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Subject: Israele vs Iran
Ti basta farci un viaggio per scoprirlo, ma è un paese che prevede noti accordi di non interferenza.
1. Il documento fondamentale: il firmano ottomano
Lo Statu Quo è un firmano emanato dalla Sublime Porta l'8 febbraio 1852 (a conferma di un precedente firmano del 1767) che regola i diritti di proprietà e di accesso delle comunità cristiane all'interno dei santuari di Terra Santa, entrando nei dettagli di spazi, orari e tempi delle funzioni religiose.
Wikipedia — Statu Quo (firmano)
2. La catena di continuità fino a Israele
La validità giuridica dello Statu Quo è garantita dal Trattato di Berlino del 1878, poi mantenuta dalle autorità del Mandato britannico della Palestina, e successivamente confermata dall'Accordo Fondamentale siglato nel 1993 tra Israele e Santa Sede, con cui Israele si impegna formalmente a far osservare tale regime giuridico.
Cathopedia — Statu Quo
3. Il testo dell'accordo Israele–Santa Sede del 1993
All'articolo 4 dell'Accordo Fondamentale del 1993 si legge testualmente: "Lo Stato d'Israele afferma il proprio permanente impegno a mantenere e a rispettare lo status quo nei Luoghi Santi cristiani per i quali è valido, e i relativi diritti delle comunità cristiane che vi sono comprese."
Globalist — Cosa è lo Status Quo che regola i diritti di accesso ai Luoghi Santi
4. La legge israeliana del 1967
Già prima dell'accordo con la Santa Sede, dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, la Knesset approvò la Protection of Holy Places Law (5727–1967), estendendo la tutela dei luoghi sacri — un principio ereditato nell'ordine dall'epoca ottomana, dal Mandato britannico e dal Regno di Giordania.
Globalist — Gerusalemme e lo Status Quo sui luoghi santi
5. Il quadro complessivo della politica israeliana
In generale Israele ha sempre dichiarato di voler rispettare le libertà di culto e pellegrinaggio, rappresentando la tutela dei luoghi sacri come uno dei tratti distintivi della propria politica. Va però precisato che si tratta di una non-interferenza garantita per legge più che di una promozione attiva della convivenza: gli equilibri vengono preservati, non ridisegnati.
Wikipedia — Status di Gerusalemme
1. Il documento fondamentale: il firmano ottomano
Lo Statu Quo è un firmano emanato dalla Sublime Porta l'8 febbraio 1852 (a conferma di un precedente firmano del 1767) che regola i diritti di proprietà e di accesso delle comunità cristiane all'interno dei santuari di Terra Santa, entrando nei dettagli di spazi, orari e tempi delle funzioni religiose.
Wikipedia — Statu Quo (firmano)
2. La catena di continuità fino a Israele
La validità giuridica dello Statu Quo è garantita dal Trattato di Berlino del 1878, poi mantenuta dalle autorità del Mandato britannico della Palestina, e successivamente confermata dall'Accordo Fondamentale siglato nel 1993 tra Israele e Santa Sede, con cui Israele si impegna formalmente a far osservare tale regime giuridico.
Cathopedia — Statu Quo
3. Il testo dell'accordo Israele–Santa Sede del 1993
All'articolo 4 dell'Accordo Fondamentale del 1993 si legge testualmente: "Lo Stato d'Israele afferma il proprio permanente impegno a mantenere e a rispettare lo status quo nei Luoghi Santi cristiani per i quali è valido, e i relativi diritti delle comunità cristiane che vi sono comprese."
Globalist — Cosa è lo Status Quo che regola i diritti di accesso ai Luoghi Santi
4. La legge israeliana del 1967
Già prima dell'accordo con la Santa Sede, dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967, la Knesset approvò la Protection of Holy Places Law (5727–1967), estendendo la tutela dei luoghi sacri — un principio ereditato nell'ordine dall'epoca ottomana, dal Mandato britannico e dal Regno di Giordania.
Globalist — Gerusalemme e lo Status Quo sui luoghi santi
5. Il quadro complessivo della politica israeliana
In generale Israele ha sempre dichiarato di voler rispettare le libertà di culto e pellegrinaggio, rappresentando la tutela dei luoghi sacri come uno dei tratti distintivi della propria politica. Va però precisato che si tratta di una non-interferenza garantita per legge più che di una promozione attiva della convivenza: gli equilibri vengono preservati, non ridisegnati.
