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Subject: Scandalo Epstein
Praticamente si mette a nudo un cortocircuito niente meno che tra PdR e Ministro Giustizia.
Leggo che probabilmente il primo dovrà creare un decreto ad hoc per annullare la grazia concessa. Mai successo nella storia.
Mica male il 2026 del FQ, incredibile impatto sul paese di questo giornale che meriterebbe 10 volte gli abbonati che ha. E noi meriteremmo un giornalismo che si possa definire tale, invece di questa costellazione di fiancheggiatori che hanno vita facile su un popolino di utili idioti.
Leggo che probabilmente il primo dovrà creare un decreto ad hoc per annullare la grazia concessa. Mai successo nella storia.
Mica male il 2026 del FQ, incredibile impatto sul paese di questo giornale che meriterebbe 10 volte gli abbonati che ha. E noi meriteremmo un giornalismo che si possa definire tale, invece di questa costellazione di fiancheggiatori che hanno vita facile su un popolino di utili idioti.
roma.corriere.it/notizie/politica/26_aprile_30/nicole-minetti-verifiche-grazia-ministero-procura-d063ce53-5997-421b-bb1d-122cdff60xlk.shtml
Le ragioni umanitarie che sono valse la grazia a Nicole Minetti risiedono quasi esclusivamente all’estero. In Uruguay, dove la donna risultava residente fino al 2024, quando è tornata in Italia per espiare la pena alternativa alla detenzione, e dove nel 2023 ha ottenuto l’adozione del figlio malato e curato negli Stati Uniti.
La necessità del bambino di proseguire le cure a Boston, e di non rompere definitivamente i vincoli con il Paese natale da dove è stato portato via due anni fa per seguire la madre, sono alla base della clemenza concessa a Minetti, per poter uscire e rientrare in Italia a seconda delle esigenze del figlio. Se avesse dovuto scontare la condanna a 3 anni e 11 mesi anche in affidamento ai servizi sociali, le sarebbe stato ritirato il passaporto, impedendole ogni movimento oltre frontiera.
PUBBLICITÀ
Tempi prefissati
Tuttavia è proprio sulla regolarità di questi presupposti fondati fuori dai confini nazionali che sono mancati gli accertamenti prima di sottoporre il provvedimento al presidente della Repubblica, limitandosi ad acquisire e dare per buona la documentazione prodotta dall’avvocata Antonella Calcaterra che ha sottoscritto e inoltrato la domanda a luglio 2025. Conosciuta negli ambienti giudiziari per la correttezza del proprio lavoro.
La pratica ha seguito la procedura standard e i tempi fissati dal ministero della Giustizia: tutto dev’essere completato entro sei mesi, come stabilito dalla circolare redatta dal direttore generale degli Affari interni nel 2021. Per questo a novembre scorso, in assenza di riscontri, il ministero ha inviato un sollecito alla Procura generale di Milano a definire il fascicolo numero 30/2025 del Registro Grazie, intestato a Nicole Minetti. A dicembre il sostituto delegato Gaetano Brusa, un lungo trascorso da magistrato di sorveglianza e dunque esperto di esecuzione delle pene, ha avviato le verifiche «di rito» secondo lo schema predisposto dallo stesso ministero. Limitate a ciò che risultava in Italia, perché questa è la prassi e per estenderle è necessaria la richiesta e/o l’autorizzazione del Guardasigilli, nonostante dalla lettura dell’istanza risultasse abbastanza evidente come tutto ruotasse intorno a ciò che è avvenuto all’estero. A partire dalla situazione del compagno di Minetti, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, che con lei ha adottato il bambino e vissuto in Uruguay, dove lavora da oltre trent’anni. Ma è residente negli Emirati Arabi.
Nella domanda di grazia, Cipriani è definito «persona normoinserita e lontana da contesti di devianza», e solo adesso — dopo l’input di Mattarella e la richiesta ministeriale — la Procura generale ha ordinato all’Interpol di controllare l’eventuale esistenza di «segnalazioni di reato ovvero denunce» nei confronti suoi e di Minetti in Uruguay e in Spagna, per via delle notizie circolate su ipotetici «festini» con prostitute in case o barche a Ibiza. Le prime risposte sarebbero negative.
