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Subject: nucleare no o si
gli USA hanno gli arricchitori di Uranio, noi no
ossia??
puoi essere più preciso ?? :))
ossia??
puoi essere più preciso ?? :))
basta wikipedia anche se non spiega bene il problema
link
in sintesi:
le moderne centrali nucleari non utilizzano l'uranio come lo si trova in natura, ma una parte di esso più ricca di un particolare isotopo
per produrre l'uranio arricchito serve un reattore particolare molto costoso che io ho chiamato "arricchitore" ma sarebbe più corretto chiamarlo "separatore" o "selezionatore" che crea il combustibile per una centrale
adesso noi compriamo l'energia elettrica dalla francia, se anche costruissimo centrali nucleari dovremmo comprare dalla stessa Francia l'uranio arricchito (visto che solo loro hanno un arricchitore con sovraproduzione), quindi non risolveremmo neppure in minima parte gli attuali problemi di dipendenza da loro
(edited)
link
in sintesi:
le moderne centrali nucleari non utilizzano l'uranio come lo si trova in natura, ma una parte di esso più ricca di un particolare isotopo
per produrre l'uranio arricchito serve un reattore particolare molto costoso che io ho chiamato "arricchitore" ma sarebbe più corretto chiamarlo "separatore" o "selezionatore" che crea il combustibile per una centrale
adesso noi compriamo l'energia elettrica dalla francia, se anche costruissimo centrali nucleari dovremmo comprare dalla stessa Francia l'uranio arricchito (visto che solo loro hanno un arricchitore con sovraproduzione), quindi non risolveremmo neppure in minima parte gli attuali problemi di dipendenza da loro
(edited)
no ok i discorsi di dipendenza erano fuori discussione
io parlavo di "tempistiche",nel senso che ci vogliono mi pare 15-20 anni prima che entri in funzione e si parlava di centrali di 4° generazione entro i 30,quindi sarebbe uno sforzo a brevissimo termine diciamo
però es questo discorso è valido per noi,è valido pure per loro no?
io parlavo di "tempistiche",nel senso che ci vogliono mi pare 15-20 anni prima che entri in funzione e si parlava di centrali di 4° generazione entro i 30,quindi sarebbe uno sforzo a brevissimo termine diciamo
però es questo discorso è valido per noi,è valido pure per loro no?
si & no
negli USA una centrale la costruiscono i 3 o 4 anni
noi nello stesso tempo FORSE decidiamo dove farla ^_*
p.s.
e se nel frattempo cambia il governo si ricomincia tutto da capo
negli USA una centrale la costruiscono i 3 o 4 anni
noi nello stesso tempo FORSE decidiamo dove farla ^_*
p.s.
e se nel frattempo cambia il governo si ricomincia tutto da capo
negli USA una centrale la costruiscono i 3 o 4 anni
ma sul serio? :|
io credevo che nei tempi di costruzione di 15 anni fosse la costruzione "ideale",nel senso che poi in italia ci avremmo messo di più per i vari magnamagna sugli appalti
ma credevo che la base fosse 15 anni a salire
com'è possibile una differenza così grande? parliamo di 1/5 di base che può solo aumentare,è TANTISSIMO :|
in poche parole,secondo te per gli USA è una cosa positiva mentre da noi non andrebbe bene?
anche con i vari problemi di inquinamento però andrebbe cmq bene per gli USA?
ma sul serio? :|
io credevo che nei tempi di costruzione di 15 anni fosse la costruzione "ideale",nel senso che poi in italia ci avremmo messo di più per i vari magnamagna sugli appalti
ma credevo che la base fosse 15 anni a salire
com'è possibile una differenza così grande? parliamo di 1/5 di base che può solo aumentare,è TANTISSIMO :|
in poche parole,secondo te per gli USA è una cosa positiva mentre da noi non andrebbe bene?
anche con i vari problemi di inquinamento però andrebbe cmq bene per gli USA?
negli USA una centrale la costruiscono i 3 o 4 anni
ma sul serio? :|
prendo da una fonte ufficiale, l'ENEA, ovvero l'ente nazionale per ne nuove tecnologie
ENEA
da cui traggo:
Quanto tempo è necessario per realizzare una centrale nucleare?
Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell’impianto. Questi tempi definiti dipendono dalle legislazioni e regolamenti nazionali per cui ci si può riferire a casi concreti recenti, quali quello finlandese, quello britannico e, infine, proprio quello italiano. In Finlandia il processo decisionale per la realizzazione di un nuovo impianto nucleare implica sei successivi stadi, che vanno dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione ed esercizio dell’impianto al rilascio di una licenza di esercizio da parte del Governo. Nel caso dell’impianto EPR di Olkiluoto 3, l’iter è iniziato nel 1998 con il lancio della VIA da parte delle utility interessate (a quel tempo erano ancora in ballo due possibili siti), ha attraversato il suo culmine con l’approvazione della nuova centrale da parte del Governo finlandese nel maggio del 2002 (la licenza alla costruzione è stata poi rilasciata nel 2005) e si concluderà nel 2011-2012 con la messa in funzione dell’impianto: complessivamente 13-14 anni, ma l’impianto sconta il fatto di essere il First-of-a-Kind, cioè il primo impianto EPR mai costruito al mondo. Il governo britannico, ad inizio 2008, ha annunciato la costruzione di 8 centrali nucleari di III Generazione, fra cui l’EPR già più volte menzionato. Il target di EDF è di mettere in rete il primo impianto EPR britannico nel 2017-2018. Infine, il nuovo programma nucleare italiano avviato con l’approvazione della legge 99 del 23 luglio 2009 riguardante “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e con il relativo Decreto attuativo dell’art. 25 della medesima legge approvato nel 2010, prevede la messa in rete della prima centrale nucleare di III generazione all’orizzonte del 2020.
e negli USA impiegano molto meno di 50 mesi perchè hanno già in casa propria le aziende specializzate per le costruzioni
in poche parole,secondo te per gli USA è una cosa positiva mentre da noi non andrebbe bene?
anche con i vari problemi di inquinamento però andrebbe cmq bene per gli USA?
io non ho detto che per USA sia una cosa positiva, ho solo detto che per noi è peggio
ma sul serio? :|
prendo da una fonte ufficiale, l'ENEA, ovvero l'ente nazionale per ne nuove tecnologie
ENEA
da cui traggo:
Quanto tempo è necessario per realizzare una centrale nucleare?
Gli attuali reattori di III Generazione (AP1000 Westinghouse, EPR Areva) hanno un tempo di costruzione di circa 50 mesi. Ma va tenuto conto che prima della costruzione è necessario acquisire alcune autorizzazioni sia per il sito sia per la costruzione e la messa in funzione esercizio dell’impianto. Questi tempi definiti dipendono dalle legislazioni e regolamenti nazionali per cui ci si può riferire a casi concreti recenti, quali quello finlandese, quello britannico e, infine, proprio quello italiano. In Finlandia il processo decisionale per la realizzazione di un nuovo impianto nucleare implica sei successivi stadi, che vanno dalla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione ed esercizio dell’impianto al rilascio di una licenza di esercizio da parte del Governo. Nel caso dell’impianto EPR di Olkiluoto 3, l’iter è iniziato nel 1998 con il lancio della VIA da parte delle utility interessate (a quel tempo erano ancora in ballo due possibili siti), ha attraversato il suo culmine con l’approvazione della nuova centrale da parte del Governo finlandese nel maggio del 2002 (la licenza alla costruzione è stata poi rilasciata nel 2005) e si concluderà nel 2011-2012 con la messa in funzione dell’impianto: complessivamente 13-14 anni, ma l’impianto sconta il fatto di essere il First-of-a-Kind, cioè il primo impianto EPR mai costruito al mondo. Il governo britannico, ad inizio 2008, ha annunciato la costruzione di 8 centrali nucleari di III Generazione, fra cui l’EPR già più volte menzionato. Il target di EDF è di mettere in rete il primo impianto EPR britannico nel 2017-2018. Infine, il nuovo programma nucleare italiano avviato con l’approvazione della legge 99 del 23 luglio 2009 riguardante “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e con il relativo Decreto attuativo dell’art. 25 della medesima legge approvato nel 2010, prevede la messa in rete della prima centrale nucleare di III generazione all’orizzonte del 2020.
