Subpage under development, new version coming soon!
Subject: [POLITICA]
Ti hanno appena scardinato l'ennesima istituzione infiltrata, ma lavorano male... assolutamente.
Io a volte non so se vivete in dimensioni parallele alla mia o cosa...
Io a volte non so se vivete in dimensioni parallele alla mia o cosa...
Ame piaceva Report, poi si è occupato (parlo di cinque sei anni fa) di due temi che conoscevo MOLTO bene, e tutti e due i servizi contenevano una serie di errori da penna blu e mi son chiesto se anche quando parla su argomenti di cui nulla so o che comunque non fanno parte del mio diretto interesse e conoscenza siano dello stesso pessimo livello. Le reazioni degli esperti di ogni settore sono uguali alla mia sui due argomenti su cui ero molto preparato che ho citato sopra.
Il problema non è che Report faccia propaganda, il problema è che c'è una fetta consistente di popolazione che VUOLE CREDERGLI (*). Cioè vuole aderire al sospetto che loro iniettano (perchè stanno bene attenti a non dire esplicitamente nulla di falso, te lo fanno solo pensare).
Se certe cose le dice Rete 4 la gran parte di noi le etichetta come informazione di parte, sappiamo che PUO' essere vera, ma sappiamo anche che ci stanno mostrando una selezione dei fatti e una selezione delle interpretazioni. E che lo fanno per un preciso scopo politico.
Questo è vero per TUTTI gli operatori informativi, anche se ovviamente ci sono punte di professionalità e punte di sottomissione.
Sicuramente rete 4 e Report sono esempi abbastanza palesi di informazione come arma politica. E' lecito, va bene. Basta non credergli aprioristicamente.
Anzi basta non VOLERE credere.
(*) ci sono una serie di motivazioni per cui un gran numero di persone vuole credere a Report:
-il fatto che sia stata una trasmissione che all'inizio ha avuto una grande serietà e meriti innegabili
-il fatto che usi i metodi dell'inchiesta giornalistica che in italia si vedono poco
-il fatto che spesso alle sue inchieste sono seguiti esiti giudiziari (a volte dubbi, ma tant'è!)
-il fatto che aderisca a una precisa impostazione politica, alla quale molti aderiscono PER APPARTENENZA (e quindi sono disposti a sospendere l'incredulità)
Il problema non è che Report faccia propaganda, il problema è che c'è una fetta consistente di popolazione che VUOLE CREDERGLI (*). Cioè vuole aderire al sospetto che loro iniettano (perchè stanno bene attenti a non dire esplicitamente nulla di falso, te lo fanno solo pensare).
Se certe cose le dice Rete 4 la gran parte di noi le etichetta come informazione di parte, sappiamo che PUO' essere vera, ma sappiamo anche che ci stanno mostrando una selezione dei fatti e una selezione delle interpretazioni. E che lo fanno per un preciso scopo politico.
Questo è vero per TUTTI gli operatori informativi, anche se ovviamente ci sono punte di professionalità e punte di sottomissione.
Sicuramente rete 4 e Report sono esempi abbastanza palesi di informazione come arma politica. E' lecito, va bene. Basta non credergli aprioristicamente.
Anzi basta non VOLERE credere.
(*) ci sono una serie di motivazioni per cui un gran numero di persone vuole credere a Report:
-il fatto che sia stata una trasmissione che all'inizio ha avuto una grande serietà e meriti innegabili
-il fatto che usi i metodi dell'inchiesta giornalistica che in italia si vedono poco
-il fatto che spesso alle sue inchieste sono seguiti esiti giudiziari (a volte dubbi, ma tant'è!)
