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Subject: [Attualità]

2026-03-15 23:02:53
Credo fosse riferito al noto concetto di immensità del ca... che ce ne frega
2026-03-16 00:42:02
Ah beh, se Matteo conferma quoto ma io punto sul tuareg :)
2026-03-16 19:17:03
Non che i dem siano migliori, io mi chiedo come si possa essere pro-qualsivoglia presidente usa... ma c'è del vero

Andrea La Rovere ·

Lo so, sembra incredibile a tutti che negli Stati Uniti possano avere eletto come presidente uno che pare un bulletto della prima media. Due volte eh, mica una così, per sbaglio.
Però, se volete capire l’America che vota certi soggetti, vi do una dritta: lasciate perdere i saggi, i podcast impegnati, i divi del cinema d’autore che giustamente si schierano. Guardate HGTV. Ma sì, proprio quei programmi cringe che danno tutto il giorno sul 56.

Tipo “Ho vinto casa alla lotteria”, per dire.
Gente che arriva dalla strada, che ha appena vinto milioni e pensa di comprarci quel lusso che ha sempre scambiato per buon gusto. E allora ecco i soliti insopportabili “wow” per l’isola in cucina, il cesso con due lavandini e la camera col bagno padronale. Talmente tanto buon gusto per il design che la casa la vogliono già coi mobili e tutto, che non sono in grado manco di sapere cosa gli piace e cosa no.
I quartieri pieni di storia che ti immagini i Fori Imperiali e loro intendono qualche baracca di legno costruita negli anni Sessanta.
Le agenti immobiliari che fanno gli occhi dolci al bel David, il conduttore, senza accorgersi del fatto evidentissimo che lui abbia altri gusti in quell’ambito.
Perché gli americani repubblicani sono così, pensano di essere i più svelti del mondo e non si accorgono manco se gli togli la sedia da sotto al culo.

In “Ho vinto casa alla lotteria” il denaro non è più strumento, è una metrica morale. La ludopatia diventa una favola edificante. Il lusso è sempre la stessa cosa: marmo finto, lampadari enormi, piscina dietro casa e privacy paranoica, come se in casa dovessero seguire le orme di Jeffrey Dahmer.
Non vogliono che i vicini vedano quello che fanno e pretendono che la casa più adiacente sia in Perù. Mettere delle cazzo di tapparelle però mica gli viene in mente.

Oppure “Casa su misura”, con Chip e Joanna dal Texas, lo stato del culto della famiglia da brochure evangelica col fucile a pompa sotto al soprabito. Lui che si comporta come un bambinone e lei che pare rassegnata a far da mamma anche al cinquantenne ex belloccio della squadra di football. Torme di figli, sorriso permanente, legno sbiancato ovunque e quell’aria da comunità neocatecumenale dove tutto è amore, biscotti fatti in casa, valori tradizionali americani e figli di numero imprecisato, tutti bellissimi e biondini. Che te li immagini già, il maschietto con in mano un bel fucile per il compleanno di nove anni. O le bambine che hanno già comprato il biglietto del treno per scappare di casa a quindici.

Poi ci sono Tarek e Christina, i profeti dell’opportunismo immobiliare e della famiglia tossica. Quelli che comprano le case all’asta a causa della crisi e le rivendono per fare soldi da spendere in chirurgia estetica e cause di divorzio. Tipo Robin Hood al contrario, si approfittano dei poveracci che non riescono a pagare il mutuo per diventare ricchi. Due che hanno la loro foto alla voce “passivo-aggressivo” del dizionario di psicologia. Nella loro California, quella del Sogno Americano, tutto è in vendita, basta avere i soldi. E se la storia finisce, basta ripetere lo schema malato e cambiare titolo al programma.

Il mio preferito è però “Sabrina design accessibili”, quella tipetta più furba degli altri che prende tre mobili da discount, due dal rigattiere, un altro paio alla monnezza, li vernicia color “beige motivazionale”, sostituisce il dipinto di Picasso con quello fatto dalla nipotina all’asilo e li spaccia come design di lusso.
E quei boccaloni “ammericani” che si fanno venire una sincope a furia di dire “wow”.