e negli USA impiegano molto meno di 50 mesi perchè hanno già in casa propria le aziende specializzate per le costruzioni
in poche parole,secondo te per gli USA è una cosa positiva mentre da noi non andrebbe bene?
anche con i vari problemi di inquinamento però andrebbe cmq bene per gli USA?
io non ho detto che per USA sia una cosa positiva, ho solo detto che per noi è peggio
Umberto Veronesi guiderà l’Agenzia per il Nucleare
Il professore ha dato l'annuncio questa mattina, «chi ha studiato sa che è privo di rischi»
Milena Gabanelli aveva stroncato la sua candidatura contestando l'età e la competenza in materia
Umberto Veronesi ha sciolto le riserve e questa mattina ha annunciato che dirigerà l’Agenzia per la Sicurezza del nucleare in Italia. «Mi è stata richiesta la disponibilità e ho accettato volentieri», ha detto intervenendo al telefono durante la trasmissione televisiva Mattino 5 «potrei svolgere un lavoro come esperto in protezione ambientale». Poi ha aggiunto che per far partire il nucleare in Italia serviranno almeno quattro anni e ha confermato che non crede ci sia da preoccuparsi sui suoi rischi: «Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c’è alcun rischio», ha detto.
L’annuncio di Veronesi è stato accolto con soddisfazione dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che hanno ribadito la «larga condivisione del governo sulla sua candidatura». Per la nomina ufficiale ora si attende solo il decreto della Presidenza del Consiglio. Sul fronte dell’opposizione invece la scelta di Veronesi crea qualche fastidio al PD, contrario al nucleare ma nelle cui file Veronesi è stato eletto al Senato. Quando si era iniziato a parlare della sua nomina, lo stesso Veronesi aveva detto in un’intervista che nel caso in cui avesse accettato avrebbe dato le dimissioni dall’incarico parlamentare.
Lo scorso 27 luglio la giornalista Milena Gabanelli era intervenuta sulla nomina a Veronesi con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera e aveva severamente stroncato la candidatura del professore per motivi di opportunità, età, esperienza e competenza.
Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per curare il cancro. Da un paio d’anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese. Ora è stato proposto il suo nome come Presidente dell’Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, nomina che accetterebbe volentieri, di nuovo a condizione che non sottragga tempo ai suoi pazienti. Ovvero, bisognerebbe adattare le necessità di un’agenzia così delicata e fondamentale agli impegni del candidato presidente. Intanto venerdì scorso in Senato è stato approvato un decreto che gli consentirebbe, se volesse, di andare in deroga alla legge che vieta a chi ha incarichi politici di presiedere un’authority.
Riguardo invece alla sua competenza in materia, scrive: «Sono un appassionato di fisica, non a caso ho ricevuto la laurea honoris causa». Nuclearista convinto, cita la Francia come modello di qualità di vita per noi italiani. Partendo dal presupposto che l’agenzia non sia un bluff ma qualcosa di straordinariamente serio, non è affatto rassicurante l’idea che venga diretta (nei ritagli di tempo) per 7 anni, da un uomo che oggi ne ha 85, anche se è il più bravo oncologo del pianeta. Presiedere l’agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione. Siccome il Prof. Veronesi cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare.
Il Prof. Veronesi ha poi espresso un’opinione sul fattore rischio («oggi calcolato quasi vicino allo zero»), che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano proprio in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come «l’alternativa più valida al petrolio» è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano. Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose.
ilpost
Il professore ha dato l'annuncio questa mattina, «chi ha studiato sa che è privo di rischi»
Milena Gabanelli aveva stroncato la sua candidatura contestando l'età e la competenza in materia
Umberto Veronesi ha sciolto le riserve e questa mattina ha annunciato che dirigerà l’Agenzia per la Sicurezza del nucleare in Italia. «Mi è stata richiesta la disponibilità e ho accettato volentieri», ha detto intervenendo al telefono durante la trasmissione televisiva Mattino 5 «potrei svolgere un lavoro come esperto in protezione ambientale». Poi ha aggiunto che per far partire il nucleare in Italia serviranno almeno quattro anni e ha confermato che non crede ci sia da preoccuparsi sui suoi rischi: «Chi ha studiato sa benissimo che il disastro di Chernobyl è stato provocato dalla follia di un direttore che ha voluto fare un esperimento. E per farlo ha tolto almeno 12 livelli di sicurezza. È stata una follia umana che non si ripeterà. Sono sicuro che non c’è alcun rischio», ha detto.
