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Cessione Milan – Tra Yonghong Li ed Elliott, tutti gli scenari per i rossoneri
Sono diversi gli scenari possibili per il futuro del Milan: dall’escussione del pegno da parte di Elliott ad un possibile nuovo socio: tutte le ipotesi
Dopo quattordici mesi di dubbi, ritardi, insinuazioni e mistero, l’avventura di Yonghong Li come presidente del Milan sembra arrivata sempre più al capolinea: il presidente rossonero, infatti, non ha rispettato la deadline della giornata di ieri, in cui avrebbe dovuto pagare i 32 milioni di euro al fondo Elliott. Gli scenari possibili, al momento, sono dunque tre. Il primo caso riguarda il fondo americano, che in queste ore eserciterà il diritto di escutere il pegno del club, diventando così formalmente padrone del Milan. A questo punto, il fondo guidato da Paul Singer potrebbe scegliere di tenersi il club, gestendolo in prima persona. Questa ipotesi, però, anche secondo quanto rimbalza dagli Stati Uniti, appare poco probabile. Il fondo Elliott, infatti, vuole rivendere il Milan, guadagnandoci rispetto alla spesa iniziale (di 303 milioni, divisi tra il prestito alla società e quello al presidente). In questo caso, dunque, si aprirebbe un’asta tra i possibili acquirenti interessati: da Rocco Commisso a Stephen Ross, passando per la famiglia Ricketts.
Il terzo scenario, invece, è quello meno probabile, ma comunque da considerare, viste le sorprese a cui Yonghong Li ha abituato i tifosi del Milan negli ultimi mesi. Quest’ipotesi vedrebbe l’attuale presidente rossonero trovare, nel giro di poche ore, un nuovo acquirente a cui vendere il club o un nuovo socio. Anche in caso di nuovo proprietario, però, Elliott per regolamento può esprimere gradimento o rifiutare la proposta. Se Yonghong Li trovasse il nuovo socio e Elliott accettasse (ripetiamo: ipotesi molto difficile), i rossoneri si presenterebbero al Tas con un nuovo proprietario al posto di Li. Quest’ipotesi può comunque verificarsi anche nel caso in cui Elliott dovesse escutere il pegno del Milan, diventandone proprietario (e rivendendo poi).
Sono diversi gli scenari possibili per il futuro del Milan: dall’escussione del pegno da parte di Elliott ad un possibile nuovo socio: tutte le ipotesi
Dopo quattordici mesi di dubbi, ritardi, insinuazioni e mistero, l’avventura di Yonghong Li come presidente del Milan sembra arrivata sempre più al capolinea: il presidente rossonero, infatti, non ha rispettato la deadline della giornata di ieri, in cui avrebbe dovuto pagare i 32 milioni di euro al fondo Elliott. Gli scenari possibili, al momento, sono dunque tre. Il primo caso riguarda il fondo americano, che in queste ore eserciterà il diritto di escutere il pegno del club, diventando così formalmente padrone del Milan. A questo punto, il fondo guidato da Paul Singer potrebbe scegliere di tenersi il club, gestendolo in prima persona. Questa ipotesi, però, anche secondo quanto rimbalza dagli Stati Uniti, appare poco probabile. Il fondo Elliott, infatti, vuole rivendere il Milan, guadagnandoci rispetto alla spesa iniziale (di 303 milioni, divisi tra il prestito alla società e quello al presidente). In questo caso, dunque, si aprirebbe un’asta tra i possibili acquirenti interessati: da Rocco Commisso a Stephen Ross, passando per la famiglia Ricketts.
Il terzo scenario, invece, è quello meno probabile, ma comunque da considerare, viste le sorprese a cui Yonghong Li ha abituato i tifosi del Milan negli ultimi mesi. Quest’ipotesi vedrebbe l’attuale presidente rossonero trovare, nel giro di poche ore, un nuovo acquirente a cui vendere il club o un nuovo socio. Anche in caso di nuovo proprietario, però, Elliott per regolamento può esprimere gradimento o rifiutare la proposta. Se Yonghong Li trovasse il nuovo socio e Elliott accettasse (ripetiamo: ipotesi molto difficile), i rossoneri si presenterebbero al Tas con un nuovo proprietario al posto di Li. Quest’ipotesi può comunque verificarsi anche nel caso in cui Elliott dovesse escutere il pegno del Milan, diventandone proprietario (e rivendendo poi).
