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Subject: [Attualità]

2025-12-11 12:30:45
Nel frattempo secondo episodio in qualche mese di un africano che mena donne italiane in modo completamente causale. Questo ha anche ammesso che lo fa per odio razziale.
Posto che uno straniero che viene qui a menare gente del nostro paese dovrebbe fare solamente una fine molto brutta, che non specifico, ma immaginate la notizia di un pelato bianco che mena cinque neri a casa: emergenza Nazionale in vista, ritorno del fassismo, ku Klux klan vibes e altre stronzate simili. Qua tutto a posto, trafiletto in quinta pagina e si torna a ballare musica tribale in maniera scomposta, gridando accuse contro il patriarcato italiano
Che tempi meravigliosi che viviamo, è incredibile quanto più si veicolino informazioni più è manovrabile il popolo bue, è contro intuitivo ma empiricamente dimostrato
2025-12-12 15:14:44
Proseguiamo con le notizie dal paese più allucinante del mondo, giusto per averne traccia con i posteri:
Un 34enne algerino, senza documenti e senza dimora, ma che ha già detto di essere stato ricoverato per problemi psichiatrici in Algeria, questa settimana ha preso e baciato in faccia una bambina dell'asilo. Colto in flagrante è stato preso, non fosse che è stato rilasciato oggi, con obbligo di firma.

Questo è un paese completamente allo sbando, mi auguro che il padre di quella bambina lo cerchi e lo riempia di botte questa notte, in modo da rendere sicure le strade, perché questa persona è pericolosa e solo un imbecille può lasciarlo in giro
2025-12-12 23:40:58
Oggi l'hanno preso e picchiato.

Questo è colpa della magistratura in primis perché le leggi per farlo stare dentro c'erano e come sempre si interpretano a piacimento.
Siccome poi la gente è anche stanca di sentirsi presa in giro fannonloro quello che dovrebbero fare in altro modo i magistrati.

Senza attenuanti è un reato da 12 a 24 anni per l'età della vittima, per la lieve entità si diminuisce fino a 2/3, quindi da 4 a 8 anni.
Essendo la persona senza fissa dimora e con problemi psichiatrici applicano il pericolo di fuga e reiterazione del reato.
Che ci faceva fuori?
Chiedo agli avvocati presenti, forse sbaglio io?
(edited)
2025-12-13 11:43:21
corriere.it
«Puoi sparargli alla testa o solo contro la porta di casa»: la 15enne reclutata online scelse l'omicidio. I casi sconvolgenti dell'Operazione Grimm
Roberto Cosentino
12-16 minuti

Quasi 200 arresti in nove Paesi europei, decine di omicidi sventati, vite salvate, adolescenti sottratti a un destino di violenza. Già i numeri in sé dell'Operazione Grimm, appena conclusa, raccontano un fenomeno sconvolgente, anche perché coinvolge minorenni reclutati online, con un processo che diremmo di «gamification», come manovalanza per reati gravissimi, omicidi inclusi. Ma le storie che stanno dietro l'indagine dell'Europol raccontano realtà ancora più sconvolgenti, che meritano un racconto.
L’epidemia di violenza che ha portato all'indagine ha avuto come epicentro la Svezia e si è estesa a quasi tutta Europa: vittime e carnefici sono per lo più minorenni. Ragazzi ma anche ragazze: secondo quanto riporta Cbs, i procuratori svedesi sono preoccupati della spontaneità con cui le ragazze si offrono come vere e proprie sicarie nelle guerre tra bande. Sono così motivate da voler dimostrarsi «più letali» dei “colleghi” maschi, per ottenere il «lavoro».

L'impegno delle ragazze minorenni

Il procuratore di Stoccolma, Ida Arnell, ha riferito all'agenzia Afp di essersi occupata di un caso di una ragazza di 15 anni «reclutata per sparare a qualcuno alla testa». Non solo: «Poteva scegliere il tipo di missione che desiderava, ovvero mirare alla porta del tizio o alla sua testa. Ha scelto la testa». La ragazza è stata arrestata insieme ad un complice di 17 anni, con cui ha sparato più colpi verso la vittima, colpita al collo, stomaco e gambe.
«Le ragazze vengono spesso identificate come vittime, ma la loro partecipazione agli ambienti criminali è molto più diffusa di quanto abbiamo a lungo pensato» ha dichiarato lo scorso aprile il ministro della Giustizia svedese Gunnar Strömmer. «I preconcetti sul ruolo delle donne e delle ragazze nella criminalità comportano il rischio che non vengano viste né come criminali né come persone bisognose di aiuto», si legge sulla Cbs.