-il fatto che aderisca a una precisa impostazione politica, alla quale molti aderiscono PER APPARTENENZA (e quindi sono disposti a sospendere l'incredulità)
Sì ma parliamo di priorità, gli hikikomori non mi pare siano il primo problema del paese, quindi non sto dicendo che sia inutile fare quelle lezioni in generale, dico che è inutile come risposta a QUESTO problema, io sto parlando delle risposte che dà la sinistra al problema, a questo problema (baby gang ecc), che NON parla di hikikomori o che altro.
Ascoltate le parole della famiglia italo/egiziana del povero ragazzo ammazzato a scuola da un barbaro, perfettamente integrata, che vive un dramma enorme grazie anche alla complicità di uno stato inerme nei confronti dei delinquenti, avercene di immigrati come loro
(edited)
Ascoltate le parole della famiglia italo/egiziana del povero ragazzo ammazzato a scuola da un barbaro, perfettamente integrata, che vive un dramma enorme grazie anche alla complicità di uno stato inerme nei confronti dei delinquenti, avercene di immigrati come loro
(edited)
repubblica.it
Ddl stupri, passo indietro che avrà effetti pericolosi
Non si tratta di mediazione: è la rottura di un patto sulla violenza di cui faranno le spese le donne vittime di violenza sessuale
23 Gennaio 2026 alle 01:00
1 minuti di lettura
È un vero arretramento la nuova formulazione dell’art.609 bis sulla violenza sessuale proposta come “mediazione” dalla senatrice Bongiorno. E non si tratta di mediazione: è la rottura di un patto sulla violenza di cui faranno le spese le donne vittime di violenza sessuale. Si tratta di un vero e proprio passo indietro rispetto al ddl approvato all’unanimità dalla Camera il 18 novembre 2025, che ci aveva fatto ben sperare.
Secondo la vecchia formulazione violenza sessuale è qualsiasi atto sessuale compiuto senza il “consenso libero e attuale” della donna. Una definizione frutto di un accordo non da poco raggiunto tra due donne, Meloni e Schlein, e che spostava il focus della valutazione dall’esistenza di costrizione della vittima (con la donna che doveva sempre dimostrare di non essere consenziente) alla presenza di un consenso esplicito, volontario, espresso nel momento dell’atto sessuale e libero da coercizione o manipolazione. Ora sparisce la parola consenso. Il cuore del vero cambiamento. E si passa alla “volontà contraria all’atto sessuale” da parte della donna. Al dissenso. E guardate non è la stessa cosa, perché questa dovrà essere dimostrata, come al solito, dalla vittima. Ogni riformulazione che sposti l’attenzione dal comportamento di chi esercita la violenza a quello di chi la subisce non può che riprodurre schemi che conosciamo bene: la colpevolizzazione delle vittime, la difficoltà di denuncia, l’isolamento. Schemi che i numeri nonchè gli innumerevoli casi in tribunale hanno evidenziato e smentito come efficaci. Dobbiamo essere coscienti che quando si interviene su norme che riguardano l’integrità, l’autodeterminazione e la sicurezza delle donne, ogni parola pesa, ogni spostamento di significato produce effetti reali sulla pelle delle donne. Il consenso non può essere un concetto ambiguo, presunto, negoziabile ex post, nè tanto meno invisibile. Deve essere esplicito, continuo, revocabile. E così deve essere espresso nella norma.
C’è poi un tema di coerenza istituzionale. L’Italia ha assunto impegni precisi sul contrasto alla violenza di genere, a partire dalla Convenzione di Istanbul che è molto chiara al riguardo. Quegli impegni richiedono chiarezza normativa, non le ennesime ambiguità e scappatoie per gli uomini violenti. Riformulare senza rafforzare, semplificare senza tutelare, significa allontanarsi da quello standard. Le leggi non cambiano la cultura da sole, ma la orientano. Mandano messaggi. Dire oggi che il consenso deve essere cancellato, mascherato o subordinato ad altri elementi significa mandare un messaggio sbagliato, arretrare proprio mentre cresce la domanda di relazioni fondate sul rispetto e sulla reciprocità. Accetterà Giorgia Meloni la rottura del patto bipartisan, adeguandosi alla reazione maschilista di settori della maggioranza ? Oppure vorrà onorare il suo impegno, non tanto verso la Schlein, ma verso le donne italiane? Sul consenso non si può tornare indietro.