Wikipedia — Status di Gerusalemme
Si, ma dire che "non abbiamo niente da insegnare" ad un paese che discrimina su base religiosa (es. fondamentalisti esentati dalla leva, o persone di religione differenti che non possono avere la cittadinanza) o nel quale crescono maggioranze palesemente annaffiate a "popolo eletto vs inferiori"... io boh..
A me pare invece, che dietro le convenzioni e i trattati si celi un paese che non ha mai veramente svoltato verso la democrazia liberale e l'indipendenza del pubblico dal religioso.
A me pare invece, che dietro le convenzioni e i trattati si celi un paese che non ha mai veramente svoltato verso la democrazia liberale e l'indipendenza del pubblico dal religioso.
Ma di cosa stiamo parlando? Ci sono le leggi e le sensazioni, le tue sono sensazioni basate su quello che leggi sui social = peso specifico 0,001
Ragazzi le cose bisogna appurarle studiando o viaggiando. E soprattutto non è indispensabile scrivere qualcosa per forza, a volte bisognerebbe tacere e informarsi. L'epoca del tuttologismo avrebbe davvero sbriciolato i maroni, su
Ragazzi le cose bisogna appurarle studiando o viaggiando. E soprattutto non è indispensabile scrivere qualcosa per forza, a volte bisognerebbe tacere e informarsi. L'epoca del tuttologismo avrebbe davvero sbriciolato i maroni, su
Sono " tue sono sensazioni basate su quello che leggi sui social"
1) il fatto che ci siano persone che non fanno la leva su base religiosa?
2) persone che vivono in Israele che non possono votare e avere la cittadinanza perchè musulmani/palestinesi?
3) una larga fetta della popolazione che vota partiti di destra che si richiamano al "popolo di Dio" e al diritto divino di Israele di dominare quella terra?
Ragazzo.. impara a rispondere nel merito e non cambiare discorso.
1) il fatto che ci siano persone che non fanno la leva su base religiosa?
2) persone che vivono in Israele che non possono votare e avere la cittadinanza perchè musulmani/palestinesi?
3) una larga fetta della popolazione che vota partiti di destra che si richiamano al "popolo di Dio" e al diritto divino di Israele di dominare quella terra?
Ragazzo.. impara a rispondere nel merito e non cambiare discorso.
Ma di che parli, mannaggia ai cicciopancaro? In Israele ci sono musulmani (sunniti) eletti alla Knesset, che diventano anche parte del fronte di governo.
Pupe tu ti annoi tantissimo mi sa, hai un bisogno viscerale di scrivere cose e fare battaglie perse tot volte al giorno. Prova a uscire, a farti una passeggiata, comprati una bella cyclette orizzontale come ho fatto io che è peraltro perfetta per leggere mentre ti alleni.
Ho una KETTLER Paso 309, 20 anni ed è ancora lì a girare alla grandissima: te la consiglio (ma è tedesca, occhio che poi alimenti il padrone cattivone).
Pupe tu ti annoi tantissimo mi sa, hai un bisogno viscerale di scrivere cose e fare battaglie perse tot volte al giorno. Prova a uscire, a farti una passeggiata, comprati una bella cyclette orizzontale come ho fatto io che è peraltro perfetta per leggere mentre ti alleni.
Ho una KETTLER Paso 309, 20 anni ed è ancora lì a girare alla grandissima: te la consiglio (ma è tedesca, occhio che poi alimenti il padrone cattivone).
annoto l'ennesima mancata risposta nel merito e tentativo di buttarla sul personale.
1) il fatto che ci siano persone che non fanno la leva su base religiosa?
ultraortodossi e palestinesi (musulmani) sono "esentati" dalla leva
2) persone che vivono in Israele che non possono votare e avere la cittadinanza perchè musulmani/palestinesi?
la legge del ritorno stabilisce che solo gli "ebrei" (religione) possono avere automaticamente la cittadinanza e che solo gli arabi di alcune zone abbiano la cittadinanza (peraltro con diritti scritti, ma non esercitabili tipo quello di andare nelle stesse scuole o avere gli stessi servizi pubblici).
3) una larga fetta della popolazione che vota partiti di destra che si richiamano al "popolo di Dio" e al diritto divino di Israele di dominare quella terra?
