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Subject: [Attualità]

2026-04-12 17:15:01
Perdonami pupe ma certezza della pena de che? Le carceri straripano di giovani, come mai prima, (questi sono tutti destinati a diventare deliquenti), senza possibilità di recupero ... sarei curioso, quanti di questi finiti in galera cambieranno strada ... e quanti invece non faranno avanti e retro dal carcere ... ai posteri l'ardua sentenza.
Sono negativo soprattutto perchè il carcere, così come è congeniato non ha i mezzi per aiutare questi giovani che hanno sbagliato strada, ma come dice Saviano, sono degli ottimi bacini dove la malavita va a pescare nuove leve da usare.
2026-04-12 17:27:11
Premetto che il commento al pupe, era prima di leggere il tuo ...
e messa così ... sarei in linea di principio d'accordo, anche se mi fa incazzare come una iena essere d'accordo con L'Ia, però rimane il fatto, che la certezza della pena, è un deterrente, ma non una soluzione.
Ora i comportamenti devianti, ci sono stati e ci saranno sempre, quello che però sta emergendo, oggi è l'età a cui ci si arriva, 13/14 anni ... a quell'età capisci bene che il fattore "psicologico" della certezza della pena te ne sbatti ... dove nasce questa violenza? perchè questa aggressività? a quali modelli si rifanno? Questa insicurezza di fondo figlia del mondo adolescenziale e pre, perchè viene incanalata in questo modo?
queste sono le domande a cui bisognerebbe rispondere ...
2026-04-12 17:40:42
vi concentrate sugli effetti e non cercate le cause, capite le cause, si possono attuare misure per contrastare gli effetti ... la penso così ... qui c'è bisogno di sociologia, psicologia, filosofia, tutte cose che la società moderna pensa di fare a meno

Quotone.
Ricapitolando: i giovani sono sempre stati "un problema" perché sono gli attori protagonisti della nuova commedia che va in scena. Niente di nuovo e nemmeno di strano... anzi, sarebbe strano il contrario.
Il problema acuto di oggi è che la commedia che sta andando in scena (e che abbiamo allestito noi adulti come al solito perché strumenti, regole, eticità, economia ecc., li ha portati in scena la nostra generazione) non l'abbiamo compresa noi per primi... quindi non sappiamo esattamente verso quale futuro stiamo andando e siamo più spaventati da visioni apocalittiche che capaci di immaginare soluzioni nuove; e finiamo per proporre soluzioni del passato senza sapere se sono o no adatte all'oggi.

Sociologia, psicologia, filosofia e scienza avrebbero molto da fare e da dire alla politica prima che la politica decida sia venuto il tempo di "buttare via bambino e acqua sporca"
2026-04-12 17:48:42
voi filosofeggiate, io banalmente inorridisco se leggo che dieci 16-enni italiani e ubriachi picchiano e uccidono un 47-enne col figlio 11-enne che passava di lì la cui unica "colpa" è stato chiedere di non lanciare bottiglie di vetro contro le vetrine. Due giorni fa una dodicenne a pisa ha accoltellato una coetanea nei bagni della scuola, la prof di Bergamo ecc... ecc... voi dite sempre accaduto, a me non sembra, o almeno non in età scolare
2026-04-12 17:50:04
Relazioni più solide con gli adulti di riferimento per me resta il primo passo, se però gli adulti non sono in grado che si fa?
2026-04-12 18:50:25
Ma non siamo inorriditi anche noi?
2026-04-12 20:06:21
Quando dicevo che sembra di fare sempre la stessa discussione, mi riferivo proprio all’ultimo episodio che avevamo discusso. Quello della coltellata alla professoressa.

In quel caso, il mio commento riguardava il servizio sanitario nazionale. Perché chiaramente si trattava di una situazione di forte disagio, non certo diffusa ma facilmente riducibile come casistica tramite l’adozione di servizi di ascolto e assistenza per famiglie con problemi. In questo caso invece si sta parlando di “banale” delinquenza giovanile, che però degenera in atto criminale.

Prevenire non credo che consista nel fare assistenza oppure deterrenza: vanno fatte entrambe le cose. L’assistenza e l’educazione servono a instradare psicologicamente il giovane, la certezza della pena e in generale sapere che chi sbaglia paga serve appunto a inibire determinati comportamenti. Ci vogliono entrambe le cose, ed entrambe le cose sono indispensabili per ridurre la gravità di ciò che può succedere e, se non succede, per migliorare la qualità della vita di questi potenziali sbandati.
(edited)
2026-04-12 22:45:11
non troppo se appena uno propone una qualsiasi limitazione/correzione partite coi pipponi "la libertà di educazione" e simili
2026-04-12 23:13:07
Bisognerebbe identificare le cause reali dei fenomeni e non immaginare soluzioni ottocentesche.
Perchè prima succedeva così, perchè oggi succede colà (sempre che sia vero).