L’annuncio di Veronesi è stato accolto con soddisfazione dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che hanno ribadito la «larga condivisione del governo sulla sua candidatura». Per la nomina ufficiale ora si attende solo il decreto della Presidenza del Consiglio. Sul fronte dell’opposizione invece la scelta di Veronesi crea qualche fastidio al PD, contrario al nucleare ma nelle cui file Veronesi è stato eletto al Senato. Quando si era iniziato a parlare della sua nomina, lo stesso Veronesi aveva detto in un’intervista che nel caso in cui avesse accettato avrebbe dato le dimissioni dall’incarico parlamentare.
Lo scorso 27 luglio la giornalista Milena Gabanelli era intervenuta sulla nomina a Veronesi con una lettera pubblicata sul Corriere della Sera e aveva severamente stroncato la candidatura del professore per motivi di opportunità, età, esperienza e competenza.
Caro direttore, premetto che non ho interesse per le preferenze politiche del Prof. Veronesi; è un oncologo di fama e mi aspetto che faccia tutto quello che può per curare il cancro. Da un paio d’anni è anche senatore, carica che ha accettato a patto che non gli porti via tempo per i suoi pazienti. Intento nobile verso i pazienti, meno verso i cittadini che, pagando un lauto stipendio ai senatori, si aspettano che dedichino le loro energie alla gestione politica del Paese. Ora è stato proposto il suo nome come Presidente dell’Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, nomina che accetterebbe volentieri, di nuovo a condizione che non sottragga tempo ai suoi pazienti. Ovvero, bisognerebbe adattare le necessità di un’agenzia così delicata e fondamentale agli impegni del candidato presidente. Intanto venerdì scorso in Senato è stato approvato un decreto che gli consentirebbe, se volesse, di andare in deroga alla legge che vieta a chi ha incarichi politici di presiedere un’authority.
Riguardo invece alla sua competenza in materia, scrive: «Sono un appassionato di fisica, non a caso ho ricevuto la laurea honoris causa». Nuclearista convinto, cita la Francia come modello di qualità di vita per noi italiani. Partendo dal presupposto che l’agenzia non sia un bluff ma qualcosa di straordinariamente serio, non è affatto rassicurante l’idea che venga diretta (nei ritagli di tempo) per 7 anni, da un uomo che oggi ne ha 85, anche se è il più bravo oncologo del pianeta. Presiedere l’agenzia per il nucleare vuol dire affrontare problemi di carattere tecnico, elaborare i regolamenti insieme ai commissari, dare il parere sui progetti, verificare il rispetto delle regole e prescrizioni a cui sono sottomesse le installazioni. Un lavoro certamente a tempo pieno, meglio se subordinato a una competenza specifica, più che a una passione. Siccome il Prof. Veronesi cita il modello francese, saprà che la loro agenzia (ASN) è diretta da Jean Christophe Niel, 49 anni (laureato in fisica teorica che ha ricoperto incarichi di vertice nel controllo sul ciclo del combustibile e dei rifiuti, ed è stato per anni capo del dipartimento per la sicurezza dei materiali radioattivi). Il presidente è Andrè-Claude Lacoste, 69 anni, ingegnere, da 17 anni con incarichi direttivi nel settore sicurezza nucleare.
