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Subject: L'intelligenza artificiale è una minaccia?
La domanda viene spontanea: come si fa a "dimostrare" che i personaggi siano interpretati da umani in carne e ossa? Nemmeno ora lo sappiamo, dato che le produzioni ormai da molti anni usano la CG anche per girati "normali"
Basterebbe istituire le figure del "Verificatore" e della "Verificatrice"... la dimostrazione avverrebbe in modi spicci e un po' volgari ma sarebbe senz'altro dirimente.
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non si fa prima a chiedere al tale attore se "ha dato il suo consenso" e se si è fatto riprendere?
Io ho la mia idea: e cioè che l'obbiettivo non sia "escludere gli strumenti di generazione AI", bensì l'emersione di personaggi completamente AI che sfuggano al mercato.
Detto in altre parole: andrà benissimo sia che si facciano produzioni in AI che tradizionali, purché i volti siano di artisti realmente esistenti e i soldini finiscano ad attori, registi, agenti, addetti ai lavori che possano continuare a gestire la torta.
Detto in altre parole: andrà benissimo sia che si facciano produzioni in AI che tradizionali, purché i volti siano di artisti realmente esistenti e i soldini finiscano ad attori, registi, agenti, addetti ai lavori che possano continuare a gestire la torta.
Basterebbe istituire le figure del "Verificatore" e della "Verificatrice"... la dimostrazione avverrebbe in modi spicci e un po' volgari ma sarebbe senz'altro dirimente.
E chi ci dice che il verificatore/trice/t* non sia AI product?
...siamo allo cortocircuito totale, passati da "Pic or it doesnt exist" a "Pic so It doesnt exist"
E chi ci dice che il verificatore/trice/t* non sia AI product?
...siamo allo cortocircuito totale, passati da "Pic or it doesnt exist" a "Pic so It doesnt exist"
Io ho la mia idea: e cioè che l'obbiettivo non sia "escludere gli strumenti di generazione AI", bensì l'emersione di personaggi completamente AI che sfuggano al mercato.
Detto in altre parole: andrà benissimo sia che si facciano produzioni in AI che tradizionali, purché i volti siano di artisti realmente esistenti e i soldini finiscano ad attori, registi, agenti, addetti ai lavori che possano continuare a gestire la torta.
E sarà la pezza per mantenere temporaneamente lo showbiz biologico, ma arriverà il momento in cui le folle del web chiederanno film con personaggi AI, e visto che comanda il consumatore....
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Detto in altre parole: andrà benissimo sia che si facciano produzioni in AI che tradizionali, purché i volti siano di artisti realmente esistenti e i soldini finiscano ad attori, registi, agenti, addetti ai lavori che possano continuare a gestire la torta.
E sarà la pezza per mantenere temporaneamente lo showbiz biologico, ma arriverà il momento in cui le folle del web chiederanno film con personaggi AI, e visto che comanda il consumatore....
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non mi è chiaro perchè dovremmo difendere, tra tutti i lavori, quello dell'attore.
Allora perchè non quello del soldato, del cameriere, del social media manager, dello sviluppatore o dell'architetto?
Allora perchè non quello del soldato, del cameriere, del social media manager, dello sviluppatore o dell'architetto?
Beh, perché si tratta di arte con tutto il rispetto per il cameriere; comunque la questione era più specifica ancora e riguarda i riconoscimenti.
Un Oscar a un attore AI non avrebbe senso. Al limite diamo un OscarCGI.
Un Oscar a un attore AI non avrebbe senso. Al limite diamo un OscarCGI.
Nel momento in cui un personaggio mi trasmette emozioni meglio di altri, perché non dovrebbe conquistare un premio?
So che è un concetto lontanissimo dal nostro modo di pensare, ma l'Oscar dovrebbe comunque distinguere l'eccellenza di un contributo. Se al posto di, mettiamo, un personaggio creato in AI ne mettessi un altro, non è assolutamente detto che questo possa raggiungere lo stesso risultato.
So che è un concetto lontanissimo dal nostro modo di pensare, ma l'Oscar dovrebbe comunque distinguere l'eccellenza di un contributo. Se al posto di, mettiamo, un personaggio creato in AI ne mettessi un altro, non è assolutamente detto che questo possa raggiungere lo stesso risultato.
Certo, un bel OscarCGI appunto... nemmeno vorrei un Nobel per la letteratura ad Hal 9000.
Che poi, per dire, Bamby o WALL-E mi abbiano saputo emozionare, e pure più di tante recitazioni umane, è verissimo ma non si è mai sentita la necessità di certificare questo con un premio che certifica l'intenzione dell'artista dietro la prestazione.