L’adozione
L’altro punto nodale da chiarire attraverso il Servizio di cooperazione internazionale riguarda «le modalità» di adozione del bambino, che al cognome originario ha aggiunto quelli italiani dei genitori adottivi. Un minorenne «abbandonato alla nascita», è scritto nell’istanza dell’avvocata Calcaterra, che per le gravi patologie di cui soffre «aveva pochissime possibilità di essere adottato; l’unica era un’adozione speciale da parte di una famiglia disposta ad accettare consapevolmente tutte le sue fragilità».
Come la coppia Cipriani-Minetti, che a marzo 2020 ha avviato l’iter conclusosi il 15 febbraio 2023. Ora gli investigatori cercheranno di approfondire, ma a luglio 2024 il tribunale per i minorenni di Venezia ha già riconosciuto e dichiarato efficace anche in Italia la sentenza di adozione uruguayana «pronunciata sul presupposto che il minore si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici, i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale».
Tutto regolare, ma dopo l’inchiesta giornalistica de Il Fatto i magistrati milanesi vogliono verificare se quel presupposto è veritiero, attraverso chiarimenti su padre e madre naturali: se siano vivi e reperibili, se abbiano mai presentato opposizione all’adozione, acquisendo tutti gli elementi utili a ricostruire la vicenda «sotto il profilo di fatti di rilevanza penale». I controlli vanno estesi anche alle notizie diffuse sulla morte dell’avvocata dei genitori biologici e di suo marito, per sapere se eventuali indagini su quei decessi coinvolgano in qualche modo Minetti e il suo compagno.
I precedenti
L’istruttoria-bis serve a colmare le possibili lacune nel parere favorevole alla grazia fornito dalla Procura generale il 9 gennaio 2026 e tutto incentrato sulla «radicale presa di distanze» della condannata «dal suo passato deviante». Che però non c’entra con le ragioni umanitarie alla base della firma del capo dello Stato. Il quale, negli anni scorsi, ha sottoscritto in almeno altre sei occasioni provvedimenti di clemenza destinati a persone che — come Minetti — non avevano scontato neanche un giorno di pena. Compreso l’ex terrorista sud-tirolese Heinrich Oberleiter, condannato in contumacia all’ergastolo per alcuni attentati commessi tra il 1966 e il 1967 a tralicci dell’alta tensione e una caserma, riparato in Austria e Germania per sfuggire alla cattura e graziato nel 2021.
A me sembra evidente che non è stata applicata una norma di buon senso, ovvero fare tutti i controlli di legge nella maniera più esaustiva possibile per evitare polemiche e grane, non ultimo quello di farsi scoprire da un giornale e far chiedere al Presidente della Repubblica ulteriori indagini e verifiche.
Una gestione approssimativa della pratica direi, per un ministro che mi sembra abbia avuto più di un problema nell'amministrazione del suo dicastero.
(edited)
Le ragioni umanitarie che sono valse la grazia a Nicole Minetti risiedono quasi esclusivamente all’estero. In Uruguay, dove la donna risultava residente fino al 2024, quando è tornata in Italia per espiare la pena alternativa alla detenzione, e dove nel 2023 ha ottenuto l’adozione del figlio malato e curato negli Stati Uniti.
La necessità del bambino di proseguire le cure a Boston, e di non rompere definitivamente i vincoli con il Paese natale da dove è stato portato via due anni fa per seguire la madre, sono alla base della clemenza concessa a Minetti, per poter uscire e rientrare in Italia a seconda delle esigenze del figlio. Se avesse dovuto scontare la condanna a 3 anni e 11 mesi anche in affidamento ai servizi sociali, le sarebbe stato ritirato il passaporto, impedendole ogni movimento oltre frontiera.
PUBBLICITÀ
Tempi prefissati
Tuttavia è proprio sulla regolarità di questi presupposti fondati fuori dai confini nazionali che sono mancati gli accertamenti prima di sottoporre il provvedimento al presidente della Repubblica, limitandosi ad acquisire e dare per buona la documentazione prodotta dall’avvocata Antonella Calcaterra che ha sottoscritto e inoltrato la domanda a luglio 2025. Conosciuta negli ambienti giudiziari per la correttezza del proprio lavoro.