Tralasciamo quelli che si vogliono comprare un’isola per fare le loro cose senza essere visti da nessuno manco dal satellite (e se vi siete sempre chiesti perché il caso Epstein forse dovrebbe farvi pensare) o quelli che vogliono crescere i bimbi in mezzo alle foreste dell’Alaska. Vicino a loro la famiglia del bosco sembra una riunione di pedagogisti.

Ecco, dentro quei format c’è tutta l’America che partorisce i mostri. Il culto del denaro facile, la religione della casa, il kitsch scambiato per eleganza, la famiglia come scenografia morale e il sogno americano ridotto a calcoli su metratura, isole vere o in cucina, bagni padronali, scalinate hollywoodiane che-poi-casa-la-scaldi-tu.
E soldi come unico parametro per valutare il valore di qualsiasi cosa.
2026-03-16 19:56:37
io dico solo che in Italia i rubinetti d'oro non conoscono alcuna crisi.
2026-03-18 18:50:20
Dietro al ristorante del mafioso legato ai Senese pure Andrea Delmastro (FdI): il sottosegretario era socio nella 5 Forchette
di Alberto Nerazzini - 18 Marzo 2026



Questa è una storia incredibile: un avvocato piemontese, potente sottosegretario alla Giustizia, e un imprenditore romanissimo condannato per mafia, prestanome del clan di Michele Senese, il più spietato della Capitale. Due mondi che non dovrebbero essere più lontani.

I due protagonisti in comune, sulla carta, hanno ben poco, giusto l'età e qualche inciampo giudiziario. Il sottosegretario alla Giustizia, l'on. Andrea Delmastro Delle Vedove, è il ras di Fratelli d'Italia nel Biellese, il (post) fascismo ce l'ha nel sangue (il papà era parlamentare di An ai tempi di Fini), ed è tra i più fedeli di Giorgia Meloni. Poco più di un anno fa, è stato condannato in primo grado a 8 mesi per rivelazione di segreto d'ufficio (la vicenda dell'anarchico Cospito, ricorderete). E oggi è tra i più focosi sostenitori del Sì al referendum. L'imprenditore, invece, si chiama Mauro Caroccia, è un ras della ristorazione nel quartiere Tuscolano di Roma e la sua famiglia è da sempre intimamente legata a quella camorristica che da un trentennio controlla gli affari criminali della Capitale. Oggi è in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l'aggravante ex articolo 416 bis 1 del codice penale, che vuole dire mafia. Perché Caroccia non ha mai detto no al clan Senese.

Il racconto deve partire proprio dalla famiglia Caroccia, con cui ci immergiamo nel ventre mafioso della città, tra omicidi, gambizzazioni, estorsioni, montagne di droga e soldi da riciclare. I Caroccia hanno un ristorante in via dei Fulvi al numero 8, metro Porta Furba. Un rione con una densità mafiosa tra le più alte al mondo. Il locale si chiama "Da Baffo", e a metà degli anni Novanta è la trattoria di Nicola Caroccia e di sua moglie Rosetta, una coppia sbarcata da Felitto, paesotto di mille anime in provincia di Salerno. Ben presto, poi, entrano in gioco i figli: il nostro protagonista Mauro, e il più giovane Daniele.

Svariati gruppi di polizia giudiziaria che monitorano l'indiavolata criminalità organizzata, sempre, a un certo punto, finiscono tutti "Da Baffo". E ascoltano i fratelli Caroccia nelle intercettazioni.

