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Subject: [Attualità]
La domanda che io pongo è se ha senso. Se è quello che vogliamo. Se i vantaggi superano gli svantaggi
ma non puoi rispondere si o no. Non puoi mettere nello stesso calderone eventuali limiti all'utilizzo dei social ai minorenni e le leggi razziali fasciste perchè mosse dallo stesso "principio". Non basta che qualcosa limiti una libertà per essere equivalente, conta anche il perché, come e contro chi viene applicata.
ma non puoi rispondere si o no. Non puoi mettere nello stesso calderone eventuali limiti all'utilizzo dei social ai minorenni e le leggi razziali fasciste perchè mosse dallo stesso "principio". Non basta che qualcosa limiti una libertà per essere equivalente, conta anche il perché, come e contro chi viene applicata.
certo e ci hanno dato anche qualche schiaffo, cosa adesso sempre più rara. Ma se a 13 anni arrivavi ubriaco in ospedale oppure con costole rotte causa mazzate che fa il papà? Si appella alla libertà di crescere i figli o inevitabilmente va posto un freno dalla legge anche nell'educazione familiare? il punto è tutto lì, potete spostare il paletto ma le limitazioni devono esserci
Quindi siamo arrivati alla conclusione che:
-le leggi possono praticamente qualsiasi cosa
-volta per volta dobbiamo decidere se prevale l'interesse PUBBLICO (cioè degli altri) o la LIBERTA' PERSONALE (cioè il mio interessa, la mia scelta, la mia ignoranza)
Che è il presupposto da cui partivo all'inizio del discorso per dire che io sono contrario al divieto per legge di smartphone ai minori di tot.
Contrario perchè è una politica che disincentiva la responsabilità e tratta i cittadini da bambini. Gente che non è capace di star dietro ai propri figli e quindi si fa prima e meglio a vietare tutto per tutti.
L'esito di questo tipo di politica è che il cittadino aumenta la propria dipendenza (e aspettativa) dalle regole dello stato e disimpara ad usare la propria libertà responsabilmente, cioè subendo le conseguenze.
-le leggi possono praticamente qualsiasi cosa
-volta per volta dobbiamo decidere se prevale l'interesse PUBBLICO (cioè degli altri) o la LIBERTA' PERSONALE (cioè il mio interessa, la mia scelta, la mia ignoranza)
Che è il presupposto da cui partivo all'inizio del discorso per dire che io sono contrario al divieto per legge di smartphone ai minori di tot.
Contrario perchè è una politica che disincentiva la responsabilità e tratta i cittadini da bambini. Gente che non è capace di star dietro ai propri figli e quindi si fa prima e meglio a vietare tutto per tutti.
L'esito di questo tipo di politica è che il cittadino aumenta la propria dipendenza (e aspettativa) dalle regole dello stato e disimpara ad usare la propria libertà responsabilmente, cioè subendo le conseguenze.
Quindi siamo arrivati alla conclusione che:
-le leggi possono praticamente qualsiasi cosa
-volta per volta dobbiamo decidere se prevale l'interesse PUBBLICO (cioè degli altri) o la LIBERTA' PERSONALE (cioè il mio interessa, la mia scelta, la mia ignoranza)
Il primo punto non corrisponde all'idea di nessuno. Almeno, di nessuno che non condivida un'idea assolutistica, o peggio, dello Stato. L'avverbio "praticamente" è però un po' nebbioso.
Il secondo corrisponde invece all'idea di tutti anarchici esclusi. Lo Stato deve appunto mediare tra la libertà personale e l'interesse pubblico. Il punto è, e pure le dittature sia pure di facciata rispettano il presupposto, in che modo giustificano la loro iniziativa.
Lo Stato ti può pure incarcerare se giustifica il motivo... certo non può farlo a prescindere.
Nel caso della "famiglia nel bosco" si discute appunto la giustificazione mica la legittimità
(edited)
-le leggi possono praticamente qualsiasi cosa
-volta per volta dobbiamo decidere se prevale l'interesse PUBBLICO (cioè degli altri) o la LIBERTA' PERSONALE (cioè il mio interessa, la mia scelta, la mia ignoranza)
Il primo punto non corrisponde all'idea di nessuno. Almeno, di nessuno che non condivida un'idea assolutistica, o peggio, dello Stato. L'avverbio "praticamente" è però un po' nebbioso.
Il secondo corrisponde invece all'idea di tutti anarchici esclusi. Lo Stato deve appunto mediare tra la libertà personale e l'interesse pubblico. Il punto è, e pure le dittature sia pure di facciata rispettano il presupposto, in che modo giustificano la loro iniziativa.
Lo Stato ti può pure incarcerare se giustifica il motivo... certo non può farlo a prescindere.
Nel caso della "famiglia nel bosco" si discute appunto la giustificazione mica la legittimità
(edited)
Ne leggo di cagate eh. Ragazzi il SSN nazionale non ha risorse infinite, se curi i fessi che (in)coscientemente si mettono nella condizione di consumarle stai parallelamente togliendone a chi non ne poteva fare a meno.