Se però intendi sottolineare, come anche Dalamar mi sembra, che la direzione dei rapporti tra AI e umani renderà sempre più forte la pressione per un'uguaglianza anche di questo tipo ci credo. Saranno pressioni prevalentemente dell'industria del cinema ma il pubblico "si accoderà" di sicuro. Penso sarà inevitabile
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Che poi, per dire, Bamby o WALL-E mi abbiano saputo emozionare, e pure più di tante recitazioni umane, è verissimo ma non si è mai sentita la necessità di certificare questo con un premio che certifica l'intenzione dell'artista dietro la prestazione.
Se però intendi sottolineare, come anche Dalamar mi sembra, che la direzione dei rapporti tra AI e umani renderà sempre più forte la pressione per un'uguaglianza anche di questo tipo ci credo. Saranno pressioni prevalentemente dell'industria del cinema ma il pubblico "si accoderà" di sicuro. Penso sarà inevitabile
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Che poi, per dire, Bamby o WALL-E mi abbiano saputo emozionare, e pure più di tante recitazioni umane, è verissimo ma non si è mai sentita la necessità di certificare questo con un premio che certifica l'intenzione dell'artista dietro la prestazione.
No, perché parliamo di animali e robottini: personaggi non umani che Hollywood "ammette" da sempre, in quanto non minacciano il jet set.
Qui però si parla di interpreti umani ma generati in AI. Ovvero volti che vengono progettati, posizionati secondo le caratteristiche che devono avere, fatti conoscere con azioni di marketing quali creazione di contenuti per social network, pseudo-interviste e via dicendo. Personaggi AI che quindi, così come quelli umani, non funzioneranno "a prescindere dal genere" così come un qualsiasi attore in carne ed ossa oggi viene scelto per ruoli che ne valorizzano il profilo.
un premio che certifica l'intenzione dell'artista dietro la prestazione
Non esiste nemmeno oggi: di attori incredibilmente bravi e intelligenti è pieno il mondo, noi però con l'Oscar premiamo il risultato legato a grandi produzioni. Che dietro hanno un numero enorme di contributi pre e post, al punto che il tutto è assimilabile a un format. Con i produttori, gli addetti ai lavori che vengono scelti per fare il loro segmento all'interno di un progetto in cui tutto è deciso a tavolino, valutato nei rischi, dosato nei gradi di libertà per massimizzare l'incasso.
Infatti i talenti che davvero hanno voglia di esplorare ed esprimere se' stessi, escono dall'industria cinematografica che così com'è è una catena di montaggio con scelte decise da chi sta sopra: ascoltatevi qualche intervista.
Per assurdo, l'AI sarà proprio l'occasione per riappropriarsi della creatività, sfuggendo al controllo del mercato. Decidento, oltretutto, noi stessi il nostro intrattenimento.
No, perché parliamo di animali e robottini: personaggi non umani che Hollywood "ammette" da sempre, in quanto non minacciano il jet set.
Qui però si parla di interpreti umani ma generati in AI. Ovvero volti che vengono progettati, posizionati secondo le caratteristiche che devono avere, fatti conoscere con azioni di marketing quali creazione di contenuti per social network, pseudo-interviste e via dicendo. Personaggi AI che quindi, così come quelli umani, non funzioneranno "a prescindere dal genere" così come un qualsiasi attore in carne ed ossa oggi viene scelto per ruoli che ne valorizzano il profilo.
un premio che certifica l'intenzione dell'artista dietro la prestazione
Non esiste nemmeno oggi: di attori incredibilmente bravi e intelligenti è pieno il mondo, noi però con l'Oscar premiamo il risultato legato a grandi produzioni. Che dietro hanno un numero enorme di contributi pre e post, al punto che il tutto è assimilabile a un format. Con i produttori, gli addetti ai lavori che vengono scelti per fare il loro segmento all'interno di un progetto in cui tutto è deciso a tavolino, valutato nei rischi, dosato nei gradi di libertà per massimizzare l'incasso.
Infatti i talenti che davvero hanno voglia di esplorare ed esprimere se' stessi, escono dall'industria cinematografica che così com'è è una catena di montaggio con scelte decise da chi sta sopra: ascoltatevi qualche intervista.
Per assurdo, l'AI sarà proprio l'occasione per riappropriarsi della creatività, sfuggendo al controllo del mercato. Decidento, oltretutto, noi stessi il nostro intrattenimento.
Ma un conto è criticare il processo di assegnazione del premio e un altro mettere sullo stesso piano umani e AI.
Non si tratta nemmeno di negare l'abilità necessaria per creare un attore AI credibile e capace di replicare in tutto e per tutto Leonardo di Caprio (anche se poi questo LdC sarà magari "disposto" a "recitare" pure in un porno o in "Vacanze di Natale 58").