S'intrecciano inchieste, interessi, quartieri e uomini, dai figli del cassiere della Banda della Magliana Nicoletti ai fratelli Esposito, Salvatore detto Sasà e Gennaro detto Genny. Ecco, per esempio, che già nel 2014, nell'operazione denominata "Gallardo", dal nome della Lamborghini degli Esposito, gli investigatori devono "lavorare" sul ristorante "Da Baffo" e sui troppi contatti telefonici con i Caroccia. I presuntuosi Esposito vogliono esportare a Roma il modello Scampia delle piazze di spaccio, ma il loro padre Luigi, un boss dell'Alleanza di Secondigliano conosciuto come "Gigino Nacchella", li mette in guardia, perché qui non siamo a Napoli, e li esorta a comportarsi come quelli di Roma, dove tutto è diverso perché c'è un Papa che si chiama Michele Senese detto 'O Pazzo e comanda anche se è in carcere per omicidio. Parole sante, appunto, quelle di "Nacchella", perché gli Esposito riescono a prendersi un bel pezzo del mercato della droga solo grazie al via libera dei Senese, e perché anche il ristorante "Da Baffo" di fatto non è dei Caroccia, ma dei Senese. Lo dicono le inchieste.

Negli anni, i Caroccia si danno molto da fare. Le intercettazioni li raccontano legatissimi ad Angelo e Vincenzo Senese, rispettivamente fratello e figlio del Papa Michele, mentre moltiplicano i locali e i progetti: "Da Baffo 2", la "Baffo 2 Fish Srl", senza dimenticare la "Baffolona Burger Srl". Una spinta imprenditoriale forsennata che s'interrompe nel luglio 2020, quando la Dda chiude "Affari di famiglia", l'inchiesta sulla struttura economica dell'impero Senese che svela il riciclaggio, l'usura e le intestazioni fittizie con cui il clan riproduce le rendite immense della droga. A Roma, nel Nord, in Svizzera. Mauro Caroccia è tra gli arrestati, ristoranti e società sono sequestrati, e a inizio 2022 si chiude il primo processo: Caroccia è condannato.

Poi arrivano quattro colpi di scena. Il primo a febbraio 2023: i giudici di appello assolvono Michele Senese e fanno cadere per tutti gli imputati l'aggravante mafiosa. Ad aprile 2025 – secondo colpo di scena – Mauro Caroccia ricompare sui social, con lo smalto di un tempo, per annunciare l'apertura di un nuovo ristorante: si chiama "Bisteccheria d'Italia", ed è in via Tuscolana 452. Il cuore è il frigo all'ingresso, con pezzi enormi di carne che Caroccia palpeggia ed esalta.

Ora il terzo colpo di scena: proprio in via Tuscolana 452 ha sede l'unità locale de Le 5 Forchette Srl, società con un capitale di 10 mila euro e la sede nel centro di Biella, a 700 km dalle bistecche di Caroccia e dal feudo dei Senese. Il 16 dicembre 2024 è costituita nello studio di Carlo Scola, notaio in Biella, davanti al quale sono presenti tutti i soci. In ordine di quote di partecipazione: Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore in comune a Biella, 5%; Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione Piemonte, 5%; Elena Chiorino, dirigente nazionale di FdI nonché super assessora e vicepresidente del Piemonte, 5%; Donatella Pelle, una impiegata, con il 10%. Infine, i due soci "pesanti": con il 25%, Andrea Delmastro Delle Vedove, avvocato, deputato di FdI, sottosegretario alla Giustizia; e con il 50%, Miriam Caroccia, studentessa romana che il giorno della costituzione ha appena 18 anni. È proprio l'erede della dinastia Caroccia a essere nominata amministratore unico della Srl.

Infine, l'ultimissimo coup de théâtre: il 15 gennaio 2025, un mese dopo la costituzione della società di Biella, la Corte di appello di Roma torna a decidere su "Affari di famiglia", rispettando l'ordine della Cassazione che aveva annullato la sentenza assolutoria.

