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Subject: [POLITICA]
l'astensionismo è la vera vergogna italiana. Perchè poi si lamenta anche chi non vota.... troppo comodo.
quello che è un diritto conquistato con mille lotte.... ormai viene sfanculato da troppi
quello che è un diritto conquistato con mille lotte.... ormai viene sfanculato da troppi
Si però è un diritto se fa una qualche differenza. Invece è fin troppo evidente che non cambia praticamente nulla.
Sempre meglio esprimere il proprio voto che lasciare che altri decidano al posto tuo
Non votare sicuramente non serve a nulla. Votare chissà
In vita mia ho saltato forse un paio di referendum, per scelta precisa (li si che l'astensionismo conta, per non far raggiungere il quorum)
Passando al commento, il sud preferisce restare nel suo sogno di assistenzialismo. Permanere con chi ha governato gli ultimi decenni, con la situazione di degrado galoppante, è un vero suicidio. Ma tant'è.... cazzi loro. Ovviamente non c'è alcuna controprova del contrario, ci mancherebbe.
Non votare sicuramente non serve a nulla. Votare chissà
In vita mia ho saltato forse un paio di referendum, per scelta precisa (li si che l'astensionismo conta, per non far raggiungere il quorum)
Passando al commento, il sud preferisce restare nel suo sogno di assistenzialismo. Permanere con chi ha governato gli ultimi decenni, con la situazione di degrado galoppante, è un vero suicidio. Ma tant'è.... cazzi loro. Ovviamente non c'è alcuna controprova del contrario, ci mancherebbe.
Sull'astensionismo io convengo con te. Ma non dobbiamo solo dire che le persone si devono svegliare. Bisogna anche analizzare le cause.
E le cause sono la completa irrilevanza del voto negli ultimi 20 anni.
Sul sud e l'assistenzialismo... pure il veneto che conferma la lega con il disastro che stiamo vivendo sulla sanità..
E le cause sono la completa irrilevanza del voto negli ultimi 20 anni.
Sul sud e l'assistenzialismo... pure il veneto che conferma la lega con il disastro che stiamo vivendo sulla sanità..
Ma a cosa serve votare che è salito il "partito più fascista del dopoguerra" e l'Italia ogni giorno che passa sta diventando sempre più una fogna? Non è mai stata così pericolosa e degradata, ogni giorno si sentono notizie allucinanti, niente blocchi navali, niente rimpatri, giusto un decreto sui rave party e uno sulla cannabis senza THC, per chi dovrei votare se volessi fuori dai coglioni dei delinquenti conclamati? Visto che son passati 30 governi di qualsiasi colore da quando son nato e non è mai successo nulla
Beh ma per fortuna compensano con la politica estera dai
Legge sul consenso, cosa cambia se viene approvata?
Il Sole 24 Ore
Violenza contro le donne
Adottando il principio l’Italia si allinea ad altri 21 Paesi che si sono già conformati ai precetti della Convenzione di Instanbul
di Carla Bassu*
25 novembre 2025
Dopo il sì unanime ottenuto la scorsa settimana alla Camera e l’accordo trasversale tra le leader del governo e del principale partito di maggioranza che sembrava aver blindato la riforma, la proposta di legge volta a modificare il reato di violenza sessuale per introdurre in modo esplicito il concetto del “consenso libero e attuale” è stata inaspettatamente bloccata al Senato. Il voto definitivo era atteso per oggi, 25 novembre, ma, a sorpresa, parte della maggioranza ha richiesto ulteriori approfondimenti su un testo che sembrava aver messo d’accordo tutti e che allineava l’Italia alle prescrizioni del diritto internazionale in tema di violenza di genere.
Se il supplemento di indagine fugasse i dubbi dei senatori indecisi e il testo approvato dalla Camera venisse infine confermato, il concetto del “consenso libero e attuale” verrebbe introdotto in modo esplicito nel nostro ordinamento diventando presupposto di liceità degli atti sessuali. Secondo la formula rinnovata dell’art. 609-bis del codice penale «chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni».
Non si tratta di una novità meramente simbolica ma di un importante cambiamento di prospettiva processuale, che interviene a favore di chi, per dimostrare di aver subito violenza, si trovava spesso esposta a forme di vittimizzazione secondaria.
