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Subject: [POLITICA]
Non ci siamo.
Uovo in mano ma draghi già in volo
Non è bionda
#escile almeno
Comunque oh, si potrebbe provare a darle fuoco e vedere se è un drago
Uovo in mano ma draghi già in volo
Non è bionda
#escile almeno
Comunque oh, si potrebbe provare a darle fuoco e vedere se è un drago
come sembra lontano il dibattito sulle "condizionalità"
peraltro "condizionalità" non esiste in italiano, almeno scrivetelo direttamente in inglese..
peraltro "condizionalità" non esiste in italiano, almeno scrivetelo direttamente in inglese..
https://www.open.online/2021/02/22/attentato-congo-morto-ambasciatore-italiano-carabiniere/
Ma chissene, sono 2 italiani...GIUSTISSIA PER ZAKI IL PAKITALIOTURCEGIZIANO!!
Ma chissene, sono 2 italiani...GIUSTISSIA PER ZAKI IL PAKITALIOTURCEGIZIANO!!
L’ultimo trabocchetto portava la firma di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha presentato un emendamento al Milleproroghe per chiedere lo stop della riforma della prescrizione di Alfonso Bonafede. Una norma che ha fatto cadere in tentazione Lega, Forza Italia e Italia viva: per tutto il pomeriggio renziani, berlusconiani e salviniani hanno ipotizzato di votare a favore. Alla fine si sono astenuti mentre l’emendamento è stato respinto grazie ai voti di Pd, M5s e Leu. Su 418 deputati presenti, infatti, 227 hanno votato contro, 29 a favore e ben 162 si sono astenuti.
Che di di sicuro i comunisti dell'UniBO non faranno tanto casino per un funzionario pubblico e un carabiniere morti sul lavoro
I 4 dell’Ave Mario
di Marco Travaglio | 25 Febbraio 2021
sei giorni fa titolavamo: “Perché è caduto Conte?”. Ora, alla luce delle prime scelte di Draghi, possiamo cancellare il punto interrogativo. Conte non è caduto per la blocca-prescrizione (confermata dal governo Draghi). Non per i Dpcm (li fa anche Draghi). Non per le chiusure anti-Covid (elogiate, ribadite e inasprite da Draghi). Non per i vertici serali (li fa pure Draghi, ieri per la mega-rissa sui sottosegretari). Non per ministri e collaboratori incapaci (quasi tutti confermati da Draghi, con l’aggiunta di Brunetta, Gelmini, Carfagna, Garavaglia, Stefani&C. per aumentare il tasso di competenza). Non per il Mes (non lo prende neanche Draghi). Non per il Reddito di cittadinanza (non lo cancella neanche Draghi). Non per il ponte sullo Stretto (non ne parla neppure Draghi). Non per Arcuri (finora se lo tiene anche Draghi). Non perché accentrava la governance del Recovery in soli tre ministeri (Draghi l’accentra in uno: il Mef del fido Franco). E qui finiscono i pretesti ripetuti per due mesi dall’Innominabile e dai suoi pappagalli per giustificare la crisi: erano tutte balle.
Le vere ragioni del ribaltone sono altre: mettere le mani dei soliti noti sui miliardi del Recovery e dirottarli verso Confindustria&C. Per chi nutrisse ancora dubbi, basta leggere i nomi dei ministri Franco, Cingolani, Colao, Giorgetti e (a pag. 2-3) dei sottostanti boiardi e retrostanti lobbisti, su su fino al neoconsigliere economico Francesco Giavazzi: un turboliberista che predica da sempre contro l’impresa pubblica e a favore di quella privata (ma con soldi pubblici) e che neppure i giornaloni riusciranno a spacciare per “liberalsocialista”, “keynesiano” e “allievo di Caffè” (che non smette più di rivoltarsi nella tomba, tanto nessuno sa dove sia). Mentre i partiti giocano agli adulti nel cortile dell’asilo coi loro ministri e sottosegretari superflui, Draghi e i Quattro dell’Ave Mario si occupano delle cose serie. Cioè della scelta meno tecnica e più politica del mondo: a chi destinare i miliardi del Recovery. Ricordate il mantra del Piano “scritto coi piedi” da Conte e Gualtieri e “migliorato” in extremis dal provvidenziale intervento renziano? Ora Repubblica titola: “Pulizia sul Recovery Plan. Il governo taglia subito 14 miliardi di progetti… senza copertura finanziaria. Sfoltite le iniziative in eccesso previste dal Conte2, si torna a quota 209,5 miliardi”. Già: ma le “iniziative in eccesso” sono quelle chieste dal Rignanese nel celebre Piano Ciao e aggiunte da Gualtieri per tacitarlo. Quindi era meglio il Piano Conte prima della cura Iv: quello “scritto coi piedi”, senza i famosi “miglioramenti” renziani che ora Draghi deve “ripulire”. Ma questo i repubblichini si scordano di scriverlo. Vergogniamoci per loro.