Nel 2024 sono state 280 le ragazze tra i 15 e i 17 anni accusate di omicidio, omicidio colposo e altri crimini gravi di natura violenta. Tuttavia, non è chiaro quante di queste fossero effettivamente legate alla criminalità organizzata. Numeri che non sorprendono la stessa Svezia: il ruolo delle giovani donne in queste attività è stato a lungo sottovalutato, con le reti criminali che hanno approfittato di questa lacuna.

Più in generale, secondo la polizia svedese, nel 2025 (dato aggiornato al 2 dicembre), 318 ragazzi di età compresa tra 13 e 17 anni erano sospettati di episodi di violenza in ambienti criminali. «Ciò corrisponde a un aumento di poco più del 60%» afferma la polizia. Alcuni minori risultano più vulnerabili di altri. È il caso di bambini con disturbi neuropsichiatrici, difficoltà cognitive o storie familiari fragili. Anche i ragazzi collocati nei centri residenziali statali (SIS) o negli HVB-hem (Hem för Vård eller Boende) ovvero strutture residenziali in Svezia che offrono assistenza, supporto e trattamento a bambini, giovani, adulti e famiglie con bisogni specifici. Questi ultimi vengono individuati dai gruppi criminali come bersagli facili. L’assenza di reti protettive coese aumenta la velocità con cui i gang riescono a ottenere fiducia o obbedienza.

Il fenomeno

Un fenomeno, quello svedese, emerso negli ultimi tempi, ma che Stoccolma combatte da anni, con leggi che continuano a cambiare con l’abbassarsi dell’età media dei sicari. Non si combatte con la violenza, ma con campagne informative nelle scuole, nella prevenzione, con le attività di comunicazione da parte delle istituzioni. Il capo della polizia nazionale svedese, Petra Lundh, ha dichiarato che ragazzi di 12, 13 e 14 anni svolgono «lavori orribili e violenti» e vengono considerati «lavori extra». Lundh ha affermato che «gli incarichi vengono resi pubblici in modo del tutto trasparente sui mercati digitali. La criminalità è spesso gestita da bande criminali che si trovano all'estero».

I bambini vengono adescati su TikTok, Instagram, Snapchat per poi essere convinti a spostarsi su Telegram e Signal. In questi spazi vengono illustrate le «missioni», in una logica non lontana da quella di un videogioco d'azione. Con la differenza che non è un gioco: dalle uccisioni, al trasporto di armi, dall'incendiare case al far saltare in aria cancelli o auto, sino alle istruzioni per reclutare altri minorenni. I criminali, per convincere i ragazzi a portare a termine gli incarichi, minacciano i ragazzi di violenza anche nei confronti dei parenti. Per evitare che sfuggano alle missioni, chiedono di fotografare i propri documenti di identità.

Per procedere alla missione, al bambino o alla bambina viene fornito un indirizzo per reperire materiale, a volte esplosivo. I mandanti risiedono perlopiù all’estero. Lo scorso febbraio, Il primo ministro Kristersson ha affermato che la Svezia sta collaborando con paesi come Turchia, Iran, Iraq ed Emirati Arabi Uniti per ottenere l'estradizione dei capi delle gang che risiedono lì.

E a proposito di esplosioni (esiste un sito che le monitora) negli ultimi mesi c’è stato un aumento. Sono in particolare concentrate nel sud della Svezia. Lo scorso 21 novembre un bambino di 13 anni ha fatto esplodere un cancello di una abitazione con una granata ed è stato arrestato poco dopo la deflagrazione. «Durante il mese di gennaio, si è verificata una media di un'esplosione al giorno» ha affermato il ministro della Giustizia svedese Gunnar Strömmer. Poche settimane prima, due ragazzi minori di quindici anni, hanno fatto esplodere un altro cancello.

Il tredicenne del caso precedente non è stato arrestato per la sua età, ma è in attesa di essere consegnato ai servizi sociali. A fine novembre, un altro ragazzo di 15 anni è stato arrestato per un’altra esplosione per ricatto.

I casi in Francia: il tassista ucciso

Ma non è solo un fenomeno svedese. A Marsiglia, in Francia, nell’ottobre del 2024 Daniel Barrionuevo, avvocato del foro di Aix-en-Provence, ha affermato che «il 60% degli accusati di omicidio e tentato omicidio sono minorenni». Questo perché si tratta «di una fascia demografica che può essere sfruttata a un costo inferiore e che non pensa troppo prima di agire”. Inoltre, «se un adulto può ricevere 30 anni di carcere per omicidio, un minorenne verrebbe condannato a 15 anni per lo stesso reato».

Ismaël Cousin, ex agente di polizia giudiziaria e fondatore dell'associazione Action Bomaye di Marsiglia, ha affermato che «quello che stiamo vedendo è che i giovani coinvolti in queste reti stanno diventando sempre più giovani; possono avere 11 o 12 anni. Sta facendo notizia, e si tratta di giovani che non provengono dalla zona». E ancora: «La violenza viene banalizzata da ciò che vedono sui social media e dalla musica che ascoltano. I giovani vengono reclutati attraverso i social e, quando arrivano, vengono pagati, ma se vengono arrestati, cosa che accade spesso, devono restituire i soldi persi. Finiscono indebitati con la rete, costretti a lavorare per ripagarli e intrappolati».

Le dichiarazioni di Barrionuevo e Cousin arrivano successivamente a due crimini violenti collegati tra loro a Marsiglia. Un ragazzo di 15 anni, per vendicare la morte di un coetaneo accoltellato e arso vivo, si è recato sul posto per una ritorsione ad una gang rivale, salvo poi uccidere un innocente, Nessim Ramdane, un tassista padre di famiglia, perché si è rifiutato di aspettare in auto che i due passeggeri portassero a termine la missione. L’uomo è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Il ragazzo è stato poi arrestato, tradito dallo stesso mandante, un uomo già in carcere e che ha aiutato l'autore del crimine a pianificare il tutto. Il motivo per cui lo ha denunciato e tradito? Perché «non ha portato a termine il lavoro».

In Germania

Lo scorso giugno la Global Initiative against transnational organized crime ha affermato che un fenomeno di questo tipo è avvenuto in Germania quando a gennaio un quindicenne ha sparato ad un pregiudicato russo di 49 anni all’interno di un ristorante turco. La vittima (ferita) ha poi rincorso con altri commensali il giovane che ha sparato e lo hanno colpito a loro volta con armi da fuoco. Nessuno è rimasto ucciso ed entrambi sono stati arrestati. Anche il quindicenne faceva parte dei giovani sicari assoldati tramite i social e le app di messaggistica.
In Belgio, Regno Unito e Spagna

Un minorenne belga è invece stato arrestato lo scorso giugno a Gand per il coinvolgimento in un omicidio avvenuto nel sud della Spagna. Secondo quanto si apprende, il ragazzo, minorenne all’epoca dell’omicidio, ha ucciso a colpi d’arma da fuoco un olandese di 25 anni nel dicembre 2024. Il caso è stato chiuso con l’arresto di sei persone e l’uccisione di una settima. I numeri sono inquietanti: secondo l’organizzazione, il 65% degli arrestati per traffico di droga a Bruxelles sono minorenni. Nel Regno Unito, bande e reti hanno reclutato bambini di appena sette anni per fungere da corrieri della droga. A Madrid si stima che le bande latinoamericane hanno circa 1.700 minorenni nelle loro fila.

I dati incoraggianti

Ma se è vero che sembra una crisi senza fine, ci sono anche dati incoraggianti, grazie alle campagne di prevenzione e agli interventi organizzati tra comuni, associazioni e istituti scolastici. Oltre all’arresto di 200 persone annunciato nei giorni scorsi da Europol, la polizia ha ricevuto un numero elevato di telefonate da parte di genitori e tutori che hanno scoperto piani criminali dei figli dai propri dispositivi, in particolare esplosioni pianificate, incendi, o in seguito al ritrovamento di armi.

I centri operativi della polizia hanno segnalato un aumento delle richieste di aiuto del 40% nell’ultimo trimestre. «È positivo e dimostra che stiamo diffondendo i nostri messaggi, tra le altre cose, attraverso campagne ricorrenti sui social media su piattaforme in cui sono presenti bambini e ragazzi», ha affermato Dan Windt, coordinatore operativo presso il centro operativo nazionale della polizia. Nelle prossime settimane nuove campagne social sono in programma per la prevenzione e saranno trasmesse al cinema, sui canali social e così via. «Solo nel mese di novembre sono stati prevenuti circa 20 crimini violenti».

A confermare l’inversione di tendenza, l’associazione Bris per i diritti dei bambini, come riporta lo Sweden Herald, ha riscontrato un aumento delle richieste d’aiuto da parte dei bambini che desiderano lasciare le gang. Se le chiamate erano 260 in totale nel 2023, in un dato fornito quest’oggi, nel 2024 erano 441 e a fine novembre 2025 in totale erano 354. «L'anno scorso abbiamo avuto poco più di 64.000 contatti. Quindi non si tratta di una categoria di conversazione molto ampia su Bris. Ma si tratta comunque di un numero relativamente elevato di giovani in relazione a quanti giovani sono effettivamente coinvolti in reati e hanno meno di 18 anni» hanno affermato dall'associazione.

11 dicembre 2025 ( modifica il 11 dicembre 2025 | 19:17)
2025-12-13 12:29:05
Impressionante.
La fragilità dell'adolescenza è sempre esistita ma oggi si trova così esposta che non mi paiono così assurde le proposte per diminuire quell'esposizione introducendo limiti... ovviamente inserendo quei limiti in un progetto di riforme sociali e scolastiche che consentano un'aggregazione "positiva", con scopi e progetti, e contrastino quella "nichilista" che oggi è in forte crescita
(edited)
2025-12-13 12:49:06
Ovviamente bisogna diffidare dalla sintesi giornalistica.
Però è impressionante la "gamification" del crimine per attrarre i giovanissimi e anche l'uso di un linguaggio veicolato dai media (musica, serie, ..) che si tramuta in un'accettazione dei contenuti violenti/devianti.
2025-12-13 13:50:47
anche l'uso di un linguaggio veicolato dai media (musica, serie, ..) che si tramuta in un'accettazione dei contenuti violenti/devianti.

Ti ricordo che tu sei lo stesso che giustifica qualsiasi pensiero perchè si può dire tutto, libertà di parola, metodo fascista blablabla e, sintetizzando al massimo il tuo pensiero, se poi qualcuno recepisce male e agisce con violenza non è colpa del "messaggio" ma della persona che compie l'atto.

Personalmente sai quante serie tv, musica, comizi no sense, concerti vieterei? tantissimi...sarà che ogni giorno vedo gli effetti sugli adolescenti.... e non mi dire la famiglia dovrebbe ecc ecc che dovresti mettere i figli dentro una campana di vetro per evitare il bombardamento di CAZZATE attuale
2025-12-13 15:17:42
sintetizzando al massimo il tuo pensiero, se poi qualcuno recepisce male e agisce con violenza non è colpa del "messaggio" ma della persona che compie l'atto.

Si e resto di questa idea.
Personalmente non credo che la causa sia la trap o radiomaranza.
2025-12-13 21:41:44
A pochi giorni dall’udienza fissata alla Corte d’Appello dell’Aquila (16 dicembre) per decidere su un eventuale ricongiungimento della famiglia Trevallion, emergono ulteriori dettagli circa la formazione dei tre bambini. La più grande, attorno agli 11 anni, sarebbe appena in grado di scrivere il proprio nome, mentre i fratellini, gemelli di 6 anni, sono del tutto incapaci di scrivere, riporta Il Messaggero.

Così ha spiegato la tutor Maria Luisa Palladino offrendo un aggiornamento sulle condizioni dei piccoli e sul percorso educativo che stanno affrontando: «Non sanno leggere, stanno imparando l’alfabeto. La bambina più grande, sotto dettatura, sa scrivere solo il suo nome. Nella struttura colorano, fanno i puzzle, interagiscono con gli altri coetanei e stanno capendo che le attività che stanno facendo sono per il loro interesse. Tuttavia, si stanno incastrando tasselli positivi. La mia relazione sarà redatta nell’interesse dei minori» ha spiegato Palladino.

Già era emersa la scarsa padronanza dell’italiano dei tre. Certo questo aspetto non è un dettaglio neutrale nella vicenda che vede la coppia di neo-rurali ricorrere contro il provvedimento del Tribunale dei Minori dell’Aquila. Anzi, si tratta di un elemento decisivo che testimonia come i giudici aquilani abbiano scrupolosamente approfondito gli aspetti legati all’istruzione familiare (unschooling) dei bambini. Evidenziando quel deficit di formazione come un aspetto penalizzante dell’isolamento scelto dai Trevallion.


Ovviamente neppure questa "tutor" doveva dire ai giornali cose che riguardano dei minori.. ma oramai questa piaga dei fatti degli altri in prima pagina è accettata universalmente e confusa con l'informazione.
Nel merito ovviamente, il fatto di essere praticamente analfabeti a UNDICI ANNI non è accettabile.
2025-12-14 11:03:52
2025-12-14 14:36:12
Che coraggio
2025-12-14 17:00:13
Davvero. Grandissimo
2025-12-15 08:00:36
Commando Usa piomba dall’elicottero e sequestra la petroliera venezuelana. Trump: "Favorisce il mercato nero verso Cuba"

Arrivo in ritardo di qualche giorno

Ma la CIA non ha mai contrabbandato nulla? :D ormai è una guerra non dichiarata
2025-12-15 10:14:30
Cose già viste e sentite, sono tutti immigrati o svedesi di seconda/terza generazione, purtroppo bisogna mettersi il cuore in pace, anche chi ideologicamente è contrario per religione, queste persone stanno cambiando le nostre abitudini, la nostra cultura, la nostra società, in peggio
Banalmente, questo fenomeno in Polonia e Ungheria non si è registrato: è più povera l'Ungheria o la Svezia? Chi spende di più un welfare? Ovviamente è più ricca la Svezia, aiuta anche di più gli ultimi, ma ha avuto % di immigrazioni dall'Africa senza alcun senso logico, mentre il brutto e cattivo Orban ha sempre difeso i propri confini, con tutto il benessere odierno che ne consegue
2025-12-15 10:18:54
A proposito di cambio della società, fortunatamente ho avuto il tempo per vivermi i Capodanni in Duomo, le serenate, le risate, le donne che possono girare libere e felici, perché questo non sarà più possibile per le nuove generazioni. Anche in questo caso, spero sia pacifico per chiunque capire chi dobbiamo ringraziare...

In buona sostanza: ci riempiono di bestie che non sanno gestire e l'unico modo che hanno per gestirle è limitare la libertà di TUTTI, anche delle persone per bene, anche di tutte quelle persone che nel quotidiano devono subire vessazioni da parte dei soliti noti, nonostante non abbiano di certo richiesto la loro presenza.
È un po' come se i governi europei in questi anni ci avessero fatto una dose di HIV, ovviamente non richiesta, e per curarla inizia a tranciarci gli arti, che schifo di periodo storico che siamo costretti a vivere


2025-12-15 11:20:09
Si però voglio fare notare che:

-le motivazioni per togliere i figli a questi genitori c'erano
-la grande parte dei figli degli immigrati SA LEGGERE E SCRIVERE
-la situazione delle grandi città (ed in particolare di Milano) non è quella dell'intero paese
-il controllo dell'immigrazione è un tema sul quale concordiamo, ma a me non piace l'uso di certe parole disumanizzanti, che a mio parere ci fa passare dalla parte del torto (bestie, HIV, "tutti gli immigrati", ..)