Leggi anche
Ma cosa cambierebbe in concreto?
Nei fatti, fino a ora, nei processi per stupro per provare il sopruso bisognava dimostrare l’elemento della costrizione e della minaccia e in questa fase a chi denunciava veniva chiesto conto di elementi legati al proprio stile di vita o a scelte personali di atteggiamento e addirittura abbigliamento che, non rilevanti per ponderare una violenza, derivavano non di rado in insinuazioni umilianti e sminuenti per le vittime. Così, per esempio, donne soggette al fenomeno scientificamente provato del “freezing”, che letteralmente immobilizza le vittime, incapaci di reagire, muoversi e urlare di fronte alla violenza, dovevano affrontare la frustrazione di dimostrare l’abuso subito.
Allo stesso modo, nel caso di costrizioni avvenute nell’ambito di una relazione consolidata o dopo aver assunto sostanze stupefacenti (volontariamente o involontariamente) l’accertamento della violenza poteva risultare tanto difficile e gravoso da scoraggiare le donne, fino a spingerle a rinunciare alla denuncia, pur di non sopportare il peso di una probatio diabolica.
Alla luce della nuova disciplina il consenso deve essere libero, ovvero espressione di una chiara volontà, attuale, può essere cioè ritirato in qualsiasi momento e non può mai essere presunto, per esempio in caso di silenzio, sia prima che durante un rapporto sessuale.
I critici sostengono che questo porterà a una burocratizzazione dell’amore e girano sul web moduli di prestazione del consenso da sottoporre all’amante, che in un afflato di ironia maldestra, vorrebbero far presupporre la fine del romanticismo. In realtà non si comprende in che modo il consenso esplicito possa inficiare momenti di passione più o meno estemporanea, a meno che si tratti di impeti unilaterali che è bene che siano stigmatizzati e sanzionati sempre.
Ancora, si è fatto notare che la giurisprudenza già teneva gran considerazione del consenso in sede processuale ma le sentenze sono state fino a ora di tenore a dir poco eterogeneo e talora offensivo per le donne, chiamate a rispondere di elementi non rilevanti rispetto alla violenza subita.
La presenza di un riferimento normativo chiaro impedisce che si verifichi un caso analogo a quello spagnolo della diciottenne vittima de “la manada”, il branco di cinque uomini che durante la festa di San Fermìn a Pamplona violentarono e filmarono la ragazza resa immobile dallo shock e furono condannati per abuso sessuale e non per stupro, a causa della mancata reazione della vittima.
Adottando il principio del consenso esplicito l’Italia si allinea ad altri ventuno Paesi che si sono già conformati ai precetti della Convenzione di Instanbul in tema di violenza contro le donne. Tra questi la Spagna in cui il caso de la manada causò una mobilitazione pubblica che portò migliaia di persone nelle piazze a contestare la sentenza di Pamplona (poi ribaltata in appello) e spinse il Parlamento ad adottare la “Legge per la garanzia integrale della libertà sessuale”.
L’introduzione del principio del consenso esplicito, libero e attuale è un passo di civiltà compiuto grazie a una presa di coscienza che, almeno a Montecitorio, ha unito maggioranza e opposizione in una scelta di responsabilità condivisa che si è però rivelata evanescente, visto quando accaduto in Senato. Sarebbe bello e utile per il paese che, almeno su temi così importanti, si superassero conflittualità ideologiche e strumentali che compromettono lo scenario politico e contribuiscono ad alimentare il senso di sfiducia verso istituzioni percepite come irrimediabilmente litigiose.
*ordinaria di Diritto pubblico comparato nell’Università di Sassari
Il Sole 24 Ore
Violenza contro le donne
Adottando il principio l’Italia si allinea ad altri 21 Paesi che si sono già conformati ai precetti della Convenzione di Instanbul
di Carla Bassu*
25 novembre 2025
Dopo il sì unanime ottenuto la scorsa settimana alla Camera e l’accordo trasversale tra le leader del governo e del principale partito di maggioranza che sembrava aver blindato la riforma, la proposta di legge volta a modificare il reato di violenza sessuale per introdurre in modo esplicito il concetto del “consenso libero e attuale” è stata inaspettatamente bloccata al Senato. Il voto definitivo era atteso per oggi, 25 novembre, ma, a sorpresa, parte della maggioranza ha richiesto ulteriori approfondimenti su un testo che sembrava aver messo d’accordo tutti e che allineava l’Italia alle prescrizioni del diritto internazionale in tema di violenza di genere.