Questa non credo di doverla argomentare dopo l'ultima legge che istituisce la pena di morte solo per una certa categoria di rei.
ultraortodossi e palestinesi (musulmani) sono "esentati" dalla leva
2) persone che vivono in Israele che non possono votare e avere la cittadinanza perchè musulmani/palestinesi?
la legge del ritorno stabilisce che solo gli "ebrei" (religione) possono avere automaticamente la cittadinanza e che solo gli arabi di alcune zone abbiano la cittadinanza (peraltro con diritti scritti, ma non esercitabili tipo quello di andare nelle stesse scuole o avere gli stessi servizi pubblici).
3) una larga fetta della popolazione che vota partiti di destra che si richiamano al "popolo di Dio" e al diritto divino di Israele di dominare quella terra?
Questa non credo di doverla argomentare dopo l'ultima legge che istituisce la pena di morte solo per una certa categoria di rei.
Lascia perdere la polemica che ti porta a voler interpretare, cambiare, allargare il tema: qui si parla di attribuire a un paese un pregiudizio. In tale paese per legge quel pregiudizio non solo non può esistere, ma l’assenza di pregiudizio trova realizzazione in secolari trattati che stabiliscono come confessioni diverse e gestioni dei luoghi di culto da parte di confessioni diverse debbano essere tutelate da una non interferenza.
Davvero, io non riesco a capire come si possa ribaltare una questione così, tanto perché il “sentito dire” lo dovrebbe giustificare. Il sentito dire o il “letto da qualche parte” non conta una fava, contano la storia e la legge. La seconda ti dà una certificazione, la prima ti spiega perché quella certificazione esiste.
Non saprei come tradurre meglio di così un concetto banale, siamo davvero alla situazione in cui manca solo il disegnino. C’è il problema della solita assenza di sforzo cognitivo. Troppa quantità, troppa voglia di scrivere cose. Di riempire il tempo.
(edited)
Davvero, io non riesco a capire come si possa ribaltare una questione così, tanto perché il “sentito dire” lo dovrebbe giustificare. Il sentito dire o il “letto da qualche parte” non conta una fava, contano la storia e la legge. La seconda ti dà una certificazione, la prima ti spiega perché quella certificazione esiste.
Non saprei come tradurre meglio di così un concetto banale, siamo davvero alla situazione in cui manca solo il disegnino. C’è il problema della solita assenza di sforzo cognitivo. Troppa quantità, troppa voglia di scrivere cose. Di riempire il tempo.
(edited)
Focus, sui social, ha ricordato che il 20 aprile è il compleanno di Hitler
I commenti principali sono sul fatto che "non abbia finito il lavoro" e che "se oggi ci troviamo in questa situazione è perchè non è riuscito ad andare fino in fondo". Altro tema ricorrente è che "la storia la scrivono i vincitori"
Stiamo facendo grandi passi indietro purtroppo, come previsto da un po'. Temo che alcuni si siano disegnati un bel bersaglio in fronte.
I commenti principali sono sul fatto che "non abbia finito il lavoro" e che "se oggi ci troviamo in questa situazione è perchè non è riuscito ad andare fino in fondo". Altro tema ricorrente è che "la storia la scrivono i vincitori"
Stiamo facendo grandi passi indietro purtroppo, come previsto da un po'. Temo che alcuni si siano disegnati un bel bersaglio in fronte.
Un altro post che non discute del merito.
Il sentito dire o il “letto da qualche parte” non conta una fava, contano la storia e la legge
Io ho messo in fila dei fatti, se li vuoi smentire accomodati, altrimenti della "legge" (peraltro invocata così o imboccata da un'AI accondiscendente) ce ne facciamo poco.
In particolare rilevo che "leggi" simili ci sono ovunque nel mondo occidentale, eppure nessuno considera questa una condizione sufficiente per dire (quoto)
Israele è lo stato nel quale sono maggiormente praticate e tutelate confessioni religiose al mondo
Cioè dai.. tutelate sottolineato..
Il sentito dire o il “letto da qualche parte” non conta una fava, contano la storia e la legge
Io ho messo in fila dei fatti, se li vuoi smentire accomodati, altrimenti della "legge" (peraltro invocata così o imboccata da un'AI accondiscendente) ce ne facciamo poco.