Il Prof. Veronesi ha poi espresso un’opinione sul fattore rischio («oggi calcolato quasi vicino allo zero»), che sembra non tener conto dei cosiddetti piccoli incidenti quotidiani, riportati da tutte le Agenzie, che si verificano proprio in Francia; per non parlare delle basse emissioni permanenti degli impianti, come dimostra lo studio del Prof. Hoffman ordinato dalla Cancelliera Merkel. Parlare invece di nucleare come «l’alternativa più valida al petrolio» è solo suggestivo, poiché il petrolio serve soprattutto a far muovere le macchine e solo in minima parte ad alimentare le centrali elettriche. Infatti in Francia, Paese più nuclearizzato d’Europa, il consumo procapite di petrolio è più alto rispetto a quello italiano. Succede di essere approssimativi quando ci si occupa di troppe cose.
ilpost
Per tutti quelli interessati ad approfondire questo problema (ed altri collegati) e più in generale quello della questione energetica mondiale, consiglio questo bellissimo libro La fisica per i presidenti del futuro.
E' scritto per ipotetici presidenti di nazioni e primi ministri (tipo, Obama, Berlusconi eccetera), quindi per gente che ne sa poco o niente di scienze, e l'idea è di dare le informazioni minime necessarie a capire i nodi principali della questione, penso sia leggibile da chiunque.
Quando l'ho letto ho capito una cosa, che se facciamo ora in Italia le centrali nucleari in Italia del tipo che c'è in Francia ora, si può al limite risolvere un problema economico, ma non un problema energetico, nel senso che credo che ci siano allo studio tipi di centrali molto più efficienti e meno rischiosi.....ma d'altronde in Italia non verranno mai pagati ricercatori per studiare la questione, al limite ci possiamo aspettare che i ricercatori giovani del settore vengano gradualmente lasciati a casa o trasferiti all'estero in quanto precari.
La mia non è un'osservazione politica, mi pare di aver capito che anche il nucleare ha bisogno di essere parecchio ma parechio migliorato, e per farlo l'unico modo è potenziare la ricerca: se l'Italia continua a tagliare la ricerca (cosa fatta da più governi, non solo da questo) sarà difficile che anche nel nucleare possa mai essere al passo degli altri paesi, o magari avanti.
Da quando è stato abolito il nucleare son passati più di 20 anni, anni in cui l'Italia avrebbe potuto investire nella ricerca su modi alternativi di produrre energia elettrica. Se lo avesse fatto ora ci troveremmo con 20 anni di vantaggio, in quel settore, nei confronti degli altri paesi....ma da bravi italiani abbiamo evitato accuratamente di farlo :(
E' scritto per ipotetici presidenti di nazioni e primi ministri (tipo, Obama, Berlusconi eccetera), quindi per gente che ne sa poco o niente di scienze, e l'idea è di dare le informazioni minime necessarie a capire i nodi principali della questione, penso sia leggibile da chiunque.
Quando l'ho letto ho capito una cosa, che se facciamo ora in Italia le centrali nucleari in Italia del tipo che c'è in Francia ora, si può al limite risolvere un problema economico, ma non un problema energetico, nel senso che credo che ci siano allo studio tipi di centrali molto più efficienti e meno rischiosi.....ma d'altronde in Italia non verranno mai pagati ricercatori per studiare la questione, al limite ci possiamo aspettare che i ricercatori giovani del settore vengano gradualmente lasciati a casa o trasferiti all'estero in quanto precari.
La mia non è un'osservazione politica, mi pare di aver capito che anche il nucleare ha bisogno di essere parecchio ma parechio migliorato, e per farlo l'unico modo è potenziare la ricerca: se l'Italia continua a tagliare la ricerca (cosa fatta da più governi, non solo da questo) sarà difficile che anche nel nucleare possa mai essere al passo degli altri paesi, o magari avanti.
Da quando è stato abolito il nucleare son passati più di 20 anni, anni in cui l'Italia avrebbe potuto investire nella ricerca su modi alternativi di produrre energia elettrica. Se lo avesse fatto ora ci troveremmo con 20 anni di vantaggio, in quel settore, nei confronti degli altri paesi....ma da bravi italiani abbiamo evitato accuratamente di farlo :(
L'Italia è all'avanguardia in quanto a ricerca nucleare moderna.
Secondo me (cioè a spanne) l'avrà vinta l'India che punta molto sul Torio. L'Italia è immersa in progetti internazionali sulla fusione. Anch'essi sono promettenti, ma difficilmente daranno risultati concreti prima del 2040.