Se il supplemento di indagine fugasse i dubbi dei senatori indecisi e il testo approvato dalla Camera venisse infine confermato, il concetto del “consenso libero e attuale” verrebbe introdotto in modo esplicito nel nostro ordinamento diventando presupposto di liceità degli atti sessuali. Secondo la formula rinnovata dell’art. 609-bis del codice penale «chiunque compie o fa compiere o subire atti sessuali a un’altra persona senza il consenso libero e attuale di quest’ultima è punito con la reclusione da sei a dodici anni».
Non si tratta di una novità meramente simbolica ma di un importante cambiamento di prospettiva processuale, che interviene a favore di chi, per dimostrare di aver subito violenza, si trovava spesso esposta a forme di vittimizzazione secondaria.
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Ma cosa cambierebbe in concreto?
Nei fatti, fino a ora, nei processi per stupro per provare il sopruso bisognava dimostrare l’elemento della costrizione e della minaccia e in questa fase a chi denunciava veniva chiesto conto di elementi legati al proprio stile di vita o a scelte personali di atteggiamento e addirittura abbigliamento che, non rilevanti per ponderare una violenza, derivavano non di rado in insinuazioni umilianti e sminuenti per le vittime. Così, per esempio, donne soggette al fenomeno scientificamente provato del “freezing”, che letteralmente immobilizza le vittime, incapaci di reagire, muoversi e urlare di fronte alla violenza, dovevano affrontare la frustrazione di dimostrare l’abuso subito.
Allo stesso modo, nel caso di costrizioni avvenute nell’ambito di una relazione consolidata o dopo aver assunto sostanze stupefacenti (volontariamente o involontariamente) l’accertamento della violenza poteva risultare tanto difficile e gravoso da scoraggiare le donne, fino a spingerle a rinunciare alla denuncia, pur di non sopportare il peso di una probatio diabolica.
Alla luce della nuova disciplina il consenso deve essere libero, ovvero espressione di una chiara volontà, attuale, può essere cioè ritirato in qualsiasi momento e non può mai essere presunto, per esempio in caso di silenzio, sia prima che durante un rapporto sessuale.
I critici sostengono che questo porterà a una burocratizzazione dell’amore e girano sul web moduli di prestazione del consenso da sottoporre all’amante, che in un afflato di ironia maldestra, vorrebbero far presupporre la fine del romanticismo. In realtà non si comprende in che modo il consenso esplicito possa inficiare momenti di passione più o meno estemporanea, a meno che si tratti di impeti unilaterali che è bene che siano stigmatizzati e sanzionati sempre.
Ancora, si è fatto notare che la giurisprudenza già teneva gran considerazione del consenso in sede processuale ma le sentenze sono state fino a ora di tenore a dir poco eterogeneo e talora offensivo per le donne, chiamate a rispondere di elementi non rilevanti rispetto alla violenza subita.
La presenza di un riferimento normativo chiaro impedisce che si verifichi un caso analogo a quello spagnolo della diciottenne vittima de “la manada”, il branco di cinque uomini che durante la festa di San Fermìn a Pamplona violentarono e filmarono la ragazza resa immobile dallo shock e furono condannati per abuso sessuale e non per stupro, a causa della mancata reazione della vittima.
Adottando il principio del consenso esplicito l’Italia si allinea ad altri ventuno Paesi che si sono già conformati ai precetti della Convenzione di Instanbul in tema di violenza contro le donne. Tra questi la Spagna in cui il caso de la manada causò una mobilitazione pubblica che portò migliaia di persone nelle piazze a contestare la sentenza di Pamplona (poi ribaltata in appello) e spinse il Parlamento ad adottare la “Legge per la garanzia integrale della libertà sessuale”.