Che fine farà il Milan?
Il presidente Yonghong Li non ha saldato il debito col fondo speculativo Elliott, che diventerà il nuovo proprietario: nessuno è convinto che lo resterà a lungo
A fine giugno l’attuale proprietà del Milan, la Rossoneri Sport Investment Luxemburg dell’investitore cinese Yonghong Li, non aveva rispettato la scadenza del versamento dei 32 milioni di euro per l’aumento di capitale necessario alla gestione corrente del club. Come previsto dagli accordi societari, era stato il fondo speculativo americano Elliott a versarli al posto della proprietà, a cui erano stati concessi dieci giorni di tempo per rimborsarli. La scadenza per il versamento del rimborso a Elliott era stata fissata a venerdì 6 luglio, ma ad oggi non risulta che Rossoneri Sport Investment Lux abbia effettuato versamenti. Per come è stato stipulato il contratto fra Li ed Elliott – che complessivamente negli ultimi anni ha prestato a Li quasi 400 milioni di euro – il Milan potrebbe passare a Elliott e quindi cambiare di nuovo proprietario, per la seconda volta nel giro di un anno e mezzo.
Alcune indiscrezioni sostengono che Li verserà i soldi ad Elliott fra due giorni. Ma altre più autorevoli dicono invece che lunedì mattina il fondo Elliott richiederà immediatamente l’escussione del pegno sulle azioni della Rossoneri Sport Investment, e di conseguenza sulle quote del Milan. Andrea Montanari, giornalista di Milano Finanza che sta seguendo da diverse settimane il caso Milan, stima che a partire da lunedì ci vorranno dai tre ai sette giorni perché Elliott diventi ufficialmente il nuovo proprietario.
Le note difficoltà della proprietà cinese nel raccogliere finanziamenti sembrano aver avvicinato definitivamente Elliott alla proprietà della maggioranza del club: entro ottobre, infatti, la Rossoneri Sport Investment dovrebbe restituire anche tutti i 354 milioni di euro prestati dal fondo americano più di un anno fa per portare a termine l’acquisto del Milan da Fininvest e in parte anche per finanziare il mercato della squadra. Se anche Li trovasse i soldi all’ultimo secondo e riuscisse a convalidare il versamento di capitale, difficilmente riuscirebbe a radunare una cifra dieci volte superiore nel giro di tre mesi.
Nelle ultime settimane il proprietario del Milan Yonghong Li e il suo collaboratore David Han Li avrebbero avviato una trattativa per la cessione del club con l’imprenditore italoamericano Rocco Commisso, proprietario di Mediacom, una delle principali TV via cavo statunitensi. La trattativa si sarebbe però bloccata per le richieste fatte da Yonghong Li, giudicate troppo alte, e probabilmente anche per l’avvicendamento di Elliott, che di fatto taglierebbe fuori l’attuale proprietà dalle trattative. Elliott si starebbe mantenendo in contatto anche con Thomas Ricketts, che in rappresentanza della sua famiglia, proprietaria della storica squadra di baseball dei Chicago Cubs e sostenuta dalla banca Morgan Stanley, si è interessato all’acquisto della società. Nei prossimi giorni si saprà probabilmente di più sulle intenzioni a breve termine di Elliott, che a meno di sorprese cercherà di vendere il club al miglior offerente.
In tutto questo, il mercato della squadra è praticamente fermo e finora il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli e l’amministratore delegato Marco Fassone hanno potuto acquistare soltanto tre giocatori: due svincolati (Ivan Strinic e Pepe Reina) e uno a parametro zero (Alen Halilovic). Quest’anno, inoltre, la finestra estiva del calciomercato si chiuderà a metà agosto e non più alla fine del mese, e per questo le squadre di Serie A sono attive sul mercato già da tempo.
A complicare la situazione della squadra c’è stata poi la sentenza UEFA che l’ha esclusa dalle coppe europee per una stagione per aver violato il Fair play finanziario tra il 2014 e il 2017. La dirigenza ha presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, ma dovrà attendere che venga esaminato. La sentenza è attesa per metà luglio, quando il Milan quasi sicuramente avrà un nuovo proprietario.