Breve commento: la pretesa che sia l'indagato a dover dimostrare di avere ottenuto il consenso è qualcosa di assurdo. A fronte di un'accusa si partirebbe da una presunzione di colpevolezza. La vicenda ci evidenzia quanto l'attivismo da social e l'ignoranza dei principi faccia pendere un'intera area politica per una cosa giuridicamente mostruosa.
Ddl stupri, passo indietro che avrà effetti pericolosi
Non si tratta di mediazione: è la rottura di un patto sulla violenza di cui faranno le spese le donne vittime di violenza sessuale
23 Gennaio 2026 alle 01:00
1 minuti di lettura
È un vero arretramento la nuova formulazione dell’art.609 bis sulla violenza sessuale proposta come “mediazione” dalla senatrice Bongiorno. E non si tratta di mediazione: è la rottura di un patto sulla violenza di cui faranno le spese le donne vittime di violenza sessuale. Si tratta di un vero e proprio passo indietro rispetto al ddl approvato all’unanimità dalla Camera il 18 novembre 2025, che ci aveva fatto ben sperare.
Secondo la vecchia formulazione violenza sessuale è qualsiasi atto sessuale compiuto senza il “consenso libero e attuale” della donna. Una definizione frutto di un accordo non da poco raggiunto tra due donne, Meloni e Schlein, e che spostava il focus della valutazione dall’esistenza di costrizione della vittima (con la donna che doveva sempre dimostrare di non essere consenziente) alla presenza di un consenso esplicito, volontario, espresso nel momento dell’atto sessuale e libero da coercizione o manipolazione. Ora sparisce la parola consenso. Il cuore del vero cambiamento. E si passa alla “volontà contraria all’atto sessuale” da parte della donna. Al dissenso. E guardate non è la stessa cosa, perché questa dovrà essere dimostrata, come al solito, dalla vittima. Ogni riformulazione che sposti l’attenzione dal comportamento di chi esercita la violenza a quello di chi la subisce non può che riprodurre schemi che conosciamo bene: la colpevolizzazione delle vittime, la difficoltà di denuncia, l’isolamento. Schemi che i numeri nonchè gli innumerevoli casi in tribunale hanno evidenziato e smentito come efficaci. Dobbiamo essere coscienti che quando si interviene su norme che riguardano l’integrità, l’autodeterminazione e la sicurezza delle donne, ogni parola pesa, ogni spostamento di significato produce effetti reali sulla pelle delle donne. Il consenso non può essere un concetto ambiguo, presunto, negoziabile ex post, nè tanto meno invisibile. Deve essere esplicito, continuo, revocabile. E così deve essere espresso nella norma.
C’è poi un tema di coerenza istituzionale. L’Italia ha assunto impegni precisi sul contrasto alla violenza di genere, a partire dalla Convenzione di Istanbul che è molto chiara al riguardo. Quegli impegni richiedono chiarezza normativa, non le ennesime ambiguità e scappatoie per gli uomini violenti. Riformulare senza rafforzare, semplificare senza tutelare, significa allontanarsi da quello standard. Le leggi non cambiano la cultura da sole, ma la orientano. Mandano messaggi. Dire oggi che il consenso deve essere cancellato, mascherato o subordinato ad altri elementi significa mandare un messaggio sbagliato, arretrare proprio mentre cresce la domanda di relazioni fondate sul rispetto e sulla reciprocità. Accetterà Giorgia Meloni la rottura del patto bipartisan, adeguandosi alla reazione maschilista di settori della maggioranza ? Oppure vorrà onorare il suo impegno, non tanto verso la Schlein, ma verso le donne italiane? Sul consenso non si può tornare indietro.