Secondo me (cioè a spanne) l'avrà vinta l'India che punta molto sul Torio. L'Italia è immersa in progetti internazionali sulla fusione. Anch'essi sono promettenti, ma difficilmente daranno risultati concreti prima del 2040.
è all'avanguardia ma potrebbe essere più avanti se oltre a progetti internazionali potesse parne anche di nazionali, però ammetto che è un discorso generale che vale per tutti i settori di ricerca e non so se per qualche strano motivo l'italia dedichi dei fondi particolari in più per quel particolare tipo di ricerca...ma dubito
Beh ti dico, stavo guardando (per l'uni) un po' a che livello è la ricerca sulla fusione nucleare.
C'è un progetto internazionale (ITER) che coinvolge praticamente tutto il mondo che conta. Se l'Italia portasse avanti dei progetti da sola, non avrebbe la forza di produrre risultati decenti.
E' uno slogan vecchio, trito e ri-trito, ma in questo caso si può tranquillamente dire che "l'unione fa la forza" ;)
C'è un progetto internazionale (ITER) che coinvolge praticamente tutto il mondo che conta. Se l'Italia portasse avanti dei progetti da sola, non avrebbe la forza di produrre risultati decenti.
E' uno slogan vecchio, trito e ri-trito, ma in questo caso si può tranquillamente dire che "l'unione fa la forza" ;)
Il nuovo brevetto di Chicco Testa
Lo spot atomico finto-neutrale
Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per l'informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Edf
Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.
Testa conosce l’argomento. L’E-nel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.
Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati.
Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.
Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane.
I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul “supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum”.
da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2011
Lo spot atomico finto-neutrale
Campagna da 6 milioni di euro pagata dalla lobby delle centrali. Il forum per l'informazione obiettiva sul nucleare, guidato da uomini di Enel e Edf
Gli antinuclearisti hanno reagito rabbiosamente. Altro che spot neutrale, protestano. Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano, ironizza sulle critiche attirate dalla massiccia campagna pubblicitaria per una discussione senza pregiudizi sull’energia atomica: “Qualcuno sostiene che aver dato gli scacchi bianchi al filonucleare comunica in modo subliminale che quella è la parte migliore”. Testa ha ragione. E’ inutile analizzare i contenuti visivi e testuali di uno spot televisivo per capire da che parte tira. Si fa molto prima a guardare chi lo paga. E così si scopre che, in un Paese dove l’opposizione è accusata di ostacolare la regolare attività di governo, qualcuno considera normale che la lobby nucleare si tassi per affidare a se stessa l’informazione equilibrata da dare al popolo.
Testa conosce l’argomento. L’E-nel l’ha scelto per sanare i danni gravissimi da lui stesso prodotti alla cultura nucleare nazionale negli anni ‘80, quando guidava le manifestazioni per fermare le centrali. E’ lui che il 9 novembre 1987, deputato comunista, così commentava l’esito del referendum nucleare: “Il risultato è di grandissimo interesse politico. La battaglia è stata dura per i grossi interessi in campo”. Adesso evidentemente non ci sono più interessi in campo. Forse i 6 milioni stanziati per la campagna pubblicitaria sono disinteressati. E così, con la mente libera di spaziare senza pregiudizi nelle ampie praterie della conoscenza, l’ex leader antinucleare inonda tv e giornali con lo spot che invita a informarsi in modo serio, senza stare a sentire le assurdità propalate dai suoi successori di Legambiente e simili.
Lo spot
Creato dalla Saatchi & Saatchi così velocemente da andare in onda prima che il Forum nominasse il comitato scientifico che doveva approvarlo, rappresenta una partita a scacchi tra un favorevole e un contrario al nucleare, che sono poi la stessa persona, a rappresentare il dubbio che è in noi. Il dubbioso ha il nero, però muove per primo: “Sono contrario all’energia nucleare perché mi preoccupo per i miei figli”. Apertura generica. Il bianco replica mostrando conoscenze specifiche: “Sono favorevole perché tra cinquant’anni non potranno contare solo sui combustibili fossili”. E con i combustibili fossili, che tutti i telespettatori hanno imparato a enumerare fin dalle elementari, i figli sono sistemati.