di Marco Travaglio | 25 Febbraio 2021
sei giorni fa titolavamo: “Perché è caduto Conte?”. Ora, alla luce delle prime scelte di Draghi, possiamo cancellare il punto interrogativo. Conte non è caduto per la blocca-prescrizione (confermata dal governo Draghi). Non per i Dpcm (li fa anche Draghi). Non per le chiusure anti-Covid (elogiate, ribadite e inasprite da Draghi). Non per i vertici serali (li fa pure Draghi, ieri per la mega-rissa sui sottosegretari). Non per ministri e collaboratori incapaci (quasi tutti confermati da Draghi, con l’aggiunta di Brunetta, Gelmini, Carfagna, Garavaglia, Stefani&C. per aumentare il tasso di competenza). Non per il Mes (non lo prende neanche Draghi). Non per il Reddito di cittadinanza (non lo cancella neanche Draghi). Non per il ponte sullo Stretto (non ne parla neppure Draghi). Non per Arcuri (finora se lo tiene anche Draghi). Non perché accentrava la governance del Recovery in soli tre ministeri (Draghi l’accentra in uno: il Mef del fido Franco). E qui finiscono i pretesti ripetuti per due mesi dall’Innominabile e dai suoi pappagalli per giustificare la crisi: erano tutte balle.
Le vere ragioni del ribaltone sono altre: mettere le mani dei soliti noti sui miliardi del Recovery e dirottarli verso Confindustria&C. Per chi nutrisse ancora dubbi, basta leggere i nomi dei ministri Franco, Cingolani, Colao, Giorgetti e (a pag. 2-3) dei sottostanti boiardi e retrostanti lobbisti, su su fino al neoconsigliere economico Francesco Giavazzi: un turboliberista che predica da sempre contro l’impresa pubblica e a favore di quella privata (ma con soldi pubblici) e che neppure i giornaloni riusciranno a spacciare per “liberalsocialista”, “keynesiano” e “allievo di Caffè” (che non smette più di rivoltarsi nella tomba, tanto nessuno sa dove sia). Mentre i partiti giocano agli adulti nel cortile dell’asilo coi loro ministri e sottosegretari superflui, Draghi e i Quattro dell’Ave Mario si occupano delle cose serie. Cioè della scelta meno tecnica e più politica del mondo: a chi destinare i miliardi del Recovery. Ricordate il mantra del Piano “scritto coi piedi” da Conte e Gualtieri e “migliorato” in extremis dal provvidenziale intervento renziano? Ora Repubblica titola: “Pulizia sul Recovery Plan. Il governo taglia subito 14 miliardi di progetti… senza copertura finanziaria. Sfoltite le iniziative in eccesso previste dal Conte2, si torna a quota 209,5 miliardi”. Già: ma le “iniziative in eccesso” sono quelle chieste dal Rignanese nel celebre Piano Ciao e aggiunte da Gualtieri per tacitarlo. Quindi era meglio il Piano Conte prima della cura Iv: quello “scritto coi piedi”, senza i famosi “miglioramenti” renziani che ora Draghi deve “ripulire”. Ma questo i repubblichini si scordano di scriverlo. Vergogniamoci per loro.
La manovra aveva 2 scopi: liberarsi di Conte e mettere in chiaro che il bottino andava spartito.
Per voi saranno cose brutte, a me invece paiono sensate
Conte torna ad essere nessuno
i soldi sono gestiti da chi ha preso i voti e non da fantomatici espertoni (visto come sono gli espertoni c'era da avere paura)
Sinceramente passare da Gualtieri a Giavazzi è sempre un bene,
meglio un competente in malafede piuttosto di uno completamente improvvisato e dipendente dall'estero (anche lui in malafede).
Almeno questi capiscono cosa fanno.
Per voi saranno cose brutte, a me invece paiono sensate
Conte torna ad essere nessuno
i soldi sono gestiti da chi ha preso i voti e non da fantomatici espertoni (visto come sono gli espertoni c'era da avere paura)
Sinceramente passare da Gualtieri a Giavazzi è sempre un bene,
meglio un competente in malafede piuttosto di uno completamente improvvisato e dipendente dall'estero (anche lui in malafede).
Almeno questi capiscono cosa fanno.
Sarebbe necessario fissare molti prezzi minimi e massimi, per giustizia verso chi lavora e compra...ma abbiamo deciso di essere neo-liberisti
bah.. non credo.
Per me l'obiezione principale è che il reddito universale non è condizionato a nulla e non è la contropartita di nulla.
e' un diritto umano fondamentale.
D'altro canto bisogna scegliere o "la repubblica è fondata sul lavoro" e allora il diritto è al lavoro, che oi produce dignità etc...
oppure no e di conseguenza va dato il diritto al reddito.
Per me l'obiezione principale è che il reddito universale non è condizionato a nulla e non è la contropartita di nulla.
e' un diritto umano fondamentale.
D'altro canto bisogna scegliere o "la repubblica è fondata sul lavoro" e allora il diritto è al lavoro, che oi produce dignità etc...
oppure no e di conseguenza va dato il diritto al reddito.