Breve commento: la pretesa che sia l'indagato a dover dimostrare di avere ottenuto il consenso è qualcosa di assurdo. A fronte di un'accusa si partirebbe da una presunzione di colpevolezza. La vicenda ci evidenzia quanto l'attivismo da social e l'ignoranza dei principi faccia pendere un'intera area politica per una cosa giuridicamente mostruosa.
Considerazione molto interessante
Questo governo di incapaci ha introdotto una tassa da due euro sui piccoli pacchi extra UE senza capire come funziona il mercato europeo.
Risultato immediato e ovvio: i voli cargo hanno smesso di atterrare in Italia, dirottando tutto su Germania e Francia.
Le merci arrivano comunque, ma su camion, aggirando la tassa.
Effetti reali:
- perdita di fatturato per aeroporti e logistica italiani
- più inquinamento per migliaia di chilometri su gomma
- zero gettito fiscale, perché la tassa non viene incassata
Una misura inutile, dannosa e perfettamente prevedibile, figlia di una visione provinciale applicata a un sistema europeo integrato.
Se questo è il livello di analisi con cui scrivono tasse e regolamenti, l’idea che le stesse persone mettano mano alla Costituzione non è preoccupante: è semplicemente irresponsabile.
Questo governo di incapaci ha introdotto una tassa da due euro sui piccoli pacchi extra UE senza capire come funziona il mercato europeo.
Risultato immediato e ovvio: i voli cargo hanno smesso di atterrare in Italia, dirottando tutto su Germania e Francia.
Le merci arrivano comunque, ma su camion, aggirando la tassa.
Effetti reali:
- perdita di fatturato per aeroporti e logistica italiani
- più inquinamento per migliaia di chilometri su gomma
- zero gettito fiscale, perché la tassa non viene incassata
Una misura inutile, dannosa e perfettamente prevedibile, figlia di una visione provinciale applicata a un sistema europeo integrato.
Se questo è il livello di analisi con cui scrivono tasse e regolamenti, l’idea che le stesse persone mettano mano alla Costituzione non è preoccupante: è semplicemente irresponsabile.
Dopo l'allarme lanciato dalla Confederazione dei trasporti e della logistica, Forza Italia chiede di rinviare al prossimo luglio la tassa da due euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue.
Se ne sono accorti dai; può funzionare, che poi serva..., solo a livello europeo.
l’idea che le stesse persone mettano mano alla Costituzione non è preoccupante: è semplicemente irresponsabile
? A parte che non c'entra con l'altra questione, non capisco cosa significa.
Mettere mano alla Costituzione è lecito per chiunque (purché raduni almeno 50mila firme, cioè niente) e chiunque lo faccia ne diventa responsabile esponendosi al giudizio (parlamentare prima e popolare dopo) e alle sue conseguenze (nel nostro caso al prezzo politico).
Se ne sono accorti dai; può funzionare, che poi serva..., solo a livello europeo.
l’idea che le stesse persone mettano mano alla Costituzione non è preoccupante: è semplicemente irresponsabile
? A parte che non c'entra con l'altra questione, non capisco cosa significa.
Mettere mano alla Costituzione è lecito per chiunque (purché raduni almeno 50mila firme, cioè niente) e chiunque lo faccia ne diventa responsabile esponendosi al giudizio (parlamentare prima e popolare dopo) e alle sue conseguenze (nel nostro caso al prezzo politico).
Mi sembra una contestazione di una banalità sconcertante, perché è ciò che tutti temono una volta preso atto che vengano prese iniziative senza avere la capacità di prevederne gli effetti potenzialmente distruttivi.
Sarà, non discuto le tue paure, ma a me pare un'osservazione assurda.
Chi sarebbe irresponsabile a consentire (anzi, ad avere l'idea) che "quelle persone mettano mano alla Costituzione"?