In particolare rilevo che "leggi" simili ci sono ovunque nel mondo occidentale, eppure nessuno considera questa una condizione sufficiente per dire (quoto)
Israele è lo stato nel quale sono maggiormente praticate e tutelate confessioni religiose al mondo
Cioè dai.. tutelate sottolineato..
Fantapolitica che non condivido, ma tanto per leggere qualcosa di diverso (anche se decisamente "ardito", oltre che trumpista).
E se Trump avesse ragione? La lezione del Professor Jiang che ribalta ogni prospettiva
di Simon Experience - 3 Aprile 2026
Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un video del Professor Jiang. Parte da un'osservazione semplice: il racconto mainstream su Donald Trump è che sia un idiota imprevedibile, un pagliaccio narcisista che semina caos senza un filo logico. Bombarda chiunque – alleati, nemici, NATO, Canada, Iran – senza una strategia. Ma se invece ci fosse un piano? E se quel caos fosse voluto?
In questo articolo voglio provare a riassumere la tesi che ho appreso da Jiang, perché mi ha letteralmente ribaltato la prospettiva.
Il caos apparente: un presidente che sembra ubriaco
Secondo i media, Trump è ovunque. In Iran minaccia di bombardare le infrastrutture petrolifere e di riportarli "all'età della pietra". Contemporaneamente, il suo Segretario alla Guerra Peter Hegseth annuncia la "Greater North America" – dal Greenland al Canale di Panama – come nuovo perimetro di sicurezza. Provoca Canada, Danimarca, Messico, Cuba. Sfida la NATO. Vuole prendere la Groenlandia.
La stampa lo dipinge come incoerente. Un buffone che non sa cosa vuole.
Ma Jiang fa una domanda geniale: e se volesse proprio questo? E se volesse perdere la guerra in Iran? E se volesse far crollare l'economia globale? E se volesse distruggere l'impero americano?
Allora non sarebbe più un idiota. Sarebbe un genio.
La mossa iniziale: chiudere Hormuz per controllare il mondo
Il punto centrale del video è questo: il mondo dipende per il 20% del petrolio dal Medio Oriente, ma anche per fertilizzanti (fosfati, ammonio) e per materiali critici come l'elio (semiconduttori, IA). Se lo Stretto di Hormuz viene chiuso da una guerra, l'economia globale collassa. Giappone (75% del petrolio dal Medio Oriente), Europa, India e Cina finiscono all'asciutto.
Ma il Nord America e la Russia hanno risorse più che sufficienti. Il Venezuela (già "preso" da Trump a gennaio), il Canada (che Trump minaccia di annettere), gli stessi Stati Uniti. Senza Hormuz, il mondo è costretto a comprare energia e cibo da Mosca e Washington.
Il debito americano da 39 trilioni di dollari diventa irrilevante. Perché Giappone, Cina e Europa smetterebbero di comprare titoli del Tesoro USA? Non possono: devono comprare petrolio e grano dagli USA.
Jiang lo dice chiaro: Trump non sta combattendo per vincere in Iran. Sta combattendo per far dipendere i suoi alleati e rivali dalle risorse nordamericane.
Putin l'architetto, Trump l'allievo
La seconda intuizione di Jiang è che Trump ha imparato da Vladimir Putin. La guerra in Ucraina, spiega, non è una "risposta alla NATO". È un piano del geopolitico russo Aleksandr Dugin (il teorico della "Terza Roma") per trasformare la Russia in un'economia di guerra permanente. I dati mostrano che l'industria militare russa (droni, munizioni) è esplosa, mentre quella civile è crollata. La Russia non vuole vincere velocemente. Vuole una guerra lunga, che la industrializzi e la unifichi attorno al nazionalismo e alla religione.
Putin sa che il mondo occidentale è vecchio, individualista, decadente. Non ha bisogno di invaderlo. Basta aspettare che collassi da solo, mentre la Russia resta stabile e autosufficiente.
Trump sta facendo lo stesso, ma con il marchio americano: il Technate (Tecnato). Un grande blocco nordamericano (USA, Canada, Groenlandia, parte dell'America Latina) che si chiude in sé stesso, sfrutta le sue risorse e lascia che il resto del mondo si autocannibali. Per questo ha litigato con tutti i vicini: li sta preparando all'annessione o alla subordinazione.