Lo spaesato ci riprova: “Ci sono dei dubbi sulle centrali”. E’ ancora generico e disinformato, e il granitico lo infilza di nuovo: “Ma non ce ne sono sulla sicurezza”. E passa la paura. Terzo tentativo: “Il nucleare è una mossa azzardata per il Paese”, ci riprova l’ignorante. “O forse è una grande mossa”, insinua l’ottimista con il tono di chi sa a chi chiedere le dritte per vincere in Borsa. La voce neutrale dell’arbitro chiude lo spot: “E tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”. Inutile qui ricordare i commenti diffusi nella Rete sui gradi angolari della posizione che lo spot suggerisce (subliminalmente) al cittadino.
Il caso
Lo spot finto neutrale solleva un problema più generale. L’informazione equilibrata e obiettiva sul nucleare, gestita dal Forum di Chicco Testa, è finanziata (fino a oggi per 7 milioni, mentre il budget 2011 è ancora in fase di definizione) dalle seguenti aziende, in ordine alfabetico: Alstom, Ansaldo Nucleare, Areva, Confindustria, Eon, Edf, Edison, Enel, Federprogetti, Gdf Suez, Sogin, Stratinvest Ru, Techint, Technip, Tecnimont, Terna, Westinghouse. Tra i soci del Forum ci sono anche Cisl e Uil di categoria, più alcune Università italiane.
I dirigenti del Forum sono, oltre a Chicco Testa, Bruno D’Onghia (capo in Italia dell’Edf, gigante elettrico nucleare francese), Karen Daifuku (nota lobbista internazionale del settore), e tre dirigenti Enel: Giancarlo Aquilanti, Paolo Iammatteo e Federico Colosi. L’associazione è fondata sul “supportoorganizzativoestrategico” della Hill & Knowlton, multinazionale della comunicazione. Testa, che non disdegna mai la polemica, replica alle critiche degli antinuclearisti con una provocazione: “Mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo a loro sul nostro Forum”.
da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio 2011
Proibiti i commenti allo spot nucleare
Babbo Natale ha portato sulle nostre televisioni uno spot in cui si parla di energia nucleare. Il filmato dura trenta secondi ed è stato realizzato da Saatchi & Saatchi, una delle corazzate mondiali dell'advertising, e solo negli ultimi secondi compare il nome del committente: il Forum Nucleare Italiano, struttura costituita sei mesi fa con il finanziamento delle industrie coinvolte nel business delle centrali atomiche e presieduto da Chicco Testa, il profeta del newborn nuclear all'italiana. Il lancio dello spot è stato fatto in grande stile, con molti passaggi in prime time. Del resto lo stesso Berlù tempo fa aveva parlato della necessità di una "campagna di informazione" sul nucleare.
Il Forum Nucleare ha aperto un canale su Youtube che per ora ha solo 55 iscritti. Accanto a filmati celebrativi della fondazione è stato inserito anche lo spot, ma senza permettere di lasciare commenti, cosa che ha fatto imbestialire il popolo della rete. Nel frattempo un gruppo su facebook si è attivato per chiedere la sospensione dello spot, raggiungendo già i 1500 iscritti.
La lettura più interessante e divertente del subdolo spot l'ha fatta nel video qui sopra l'attrice Maddalena Balsamo. Anche lei ha un canale su Yotube dove vanta però 10160 iscritti, cioè circa 200 volte quelli del Forum Nucleare. Margherita i suoi iscritti se li è conquistati uno per uno con i video che carica e con le cose che racconta. Un consenso che viene dal basso, dalla condivisione e dalla partecipazione. E senza ricevere assegni con vari zeri da Westinghouse, Enel, Areva, Edison, EdF...
Aggiornamento delle 21:00
Il post è stato rilanciato nel blog di Pippo Civati. Ne è scaturita una serie di commenti interessanti, tra i quali alcuni interventi filoatomici ai quali ho risposto.
emiliodalessio.blogspot.com
Babbo Natale ha portato sulle nostre televisioni uno spot in cui si parla di energia nucleare. