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Subject: L'intelligenza artificiale è una minaccia?

2026-04-19 22:26:40
Ma non è vero, i social continuano ad esistere, qui sul forum di sokker non ti raggiunge l'AI e nessuno in realtà per informarsi usa solo la ricerca di google, tutti noi impariamo a visitare siti di cui abbiamo fiducia o interesse..
2026-04-19 23:07:38
Pupe, non so tu, ma io non mi sento rappresentativo del futuro... Il modo col quale la nostra generazione (inteso in senso largo) usa gli strumenti attuali non definisce lo standard. E non ne faccio una questione di intelligenza e nemmeno di cultura ma del modo in cui una tecnologia o uno strumento finisce per manipolare la tua cognitività (chiedo scusa per la bruttezza del termine).
"Noi" siamo nati ieri non oggi
(edited)
2026-04-19 23:50:21
Pupe devi immaginare fra 10/15 anni, le nuove generazioni, che si affacceranno al media, e la velocità con cui lo faranno. Ma già oggi puoi osservare il fenomeno (comodità), (velocità di esecuzione), (mancanza di tempo), (difficoltà a mantenere la concentrazione sul testo) (comprensione del testo), e sono solo alcuni aspetti, del rapporto uomo - macchina - media.
Insomma avrai pagine asettiche che ti descriveranno un evento, e molto probabilmente sarà una sintesi di mille siti, trovando una quadra, risparmiando a te un lavoro di ricerca. fornendoti una risposta che tenderà ad esaudire la tua domanda. La preoccupazione di Scopigno, è la mancanza di criticità, una sorta di media statistica tra le informazioni, che porterà l'essere umano da una parte a conformarsi, ad un pensiero unico, sogno di chi detiene il potere, dall'altro di pensare che sia inutile proporre contenuti come viene fatto oggi, perchè nessuno li leggerebbe, quindi non ci sarebbe un tornaconto, ne economico, o di visibilità. tanto ci pensa l'AI.
Ti faccio l'esempio successo con mio fratello laureato, quindi non è un cojone, è nata la discussione su Gasperini che secondo lui gioca con la marcatura a uomo, per supportare la sua tesi va su chat gpt, che gli conferma la sua teoria.
Io che ho giocato e allenato gli faccio notare, che sta confondendo marcatura a uomo, e a giocare uomo su uomo, che sono cose completamente diverse, niente non c'era verso, anche facendogli vedere alcune azioni, in cui è vero che il difensore nella 3/4 avversaria va sull'uomo, ma quando superano la nostra linea di cc, il difensore lascia l'uomo, e si mette in posizione di zona, insomma va a copertura della linea. niente non c'era verso neanche davanti alle evidenze che gli mostravo. Ringraziando Iddio ho trovato una delle prime interviste di Gasperini (video) in cui nega che lui gioca con la marcatura a uomo, e che non l'ha mai fatto nella sua carriera d'alllenatore. Ma per trovarla ho dovuto cercare in diversi siti, mi ha preso tempo. e mi ci sono dovuto mettere di tigna.
Ma io vado ancora più a fondo alla questione, sono poeta e guardo più lontano, chi è che detiene il media? chi ha la possiilità di avere le chiavi del codice sorgente? chi avrà il potere di modificare la storia a proprio vantaggio.
Orwell nel suo famoso romanzo, prevedeva uno scenario di guerra perenne, il protagonista lavorava in un ministero che cambiava la storia, ed erano continuamente monitorati fino a dentro casa grazie alla tv, e ai servizi segreti.
A parte che lui era un genio visionario, ma se tu guardi oggi, tra cellulare in cui ti controllano in tutto e per tutto, dispositivi dentro casa che mandano suoni e immagini in upload non si sa dove, google che cerca di manipolare il flusso d'informazione, le guerrre che si susseguono l'una all'altra, possiamo dire che Orwell ha sbagliato solo di 40 anni ...
2026-04-20 00:42:58
Io non ho capito di cosa parlate. La notizia dice "solo" che hanno trovato il modo di fare siti alternativi agli originali, condensando i contenuti.
2026-04-20 03:33:24
Tipo gli highlights rispetto a una partita?

Che poi diventeranno gli highlights invece della partita?
(edited)
2026-04-20 03:54:17
È un discorso che più o meno abbiamo fatto. Chi lavora su vetrine e SEO sa che quel momento è già realtà e non da oggi: il "panico" serpeggia da almeno un anno con l'avvento proprio delle AI overview.