La pratica ha seguito la procedura standard e i tempi fissati dal ministero della Giustizia: tutto dev’essere completato entro sei mesi, come stabilito dalla circolare redatta dal direttore generale degli Affari interni nel 2021. Per questo a novembre scorso, in assenza di riscontri, il ministero ha inviato un sollecito alla Procura generale di Milano a definire il fascicolo numero 30/2025 del Registro Grazie, intestato a Nicole Minetti. A dicembre il sostituto delegato Gaetano Brusa, un lungo trascorso da magistrato di sorveglianza e dunque esperto di esecuzione delle pene, ha avviato le verifiche «di rito» secondo lo schema predisposto dallo stesso ministero. Limitate a ciò che risultava in Italia, perché questa è la prassi e per estenderle è necessaria la richiesta e/o l’autorizzazione del Guardasigilli, nonostante dalla lettura dell’istanza risultasse abbastanza evidente come tutto ruotasse intorno a ciò che è avvenuto all’estero. A partire dalla situazione del compagno di Minetti, l’imprenditore Giuseppe Cipriani, che con lei ha adottato il bambino e vissuto in Uruguay, dove lavora da oltre trent’anni. Ma è residente negli Emirati Arabi.
Nella domanda di grazia, Cipriani è definito «persona normoinserita e lontana da contesti di devianza», e solo adesso — dopo l’input di Mattarella e la richiesta ministeriale — la Procura generale ha ordinato all’Interpol di controllare l’eventuale esistenza di «segnalazioni di reato ovvero denunce» nei confronti suoi e di Minetti in Uruguay e in Spagna, per via delle notizie circolate su ipotetici «festini» con prostitute in case o barche a Ibiza. Le prime risposte sarebbero negative.
L’adozione
L’altro punto nodale da chiarire attraverso il Servizio di cooperazione internazionale riguarda «le modalità» di adozione del bambino, che al cognome originario ha aggiunto quelli italiani dei genitori adottivi. Un minorenne «abbandonato alla nascita», è scritto nell’istanza dell’avvocata Calcaterra, che per le gravi patologie di cui soffre «aveva pochissime possibilità di essere adottato; l’unica era un’adozione speciale da parte di una famiglia disposta ad accettare consapevolmente tutte le sue fragilità».
Come la coppia Cipriani-Minetti, che a marzo 2020 ha avviato l’iter conclusosi il 15 febbraio 2023. Ora gli investigatori cercheranno di approfondire, ma a luglio 2024 il tribunale per i minorenni di Venezia ha già riconosciuto e dichiarato efficace anche in Italia la sentenza di adozione uruguayana «pronunciata sul presupposto che il minore si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici, i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale».
Tutto regolare, ma dopo l’inchiesta giornalistica de Il Fatto i magistrati milanesi vogliono verificare se quel presupposto è veritiero, attraverso chiarimenti su padre e madre naturali: se siano vivi e reperibili, se abbiano mai presentato opposizione all’adozione, acquisendo tutti gli elementi utili a ricostruire la vicenda «sotto il profilo di fatti di rilevanza penale». I controlli vanno estesi anche alle notizie diffuse sulla morte dell’avvocata dei genitori biologici e di suo marito, per sapere se eventuali indagini su quei decessi coinvolgano in qualche modo Minetti e il suo compagno.
I precedenti
L’istruttoria-bis serve a colmare le possibili lacune nel parere favorevole alla grazia fornito dalla Procura generale il 9 gennaio 2026 e tutto incentrato sulla «radicale presa di distanze» della condannata «dal suo passato deviante». Che però non c’entra con le ragioni umanitarie alla base della firma del capo dello Stato. Il quale, negli anni scorsi, ha sottoscritto in almeno altre sei occasioni provvedimenti di clemenza destinati a persone che — come Minetti — non avevano scontato neanche un giorno di pena. Compreso l’ex terrorista sud-tirolese Heinrich Oberleiter, condannato in contumacia all’ergastolo per alcuni attentati commessi tra il 1966 e il 1967 a tralicci dell’alta tensione e una caserma, riparato in Austria e Germania per sfuggire alla cattura e graziato nel 2021.
A me sembra evidente che non è stata applicata una norma di buon senso, ovvero fare tutti i controlli di legge nella maniera più esaustiva possibile per evitare polemiche e grane, non ultimo quello di farsi scoprire da un giornale e far chiedere al Presidente della Repubblica ulteriori indagini e verifiche.
Una gestione approssimativa della pratica direi, per un ministro che mi sembra abbia avuto più di un problema nell'amministrazione del suo dicastero.
(edited)
La domanda che sarebbe utile porsi è questa:
a chi tocca verificare se è necessario un supplemento di indagine fuori dal territorio italiani per cui "è necessaria la richiesta e/o l’autorizzazione del Guardasigilli"?
Al Ministero (non ministro, ministero!) che non fa indagini o alla Procura che le fa?
a chi tocca verificare se è necessario un supplemento di indagine fuori dal territorio italiani per cui "è necessaria la richiesta e/o l’autorizzazione del Guardasigilli"?
Al Ministero (non ministro, ministero!) che non fa indagini o alla Procura che le fa?
Ma posso fa na domanda?
ma è il tribunale dei minori, che da l'affidamento del minore a una nuova famiglia, ma dico io come fa un giudice a dà n'minorenne in mano a una pregiudicata, cioè possibile che non hanno visto il casellario giudiziario?
E voi dareste mai un minorenne in mano a una che organizzava i festini ad Arcore, co mignotte e cocaina?
Per me qui c' è troppa puzza de bruciato, a partire dall'avvocata morte in circostanze strane ... troppo fumo fa sta pipa ...
ma è il tribunale dei minori, che da l'affidamento del minore a una nuova famiglia, ma dico io come fa un giudice a dà n'minorenne in mano a una pregiudicata, cioè possibile che non hanno visto il casellario giudiziario?
E voi dareste mai un minorenne in mano a una che organizzava i festini ad Arcore, co mignotte e cocaina?
Per me qui c' è troppa puzza de bruciato, a partire dall'avvocata morte in circostanze strane ... troppo fumo fa sta pipa ...
A mio parere, quando si ha a che fare con la giustizia (italiana, ma non solo) la prima ipotesi deve essere sempre la superficialità e la sciatteria con cui viene fatto quasi tutto ciò che non è il penale (anzi alcuni reati nel penale).
Non so la risposta ma a me sembra entrambe le parti siano in difetto perché il ministero si è limitato a stabilire gli accertamenti di prassi e il magistrato abbia eseguito il compito senza approfondire...
io ho cercato di evidenziare il criterio: chi deve farsi questa domanda?
Chi ha strumenti di indagine o chi non li ha?
Chi ha strumenti di indagine o chi non li ha?
Concordo, resta il fatto che questa storia è stata trattata con superficialità e pressapochismo e il Presidente della Repubblica è rimasto con il cerino in mano...
Qualcuno lo sta incolpando?
Mi pare evidente che la campagna di stampa dei giornali anti-governativi punti contro il ministro (mai contro il ministero, il che dimostra la malafede).
Mi pare evidente che la campagna di stampa dei giornali anti-governativi punti contro il ministro (mai contro il ministero, il che dimostra la malafede).
E certo, non è colpa di nessuno e se c'è una colpa è del magistrato: il solito ritornello made in pupeland. Meno male che Alan lo ha messo anche in grassetto.
Comunque sia, è fin troppo chiaro che ci fosse uno schema. Come giustamente fa notare mio cugino Claudio,
Sulla base di quello che è emerso, la responsabilità è distribuita ma non equamente.
Cosa poteva fare il magistrato senza il ministero
Il punto cruciale è questo: nell'istanza di grazia c'erano già dodici documenti con referti medici, relazioni di psicologi e certificazioni di istituti di carità — tutti prodotti dalla difesa. Un magistrato diligente, leggendo quella documentazione, aveva già elementi sufficienti per sollevare dubbi e approfondire prima di esprimere parere favorevole, senza necessità di rogatorie internazionali: Il Sole 24 ORE
• Poteva verificare autonomamente con San Raffaele e Padova se il bambino risultasse nei loro database — cosa che è stata fatta solo dopo lo scandalo, e in pochi giorni ha prodotto una smentita netta.
• Poteva rilevare l'assenza di qualsiasi menzione della madre biologica nell'istanza, che era una lacuna evidente.
• Poteva segnalare le donazioni all'INAU come elemento che richiedeva approfondimento.
Nulla di tutto questo richiedeva autorizzazione ministeriale. Erano verifiche elementari su documentazione già agli atti. Il fatto che non siano state fatte configura quanto meno una superficialità professionale difficile da giustificare in un magistrato con lungo trascorso nella sorveglianza.
Cosa spetta invece al ministero
Il ministero ha due responsabilità distinte e più pesanti.
La prima è strutturale: è il ministero che ha definito lo "schema predisposto" per le verifiche di rito, uno schema evidentemente inadeguato perché limitato al territorio italiano per default. Uno schema pensato forse per casi ordinari, applicato acriticamente a un caso che aveva tutte le caratteristiche per essere straordinario.
La seconda è politica: il ministero ha ritenuto idonei gli accertamenti per esprimere il proprio parere, e la presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti per concedere la grazia. Nordio sapeva — o doveva sapere, essendo il fascicolo sul suo tavolo — che l'intera costruzione umanitaria ruotava attorno a eventi accaduti in Uruguay e negli Stati Uniti. Limitare le verifiche all'Italia in quel contesto non è prassi burocratica: è una scelta. ItaliaOggi
Il giudizio complessivo
Se il magistrato ha peccato di negligenza o eccessiva deferenza alla prassi, il ministero ha peccato di qualcosa di più difficile da attribuire alla sola burocrazia. La catena è: schema inadeguato definito dal ministero → applicato acriticamente dal magistrato → parere favorevole → grazia concessa.
In una vicenda normale, la responsabilità principale sarebbe del magistrato che firma il parere. In questa vicenda specifica, però, il contesto politico è impossibile da ignorare: Nordio che blinda la procedura, Meloni che blinda Nordio, e una condannata per reati commessi nell'orbita berlusconiana che ottiene la grazia con una documentazione che crolla al primo esame serio. La distribuzione delle responsabilità formali e quella delle responsabilità sostanziali qui probabilmente non coincidono.
Comunque sia, è fin troppo chiaro che ci fosse uno schema. Come giustamente fa notare mio cugino Claudio,
Sulla base di quello che è emerso, la responsabilità è distribuita ma non equamente.
Cosa poteva fare il magistrato senza il ministero
Il punto cruciale è questo: nell'istanza di grazia c'erano già dodici documenti con referti medici, relazioni di psicologi e certificazioni di istituti di carità — tutti prodotti dalla difesa. Un magistrato diligente, leggendo quella documentazione, aveva già elementi sufficienti per sollevare dubbi e approfondire prima di esprimere parere favorevole, senza necessità di rogatorie internazionali: Il Sole 24 ORE
• Poteva verificare autonomamente con San Raffaele e Padova se il bambino risultasse nei loro database — cosa che è stata fatta solo dopo lo scandalo, e in pochi giorni ha prodotto una smentita netta.
• Poteva rilevare l'assenza di qualsiasi menzione della madre biologica nell'istanza, che era una lacuna evidente.
• Poteva segnalare le donazioni all'INAU come elemento che richiedeva approfondimento.
Nulla di tutto questo richiedeva autorizzazione ministeriale. Erano verifiche elementari su documentazione già agli atti. Il fatto che non siano state fatte configura quanto meno una superficialità professionale difficile da giustificare in un magistrato con lungo trascorso nella sorveglianza.
Cosa spetta invece al ministero
Il ministero ha due responsabilità distinte e più pesanti.
La prima è strutturale: è il ministero che ha definito lo "schema predisposto" per le verifiche di rito, uno schema evidentemente inadeguato perché limitato al territorio italiano per default. Uno schema pensato forse per casi ordinari, applicato acriticamente a un caso che aveva tutte le caratteristiche per essere straordinario.
