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Subject: [POLITICA]

2026-04-29 10:50:16
Ricordo la violenta rissa a Roma di settembre scorso fuori dal liceo artistico del quale non ricordo il nome. Vidi qualche documentario e già allora dicevano come nella comunità ci fosse un certo fare squadrista ad opera di elementi pericolosi.
2026-04-29 10:51:14
Cosa mi sfugge?

Che oggi l'odio verso i pro-pal è ai livelli di guardia. Vedi post precedente
2026-04-29 11:18:22
Ecco un articolo di ottobre, perché anche il FQ giustamente è andato a ripescarlo. Dimenticavo l'aggressione a Rubio: c'era una chiara situazione di tensione, un caso che non sia scappato il morto.

"Tra gli ebrei della capitale ci sono cento picchiatori"
di Vincenzo Bisbiglia e Alessandro Mantovani - 12 Ottobre 2025

C'è "un centinaio di picchiatori" tra gli ebrei romani, gente "che sa picchiare, a volte agisce spontaneamente e a volte in modo più organizzato", ragiona un investigatore. Dall'interno della Comunità li ridimensionano a 40, qualcuno a "25 psicopatici, che hanno memoria se non della violenza politica degli anni di piombo almeno degli anni Novanta", quando nel 1992 gli ebrei chiusero a suon di botte la sede dei neofascisti di Movimento Politico in via Domodossola. Sono ambulanti, urtisti, commercianti, tassisti e anche ragazzi delle scuole ebraiche e universitari. Qualche ultrà dell'Olimpico, più romanisti che laziali. Polizia e carabinieri sembrano conoscerli uno per uno.

Anche nella Comunità sono preoccupati, almeno in privato. A Roma la tensione è alta e non svanirà solo per il primo accordo su Gaza. "Se non facciamo tutti un passo indietro c'è il rischio che ci scappi il morto" è la frase che ti senti ripetere. Gli ebrei sono spaventati, si sentono "stuprati sui muri di Roma" per dirla con uno di loro che più moderato non si può, ora anche intimiditi e indispettiti dalle manifestazioni oceaniche per i palestinesi. Senz'altro tendono a vedere l'antisemitismo pure dove non c'è, spesso in buona fede. E allora, come si dice a Roma, chi mena per primo mena due volte.

Questo centinaio di esagitati l'abbiamo visto il 25 aprile del 2024 a Porta San Paolo, luogo storico della Resistenza romana dove ogni anno c'è tensione perché un pezzo della sinistra non vuole gli ebrei, troppo legati a Israele. Arrivarono in trecento, lanci di bombe carta e di scatole di legumi (piene) sui manifestanti, grida feroci tipo "ti devono stuprare come a Gaza" rivolti alle ragazze pro palestinesi, almeno un paio di armi improprie (un martello) sequestrati. Quest'anno per fortuna la Questura ha separato le due manifestazioni. Qualche giorno dopo, il 7 maggio 2024, alla Sapienza vicino alla facoltà di Fisica hanno vandalizzato la targa in memoria di Sufian Tayeh, rettore dell'Università islamica di Gaza, ucciso in un bombardamento: identificati dalla polizia dieci appartenenti alla Comunità, tra i 20 e i 24 anni.

Gira da giorni un elenco di fatti e fatterelli per lo più non gravissimi, attribuiti con certezza variabile a persone della Comunità. Si conclude col noto episodio del 2 ottobre al liceo artistico Caravillani, che ha l'ingresso in comune con una sinagoga a Monteverde, quartiere a forte presenza ebraica. I ragazzi gridano "free Palestine" e venti adulti, che sono al Tempio Beth Michael in un giorno per noi feriale per lo Yom Kippur, vanno ad affrontarli, poi addirittura tornano all'uscita: insulti alle ragazze, "puttana", spintoni e manate, perfino una ciocca di capelli strappata a un ragazzino peraltro ebreo. Poi le scuse di Riccardo Pacifici, ex presidente della Comunità, che non sarà un capo militare ma è un punto di riferimento dell'ala oltranzista. Il giorno stesso tocca ad Andrea, uno dei Medici per Gaza, aggredito da tre persone non identificate dopo un'iniziativa pro palestinese allo Spallanzani. È al Portuense, che confina con Monteverde e Marconi dove pure gli ebrei sono tanti – è tutto relativo, gli ebrei sono sempre pochi – e dove sulla saracinesca del panificio kosher di uno di loro è poi comparsa la scritta "ebrei di merda bruciate tutti". Chissà chi l'ha fatta, ci saranno antisemiti anche a sinistra, ma a Roma i fascisti non mancano.

L'elenco comincia dalla sera del 24 ottobre 2023, poco dopo gli attacchi del 7 ottobre e l'avvio della sanguinosa reazione israeliana che ha seminato morti a Gaza fino a tre giorni fa. Comincia a Fiumicino dove atterra Karem Rohana, classe 1988, logopedista italo-palestinese che sui social si chiama Karem_from_Haifa e per molti ebrei anche civilissimi è "un provocatore". Sui social quella sera mette pure l'ora di arrivo del suo aereo perché qualcuno vada a prenderlo. Lo seguono presumibilmente dall'aeroporto, quando si ferma in via Ostiense per bere qualcosa con un'amica, lo raggiungono da dietro e lo pestano, lo prendono a calci pure a terra: 10 giorni di prognosi, poi scoprono una frattura alla mano, devono operarlo e i giorni diventano, racconta Rohana, 61. Se ne vanno su due Smart, nessuno prende le targhe. La Procura ha chiesto l'archiviazione del fascicolo, iscritto per lesioni aggravate dalla finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso. Le indagini della Digos non sono bastate.

Si indaga invece a 360 gradi per il pestaggio, pesantissimo, di Gabriele Rubini detto Chef Rubio, avvenuto il 14 maggio 2024 ai Castelli Romani. Roba da professionisti, almeno sei o sette. Frattura dell'orbita facciale e una profonda ferita al cranio provocate pare da una martellata.

Nessun dubbio sulla matrice ebraica per l'aggressione del 4 agosto dell'anno scorso a Giovanni Barbera, dirigente di Rifondazione. Sfondata la vetrina della federazione romana del partito in piazzale degli Eroi al Trionfale: l'uomo, 40 anni, portava una kippah e brandiva un manganello, i carabinieri l'hanno identificato e denunciato. Nessun dubbio anche sulla matrice del raid notturno del 21 febbraio 2025 al Liceo Manara di Monteverde, a due passi dal Caravillani: uno striscione "Fate gli antifascisti ma avete reso la scuola juden free", le stelle di David sui muri e il cancello sigillato col silicone. Con tanto di rivendicazione della Brigata Dario Vitali, intitolata – ha scritto il giornalista Valerio Renzi, esperto della destra romana – a un giovanissimo soldato ebreo "che si fregiò di gesti di 'eroismo' nella Grande Guerra, ma anche un fascista della prima ora".

Quella stessa notte, sempre nella zona Ovest di Roma, c'è anche il primo attacco alla Garbatella: divelto il monumento Handala che raffigura un bambino palestinese in via delle Sette Chiese, dove ogni anno commemorano l'attivista statunitense Rachel Corrie, uccisa a 23 anni a Gaza da un bulldozer israeliano nel 2003; danni anche al centro sociale "La Strada". Garbatella e La Strada sono stati presi di mira altre tre volte nell'aprile 2025 con lo sfregio a un altro monumento e poi a maggio e ancora la notte del 13 settembre con le bombe carta contro l'ingresso, accompagnate da scritte contro Alessandro Di Battista. Non è una zona di particolare presenza ebraica come Monteverde, Marconi o piazza Bologna, dove peraltro si segnalano inseguimenti di ragazze con la kefiah vicino alla sinagoga di via Padova. È un quartiere in cui la sinistra nata nel movimento governa da anni l'VIII Municipio, un tempo con Massimiliano Smeriglio oggi assessore in Campidoglio e ora con Amedeo Ciaccheri. Lì c'è La Strada e anche Casetta Rossa, dove ogni anno decine di ebrei romani festeggiano la loro Pasqua anche con i palestinesi, ci sono percorsi comuni sulla memoria della Shoah e dell'antifascismo, il ponte nuovo che collega il quartiere a Ostiende e intitolato a Settimia Spizzichino, l'unica ebrea romana sopravvissuta ai lager. Si direbbe che prendono di mira chi è stato più vicino agli ebrei, quasi li considerassero traditori.

Ci sono poi minacce e insulti sui social contro Maya Issa, 25 anni, studentessa di Scienze Politiche nata in Italia da una coppia di palestinesi, il volto più noto dei Giovani palestinesi che due anni fa manifestavano con qualche centinaio di romani per Gaza e pian piano si sono tirati dietro mezza città. "Nel 2024 mi minacciavano, messaggi come 'ti aspettiamo sotto casa' o 'ti ammazziamo', ora mi insultano nei commenti sui social: 'Terrorista, ti devono revocare la cittadinanza'", racconta. Non ha ancora sporto denuncia, "lo farò" assicura, ma la polizia, che interloquisce abitualmente con lei in piazza, sa tutto. Chi passa all'atto in genere non lo scrive sui social, però c'è il rischio di far venire l'idea a qualcun altro.

Nel quartiere ebraico che tutti ancora chiamano Ghetto o ex Ghetto non è successo nulla, il Gruppo sicurezza della Comunità fa il suo lavoro e certo non controlla le bande. Di tutto questo avremmo voluto parlare col presidente degli ebrei romani, Victor Fadlun, uomo di pace appartenente alla componente tripolina – gli ebrei scacciati dalla Libia dopo che Muhammar Gheddafi prese il potere nel 1969 – che nella memoria hanno più il conflitto con gli arabi che l'antifascismo europeo. Fadlun è stato eletto nel 2023 e rieletto, trionfalmente, nel 2025, con una maggioranza che comprende anche amici di Pacifici e ha emarginato altre componenti democratiche. Non è stato possibile, Fadlun ha riflettuto un po' sulle domande del Fatto e poi venerdì è calato il sole. Shabbat. Ci saranno altre occasioni.

Con riferimento all'articolo del 12 ottobre 2025, intitolato "Tra gli ebrei della capitale ci sono 100 picchiatori", si precisa che la foto pubblicata raffigura alcuni manifestanti della Comunità ebraica romana che fronteggiano un cordone di polizia alla manifestazione del 25 aprile 2024 in piazza di Porta San Paolo: a richiesta dell'avvocato Sofia Speranza, precisiamo che nessuno di loro risulta avere responsabilità negli episodi violenti di quel giorno o negli altri di cui si parla nell'articolo.
2026-05-06 11:26:37
https://youtu.be/YBahXsKg5Wo?is=8wBE9FtQMAS_fMMd

Il Generale Vannacci ha più palle di tutti i 1000 stronzi seduti in parlamento messi insieme

Poi può piacere o meno politicamente
2026-05-06 12:10:11
per quello che "ha le palle":
2026-05-06 14:15:14
54 minuti di vannacci? Non li reggo neppure con gli occhi aperti stile arancia meccanica!
2026-05-06 18:00:34
Peccato...i piddini e le zecche rosse, quando si tratta di storie reali di vita vissuta, preferiscono rimettersi il visore e spippolarsi con Elly Slay
2026-05-06 18:30:16
Prova a introdurre almeno sommariamente queste "esperienze di vita vissuta" che vale la pena ascoltare, perché sono anch'io dell'idea che spippolarsi un'ora di podcast sulla fiducia sia davvero difficile.

Io stesso, quando li propongo (a meno che non siano di 20min), tendo a dare un'idea di cosa si va ad ascoltare e perché ne valga la pena. Se non addirittura delimitando quali momenti ascoltare.
2026-05-06 21:16:58
Troppo bello sentire le parole colme di orgoglio Nazionale
2026-05-08 09:32:31
La nuova grande Germania punta a diventare la prima potenza militare europea

Due considerazioni:

1)gli "europeisti" (ovvero quelli che credono che in EU ci sia una possibile convergenza di interessi e futuro) dovrebbero considerare notizie come queste una sveglia. Non conta cosa ci piacerebbe che succedesse, conta che è IMPOSSIBILE politicamente.

2) ogni volta che la Germania si è armata è finita in una guerra che ha distrutto il continente. Cosa potrà mai andare storto?
La storia non si ripete mai uguale, ma non è cambiato nulla.. siamo sempre potenze nazionali concorrenti con aspirazioni imperialiste.
2026-05-08 14:13:31
siamo sempre potenze nazionali concorrenti con aspirazioni imperialiste

Mai avuto dubbi
2026-05-08 14:29:41
Non capisco la sorpresa: se la UE vuole (se... vuole...) avere una forza militare propria è inevitabile che questa poggi in larga misura sull'industria e sulle competenze di Germania e Francia, e a seguire di Italia, Svezia ecc.
L'alternativa è "se la UE non vuole..."
Ma scegliere tra le due perché "quando la Germania si è armata..." non mi pare un buon metodo.
Spero che la scelta sia fatta su una valutazione del presente e non sul passato.
Che invece ogni paese debba "stare sveglio" beh, è il minimo... come in ogni forma di unione o federazione.
2026-05-08 14:35:38
se la UE vuole (se... vuole...) avere una forza militare dovrebbe definire (avere la forza di definire) regole e obiettivi da IMPORRE alla Germania.
Non subirne le iniziative e poi le decisioni.
Ma questo è impossibile, perchè la UE non esiste e invece la Germania si.


Se la Germania (non l'UE, la Germania) avrà il controllo di gran parte dell'industria bellica e della maggior parte di truppe, organizzazione, tecnologia e armi...
secondo te chi è che prenderà l'attuale ruolo degli USA nei nostri confronti?
2026-05-08 16:02:41
Mi sembra chiaro da anni. Solo i buonisti non vedono che tra 20 anni saremo come 90 anni fa
2026-05-09 00:54:17
dovrebbe definire (avere la forza di definire) regole e obiettivi da IMPORRE alla Germania

Certo.
Non ho scritto "se la UE vuole" per caso; significa che la decisione di dotarsi di un esercito passa per una UE politicamente rafforzata.
Cioè, per come la vedo io, non avrebbe alcun senso, e sarebbe pure pericoloso, un esercito europeo senza un soggetto politico europeo che lo controlla.

La questione primaria non è l'esercito sì/no ma che cosa l'UE diventerà nel nuovo scenario creatosi. A seconda di ciò che gli Stati decideranno al riguardo del futuro politico dell'UE verranno decise le altre questioni.
2026-05-09 01:02:20
Scusa ma siamo sempre daccapo.
Intanto abbiamo fatto il mercato unico, la moneta unica, il sistema bancario con basilea 1/2/3, il sistema scolatico integrato, le direttive sulla qualsiasi e i Regolamenti europei che prevalgono sulle leggi degli stati democratici...

però stiamo ancora aspettando la "UE politicamente rafforzata" oppure "cosa diventerà l'UE nel nuovo scenario creatosi".
Quando realizziamo che NON SUCCEDERA'? E soprattutto che ogni passo di integrazione ci ALLONTANA piuttosto che avvicinarci? Rende necessario proteggerci l'uno dall'altro paese con più forza?
L'esercito europeo SENZA EUROPA, significa una governance in cui tutti diffideranno di tutti e, se funziona la governance integrata allora l'esercito non serve a nulla. Se invece funziona l'esercito diventiamo colonia tedesca.

Tutto quello che succede veramente OGNI VOLTA è che chi pesa di più si prende la fetta di potere più grossa e NOTIZIA: i più grossi non siamo MAI noi.
(edited)