È lo stesso concetto del lockdown, che dopo anni certi minus habens pensano fosse fatto per proteggere loro e non gli ospedali.
Il problema delle risorse poi apre il solito dibattito, quello reale. Curiosamente poi chi non capisce un concetto non arriva nemmeno all'altro
È lo stesso concetto del lockdown, che dopo anni certi minus habens pensano fosse fatto per proteggere loro e non gli ospedali.
Il problema delle risorse poi apre il solito dibattito, quello reale. Curiosamente poi chi non capisce un concetto non arriva nemmeno all'altro
Quando avevo 5/6 anni...
...Non mi pare che l'italia abbia avuto bambini con danni neurologici più della media.
Ti ringrazio per l'esempio perché era più o meno quello che volevo scrivere l'altro giorno.
Io ribadisco che il compito di un genitore debba essere quello di seguire il proprio figlio, tutelandolo dal pericolo dell'alienazione e monitorando per quanto possibile i suoi comportamenti. Lasciare un bambino col cellulare in mano per ore allo scopo di liberarsi di un pensiero è da scellerati. Concedergli di usarlo proponendogli un utilizzo variegato e "anche" costruttivo è farlo accedere a un mezzo diffuso e quotidiano che un domani potrebbe anche diventare il suo lavoro.
Ricordo che mio padre quando eravamo piccoli (3 fratelli) ci diceva che saremo diventati una manica di rincoglioniti perché eravamo troppe ore davanti alla TV. Forse non saremo diventati dei premi nobel ma abbiamo tutti raggiunto i nostri obiettivi professionali nonostante la TV e l'era dei videogiochi (PlayStation et similia).
Ora, mia figlia più grande (12 anni) a 8 mesi si è seduta davanti al mio computer e ha schiacciato con me i primi tasti. Ha conosciuto un mondo nel quale agli inizi non è mai stata lasciata sola. Dagli 8-9 anni ha imparato a farsi le ricerche, approfondimenti, risolvere attraverso YouTube tematiche di scuola che magari non aveva capito in classe. Noi l'abbiamo affiancata per quanto ci è stato possibile e continuiamo a farlo se ce lo chiede ma vedere che lei si sa arrangiare nelle cose mi rende tranquillo e orgoglioso. Un domani sarà allenata a un mondo sempre più tecnologico, che di certo noi non possiamo neanche immaginare.
Poi - ma forse lo avevo già scritto e mi scuso se mi ripeto - fa pallavolo e gioca titolare in squadra (per cui socializza); è scout (per cui è a contatto con la natura e viene istruita alla sopravvivenza). Ascolta, è curiosa. Non ho nessun motivo per ritenere che la tecnologia le faccia del male perché gestisce il tempo dividendolo tra lo studio, lo sport, la socializzazione (non i social) e i divertimenti che si sceglie per il suo tempo libero.
Finché quello che leggo nell'app di scuola è questo non ho motivo di dover intervenire e spero che lo stato non mi intimi regole che limerebbero la sua libertà di scelta...
...Non mi pare che l'italia abbia avuto bambini con danni neurologici più della media.
Ti ringrazio per l'esempio perché era più o meno quello che volevo scrivere l'altro giorno.
Io ribadisco che il compito di un genitore debba essere quello di seguire il proprio figlio, tutelandolo dal pericolo dell'alienazione e monitorando per quanto possibile i suoi comportamenti. Lasciare un bambino col cellulare in mano per ore allo scopo di liberarsi di un pensiero è da scellerati. Concedergli di usarlo proponendogli un utilizzo variegato e "anche" costruttivo è farlo accedere a un mezzo diffuso e quotidiano che un domani potrebbe anche diventare il suo lavoro.
Ricordo che mio padre quando eravamo piccoli (3 fratelli) ci diceva che saremo diventati una manica di rincoglioniti perché eravamo troppe ore davanti alla TV. Forse non saremo diventati dei premi nobel ma abbiamo tutti raggiunto i nostri obiettivi professionali nonostante la TV e l'era dei videogiochi (PlayStation et similia).
Ora, mia figlia più grande (12 anni) a 8 mesi si è seduta davanti al mio computer e ha schiacciato con me i primi tasti. Ha conosciuto un mondo nel quale agli inizi non è mai stata lasciata sola. Dagli 8-9 anni ha imparato a farsi le ricerche, approfondimenti, risolvere attraverso YouTube tematiche di scuola che magari non aveva capito in classe. Noi l'abbiamo affiancata per quanto ci è stato possibile e continuiamo a farlo se ce lo chiede ma vedere che lei si sa arrangiare nelle cose mi rende tranquillo e orgoglioso. Un domani sarà allenata a un mondo sempre più tecnologico, che di certo noi non possiamo neanche immaginare.