Il nuovo ordine mondiale (secondo Trump)
Il video del Professor Jiang riassume il cambiamento in tre punti, contrapponendoli al vecchio ordine di George H.W. Bush del 1991. Da un lato, il vecchio ordine era basato sulla finanza globale, sul multiculturalismo e sul consumismo, e sulla Pax Americana, ovvero gli Stati Uniti che proteggevano il mondo. Dall'altro lato, il nuovo ordine secondo Trump punta sulle risorse e sulla manifattura, sul nazionalismo cristiano, e su MAGA, cioè l'America prima e il mondo che brucia. Il mainstream vede Trump come un distruttore senza visione. Jiang lo vede invece come un distruttore con una visione molto precisa: accelerare il collasso che è comunque inevitabile – fatto di debito, invecchiamento, disuguaglianze – per uscirne come il blocco più forte, quello che vende le armi, il cibo e l'energia agli altri.
Ma è sostenibile? E l'invecchiamento?
A questo punto voi potreste obiettare: in un mondo che invecchia, una guerra permanente è insostenibile. Non ci sono abbastanza giovani per combattere.
Jiang risponde: non servono giovani. Servono droni, IA, automazione. La Russia produce già droni in serie. L'America di Trump sta spostando la produzione bellica su sistemi senza pilota. Una popolazione anziana può ancora lavorare nelle fabbriche di armi, ma a combattere sono le macchine.
Inoltre, l'invecchiamento è proprio una delle malattie del vecchio mondo (Europa, Giappone). Trump e Putin non vogliono curarla. Vogliono che quei paesi collassino perché sono vecchi e deboli, mentre i loro blocchi (Russia ortodossa e America cristiano-nazionalista) incoraggiano la natalità e la giovinezza ideologica.
La guerra permanente non è un problema: è la soluzione per sbarazzarsi delle società anziane e indebitate.
Perché questa lettura è diversa
I media mainstream ci raccontano che Trump è un pazzo solitario, che Elon Musk è un eccentrico, che Putin è un dittatore folle. Il Professor Jiang non nega le follie. Ma le inserisce in un quadro di game theory a lungo termine. Non chiede di amare Trump. Chiede di prenderlo sul serio.
Ecco perché l'ho trovato così rinfrescante. Perché finalmente qualcuno smette di ridere dei capelli arancioni o dei tweet notturni, e guarda agli effetti oggettivi delle sue politiche: la guerra in Iran non verrà vinta, ma chiuderà Hormuz; la chiusura di Hormuz renderà l'Europa e l'Asia dipendenti dal Nord America; la dipendenza energetica e alimentare trasformerà il debito USA da debolezza a leva; nel frattempo, Russia e America si preparano a essere le due fortezze in un mondo in fiamme.
Non so se Jiang abbia ragione. Ma so che la sua ipotesi spiega molti fatti che la narrazione mainstream non spiega. Per esempio: perché Trump minaccia la Groenlandia proprio mentre inizia una guerra in Iran? Perché indebolisce la NATO mentre ha bisogno di aiuto contro l'Iran? La risposta banale ("è idiota") non regge. La risposta di Jiang sì.
Conclusione: leggere controcorrente
Questo articolo non è un'apologia di Trump né una profezia. È un invito a considerare che, a volte, il caos ha un disegno. Che le guerre "stupide" possono essere razionali in una prospettiva più ampia. Che l'invecchiamento demografico non ferma la guerra, ma la trasforma.
Ringrazio il Professor Jiang per avermi regalato questa lente. La sua lezione mi ha insegnato una cosa: quando il mainstream urla "è matto", forse è proprio lì che dovremmo guardare con più attenzione.
Perché se la storia ci insegna qualcosa, è che i cosiddetti "idioti" che cambiano il mondo sono spesso quelli che vedono un passo avanti rispetto alla saggezza convenzionale.
E se Jiang avesse ragione, allora non stiamo assistendo al tramonto dell'America. Stiamo assistendo alla sua re-invenzione come fortezza tecnologica e risorsiera, pronta a sopravvivere al collasso che lei stessa ha accelerato.
Vi lascio con questa immagine: un mondo diviso in tre blocchi – Nord America, Russia-Eurasia, e tutto il resto (Europa, Asia orientale, Medio Oriente) che si contende le briciole. E al centro, un vecchio presidente arancione che sorride, mentre i giornalisti lo chiamano ancora "pazzo".