Il presidente Yonghong Li non ha saldato il debito col fondo speculativo Elliott, che diventerà il nuovo proprietario: nessuno è convinto che lo resterà a lungo
A fine giugno l’attuale proprietà del Milan, la Rossoneri Sport Investment Luxemburg dell’investitore cinese Yonghong Li, non aveva rispettato la scadenza del versamento dei 32 milioni di euro per l’aumento di capitale necessario alla gestione corrente del club. Come previsto dagli accordi societari, era stato il fondo speculativo americano Elliott a versarli al posto della proprietà, a cui erano stati concessi dieci giorni di tempo per rimborsarli. La scadenza per il versamento del rimborso a Elliott era stata fissata a venerdì 6 luglio, ma ad oggi non risulta che Rossoneri Sport Investment Lux abbia effettuato versamenti. Per come è stato stipulato il contratto fra Li ed Elliott – che complessivamente negli ultimi anni ha prestato a Li quasi 400 milioni di euro – il Milan potrebbe passare a Elliott e quindi cambiare di nuovo proprietario, per la seconda volta nel giro di un anno e mezzo.
Alcune indiscrezioni sostengono che Li verserà i soldi ad Elliott fra due giorni. Ma altre più autorevoli dicono invece che lunedì mattina il fondo Elliott richiederà immediatamente l’escussione del pegno sulle azioni della Rossoneri Sport Investment, e di conseguenza sulle quote del Milan. Andrea Montanari, giornalista di Milano Finanza che sta seguendo da diverse settimane il caso Milan, stima che a partire da lunedì ci vorranno dai tre ai sette giorni perché Elliott diventi ufficialmente il nuovo proprietario.
Le note difficoltà della proprietà cinese nel raccogliere finanziamenti sembrano aver avvicinato definitivamente Elliott alla proprietà della maggioranza del club: entro ottobre, infatti, la Rossoneri Sport Investment dovrebbe restituire anche tutti i 354 milioni di euro prestati dal fondo americano più di un anno fa per portare a termine l’acquisto del Milan da Fininvest e in parte anche per finanziare il mercato della squadra. Se anche Li trovasse i soldi all’ultimo secondo e riuscisse a convalidare il versamento di capitale, difficilmente riuscirebbe a radunare una cifra dieci volte superiore nel giro di tre mesi.
Nelle ultime settimane il proprietario del Milan Yonghong Li e il suo collaboratore David Han Li avrebbero avviato una trattativa per la cessione del club con l’imprenditore italoamericano Rocco Commisso, proprietario di Mediacom, una delle principali TV via cavo statunitensi. La trattativa si sarebbe però bloccata per le richieste fatte da Yonghong Li, giudicate troppo alte, e probabilmente anche per l’avvicendamento di Elliott, che di fatto taglierebbe fuori l’attuale proprietà dalle trattative. Elliott si starebbe mantenendo in contatto anche con Thomas Ricketts, che in rappresentanza della sua famiglia, proprietaria della storica squadra di baseball dei Chicago Cubs e sostenuta dalla banca Morgan Stanley, si è interessato all’acquisto della società. Nei prossimi giorni si saprà probabilmente di più sulle intenzioni a breve termine di Elliott, che a meno di sorprese cercherà di vendere il club al miglior offerente.
In tutto questo, il mercato della squadra è praticamente fermo e finora il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli e l’amministratore delegato Marco Fassone hanno potuto acquistare soltanto tre giocatori: due svincolati (Ivan Strinic e Pepe Reina) e uno a parametro zero (Alen Halilovic). Quest’anno, inoltre, la finestra estiva del calciomercato si chiuderà a metà agosto e non più alla fine del mese, e per questo le squadre di Serie A sono attive sul mercato già da tempo.
A complicare la situazione della squadra c’è stata poi la sentenza UEFA che l’ha esclusa dalle coppe europee per una stagione per aver violato il Fair play finanziario tra il 2014 e il 2017. La dirigenza ha presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, ma dovrà attendere che venga esaminato. La sentenza è attesa per metà luglio, quando il Milan quasi sicuramente avrà un nuovo proprietario.
Vorrei capire una cosa.
Da quanto leggo Elliot ha prestato a Li 400 milioni, per poi versarne altri 32. Li, di tasca sua, quanti soldi ha messo?
Da quanto leggo Elliot ha prestato a Li 400 milioni, per poi versarne altri 32. Li, di tasca sua, quanti soldi ha messo?
Li, di tasca sua, quanti soldi ha messo?