L'appello bis conferma le condanne del primo grado. L'ultima parola spetta alla Corte Suprema, ma Caroccia intanto inaugura e riprende le danze. Mentre a Biella il sottosegretario a novembre fa una mossa strana: vende il suo 25% alla G&G Srl, che si occupa di immobili e, soprattutto, è sua con il 100% delle quote. Delmastro vende a Delmastro, quindi, e tre mesi dopo, il 19 febbraio scorso, la Cassazione conferma l'appello bis. Le condanne con l'aggravante di mafia sono definitive per tutti, da Michele Senese a Caroccia, che va in carcere. Allora sì che anche a Biella si scatenano le danze: otto giorni dopo, la G&G del sottosegretario passa il 25% alla socia Pelle, e il 5 marzo, meno di due settimane fa, tutti i soci e fratelli d'Italia si sbarazzano delle loro quote, vendendo sincronizzati alla giovane Caroccia.

Non sappiamo se la magistratura, già assediata, si stia occupando di questa storia incredibile. Ma la domanda è un'altra: la riforma Nordio ci garantisce che domani sarà più facile approfondire una Srl cofondata da quattro politici in carica, tra cui un sottosegretario alla Giustizia? La risposta la conosciamo, senza bisogno di tirare a sorte.
2026-03-19 12:33:54
A me sembra, da quello uscito nelle ultime settimane dalla bocca dei propositori di questa riforma, quale sia il vero intento senza se e senza ma.

Il ministro Prosecco con la sua riforma avrà il suo nome nella storia.
2026-03-19 18:11:07
Anche a te consiglio di leggere il testo e tralasciare le dichiarazioni (spesso riportate per estratto e fuori dal contesto, come quella di Nordio diretta a Schlein).

Si può avere opinioni discordanti sulla riforma, ma non inventare quello che c'è scritto come fa Travaglio da due mesi in modo davvero poco corretto.
2026-03-19 19:15:56
Ma è chiaro anche sentendo le stesse parole di chi sta dalla parte del SI, a cosa serva questa immonda schifezza. D'altra parte storicamente quando lobbies e potentati vari hanno bisogno di farsi leggi su misura, devono per forza fregare il popolino. Ma oggi abbiamo un governo composto da tali inetti che non sono nemmeno riusciti a trovare una scusa credibile, e a silenziare i tanti cretini che si lasciano scappare la verità.

Da questo pdv questa battaglia è diventata anche divertente, credo anche i sassi abbiano capito come stiano le cose e l'attenzione si è spostata sul vedere a quale picco di malafede siano disposti ad arrivare per giustificare una porcata simile.

Sono d'accordo con Scanzi quando dice che una cosa davvero incomprensibile è come la Meloni abbia fatto sua una battaglia che la destra sociale non solo non ha mai sentito, ma ci si è schierata contro da sempre. E qui ormai sappiamo benissimo quale sia il significato, ovvero quello di una partita facendo la rivoluzionaria e poi diventata democristiana appena messo il culo sulla sedia. Un paese fatto di ignobili e incoerenti inetti senza integrità e rispetto di se' stessi.

Parlando sempre di Nordio, infatti, la deputata ha affermato: “Lui confonde ciò che si può dire in un salotto da quello che si può dire pubblicamente. Tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma sono cose che non si possono dire pubblicamente, perché abbiamo dato il la ad una ripresa del fronte del No”.

È forse questo il passaggio più forte dell’intervento dell’ex magistrata la quale, infatti, ammette senza troppi giri di parole che ci sono cose che “non si possono dire pubblicamente”, e che quindi devono essere nascoste, ai cittadini che il 23 e 24 marzo dovranno esprimersi sulla riforma.
2026-03-19 19:44:00
Ecco intendevo questo con "in modo davvero poco corretto. " sono sicuro che viene dal FQ o giornale simile (Repubblica?)