L’introduzione del principio del consenso esplicito, libero e attuale è un passo di civiltà compiuto grazie a una presa di coscienza che, almeno a Montecitorio, ha unito maggioranza e opposizione in una scelta di responsabilità condivisa che si è però rivelata evanescente, visto quando accaduto in Senato. Sarebbe bello e utile per il paese che, almeno su temi così importanti, si superassero conflittualità ideologiche e strumentali che compromettono lo scenario politico e contribuiscono ad alimentare il senso di sfiducia verso istituzioni percepite come irrimediabilmente litigiose.
*ordinaria di Diritto pubblico comparato nell’Università di Sassari
Personalmente sono in forte dubbio.
Resta l'onere della prova in carico all'accusa, come si può evitare di discutere del comportamento della vittima?
Lo stesso concetto di "vittimizzazione secondaria", pur comprendendo la genesi, è difficile da scardinare dal processo per stupro, se la valutazione finale da fare è quella sul consenso "espresso".
In pratica mi pare un metodo sbagliato di prendere il problema, ovvero quello di usare il diritto penale.
Immaginare che questi casi diminuiscano perchè c'è una certa legge è quantomeno ingenuo.
Resta l'onere della prova in carico all'accusa, come si può evitare di discutere del comportamento della vittima?
Lo stesso concetto di "vittimizzazione secondaria", pur comprendendo la genesi, è difficile da scardinare dal processo per stupro, se la valutazione finale da fare è quella sul consenso "espresso".
In pratica mi pare un metodo sbagliato di prendere il problema, ovvero quello di usare il diritto penale.
Immaginare che questi casi diminuiscano perchè c'è una certa legge è quantomeno ingenuo.
Sta passando sotto traccia che sia stata eletta la Salis in Italia, che ogni volta che apre bocca dice dei deliri che giustificano le dittature in giro per il mondo, perché se la democrazia significa dare voce e pagare gente del genere è una roba brutta
Siamo stati pieni di politici scandalosi senza arte né parte, tipo Razzi o gente del genere, ma questa ha proprio idee deliranti e pericolose
Siamo stati pieni di politici scandalosi senza arte né parte, tipo Razzi o gente del genere, ma questa ha proprio idee deliranti e pericolose
Che poi anche l'omonima, sindac* di Genova, non è che sia sta gran scienza e di cazzate ne sta facendo un bel po'.....
https://www.secoloditalia.it/2025/11/la-sindaca-salis-cancella-il-presepe-meglio-il-piu-inclusivo-babbo-natale-ma-non-era-cat/
(edited)
https://www.secoloditalia.it/2025/11/la-sindaca-salis-cancella-il-presepe-meglio-il-piu-inclusivo-babbo-natale-ma-non-era-cat/
(edited)
Certo che lo spessore culturale di chi sostituisce il presepe con Babbo Natale...
assessora alle Tradizioni del Comune di Genova, la grillina Tiziana Beghin
Il primo ministro Viktor Orban ha confermato la posizione del governo attraverso i suoi canali social, chiarendo che il pagamento della somma non modificherà la strategia adottata da Budapest. "Una multa di un milione di euro al giorno da Bruxelles per non accettare immigrati illegali? La pagheremo. È meglio questo che vivere nella paura" ha scritto il premier. Orban ha anche rivolto un invito ai visitatori a scegliere l'Ungheria per le festività natalizie, sostenendo che il Paese mostrerebbe l'Europa "come dovrebbe essere".
Tanta stima. Magari per le vacanze ci faccio un pensiero
Tanta stima. Magari per le vacanze ci faccio un pensiero
Accorcia il link per favore, togli tutto quello che c'è dal punto di domanda in poi (sono tutti codici di tracciamento, inutili alla fine del collegamento).
Nel merito: questo è ciò che succede quando si seleziona col requisito "russofobico cintura nera 4° dan". Gente con la testa a posto non ne trovi, ti rimane una che con tutto il rispetto per la storia di famiglia dovrebbe piuttosto seguire un percorso di aiuto psicologico.
Nel merito: questo è ciò che succede quando si seleziona col requisito "russofobico cintura nera 4° dan". Gente con la testa a posto non ne trovi, ti rimane una che con tutto il rispetto per la storia di famiglia dovrebbe piuttosto seguire un percorso di aiuto psicologico.