Compresi o esclusi quelli che Silvio ha fatto rientrare dall'estero? ^_^
Compresi o esclusi quelli che Silvio ha fatto rientrare dall'estero? ^_^
Purtroppo sai che sono allergico ai "sembra", "potrebbe", "risulta". Aspetto un comunicato ufficiale di Elliott o di Y.Li, è evidente che se quest'ultimo "accetta" a perdere le quote azionarie l'ipotesi è praticamente certezza. Io credo che non possa essere una coincidenza la gestione di questo aumento di capitale e l'accelerata all'ingresso di nuovi soci data dalla questione Uefa.
cmq, se ci sarà l'ufficialità potremo concludere che non c'è stata da parte della stampa una caccia alle streghe.
potremo anche concludere che la sentenza uefa non era campata in aria
oppure no?
da quanto ho capito elliot è un creditore di Li, che ha come garanzia il poter subentrare nella proprietà delle quote.
Quindi se Elliott subentra VUOL DIRE CHE LI è INSOLVENTE.
giusto?
(edited)
potremo anche concludere che la sentenza uefa non era campata in aria
oppure no?
da quanto ho capito elliot è un creditore di Li, che ha come garanzia il poter subentrare nella proprietà delle quote.
Quindi se Elliott subentra VUOL DIRE CHE LI è INSOLVENTE.
giusto?
(edited)
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/07-07-2018/parte-stagione-nerazzurri-inter-supereroi-280430782371.shtml
Noooooo ma la gazzetta non è interista..ma che scherziamo?
Noooooo ma la gazzetta non è interista..ma che scherziamo?
Quella carta da ciulo rosa è ridicola..almeno la Juve è sul pezzo, i tristi fanno ridere da 7 8 anni e ancora vengono celebrati come top club europeo
Scusa pupe, non vorrei essere ripetitivo quindi ti dico, come sempre, no e le risposte le trovi indietro.
Situazione attuale: troppi se. Non sappiamo nulla, inutile fare ragionamenti su ciò che risulta perché l'accordo che c'è tra Elliott e Li è alla base di tutto e di questo ne conosciamo (a stare larghi) un 20%. E in questo senso continui con la tua solfa del creditore quando è ovvio che ci siano tante cose che Elliott ha fatto e fa e che un creditore non farà mai, quando è ovvio che Li ha sempre fatto i suoi aumenti di capitale tranne (ammesso che sia così, perché magari rientra in quell'accordo) questo che è caduto in concomitanza con la questione Uefa e le trattative per la cessione. Se prima la cosa sarebbe dovuta essere discussa a ottobre, vuoi che il fatto che "non abbia pagato lui" proprio ora sia una coincidenza?
Con Squizzato si faceva riferimento alla provenienza di questi soldi, ovvio che se uno rinuncia a 300mln è perché non sono suoi. Tutto qui.
Il resto sono solite congetture che tu continui a tirar fuori e che non c'è ragionamento che io possa fare per fartici ragionare su, quindi mollo anche qui e ti dico che sulla Uefa hai ragione tu. il FPF prevede che la Uefa decida quando e se dev'essere rifinanziata la parte di debito della holding di Li verso il fondo Elliott, che ottobre non va bene e che deve essere fatto un anno prima. Tutto regolare.
La stampa non ha fatto alcuna caccia alle streghe, tanto è vero che il Milan è fallito e non paga gli stipendi, i giocatori vogliono andarsene in massa e di soldi per il mercato non ce n'è. E Sky e la Gazzetta le hanno prese tutte da dicembre a oggi, a cominciare dalla multa di 30mln e dai due anni di esclusione.
Situazione attuale: troppi se. Non sappiamo nulla, inutile fare ragionamenti su ciò che risulta perché l'accordo che c'è tra Elliott e Li è alla base di tutto e di questo ne conosciamo (a stare larghi) un 20%. E in questo senso continui con la tua solfa del creditore quando è ovvio che ci siano tante cose che Elliott ha fatto e fa e che un creditore non farà mai, quando è ovvio che Li ha sempre fatto i suoi aumenti di capitale tranne (ammesso che sia così, perché magari rientra in quell'accordo) questo che è caduto in concomitanza con la questione Uefa e le trattative per la cessione. Se prima la cosa sarebbe dovuta essere discussa a ottobre, vuoi che il fatto che "non abbia pagato lui" proprio ora sia una coincidenza?
Con Squizzato si faceva riferimento alla provenienza di questi soldi, ovvio che se uno rinuncia a 300mln è perché non sono suoi. Tutto qui.