Ma ha senso lamentarsene? L'obbiettivo dei motori di ricerca è quello di soddisfare l'intento di ricerca, e non serve a nulla pretendere che ci si fermi o addirittura si torni indietro: e lo dico ben sapendo che quella è una direzione che personalmente mette a rischio il mio stesso business.

Per soddisfare l'intento di ricerca si cercheranno sempre delle nuove possibilità e nuovi strumenti, tutto - da chi cerca a chi offre contenuti - andrà evolvendosi e questo "per il meglio": per dare a chi cerca ciò che sta cercando, nel modo più efficace col quale lo possa ricevere. A che serve per un motore di ricerca "sperare" che il sito sia compatibile e veloce, efficace nel contenuto, soddisfacente nell'esperienza utente quando lo può costruire in un nanosecondo a regola d'arte? Da un lato posso volerlo fare io, convinto che possa raggiungere eccome determinati standard, dall'altro voglio io stesso poter avere il miglior servizio possibile.

La chiosa ha in se' delle baggianate colossali:

In ogni caso, chi crea contenuti deve adattarsi. Non si tratta solo di difendersi, ma di capire come rendere il proprio materiale indispensabile anche di fronte a un sistema che ambisce a fungere da intermediario onnipresente.

Sulla carta, la vera differenza non la farà la tecnologia, ma la qualità dell’informazione di partenza. Se un contenuto è chiaro, specifico e costruito per rispondere a una richiesta ben recisa, sarà più difficile da sostituire. Quello che balza all’occhio dalla lettura del brevetto è che chi produce contenuti non deve lavorare più solo per ottenere un clic ma soprattutto per essere citabile, riconoscibile e difficile da comprimere.


Questo è scoprire l'acqua calda, sono almeno 10 anni che leggo le stesse parole a ogni piccola o grande release. Il problema è che ora se manca il clic, manca (per determinati settori come quello dell'informazione) la leva pubblicitaria: puoi essere bravo quanto vuoi nel farti citare, ma è il modello di business che non esiste più e serve puntare non a un motore di ricerca, bensì al "passaparola digitale" che possa infine generare introiti, abbonati, acquisti, transazioni.

Se invece parliamo di B2B (come il sottoscritto), credo che ci sia tutt'altro discorso da fare: e la rivoluzione arriverà molto più avanti.

In ogni caso, chi fa SEO e contenuti sa già che fondamentalmente lavora per l'utente ma soprattutto per il motore di ricerca: a meno che non si abbia bisogno di tale fonte di traffico (0,001% dei casi) è il principio cardine. Si lavorava e si lavora per accontentare il "dio" Google, si tratta "solo" di capire come questo reverse engineering troverà attuazione.

Per chi cerca contenuti scritti da autori, analisi e giornalismo "umano" e pensa sia "triste", che "mancherà la creatività": anche qui sono ormai molti anni che chi crea contenuti, difficilmente lo fa "a prescindere" dalle SERP. Aranzulla e poi Geopop ne sono la rappresentazione più limpida, ma ogni testata cerca di intercettare il volume di ricerca e sempre meno propongono contenuti e temi nuovi. Non è nulla di diverso da ciò che accade in qualsiasi contenitore: non si rischia più, che sia un programma televisivo o un'offerta calcistica su un campo da calcio. La minimizzazione del rischio, la ricerca del risultato sicuro sono l'obbiettivo che permea ogni attività. Con minime eccezioni, che i consumatori non premiano abbastanza.

Interessa davvero "salvare" un modello che esca da questa logica? Serve (ma mi viene da dire serviva) dare attivamente un segnale. Seguite gli autori e le loro piccole ma decisive iniziative imprenditoriali su Substack, canali social, newsletter, magazine a pagamento. Sono contributi che servono a rendere sostenibile tale attività e singolarmente i costi sono irrisori: non ci sono scuse, se non pagate 2 euro per il contenuto che volete, significa che quel contenuto non lo volete abbastanza. E volenti o nolenti quella è una informazione che il mercato recepisce, non facendo salti mortali per offrirvelo a tutti i costi: e confezionando al massimo della qualità ciò che volete e per cui vi accontentate.
2026-04-24 06:18:43
2026-04-24 09:06:02
Io non capisco come la giurisdizione americana possa permettere una cosa del genere, lo trovo di una invasività inconcepibile, ma anche di una necessità di controllo, non giustificabile, se non in ragione del profitto. Sono sempre più convinto che i veri rivoluzionari, saranno coloro che rinunceranno a Internet, cosa che già è diventato impossibile, per non finire imprigionati nella rete ...
2026-04-24 13:48:27
strumenti di tracciatura dell'attività degli utenti si vendono anche in EU per motivi di UI/UX..

