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Subject: [SERIE A]²
Articolo interessante, contiene qualche imprecisione ma il concetto centrale è inappuntabile
Il darwinismo di Pep Guardiola
di Angelo Carotenuto
Il tecnico catalano non è un esteta, ma uno spietato. Per vincere ha messo da parte il credo che lo ha reso grande e si è adattato ai cambiamenti del calcio
C’è chi si adatta e chi si lamenta. È l’ultima grande dicotomia dello sport contemporaneo, probabilmente la più grossa –una volta chiusa la partita tra il rovescio a una mano o a due. Chi si lamenta, trova che si gioca troppo, che le scarpe hanno falsato le maratone, che gli algoritmi hanno viziato il mercato. Chi si adatta, in genere vince. Pep Guardiola, per esempio. Non c’era nulla di più distante dalle sue teorie del gegenpressing di Klopp. Ne ha preso un pezzo e l’ha trapiantato nel suo gioco. Poi ha preso con Haaland un centravanti che non è lo spazio e ha voluto Donnarumma che non è un regista tra i pali. Tutto per andare dietro all’evoluzione del gioco, quando il gioco si stava discostando da lui.
Ora ha mosso un altro passo verso il darwinismo. Mentre altri colleghi come Arne Slot si scagliano contro il calcio sporco dei calci piazzati, lui lo analizza come uno sviluppo naturale, paragonandolo addirittura alla rivoluzione del tiro da tre nel basket (di cui ovviamente si lamenta chi tira peggio).
D’altra parte è il destino degli oggetti e delle idee che arrivano a scardinare le nostre abitudini. Se non sono appartenuti ai nostri vent’anni, sono una cosa tra la barbarie e l’eresia. Quando venne inventato il carillon, i contemporanei lo descrissero come un congegno diabolico che azzerava il fascino delle esecuzioni dal vivo. Era la macchina che avrebbe rubato la musica dalle mani dell’uomo. Il carillon.
Per non finire come gli attori del cinema muto all’arrivo del sonoro, Guardiola tiene sempre lo sguardo all’orizzonte per capire cosa sta arrivando. Dinanzi al 41% di gol dell’Arsenal su palla inattiva contro il modesto 16% del suo City, anziché strapparsi le vesti contro i tempi moderni, ha preso atto di una mutazione – e se non è una mutazione si tratta almeno di una tendenza. Con la sua analogia, accetta che Il calcio moderno sta diventando basket con i piedi: blocchi, rotazioni, occupazione degli angoli. Il calcio si sta trasformando da sport di movimento in sport di situazioni, dove il posizionamento pesa quanto il talento. Pep ha ricordato con ironia che da ragazzo in Spagna prendevano in giro gli inglesi, perché celebravano un calcio d’angolo come fosse un gol. Ci siamo. È un cerchio che si chiude.
La costruzione dal basso o dall’alto contro una difesa schierata – il marchio di fabbrica di Pep – sta diventando un atteggiamento più dispendioso che risolutivo. Meglio imparare a battere gli angoli e portare un blocco sul portiere, come fanno agli altri, anziché guardare gli arbitri e protestare perché non hanno fischiato. La sua è una sorta di resa filosofica e intellettuale. Ma non adattarsi significa perdere. È questa la vera differenza tra un esteta e uno spietato.
Il darwinismo di Pep Guardiola
di Angelo Carotenuto
Il tecnico catalano non è un esteta, ma uno spietato. Per vincere ha messo da parte il credo che lo ha reso grande e si è adattato ai cambiamenti del calcio
C’è chi si adatta e chi si lamenta. È l’ultima grande dicotomia dello sport contemporaneo, probabilmente la più grossa –una volta chiusa la partita tra il rovescio a una mano o a due. Chi si lamenta, trova che si gioca troppo, che le scarpe hanno falsato le maratone, che gli algoritmi hanno viziato il mercato. Chi si adatta, in genere vince. Pep Guardiola, per esempio. Non c’era nulla di più distante dalle sue teorie del gegenpressing di Klopp. Ne ha preso un pezzo e l’ha trapiantato nel suo gioco. Poi ha preso con Haaland un centravanti che non è lo spazio e ha voluto Donnarumma che non è un regista tra i pali. Tutto per andare dietro all’evoluzione del gioco, quando il gioco si stava discostando da lui.