La seconda è politica: il ministero ha ritenuto idonei gli accertamenti per esprimere il proprio parere, e la presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti per concedere la grazia. Nordio sapeva — o doveva sapere, essendo il fascicolo sul suo tavolo — che l'intera costruzione umanitaria ruotava attorno a eventi accaduti in Uruguay e negli Stati Uniti. Limitare le verifiche all'Italia in quel contesto non è prassi burocratica: è una scelta. ItaliaOggi
Il giudizio complessivo
Se il magistrato ha peccato di negligenza o eccessiva deferenza alla prassi, il ministero ha peccato di qualcosa di più difficile da attribuire alla sola burocrazia. La catena è: schema inadeguato definito dal ministero → applicato acriticamente dal magistrato → parere favorevole → grazia concessa.
In una vicenda normale, la responsabilità principale sarebbe del magistrato che firma il parere. In questa vicenda specifica, però, il contesto politico è impossibile da ignorare: Nordio che blinda la procedura, Meloni che blinda Nordio, e una condannata per reati commessi nell'orbita berlusconiana che ottiene la grazia con una documentazione che crolla al primo esame serio. La distribuzione delle responsabilità formali e quella delle responsabilità sostanziali qui probabilmente non coincidono.
A parte che per me la responsabilità è ancora più a monte, e cioè chi ha dato un bambino in affidamento a una pregiudicata, ma la domanda che ci siamo fatti un pò tutti perchè parare il culo alla Minetti, che evidentemente era almeno per noi una carta bruciata?
Perchè forzare la mano, e rischiare di fare l'ennesima figura de merda, screditando comunque le istituzioni e il governo per salvare un igienista dentale?
Perchè mettere sotto schiaffo Mattarella, col rischio di farlo incazzare, e tirare fuori il bubbone?
E' una mossa troppo stupida, per essere attribuita ad ingenuità o incompetenza fate voi, a quali pressioni, o ricatti, sono stati sottoposti i soggetti in questione?
Comunque sto governo è meglio di una sit com, ogni giorno ne combina una, se penso che questo doveva essere il governo dei migliori ... e pensa se passa il premerierato cosa possono combinà ...
Perchè forzare la mano, e rischiare di fare l'ennesima figura de merda, screditando comunque le istituzioni e il governo per salvare un igienista dentale?
Perchè mettere sotto schiaffo Mattarella, col rischio di farlo incazzare, e tirare fuori il bubbone?
E' una mossa troppo stupida, per essere attribuita ad ingenuità o incompetenza fate voi, a quali pressioni, o ricatti, sono stati sottoposti i soggetti in questione?
Comunque sto governo è meglio di una sit com, ogni giorno ne combina una, se penso che questo doveva essere il governo dei migliori ... e pensa se passa il premerierato cosa possono combinà ...
non è colpa di nessuno e se c'è una colpa è del magistrato: il solito ritornello made in pupeland.
io non ho scritto questo e questa tua frase dimostra solo che sei prevenuto.
Nell'articolo che hai riportato si parla di colpe del MINISTERO (finalmente direi..)
Io rifaccio la domanda. A CHI deve venire il dubbio che servano indagini ulteriori?
io non ho scritto questo e questa tua frase dimostra solo che sei prevenuto.
Nell'articolo che hai riportato si parla di colpe del MINISTERO (finalmente direi..)
Io rifaccio la domanda. A CHI deve venire il dubbio che servano indagini ulteriori?
Comunque sto governo è meglio di una sit com
il fatto che tu abbia scritto "governo" secondo me è molto significativo.
Qui c'è da capire se ha sbagliato il ministero o la procura. Tu però ne fai una questione politica.
Le motivazioni sono ovviamente le solite, io vi avviso solo del fatto che la campagna di stampa serve a non cambiare nulla. A convincervi che per battere "QUESTI" bisogna votare "QUELLI".
Ovvero a continuare con questa finta alternanza in cui poi le differenze sono tutte farlocche.
il fatto che tu abbia scritto "governo" secondo me è molto significativo.
Qui c'è da capire se ha sbagliato il ministero o la procura. Tu però ne fai una questione politica.