Come scritto, non avrei niente in contrario a istituire una versione AI dei premi nei diversi ambiti (Nobel, Oscar, Grammy ecc.); ma credo dovremmo salvaguardare (e già l'uso di questo verbo connota il pessimismo di fondo sull'efficacia di questa "battaglia") la differenza ontologica tra un attore umano e un attore AI.
Senz'altro esistono attori migliori di quelli che il circuito premia ma l'AI è, dal mio punto di vista, mercato puro
Non si tratta nemmeno di negare l'abilità necessaria per creare un attore AI credibile e capace di replicare in tutto e per tutto Leonardo di Caprio (anche se poi questo LdC sarà magari "disposto" a "recitare" pure in un porno o in "Vacanze di Natale 58").
Come scritto, non avrei niente in contrario a istituire una versione AI dei premi nei diversi ambiti (Nobel, Oscar, Grammy ecc.); ma credo dovremmo salvaguardare (e già l'uso di questo verbo connota il pessimismo di fondo sull'efficacia di questa "battaglia") la differenza ontologica tra un attore umano e un attore AI.
Senz'altro esistono attori migliori di quelli che il circuito premia ma l'AI è, dal mio punto di vista, mercato puro
Aggiungo una considerazione: pure i premi (oscar, cannes, venezia) sono principalmente una forma di pubblicità e di mercato..
Esatto, ma distinguerei:
I "Premi" definiscono il valore artistico in modo puro? No
È opportuno parificare Umani e AI in ambito artistico? Tenderei a sconsigliarlo vivamente. Nessuna AI immaginerebbe il Punk o l'Ulisse di Joyce; cioè opere "inattuali", non convenienti, incapaci di superare il controllo di ottimizzazione del sistema.
Solo una volta che l'umano produce, contro il suo interesse, e anzi contro ogni interesse (anche del mercato), l'opera d'arte, o la teoria scientifica o filosofica, o la prestazione attoriale "di rottura" con ciò che ci si aspetta, la novità vera, l'inatteso, la rivoluzione... solo allora, e solo quando questo diventa il nuovo paradigma, l'hai può entrare in scena.
E il punto è proprio che in un sistema estetico interamente governato dall'AI l'appiattimento è inevitabile.
L'AI può "immaginare" stranezze, variazioni di ciò che esiste, ma niente che sia capace di evoluzione vera. Quei "fallimenti" sui quali l'umanità è evoluta verrebbero sempre scartati dall'AI.
L'AI può dipingere come Van Gogh ma non farà mai il primo quadro di Van Gogh per dire... e nemmeno gli altri a ben vedere perché l'olandese vendette un quadro in tutta la sua vita.
(edited)
I "Premi" definiscono il valore artistico in modo puro? No
È opportuno parificare Umani e AI in ambito artistico? Tenderei a sconsigliarlo vivamente. Nessuna AI immaginerebbe il Punk o l'Ulisse di Joyce; cioè opere "inattuali", non convenienti, incapaci di superare il controllo di ottimizzazione del sistema.
Solo una volta che l'umano produce, contro il suo interesse, e anzi contro ogni interesse (anche del mercato), l'opera d'arte, o la teoria scientifica o filosofica, o la prestazione attoriale "di rottura" con ciò che ci si aspetta, la novità vera, l'inatteso, la rivoluzione... solo allora, e solo quando questo diventa il nuovo paradigma, l'hai può entrare in scena.
E il punto è proprio che in un sistema estetico interamente governato dall'AI l'appiattimento è inevitabile.
L'AI può "immaginare" stranezze, variazioni di ciò che esiste, ma niente che sia capace di evoluzione vera. Quei "fallimenti" sui quali l'umanità è evoluta verrebbero sempre scartati dall'AI.
L'AI può dipingere come Van Gogh ma non farà mai il primo quadro di Van Gogh per dire... e nemmeno gli altri a ben vedere perché l'olandese vendette un quadro in tutta la sua vita.
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Ecco perché il criterio estetico del "provare emozione" non basta a definire il valore artistico.
Ciò cui oggi riconosciamo valore d'arte è spesso stato non riconosciuto come tale al suo apparire... anzi, spesso è stato denigrato, rifiutato, censurato.
Eppure l'Artista, la maiuscola è d'obbligo, l'ha prodotto comunque... e l'ha fatto del tutto fuori da logiche di mercato.
Ciò cui oggi riconosciamo valore d'arte è spesso stato non riconosciuto come tale al suo apparire... anzi, spesso è stato denigrato, rifiutato, censurato.
Eppure l'Artista, la maiuscola è d'obbligo, l'ha prodotto comunque... e l'ha fatto del tutto fuori da logiche di mercato.