Ora ha mosso un altro passo verso il darwinismo. Mentre altri colleghi come Arne Slot si scagliano contro il calcio sporco dei calci piazzati, lui lo analizza come uno sviluppo naturale, paragonandolo addirittura alla rivoluzione del tiro da tre nel basket (di cui ovviamente si lamenta chi tira peggio).
D’altra parte è il destino degli oggetti e delle idee che arrivano a scardinare le nostre abitudini. Se non sono appartenuti ai nostri vent’anni, sono una cosa tra la barbarie e l’eresia. Quando venne inventato il carillon, i contemporanei lo descrissero come un congegno diabolico che azzerava il fascino delle esecuzioni dal vivo. Era la macchina che avrebbe rubato la musica dalle mani dell’uomo. Il carillon.
Per non finire come gli attori del cinema muto all’arrivo del sonoro, Guardiola tiene sempre lo sguardo all’orizzonte per capire cosa sta arrivando. Dinanzi al 41% di gol dell’Arsenal su palla inattiva contro il modesto 16% del suo City, anziché strapparsi le vesti contro i tempi moderni, ha preso atto di una mutazione – e se non è una mutazione si tratta almeno di una tendenza. Con la sua analogia, accetta che Il calcio moderno sta diventando basket con i piedi: blocchi, rotazioni, occupazione degli angoli. Il calcio si sta trasformando da sport di movimento in sport di situazioni, dove il posizionamento pesa quanto il talento. Pep ha ricordato con ironia che da ragazzo in Spagna prendevano in giro gli inglesi, perché celebravano un calcio d’angolo come fosse un gol. Ci siamo. È un cerchio che si chiude.
La costruzione dal basso o dall’alto contro una difesa schierata – il marchio di fabbrica di Pep – sta diventando un atteggiamento più dispendioso che risolutivo. Meglio imparare a battere gli angoli e portare un blocco sul portiere, come fanno agli altri, anziché guardare gli arbitri e protestare perché non hanno fischiato. La sua è una sorta di resa filosofica e intellettuale. Ma non adattarsi significa perdere. È questa la vera differenza tra un esteta e uno spietato.
Basta che ci sia chiarezza regolamentare e quindi universalità
leggevo qualche tempo fa di un obbligo della roma di fare 100 mln di plusvalenze
Ho letto qualcosa di simile per la juve, ma non ne so abbastanza. Un rischio del blocco del prossimo mercato... boh
Ho letto qualcosa di simile per la juve, ma non ne so abbastanza. Un rischio del blocco del prossimo mercato... boh
Io non credo sia utile un calcio in cui si può impedire l'uscita del portiere. Se è consentito certo ti adatti e anzi, come scrivevo, sono sorpreso che l'imitazione del modello Arsenal abbia tardato.
Ma io valuterei bene se consentirlo, valuterei vantaggi e svantaggi.
Vantaggi:
aumenti esponenzialmente la pericolosità di una situazione di gioco e questo aumenta lo spettacolo, forse.
apri uno spazio di ulteriore sviluppo del gioco tutto da sperimentare.
Vantaggi per Donnarumma:
"Non ho fatto la mia solita scadente uscita del cazzo perchè non si può più uscire".
Svantaggi:
un gesto tradizionale del gioco è a rischio di estinzione.
Avere più gente grossa in squadra è fondamentale... fine dell'era delle squadre piccole e del sogno del Laos di partecipare alla coppa del mondo
vabbè, scherzo, però sono considerazioni da fare imho
Ma io valuterei bene se consentirlo, valuterei vantaggi e svantaggi.