Poi - ma forse lo avevo già scritto e mi scuso se mi ripeto - fa pallavolo e gioca titolare in squadra (per cui socializza); è scout (per cui è a contatto con la natura e viene istruita alla sopravvivenza). Ascolta, è curiosa. Non ho nessun motivo per ritenere che la tecnologia le faccia del male perché gestisce il tempo dividendolo tra lo studio, lo sport, la socializzazione (non i social) e i divertimenti che si sceglie per il suo tempo libero.
Finché quello che leggo nell'app di scuola è questo non ho motivo di dover intervenire e spero che lo stato non mi intimi regole che limerebbero la sua libertà di scelta...
Si ma il mio post è diviso in due parti, la prima serviva a chiudere un discorso lungo diversi giorni sulla natura della questione.
La seconda parte è quella in cui riprendevo il discorso da dove aveva deviato (cosa "si può fare" e "perchè farlo").
A me interessava rientrare IT e spiegare perchè "l'esistenza di un danno" non mi convince a istituire un divieto.
La seconda parte è quella in cui riprendevo il discorso da dove aveva deviato (cosa "si può fare" e "perchè farlo").
A me interessava rientrare IT e spiegare perchè "l'esistenza di un danno" non mi convince a istituire un divieto.
Il punto chiave è che il danno non è solo del bambino non educato dal genitore, il danno diventa della collettività quando aumentano i casi di risse e violenza giovanile in cui può capitarchi chiunque, anche la figlia di avanpop che va bene a scuola e usa il pc con intelligenza grazie al papà.
Poi "limitazione di libertà" continua a sembrarmi eccessivo.... non far usare tiktok e telegram e simili agli under 14, vi ricordo che stiamo parlando di questo, non di non uso del pc per altri scopi
Poi "limitazione di libertà" continua a sembrarmi eccessivo.... non far usare tiktok e telegram e simili agli under 14, vi ricordo che stiamo parlando di questo, non di non uso del pc per altri scopi
concordiamo sulla questione. C'è un danno potenziale agli altri.
Non concordiamo sul divieto, per me non basta questo potenziale danno a qualcun altro (peraltro una volta su milioni di casi eh..) per giustificare divieti.
Non concordiamo sul divieto, per me non basta questo potenziale danno a qualcun altro (peraltro una volta su milioni di casi eh..) per giustificare divieti.
non far usare tiktok e telegram e simili agli under 14
Se la questione era questa allora ho preso lucciole per lanterne e mi scuso. Quelli non li usa neanche mia figlia. Neanche Facebook.
Se la questione era questa allora ho preso lucciole per lanterne e mi scuso. Quelli non li usa neanche mia figlia. Neanche Facebook.
diciamo che quella è la misura minima, 90% dei ragazzi ci fanno poco con lo smarthphone senza social :-) vediamo che succede in Australia dove da qualche mese è in vigore il divieto (per gli u16)
(edited)
(edited)
io toglierei anche wup, et similia ... che tanti danni fanno anche alla primaria, per farvi un esempio, un bambino è stato escluso dalla chat della classe, per lui era una tragedia ...
WApp - per esempio - è uno strumento che usa. Facilita la comunicazione tra compagni, soprattutto quando devono recuperare compiti per casa dalle assenze. Comprendo che è tra i social che potrebbe essere usato male ma ne abbiamo discusso: se lo utilizza in modo irresponsabile ne pagherà le conseguenze. Io non controllo le sue chat.
Discorso diverso per quella più piccola. 9 anni non è un'età per avere una SIM per cui l'unico social che usa è Youtube.
Il tuo discorso lo capisco ma a priori non condanno mai app o mezzi di supporto, condanno coloro che ne fanno un utilizzo sbagliato. E sarei favorevole a percorsi obbligati ad alunni e genitori che provocano direttamente o indirettamente danno agli altri.
Qui ritorno a un esempio che aveva fatto Scopigno: un automobile in mano a uno scellerato è un arma ma in mano a persone istruite correttamente e dotate di consapevolezza è un mezzo di trasporto che li rende indipendenti.
Discorso diverso per quella più piccola. 9 anni non è un'età per avere una SIM per cui l'unico social che usa è Youtube.
Il tuo discorso lo capisco ma a priori non condanno mai app o mezzi di supporto, condanno coloro che ne fanno un utilizzo sbagliato. E sarei favorevole a percorsi obbligati ad alunni e genitori che provocano direttamente o indirettamente danno agli altri.
Qui ritorno a un esempio che aveva fatto Scopigno: un automobile in mano a uno scellerato è un arma ma in mano a persone istruite correttamente e dotate di consapevolezza è un mezzo di trasporto che li rende indipendenti.
Alla primaria è assurdo che abbiano una SIM e di conseguenza anche WApp, sono daccordo. In caso di assenze il volume di compiti per casa può essere gestito fra genitori, che hanno un gruppo di classe apposito.