Chissà chi riderà per ultimo.
E se Trump avesse ragione? La lezione del Professor Jiang che ribalta ogni prospettiva
di Simon Experience - 3 Aprile 2026
Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un video del Professor Jiang. Parte da un'osservazione semplice: il racconto mainstream su Donald Trump è che sia un idiota imprevedibile, un pagliaccio narcisista che semina caos senza un filo logico. Bombarda chiunque – alleati, nemici, NATO, Canada, Iran – senza una strategia. Ma se invece ci fosse un piano? E se quel caos fosse voluto?
In questo articolo voglio provare a riassumere la tesi che ho appreso da Jiang, perché mi ha letteralmente ribaltato la prospettiva.
Il caos apparente: un presidente che sembra ubriaco
Secondo i media, Trump è ovunque. In Iran minaccia di bombardare le infrastrutture petrolifere e di riportarli "all'età della pietra". Contemporaneamente, il suo Segretario alla Guerra Peter Hegseth annuncia la "Greater North America" – dal Greenland al Canale di Panama – come nuovo perimetro di sicurezza. Provoca Canada, Danimarca, Messico, Cuba. Sfida la NATO. Vuole prendere la Groenlandia.
La stampa lo dipinge come incoerente. Un buffone che non sa cosa vuole.
Ma Jiang fa una domanda geniale: e se volesse proprio questo? E se volesse perdere la guerra in Iran? E se volesse far crollare l'economia globale? E se volesse distruggere l'impero americano?
Allora non sarebbe più un idiota. Sarebbe un genio.
La mossa iniziale: chiudere Hormuz per controllare il mondo
Il punto centrale del video è questo: il mondo dipende per il 20% del petrolio dal Medio Oriente, ma anche per fertilizzanti (fosfati, ammonio) e per materiali critici come l'elio (semiconduttori, IA). Se lo Stretto di Hormuz viene chiuso da una guerra, l'economia globale collassa. Giappone (75% del petrolio dal Medio Oriente), Europa, India e Cina finiscono all'asciutto.
Ma il Nord America e la Russia hanno risorse più che sufficienti. Il Venezuela (già "preso" da Trump a gennaio), il Canada (che Trump minaccia di annettere), gli stessi Stati Uniti. Senza Hormuz, il mondo è costretto a comprare energia e cibo da Mosca e Washington.
Il debito americano da 39 trilioni di dollari diventa irrilevante. Perché Giappone, Cina e Europa smetterebbero di comprare titoli del Tesoro USA? Non possono: devono comprare petrolio e grano dagli USA.
Jiang lo dice chiaro: Trump non sta combattendo per vincere in Iran. Sta combattendo per far dipendere i suoi alleati e rivali dalle risorse nordamericane.
Putin l'architetto, Trump l'allievo
La seconda intuizione di Jiang è che Trump ha imparato da Vladimir Putin. La guerra in Ucraina, spiega, non è una "risposta alla NATO". È un piano del geopolitico russo Aleksandr Dugin (il teorico della "Terza Roma") per trasformare la Russia in un'economia di guerra permanente. I dati mostrano che l'industria militare russa (droni, munizioni) è esplosa, mentre quella civile è crollata. La Russia non vuole vincere velocemente. Vuole una guerra lunga, che la industrializzi e la unifichi attorno al nazionalismo e alla religione.
Putin sa che il mondo occidentale è vecchio, individualista, decadente. Non ha bisogno di invaderlo. Basta aspettare che collassi da solo, mentre la Russia resta stabile e autosufficiente.
Trump sta facendo lo stesso, ma con il marchio americano: il Technate (Tecnato). Un grande blocco nordamericano (USA, Canada, Groenlandia, parte dell'America Latina) che si chiude in sé stesso, sfrutta le sue risorse e lascia che il resto del mondo si autocannibali. Per questo ha litigato con tutti i vicini: li sta preparando all'annessione o alla subordinazione.
Il nuovo ordine mondiale (secondo Trump)
Il video del Professor Jiang riassume il cambiamento in tre punti, contrapponendoli al vecchio ordine di George H.W. Bush del 1991. Da un lato, il vecchio ordine era basato sulla finanza globale, sul multiculturalismo e sul consumismo, e sulla Pax Americana, ovvero gli Stati Uniti che proteggevano il mondo. Dall'altro lato, il nuovo ordine secondo Trump punta sulle risorse e sulla manifattura, sul nazionalismo cristiano, e su MAGA, cioè l'America prima e il mondo che brucia. Il mainstream vede Trump come un distruttore senza visione. Jiang lo vede invece come un distruttore con una visione molto precisa: accelerare il collasso che è comunque inevitabile – fatto di debito, invecchiamento, disuguaglianze – per uscirne come il blocco più forte, quello che vende le armi, il cibo e l'energia agli altri.
Ma è sostenibile? E l'invecchiamento?
A questo punto voi potreste obiettare: in un mondo che invecchia, una guerra permanente è insostenibile. Non ci sono abbastanza giovani per combattere.
Jiang risponde: non servono giovani. Servono droni, IA, automazione. La Russia produce già droni in serie. L'America di Trump sta spostando la produzione bellica su sistemi senza pilota. Una popolazione anziana può ancora lavorare nelle fabbriche di armi, ma a combattere sono le macchine.
Inoltre, l'invecchiamento è proprio una delle malattie del vecchio mondo (Europa, Giappone). Trump e Putin non vogliono curarla. Vogliono che quei paesi collassino perché sono vecchi e deboli, mentre i loro blocchi (Russia ortodossa e America cristiano-nazionalista) incoraggiano la natalità e la giovinezza ideologica.
La guerra permanente non è un problema: è la soluzione per sbarazzarsi delle società anziane e indebitate.
Perché questa lettura è diversa
I media mainstream ci raccontano che Trump è un pazzo solitario, che Elon Musk è un eccentrico, che Putin è un dittatore folle. Il Professor Jiang non nega le follie. Ma le inserisce in un quadro di game theory a lungo termine. Non chiede di amare Trump. Chiede di prenderlo sul serio.
Ecco perché l'ho trovato così rinfrescante. Perché finalmente qualcuno smette di ridere dei capelli arancioni o dei tweet notturni, e guarda agli effetti oggettivi delle sue politiche: la guerra in Iran non verrà vinta, ma chiuderà Hormuz; la chiusura di Hormuz renderà l'Europa e l'Asia dipendenti dal Nord America; la dipendenza energetica e alimentare trasformerà il debito USA da debolezza a leva; nel frattempo, Russia e America si preparano a essere le due fortezze in un mondo in fiamme.
Non so se Jiang abbia ragione. Ma so che la sua ipotesi spiega molti fatti che la narrazione mainstream non spiega. Per esempio: perché Trump minaccia la Groenlandia proprio mentre inizia una guerra in Iran? Perché indebolisce la NATO mentre ha bisogno di aiuto contro l'Iran? La risposta banale ("è idiota") non regge. La risposta di Jiang sì.
Conclusione: leggere controcorrente
Questo articolo non è un'apologia di Trump né una profezia. È un invito a considerare che, a volte, il caos ha un disegno. Che le guerre "stupide" possono essere razionali in una prospettiva più ampia. Che l'invecchiamento demografico non ferma la guerra, ma la trasforma.
Ringrazio il Professor Jiang per avermi regalato questa lente. La sua lezione mi ha insegnato una cosa: quando il mainstream urla "è matto", forse è proprio lì che dovremmo guardare con più attenzione.
Perché se la storia ci insegna qualcosa, è che i cosiddetti "idioti" che cambiano il mondo sono spesso quelli che vedono un passo avanti rispetto alla saggezza convenzionale.
E se Jiang avesse ragione, allora non stiamo assistendo al tramonto dell'America. Stiamo assistendo alla sua re-invenzione come fortezza tecnologica e risorsiera, pronta a sopravvivere al collasso che lei stessa ha accelerato.
Vi lascio con questa immagine: un mondo diviso in tre blocchi – Nord America, Russia-Eurasia, e tutto il resto (Europa, Asia orientale, Medio Oriente) che si contende le briciole. E al centro, un vecchio presidente arancione che sorride, mentre i giornalisti lo chiamano ancora "pazzo".
Chissà chi riderà per ultimo.
Global Sumud Flotilla: "Civili rapiti in mezzo al Mediterraneo, è pirateria"
Fanno gli eroi e poi chiamano le guardie
Fanno gli eroi e poi chiamano le guardie
Non mi è chiaro come farebbero gli USA a rimanere politicamente stabili in uno scenario del genere.