Vantaggi:
aumenti esponenzialmente la pericolosità di una situazione di gioco e questo aumenta lo spettacolo, forse.
apri uno spazio di ulteriore sviluppo del gioco tutto da sperimentare.
Vantaggi per Donnarumma:
"Non ho fatto la mia solita scadente uscita del cazzo perchè non si può più uscire".
Svantaggi:
un gesto tradizionale del gioco è a rischio di estinzione.
Avere più gente grossa in squadra è fondamentale... fine dell'era delle squadre piccole e del sogno del Laos di partecipare alla coppa del mondo
vabbè, scherzo, però sono considerazioni da fare imho
Si concordo, però l'alternativa che non ci si possa "toccare" in area piccola è forse ancora meno desiderabile.
Sicuro... io pensavo a un ingresso in area piccola solo dopo aver battuto il corner; in tal modo se vai a piazzarti per bloccare il portiere, e non per cercare il pallone, sei in movimento e quindi può configurarsi come fallo.
Dopodichè comanda l'interpretazione arbitrale che dovrebbe valutare l'intenzione.
(edited)
Dopodichè comanda l'interpretazione arbitrale che dovrebbe valutare l'intenzione.
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Allora gli Arteta istruiranno i portieri ad uscire sul giocatore avversario per sterilizzare gli attacchi.. e addio gol su corner!
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Eh, dovresti valutare l'intenzione. Se il portiere cerca il contatto colpa sua.
Però è vero che è una cosa molto difficile da regolamentare... forse si potrebbe tracciare un'area piccola ristretta, circa un metro da palo a palo (l'area piccola è circa 5 metri), per proteggere uno spazio vitale per il portiere e poi lasciare a lui la decisione se richiare l'uscita esponendosi a blocchi e contatti
Però è vero che è una cosa molto difficile da regolamentare... forse si potrebbe tracciare un'area piccola ristretta, circa un metro da palo a palo (l'area piccola è circa 5 metri), per proteggere uno spazio vitale per il portiere e poi lasciare a lui la decisione se richiare l'uscita esponendosi a blocchi e contatti
a mio parere invece vanno liberalizzate le trattenute (entro un limite non facile da individurare). Così da mettere in pari difesa e attacco. L'attacco ora rischia un banale fallo contro, la difesa il rigore.. è qui la sproporzione.
Questo signore sarà il VAR del derby ahahahahahahahah
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stai tranquillo Karlà, siete ingiocabili più degl9i anni scorsi, non preoccuparti. l'unico che avevamo che poteva mettervi in difficoltà, tal HAUGE, lo abbiamo venduto per due caschi di banane.
Questa cosa a raccontarla non ci si crede
Ricapitolando:
Milan-Yonghong Li
Esposto procura aprile 2017
Archiviazione 2618 gg dopo
Milan-Elliott
Esposto procura Ottobre 2022
Archiviazione 1251 gg dopo
Inter-Oaktree-Zhang
Esposto procura Aprile 2024
Archiviazione 162 gg dopo
(edited)
Ricapitolando:
Milan-Yonghong Li
Esposto procura aprile 2017
Archiviazione 2618 gg dopo
Milan-Elliott
Esposto procura Ottobre 2022
Archiviazione 1251 gg dopo
Inter-Oaktree-Zhang
Esposto procura Aprile 2024
Archiviazione 162 gg dopo
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dopo un gol enorme mangiato da mikitarian, filtrante di FOFANA e tiro sotto al sette di ESTUPIDIGNAM
Calcolando le probabilità siamo a quote infinitesimali. :D
Calcolando le probabilità siamo a quote infinitesimali. :D
non passano la metà campo e stanno pure vincendo
tiki taka inutile solo gestione e forse và bene il pareggio ...... ma cosi poi si perde
tiki taka inutile solo gestione e forse và bene il pareggio ...... ma cosi poi si perde