ragionamento che sta dietro una scelta tattica.
Voglio dire, se si considera un disvalore la rope-a-dope, non si potrà MAI godere la rumble in the jungle. Che è uno, se non IL più formidabile esempio di match agonistico moderno.
(edited)
Bisogna mettersi d'accordo sul significato di "gioca bene". Perché se "bene" vuol dire "stile" e non "praticità", allora ti dico che un buon marcatore alla Chiellini non si fa intimidire da Mastour che palleggia pure coi peli del culo, ma da Messi che a testa bassa lo salta 8 volte su 10, va in porta, segna e FA VINCERE il Barcellona. Quello che intimidisce è la praticità, il risultato, non lo stile.
Non solo: chi ha un impianto di gioco collaudato non ha bisogno di modulare tutto in funzione dell'avversario, e questo è il vero vantaggio che hanno le top europee che possono affrontare 3 competizioni sempre al massimo.
Qui c'è un punto che condivido ed uno no. Gioco collaudato è un VALORE. Ma non c'entra niente con l'estetica. C'entra con l'analisi dei propri difetti e pregi individuali e di squadra. Però, ecco, dall'estetica siamo passati alla pratica. Alla ciccia.
Non capisco però perché gioco collaudato non voglia dire considerare l'avversario. Ma davvero pensi che il Barcellona non consideri i punti di forza e di debolezza dell'avversario (di rango, ovviamente)?
La bellezza denota espressione di se', i grandi atleti sono belli da vedere perché la loro tecnica da lavoro è diventata arte. E una volta che diventa arte, esprimerla non consuma energie ma anzi ne produce.
Scusa, Troy, ma qualunque vincente è tecnico per definizione (tranne casi spudorati di partite o incontri taroccati, mi viene in mente qualche incontro di boxe alle olimpiadi). Altrimenti non sarebbe vincente.
Io non contesto i gusti. Contesto l'idea che abbiano un valore sportivo in sé, slegato dal risultato, il bello stile e il tenere l'iniziativa, che in sintesi, mi sembrano i due concetti chiave di chi considera il gioco "bello".
Più che altro, mi pare che al netto di una forte ipocrisia di fondo (se la squadra che amo non vince, mi appiglio al bel gioco, se la squadra che odio vince, mi appiglio al suo brutto gioco), un certo integralismo estetico da parte dello spettatore precluda proprio la lettura/visione della prestazione agonistica e il godimento del ragionamento che sta dietro una scelta tattica.
Voglio dire, se si considera un disvalore la rope-a-dope, non si potrà MAI godere la rumble in the jungle. Che è uno, se non IL più formidabile esempio di match agonistico moderno.
(edited)
per analogia mi è venuto in mente il sacrificio negli scacchi... chi non ha provato l'ebbrezza di fingersi passivo nei confronti dello spumeggiante attacco, distrutto e anche moribondo per poi vanificare in un lampo i sogni, indotti, dell'avversario.
Con me, innamorato di Tal, sfondi una porta aperta. Però, mi duole dirlo, rianalizzati 40 anni dopo, alcuni sacrifici erano errori.
Per concludere il discorso sul calcio, fossi stato un olandese negli anni 70 mi sarebbero girati di molto i coglioni, altro che bel calcio.
(edited)
Per concludere il discorso sul calcio, fossi stato un olandese negli anni 70 mi sarebbero girati di molto i coglioni, altro che bel calcio.
(edited)
Bisogna mettersi d'accordo sul significato di "gioca bene". Perché se "bene" vuol dire "stile" e non "praticità", allora ti dico che un buon marcatore alla Chiellini non si fa intimidire da Mastour che palleggia pure coi peli del culo, ma da Messi che a testa bassa lo salta 8 volte su 10, va in porta, segna e FA VINCERE il Barcellona. Quello che intimidisce è la praticità, il risultato, non lo stile.
"giocare bene" significa banalmente avere un gioco che prescinde dall'avversario. Le finali sfuggono sempre dal bel gioco, il calcio qui ha il punto di contatto con i grandi incontri di boxe nella quale praticamente si gioca solo la finale. Il confronto semmai bisognerebbe farlo con i tornei olimpici, ma rimane l'equivoco dello sport individuale nel quale il risultato è il vero metro del confronto. Cosa che nel calcio non vale: proprio perché (come detto in precedenza) il risultato è alterabile e alterato fin troppo spesso. Detto in soldoni: se vai giù è perché il tuo avversario è più forte.
Seconda cosa. Isolato il discorso nel contesto calcistico, "bene" significa bene di gruppo. La tecnica individuale deve essere al servizio del gioco di squadra ed è questo che ha portato Messi a vincere millemila palloni d'oro. In nazionale ha un rendimento inferiore non perché sia una pippa, ma perché la squadra non ha un gioco e ciò non mette la sua tecnica individuale nelle condizioni di fare la differenza. Detto in soldoni: Messi nel Barça palleggia in un modo, in nazionale in un altro (o non palleggia per niente).
Anzi, direi che avere il palleggiatore in squadra che tocca il pallone 10 volte è un classico esempio del modello inverso: squadra che gioca male (non-squadra) e che ha bisogno di stressare il suo elemento di valore e portarlo a tentare di scartare tutti. Messi e Ronaldinho nel Barcellona facevano gol in assolo, ma spesso questo era un di più cui si concedevano una volta usciti dal loro spartito e non l'unica via per arrivare al risultato.
Detto questo, ricordiamoci da dove siamo partiti. Io non critico l'opportunismo: critico chi critica il voler giocare bene. Che non è affare caro ai radical chic dei salotti calcistici (del resto io caratterialmente non potrei esserne più lontano, sono molto pragmatico) ma l'unica qualità che porta ad aprire cicli vincenti. E la storia del calcio lo conferma, è il gioco che ti porta ad aprire un ciclo. Il gioco è insomma "pensare in grande" e non "vivere alla giornata". Perché il torneo non dura un giorno.
"giocare bene" significa banalmente avere un gioco che prescinde dall'avversario. Le finali sfuggono sempre dal bel gioco, il calcio qui ha il punto di contatto con i grandi incontri di boxe nella quale praticamente si gioca solo la finale. Il confronto semmai bisognerebbe farlo con i tornei olimpici, ma rimane l'equivoco dello sport individuale nel quale il risultato è il vero metro del confronto. Cosa che nel calcio non vale: proprio perché (come detto in precedenza) il risultato è alterabile e alterato fin troppo spesso. Detto in soldoni: se vai giù è perché il tuo avversario è più forte.
Seconda cosa. Isolato il discorso nel contesto calcistico, "bene" significa bene di gruppo. La tecnica individuale deve essere al servizio del gioco di squadra ed è questo che ha portato Messi a vincere millemila palloni d'oro. In nazionale ha un rendimento inferiore non perché sia una pippa, ma perché la squadra non ha un gioco e ciò non mette la sua tecnica individuale nelle condizioni di fare la differenza. Detto in soldoni: Messi nel Barça palleggia in un modo, in nazionale in un altro (o non palleggia per niente).
Anzi, direi che avere il palleggiatore in squadra che tocca il pallone 10 volte è un classico esempio del modello inverso: squadra che gioca male (non-squadra) e che ha bisogno di stressare il suo elemento di valore e portarlo a tentare di scartare tutti. Messi e Ronaldinho nel Barcellona facevano gol in assolo, ma spesso questo era un di più cui si concedevano una volta usciti dal loro spartito e non l'unica via per arrivare al risultato.
Detto questo, ricordiamoci da dove siamo partiti. Io non critico l'opportunismo: critico chi critica il voler giocare bene. Che non è affare caro ai radical chic dei salotti calcistici (del resto io caratterialmente non potrei esserne più lontano, sono molto pragmatico) ma l'unica qualità che porta ad aprire cicli vincenti. E la storia del calcio lo conferma, è il gioco che ti porta ad aprire un ciclo. Il gioco è insomma "pensare in grande" e non "vivere alla giornata". Perché il torneo non dura un giorno.
presto a caratteri cubitali sulla gazzetta. È solo questione di tempo, tranquilli
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-28/inter-fair-play-finanziario-schiacciato-sotto-638-milioni-debiti-211745.shtml?uuid=AERgbh8D
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-28/inter-fair-play-finanziario-schiacciato-sotto-638-milioni-debiti-211745.shtml?uuid=AERgbh8D
"giocare bene" significa banalmente avere un gioco che prescinde dall'avversario.
Non sono d'accordo. L'Italia e l'Uruguay hanno vinto, giocando bene, 6 mondiali fondando il loro gioco sulle caratteristiche e le competenze dell'avversario. In pratica, per me, giocar bene significa aver capito cosa fare per vincere la partita.
Io sono zemaniano, se fosse nominato allenatore della Roma a vita sarei felice a prescindere dai risultati: però non è corretto dire che le squadre di Zeman "giocano bene"... in Zeman non esiste la lettura della partita. La ragione per cui sono zemaniano è Zeman
Non sono d'accordo. L'Italia e l'Uruguay hanno vinto, giocando bene, 6 mondiali fondando il loro gioco sulle caratteristiche e le competenze dell'avversario. In pratica, per me, giocar bene significa aver capito cosa fare per vincere la partita.
Io sono zemaniano, se fosse nominato allenatore della Roma a vita sarei felice a prescindere dai risultati: però non è corretto dire che le squadre di Zeman "giocano bene"... in Zeman non esiste la lettura della partita. La ragione per cui sono zemaniano è Zeman
il brasile ne ha vinti 5 portando avanti la teoria della bellezza :P
non per nulla le maglie del Navigli UTD sono da sempre verde-oro!
non per nulla le maglie del Navigli UTD sono da sempre verde-oro!
esatto. E idem non ci dite che la Germania si adatta all'avversario... questi stanno progettando bellezza, a modo loro, dal 2006. Primeggeranno per secoli.
La Germania ha una storia più lunga di quella di Loew... ed è la storia di una nazionale che "si adattava" eccome, nel senso che considerava l'avversario... come avrebbe potuto altrimenti far fuori 2 delle nazionali più iconiche di sempre del "giocar bene" (Ungheria e Olanda)?
La finale con l'Olanda fu un adattamento da maestri.
L'unico problema dei tedeschi era incrociare l'Italia che, come non era chiaro, finiva sempre per ridurli a toro.
(edited)
La finale con l'Olanda fu un adattamento da maestri.
L'unico problema dei tedeschi era incrociare l'Italia che, come non era chiaro, finiva sempre per ridurli a toro.
(edited)
Non ho visto le partite ma non ho neanche letto dei commenti a riguardo:
nelle partite di coppa Italia (rigore su Matuidi, mani di Masiello)
Anche un’occhiatina alla maglietta tirata di Mertens in area del Cagliari e al fallo di Barella (era da espulsione)
Non è stato usato il VAR
nelle partite di coppa Italia (rigore su Matuidi, mani di Masiello)
Anche un’occhiatina alla maglietta tirata di Mertens in area del Cagliari e al fallo di Barella (era da espulsione)
Non è stato usato il VAR