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Subject: [Attualità]

2026-03-30 07:53:27
Dai troppo per scontato (secondo me eh) che i 13-enni non siano influenzati dal contesto in cui si trovano (a scuola, in palestra)... quante volte ci sono famiglie con due fratelli, uno educatissimo e di sani principi e l'altro una testa di ca*** pur avendo avuto la stessa educazione?

No Michele, non do per scontato nulla. Sono consapevole che qualsiasi influenza esterna (anche un futuro fidanzatino) potrebbe indurle a disconoscere tutto quello di cui abbiamo parlato fino ad oggi. Sono un genitore e non un telecomando per le mie figlie. Non mi aspetto che loro diventino un nuovo me o una nuova mamma. Si scriveranno il loro futuro con le loro mani a prescindere da tutto quello di cui abbiamo discusso insieme fino ad ora. Sto solo cercando di dar loro delle basi, dei metodi per capire prima di agire. Ho un modo di relazionarmi con loro leggermente diverso perché hanno caratteri diversi ma con entrambe cerco di essere presente ma non invadente, come lo furono i miei.
Se un domani faranno delle enormi cazzate mi interrogherò se ne sono responsabile ma in primis continuerò a fare il mio dovere: cercare di essere una certezza per loro.
2026-03-30 10:45:47
Molto difficile che la classe politica italiana sia in grado di affrontare con serietà la questione. Perché c’è di mezzo il grano… I giovani sono il principale target di alcuni social network, vietarli equivarrebbe a cancellare una enorme platea di consumatori. E questa cosa succede solo se c’è una spinta decisa dell’opinione pubblica, è in Italia spesso non basta neanche quello.


Per me sfugge il tema centrale, che è quello dei danni appurati che i social creano nella psiche dei giovanissimi. La questione quindi si sposta non tanto sul fatto che ci siano dei danni, ma se i genitori ne siano realmente consapevoli. Di fatto le generazioni, Z e successiva faranno da cavie.


Ciò che posso pensare è che sono stato fortunatissimo a vivere probabilmente l’ultimo periodo storico nel quale bambini e ragazzi avevano una vita quasi completamente “analogica“. Non solo, ma ho potuto anche sperimentare esperienze di vita in posti lontanissimi e raggiungibili solo tramite lettera. A pensarci ora, che in qualunque parte del mondo possiamo fare videochiamate, chat, riunioni e scambiarci ogni tipo di documento, questa cosa sembra appartenere alla fantascienza. E devo dire che avere contatti solo via lettera con persone che nella vita normale vedresti tutti i giorni, rende quelle interazioni stupende, desiderate, ma i banali e davvero preziose. Se penso che oggi mi posso scrivere sentire con chiunque in qualsiasi momento più volte al giorno, e soprattutto non scrivo una lettera da vent’anni, un po’ mi dispiace. Abbiamo perso quella magia che dava la difficoltà di costruire una interazione. Dall’altra parte, però, per la mia vita adulta non tornerai mai indietro… La tecnologia ti permette davvero di scegliere. Ed è questa forse la differenza tra noi e i ragazzi: che noi scegliamo, mentre loro subiscono le scelte di chi progetta questi contenitori.
(edited)