Prendere delle frasi, portarle fuori contesto e fare credere che significano altro.
2026-03-19 23:08:50
Non si tratta solo di leggere il testo ma di vedere il contesto generale, quello che va oltre il testo, quale sia il clima.
Io di corretto non ho visto quasi nulla in questa campagna referendaria, a partire da chi lo propone, con vette di sciacallaggio mediatico senza pari, ma do atto a Travaglio, almeno i video che ho visto su You Tube, di essere entrato nel merito, poi uno può essere d'accordo o meno.
2026-03-19 23:12:15
Io leggo quotidianamente il FQ online e non c'è mai un articolo in cui le tesi del governo siano presentate, se non prese e fatte a pezzi.
Le tesi del si non hanno mai un palco...
Travaglio poi sostiene che la riforma serva a mettere sotto controlla la magistratura e questo è veramente fuori da ogni realtà..
2026-03-20 00:16:58
Stessa lettura.
Campagna brutta, pochi momenti di confronto civile (mi viene in mente il confronto Di Pietro-Colombo)... qualche giorno e finirà lo strazio.
2026-03-20 02:04:49
Io di corretto non ho visto quasi nulla in questa campagna referendaria, a partire da chi lo propone, con vette di sciacallaggio mediatico senza pari, ma do atto a Travaglio, almeno i video che ho visto su You Tube, di essere entrato nel merito, poi uno può essere d'accordo o meno.

Infatti il problema è semmai quello di essere trattati come imbecilli da chi spinge per il SI, da Meloni in giù.

La qualifica di "sciacallo", al di là del fatto che dal pdv lessicale mi spiace sempre quando nobili animali vengono usati in senso dispregiativo per descrivere le porcherie del genere umano, la lascerei a chi le ha provate tutte: dal non concedere la possibilità di voto ai fuorisede (la grande destra sociale meloniana: che merde, che schifo) al cercare ogni mezzuccio per influenzare il voto. Puntando sul non far capire nulla, a parte i soliti martiri Travaglio, Gratteri, Barbero cui andrebbero fatte delle statue nelle piazze per essersi immolati alla divulgazione prendendosi insulti da mandrie di microcefali.
2026-03-20 02:40:42
Eccoti un momento di confronto civile dal canale di quello brutto e cattivo che ha sempre torto

2026-03-20 08:26:02
Le tesi del si non hanno mai un palco...

Io non leggo il fatto quotidiano ma ampliando il ragionamento tu pensi che le tesi del No abbiano un palco sul Tempo, Libero, Il Giornale? Magari si eh e sbaglio io a pensare male, ma se il punto è l'imparzialità dei giornali la nostra amichevole discussione finisce in due righe per mancanza di argomenti.

Travaglio poi sostiene che la riforma serva a mettere sotto controlla la magistratura e questo è veramente fuori da ogni realtà..

Questo è il punto centrale, quello che chi pensa di votare No vede mentre non vedono i sostenitori del SI. C'è chi definisce la magistratura un " plotone di esecuzione" , c'è chi dice che con la vittoria del No verranno liberati stupratori, spacciatori e via discorrendo, chi dice che l'ordinamento attuale è quello voluto da fascismo dove l'imputato è considerato colpevole,
Lo stesso che vorrebbe togliere la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Magistrati.
Del resto già la Corte dei Conti è stata " riformata" :D
2026-03-20 09:48:42
Io non leggo il fatto quotidiano ma ampliando il ragionamento tu pensi che le tesi del No abbiano un palco sul Tempo, Libero, Il Giornale?

Non credo, non li seguo.
Ma il fatto che tu faccia questo (giusto) paragone dice tutto. Siamo a quel livello.

Questo è il punto centrale, quello che chi pensa di votare No vede mentre non vedono i sostenitori del SI. C'è chi definisce la magistratura un " plotone di esecuzione" , c'è chi dice che con la vittoria del No verranno liberati stupratori, spacciatori e via discorrendo, chi dice che l'ordinamento attuale è quello voluto da fascismo dove l'imputato è considerato colpevole,
Lo stesso che vorrebbe togliere la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Magistrati.


Il problema, ancora una volta, è che stai giudicando una riforma costituzionale sulla base di DICHIARAZIONI VOLUTAMENTE FUORVIANTI.
Quelle da un lato e quelle dall'altro.

Tutte le cose che hai correttamente riportato sono sostanzialmente false e fuorvianti. Ma soprattutto IRRILEVANTI rispetto al quesito referendario.