Viviamo la fine delle religioni e delle ideologie. I ragazzi vedono un mondo in cui l'unico valore è vincere, avere, prendere. Credi veramente che una sanzione o un'opinione obbligatoria risolvano tutto questo?

La realtà è che dobbiamo chiederci che cosa funziona per la società di domani, non per quella dell'altroieri.
2026-04-12 23:16:17
La puntata di oggi di Report spacca ... l'ultimo servizio su Meta è inquietante ...
2026-04-12 23:20:27
mai scritto che la soluzione è unicamente aumentare le punizioni o le sanzioni
2026-04-12 23:31:11
ma anche la rieducazione forzata non funziona. Non è che sostituisci un valore condiviso tra padri e figli col corso di "volemose bene" in classe..
2026-04-13 00:04:02
appena uno propone una qualsiasi limitazione/correzione partite coi pipponi "la libertà di educazione" e simili

Io ho già scritto che una limitazione/correzione (nel senso educativo) va bene se è giustificata. Il che significa che, in una democrazia, non può esserci l'automatismo "c'è questo problema quindi limitazione"; ci deve casomai essere questo processo: "c'è questo problema, dipende da i fattori X e Y e posso dimostrarlo dati alla mano da fonti neutre ("scienza" per esempio), quindi propongo queste limitazioni".

La correzione in senso coercitivo invece dipende da un fatto commesso e non può essere un rimedio sistemico del problema generale. Può certamente aiutare a creare una forma mentis il fatto che la pena sia certa (ma chi è davvero contro la certezza della pena? Percentuali infinitesimali dei cittadini di una società perché è una posizione illogica) ma non incide sulle condizioni reali che determinano il fenomeno per quanto possa indurre il singolo a fare valutazioni diverse.
(edited)
2026-04-13 08:14:33
Quando dicevo che sembra di fare sempre la stessa discussione, mi riferivo proprio all’ultimo episodio che avevamo discusso. Quello della coltellata alla professoressa.

In quel caso, il mio commento riguardava il servizio sanitario nazionale. Perché chiaramente si trattava di una situazione di forte disagio, non certo diffusa ma facilmente riducibile come casistica tramite l’adozione di servizi di ascolto e assistenza per famiglie con problemi. In questo caso invece si sta parlando di “banale” delinquenza giovanile, che però degenera in atto criminale.

Prevenire non credo che consista nel fare assistenza oppure deterrenza: vanno fatte entrambe le cose. L’assistenza e l’educazione servono a instradare psicologicamente il giovane, la certezza della pena e in generale sapere che chi sbaglia paga serve appunto a inibire determinati comportamenti. Ci vogliono entrambe le cose, ed entrambe le cose sono indispensabili per ridurre la gravità di ciò che può succedere e, se non succede, per migliorare la qualità della vita di questi potenziali sbandati.


Io quoto e aggiungo che per quanto lodevole sia cercare di fermare un atto di teppismo non è sempre la soluzione più saggia. Nel 2024 questa lezione mi è stata fatta da un maresciallo al quale ho denunciato 4 imbecilli che mi avevano appena strisciato tutta la macchina. Quel giorno avevo addosso tutta la rabbia di Satana ma lui mi ha semplicemente risposto che a volte un danno è meno peggio di una tragedia e mi ha semplicemente detto che la cosa migliore che può fare un cittadino è documentare e poi rivolgersi alle forze dell'ordine.
2026-04-13 08:54:00
Ma io non pretendo di risolvere un "problema" con una legge o con una assemblea scolastica. Ovvio non basterebbe, serve un cambiamento culturale profondo nella gestione dei rapporti anche familiari. Ma da qualche parte bisogna iniziare. Tutto SE viene percepito come problema, credo che per molti sia ancora un "sono giovani, è normale". Nel mio piccolo, visto che da 20 anni lavoro con la fascia 13-18 anni vedo differenze abissali rispetto a quando iniziavo nelle relazioni con adulti, tra pari, frustrazione, voglia di apparire ecc ecc
2026-04-13 13:14:34
Assolutamente: armarsi di telefono (e non fatevi vedere mentre filmate).

Se si mette male, dite che siete "in diretta Facebook" o qualcosa del genere: per altri ha funzionato.