E quindi chi glielo dovrebbe impedire?
Chi sarebbe irresponsabile a consentire (anzi, ad avere l'idea) che "quelle persone mettano mano alla Costituzione"?
E quindi chi glielo dovrebbe impedire?
Pensa un po': chi vota?
Ma poi ti pare che ci sia una qualche remora a "esporsi al giudizio" in chi porta avanti battaglie per rendere la vita facile ai ladri e corrotti che ne alimentano l'attività politica? Hanno scelto di incarnare la mestizia del compromesso, figurati cosa gliene frega del giudizio dell'opinione pubblica. Che tra l'altro non capisce nemmeno quando gliela si fa davanti al naso, la riprova la hai dai ripetitori di boiate agli utili idioti felici di difenderli.
Comunque una domanda mi viene proprio di fartela: ma questa tranquillità tipicamente "mieliana" che ostenti davanti alle mille porcate che ti passano davanti è una strategia di difesa dalla sofferenza, ti porta un vantaggio interiore? Ci credi proprio, hai scelto di crederci o ti sei rassegnato? Perché se pensi che davvero vada sempre tutto bene diventa alla lunga un po' patologico (completando un quadro generale preoccupante, visto che siamo circondati da casi disperati).
Ma poi ti pare che ci sia una qualche remora a "esporsi al giudizio" in chi porta avanti battaglie per rendere la vita facile ai ladri e corrotti che ne alimentano l'attività politica? Hanno scelto di incarnare la mestizia del compromesso, figurati cosa gliene frega del giudizio dell'opinione pubblica. Che tra l'altro non capisce nemmeno quando gliela si fa davanti al naso, la riprova la hai dai ripetitori di boiate agli utili idioti felici di difenderli.
Comunque una domanda mi viene proprio di fartela: ma questa tranquillità tipicamente "mieliana" che ostenti davanti alle mille porcate che ti passano davanti è una strategia di difesa dalla sofferenza, ti porta un vantaggio interiore? Ci credi proprio, hai scelto di crederci o ti sei rassegnato? Perché se pensi che davvero vada sempre tutto bene diventa alla lunga un po' patologico (completando un quadro generale preoccupante, visto che siamo circondati da casi disperati).
Gli esperimenti sociali, quelli belli, quelli che funzionano, quelli legittimati dagli intellettuali:
ESPERIMENTO DI "INTEGRAZIONE" OLANDESE TRASFORMATOSI IN UN INCUBO
Il piano?
Un progetto sociale che fa star bene in cui 125 studenti olandesi vivevano insieme a 125 rifugiati per "costruire ponti" e aiutare l'integrazione.
Il risultato?
Anni di aggressioni sessuali, stalking, minacce con coltelli e violenza — mentre le autorità guardavano per lo più dall'altra parte.
Uno studente dice che è stata violentata da un uomo siriano che l'ha invitata a "guardare un film."
La polizia ha archiviato il caso.
Sei mesi dopo, ha violentato di nuovo.
Gli studenti hanno presentato denunce.
Hanno implorato per protezione.
Niente è cambiato.
Il complesso — Stek Oost — non chiuderà fino al 2028.
Fino ad allora, gli studenti rimangono intrappolati nella paura all'interno di un esperimento sociale fallito a cui non hanno mai acconsentito.
Fonte: Daily Mail
ESPERIMENTO DI "INTEGRAZIONE" OLANDESE TRASFORMATOSI IN UN INCUBO
Il piano?
Un progetto sociale che fa star bene in cui 125 studenti olandesi vivevano insieme a 125 rifugiati per "costruire ponti" e aiutare l'integrazione.
Il risultato?
Anni di aggressioni sessuali, stalking, minacce con coltelli e violenza — mentre le autorità guardavano per lo più dall'altra parte.
Uno studente dice che è stata violentata da un uomo siriano che l'ha invitata a "guardare un film."