cmq secondo me il problema non è tanto come l'azienda recupera le informazioni, è la loro "proprietà" che andrebbe discussa.
Quello di cui ci si appropria non è il risultato del lavoro o la prestazione, ma diventa la preparazione e le conoscenze del lavoratore, la sua capacità di risolvere problemi o di fare attività.
La retribuzione quindi non dovrebbe più seguire il criterio contrattuale orario (lavori 8 ore e prendi lo stipendio), ma quella di valore (ti appropri di una VITA di lavoro, di tutto quello che ho imparato PRIMA e di tutto quello che avrei potuto farci DOPO).
2026-04-24 14:47:47
strumenti di tracciatura dell'attività degli utenti si vendono anche in EU per motivi di UI/UX..

Qualche esempio?
2026-04-24 17:41:23
https://www.youtube.com/@mouseflowcom
2026-05-01 01:05:45
Riflessioni davvero illuminanti, video incredibilmente profondo e che consiglio di ascoltare anche più volte.

2026-05-01 10:51:23
Mamma mia quanto eravamo avanti nel 2006 al Mc Luhan Program, tante cose dette qui in maniera così definita, noi l'avevamo percepita anche grazie alla guida del professore Dekerkhove, ovviamente io mi trovavo all'opposizione vedevo all'epoca solo cose positive, dicevo che i pericoli, sarebbero stati effetti collaterali, che la stessa tecnologia avrebbe con l'andare del tempo ridotto, mentre gli altri insieme al professore erano pessimisti, pessimismo che ha fatto si che non ho più continuato nella mia ricerca, perchè mi domandavo a chi sarebbe andato in mano quello che stavo scoprendo.
Comunque lunedì vado in libreria e me lo compro, condivisibile, molti degli aspetti, rilevati dall'ìilluminata francese, l'ergonomia della repressione, bileviatono, la flussocrazia, devo dire che sono parole, esatte e che spiegano in maniera precisa in che direzione sta andando questo mondo.
Ora però tocca creà l'eroe, chi era nella mitologia, quello che uccise il mostro a due teste^?
2026-05-01 12:08:43
Pensavo proprio a te, quando lo sentivo. Facessi il tuo lavoro me lo prenderei anch'io, ora in coda ne ho davvero troppi (che non leggerò mai) ;))
2026-05-02 19:25:49
Attori e sceneggiature generati dall'intelligenza artificiale (IA) non saranno ammessi agli Oscar. Lo ha annunciato l'Academy spiegando che "nelle categorie di recitazione, saranno considerati ammissibili solo i ruoli accreditati nei titoli di coda ufficiali del film e che si possa dimostrare essere stati interpretati da esseri umani con il loro consenso", ha dichiarato l'Academy nelle nuove regole, che si applicano anche alle sceneggiature.

Il Consiglio dei Governatori dell'Academy rivede annualmente il proprio regolamento. Le modifiche di quest'anno arrivano in un momento in cui l'industria cinematografica continua a confrontarsi con il modo in cui gli strumenti di intelligenza artificiale stanno rimodellando il processo creativo e con il modo in cui istituzioni come gli Oscar dovrebbero, se non altro, premiare tale lavoro.

Le nuove modifiche si basano sulle linee guida introdotte un anno fa, quando l'Academy affermò che l'uso dell'IA non avrebbe "né favorito né nuociuto" alle possibilità di una nomination di un film, sottolineando al contempo che i votanti avrebbero dovuto considerare "il grado in cui un essere umano è stato al centro del processo creativo".

All'epoca, l'organizzazione non impose l'obbligo di divulgazione formale dell'uso dell'IA, nonostante la tecnologia fosse diventata un punto critico a Hollywood. Le nuove regole suggeriscono uno sforzo per definire più chiaramente i confini della paternità di un'opera in un momento in cui strumenti come la clonazione vocale, i doppi digitali e la scrittura assistita dall'IA stanno diventando sempre più comuni nella produzione cinematografica.

L'emergere di interpreti sintetici come Tilly Norwood riflette la rapidità con cui tali questioni sono passate dalla teoria alla pratica.
2026-05-02 19:28:46
La domanda viene spontanea: come si fa a "dimostrare" che i personaggi siano interpretati da umani in carne e ossa? Nemmeno ora lo sappiamo, dato che le produzioni ormai da molti anni usano la CG anche per girati "normali"