Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!

Subject: Sbarco sulla Luna

2026-04-06 00:09:57
Corretto il senso di "insuperabili".
Non condivido invece quel "sembrano scomparire"; non è che scompaiono i rischi è che dall'epoca della scoperta dell'esistenza delle fasce sia americani che russi spedirono nello spazio satelliti e sonde per misurare l'intensità e la "geografia" delle fasce stesse.
Quindi, quello che avvenne con le missioni Apollo e i tentativi russi, falliti ma progettati con tecnologie analoghe... a parte il Saturn, fu una conoscenza sufficiente delle fasce da permettere di realizzare attraversamenti con rischi accettabili.

Ma oggi sono totalmente cambiate le condizioni, come detto prima, e pure lo scopo del viaggio.
2026-04-06 00:16:43
Voglio dire, a parte le questioni dell'elettronica di oggi rispetto a quella del passato, cioè alla sua "delicatezza e vulnerabilità" per usufruire della sua maggiore efficienza... a parte questo, pensa al fatto che non potendo utilizzare le vecchie orbite di Apollo si debbano utilizzare orbite che obbligano a tempi di esposizione maggiori

Nel caso di questa missione si vuole poi esplorare il polo sud per via dell'acqua... sempre per il progetto di una base. Orbita non equatoriale come per Apollo
(edited)
2026-04-07 22:34:56
2026-04-07 23:29:15
Già il sommo Padre, Dio creatore, aveva foggiato, secondo le leggi di un'arcana sapienza, questa dimora del mondo, quale ci appare, tempio augustissimo della divinità. Aveva abbellito con le intelligenze l'iperuranio, aveva avvivato di anime eterne gli eterei globi, aveva popolato di una turba di animali d'ogni specie le parti vili e turpi del mondo inferiore.
Senonché, recata l'opera a compito, l'artefice desiderava che vi fosse qualcuno capace di afferrare la ragione di un'opera sì grande, di amarne la bellezza, di ammirarne l'immensità. Perciò, compiuto ormai il tutto, come attestano Mosè e Timeo, pensò da ultimo a produrre l'uomo.
Ma degli archetipi non ne restava alcuno su cui foggiare la nuova creatura, né dei tesori uno ve n'era da elargire in retaggio al nuovo figlio, né dei posti di tutto il mondo uno ne rimaneva su cui sedesse codesto contemplatore dell'universo. Tutti ormai erano pieni; tutti erano stati distribuiti, nei sommi, nei medi, negli infimi gradi.
[...]
Stabilì finalmente l'ottimo artefice che a colui, cui nulla poteva dare di proprio, fosse comune tutto ciò che singolarmente aveva assegnato agli altri. Accolse perciò l'uomo come opera di natura indefinita e postolo nel cuore del mondo così gli parlò:

«Non ti ho dato, Adamo, né un posto determinato, né un aspetto tuo proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell'aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto appunto, secondo il tuo voto e il tuo consiglio, ottenga e conservi. La natura determinata degli altri è contenuta entro leggi da me prescritte. Tu te la determinerai, da nessuna barriera costretto, secondo il tuo arbitrio, alla cui potestà ti consegnai.
Ti posi nel mezzo del mondo, perché di là tu meglio scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che tu avessi prescelto.
Tu potrai degenerare nelle cose inferiori, che sono i bruti; tu potrai rigenerarti, secondo il tuo volere, nelle cose superiori che sono divine».
(cit. Pico, Oratio de hominis dignitate)



Sulla Terra stiamo attualmente dando il peggio ma almeno lassù ci facciamo onore
(edited)