Le motivazioni sono ovviamente le solite, io vi avviso solo del fatto che la campagna di stampa serve a non cambiare nulla. A convincervi che per battere "QUESTI" bisogna votare "QUELLI".
Ovvero a continuare con questa finta alternanza in cui poi le differenze sono tutte farlocche.
No Pupe, è una questione di responsabilità, io non voto ne questi ne quelli, perchè nel panorama politico non c'è nessuno che mi rappresenti, e quindi viaggio nell'astensionismo, come una barca senza timone, in balia dei venti e delle correnti, quindi osservo, e giudico in maniera acritica.
La responsabilità finale è del ministro, che passa le carte al presidente della repubblica che ratifica il documento concedendo la grazia, quindi, di chi è la repsonsabilità finale?
Perchè il ministro non ha chiesto approfondimenti vista la situazione delicata, Pupe, credo alla tua buona fede, ma se non ti rendi conto, che questi stanno facendo delle figure de merda, perchè ragionano che siccome sono stati eletti, possono dire io so io e voi non siete un cazzo, vuol dire mettersi il prosciutto davanti all'occhi, per mantenere una parvenza di obiettività, poi magari la pensamo diversamente amen ... ma la responsabilità finale di passare sto documento a Mattarella, di chi è? Chi ha il potere di chiedere maggiori informazioni, e di avvalersi dei servizi segreti, o di cooperare con paesi diversi?
Ma soprattutto chi ha eletto il ministro?
Vedi che poi dalla mia prospettiva tutto torna?
La responsabilità finale è del ministro, che passa le carte al presidente della repubblica che ratifica il documento concedendo la grazia, quindi, di chi è la repsonsabilità finale?
Perchè il ministro non ha chiesto approfondimenti vista la situazione delicata, Pupe, credo alla tua buona fede, ma se non ti rendi conto, che questi stanno facendo delle figure de merda, perchè ragionano che siccome sono stati eletti, possono dire io so io e voi non siete un cazzo, vuol dire mettersi il prosciutto davanti all'occhi, per mantenere una parvenza di obiettività, poi magari la pensamo diversamente amen ... ma la responsabilità finale di passare sto documento a Mattarella, di chi è? Chi ha il potere di chiedere maggiori informazioni, e di avvalersi dei servizi segreti, o di cooperare con paesi diversi?
Ma soprattutto chi ha eletto il ministro?
Vedi che poi dalla mia prospettiva tutto torna?
Oddio ho iniziato la risposta con il No ... mi sono fatto prendere dalla stessa patologia di Baluba ... non devo scrivere no all'inizio di una frase, non devo scrivere no all'inizio di una frase ... non devo scrivere no all'inizio di una frase,non devo scrivere no all'inizio di una frase,non devo scrivere no all'inizio di una frase
Perchè forzare la mano, e rischiare di fare l'ennesima figura de merda, screditando comunque le istituzioni e il governo per salvare un igienista dentale?
Ti stupisci di Nordio? Arriviamo da un anno di sfondoni clamorosi, è stato il miglior testimonial possibile per il NO al referendum.
Ti stupisci della Meloni che lo ha messo lì? Disse di non essere "ricattabile", ma poi ha pagato la mediocrità e l'inaffidabilità di uomini, alleati e consiglieri che fanno capire come sia o totalmente imbecille o... ricattabile, eccome.
Ti stupisci di Mattarella? Anch'io. Ma se penso al tradimento nel Conte2, quando uccise il paese con Draghi prima e la Draghella poi, lo stupore è tale fino a un certo punto.
Ti stupisci di Nordio? Arriviamo da un anno di sfondoni clamorosi, è stato il miglior testimonial possibile per il NO al referendum.
Ti stupisci della Meloni che lo ha messo lì? Disse di non essere "ricattabile", ma poi ha pagato la mediocrità e l'inaffidabilità di uomini, alleati e consiglieri che fanno capire come sia o totalmente imbecille o... ricattabile, eccome.
Ti stupisci di Mattarella? Anch'io. Ma se penso al tradimento nel Conte2, quando uccise il paese con Draghi prima e la Draghella poi, lo stupore è tale fino a un certo punto.