La polizia ha archiviato il caso.
Sei mesi dopo, ha violentato di nuovo.
Gli studenti hanno presentato denunce.
Hanno implorato per protezione.
Niente è cambiato.
Il complesso — Stek Oost — non chiuderà fino al 2028.
Fino ad allora, gli studenti rimangono intrappolati nella paura all'interno di un esperimento sociale fallito a cui non hanno mai acconsentito.
Fonte: Daily Mail
A proposito del (nostro, in questo caso) "prevedere le mosse successive". Perché poi nessuno possa cadere dal pero.
Ho ascoltato i primi 30' e Travaglio sostanzialmente dice una bugia (sapendo di farlo).
Delle dichiarazioni che lui commenta ne abbiamo parlato anche in questo forum e c'è poco da discuterci sopra.
Sul fatto che mettere i PM sotto il controllo del Governo non serva la riforma costituzionale... è proprio FALSO! Sul fatto che possano fare leggi incostituzionali che la CC poi farà cadere.. è sempre successo e sempre succederà. "Basta una legge ordinaria" è una VACCATA e non c'entra con la riforma in discussione.
Continuare ad spargere questa m***a di Travaglio in giro non è esattamente un favore che si fa al dibattito pubblico.
Delle dichiarazioni che lui commenta ne abbiamo parlato anche in questo forum e c'è poco da discuterci sopra.
Sul fatto che mettere i PM sotto il controllo del Governo non serva la riforma costituzionale... è proprio FALSO! Sul fatto che possano fare leggi incostituzionali che la CC poi farà cadere.. è sempre successo e sempre succederà. "Basta una legge ordinaria" è una VACCATA e non c'entra con la riforma in discussione.
Continuare ad spargere questa m***a di Travaglio in giro non è esattamente un favore che si fa al dibattito pubblico.
Potresti spiegare in parole comprensibili ai non tecnici quali siano le falsità/difformità millantate da travaglio? Tempo permettendo, ovviamente.
1 Nordio non ha detto quello che dice Travaglio e non intende quello che fa intendere Travaglio, ne abbiamo già parlato a pag. 490 di questo stessa discussione di quelle dichiarazioni di Nordio.
2 il pm non va sotto controllo del governo, nè ora nè mai
3 con legge ordinaria non si può violare la costituzione, che ANCHE NELLA NUOVA FORMULAZIONE, non modifica l'esercizio dell'azione penale.
4 la "legge Cartabia" non dice da nessuna parte che le "procure dovranno sottomettersi ad un'agenda".
2 il pm non va sotto controllo del governo, nè ora nè mai
3 con legge ordinaria non si può violare la costituzione, che ANCHE NELLA NUOVA FORMULAZIONE, non modifica l'esercizio dell'azione penale.
4 la "legge Cartabia" non dice da nessuna parte che le "procure dovranno sottomettersi ad un'agenda".
Pensa un po': chi vota?
Cioè quello che ho scritto io... ma che non è ciò che è scritto nel testo "criticato"
Cioè quello che ho scritto io... ma che non è ciò che è scritto nel testo "criticato"
Comunque una domanda mi viene proprio di fartela: ma questa tranquillità tipicamente "mieliana" che ostenti davanti alle mille porcate che ti passano davanti è una strategia di difesa dalla sofferenza, ti porta un vantaggio interiore? Ci credi proprio, hai scelto di crederci o ti sei rassegnato? Perché se pensi che davvero vada sempre tutto bene diventa alla lunga un po' patologico (completando un quadro generale preoccupante, visto che siamo circondati da casi disperati).
Sì, boh, se mi dicessi nel merito a cosa ti riferisci potrei pure risponderti... soprassedendo mielanamente al tono trumpiano della domanda
Sì, boh, se mi dicessi nel merito a cosa ti riferisci potrei pure risponderti... soprassedendo mielanamente al tono trumpiano della domanda