Il resto sono solite congetture che tu continui a tirar fuori e che non c'è ragionamento che io possa fare per fartici ragionare su, quindi mollo anche qui e ti dico che sulla Uefa hai ragione tu. il FPF prevede che la Uefa decida quando e se dev'essere rifinanziata la parte di debito della holding di Li verso il fondo Elliott, che ottobre non va bene e che deve essere fatto un anno prima. Tutto regolare.
La stampa non ha fatto alcuna caccia alle streghe, tanto è vero che il Milan è fallito e non paga gli stipendi, i giocatori vogliono andarsene in massa e di soldi per il mercato non ce n'è. E Sky e la Gazzetta le hanno prese tutte da dicembre a oggi, a cominciare dalla multa di 30mln e dai due anni di esclusione.
Non stiamo prendendo in considerazione acquisti perché non sappiamo cosa abbiamo in tasca. Come quando hai fame, guardi il portafoglio e decidi se mangiare un panino con la mortadella o caviale e champagne. Lo sapremo solo quando avremo fatto qualcosa in uscita
Cit. Mirabelli
Cit. Mirabelli
per me non è impossibile che la stampa usi il suo potere per condizionare gli eventi (direi che è il loro vero lavoro) e nemmeno è impossibile che un giudizio sia viziato da pre-giudizio.
Però per affermare questo ci vogliono degli elementi che io, nei tuoi post, non trovo o non capisco.
Elliott è un creditore? dici di no. Elementi? "si è comportato come.."
vorrei dire che non conta nulla..
Però per affermare questo ci vogliono degli elementi che io, nei tuoi post, non trovo o non capisco.
Elliott è un creditore? dici di no. Elementi? "si è comportato come.."
vorrei dire che non conta nulla..
Ma non capisco a cosa vuoi arrivare...
Fosse un creditore non garantirebbe continuità aziendale, non firmerebbe un accordo per garantire impegno in questo senso alla Uefa, non si esporrebbe accettando di presentarsi con Fassone.
Poi se vuoi fai il ragionamento inverso: se un "creditore" da continuità e porta avanti il progetto di ricostruzione senza mettersi di traverso "se i soldi non arrivano", allora non sarà un azionista ma ci va molto vicino.
A me, da tifoso, interessa questa distinzione a livello formale o mi interessano i fatti? Perché di chiacchiere accompagnate dalla distruzione, negli ultimi 10 anni ne abbiamo sentite parecchie.
Fosse un creditore non garantirebbe continuità aziendale, non firmerebbe un accordo per garantire impegno in questo senso alla Uefa, non si esporrebbe accettando di presentarsi con Fassone.
Poi se vuoi fai il ragionamento inverso: se un "creditore" da continuità e porta avanti il progetto di ricostruzione senza mettersi di traverso "se i soldi non arrivano", allora non sarà un azionista ma ci va molto vicino.
A me, da tifoso, interessa questa distinzione a livello formale o mi interessano i fatti? Perché di chiacchiere accompagnate dalla distruzione, negli ultimi 10 anni ne abbiamo sentite parecchie.
Fosse un creditore non garantirebbe continuità aziendale, non firmerebbe un accordo per garantire impegno in questo senso alla Uefa, non si esporrebbe accettando di presentarsi con Fassone.
cioè scusa. perchè no?
è perfettamente nell'interesse di un creditore che l'asset a garanzia del credito non si svaluti.
A me, da tifoso, interessa questa distinzione a livello formale o mi interessano i fatti?
eh.. ma questo però è un fatto. Se LI è insolvente.. i giornali non hanno raccontato frottole.. la UEFA non ha fatto una sentenza politica..
Capisco il tuo punto, dici che sostanzialmente sono già coinvolti, ok e sinceramente sono felice che domani il milan non fallisca.
Però tutti i sospetti su LI erano fondati..
cioè scusa. perchè no?
è perfettamente nell'interesse di un creditore che l'asset a garanzia del credito non si svaluti.
A me, da tifoso, interessa questa distinzione a livello formale o mi interessano i fatti?
eh.. ma questo però è un fatto. Se LI è insolvente.. i giornali non hanno raccontato frottole.. la UEFA non ha fatto una sentenza politica..
Capisco il tuo punto, dici che sostanzialmente sono già coinvolti, ok e sinceramente sono felice che domani il milan non fallisca.
Però tutti i sospetti su LI erano fondati..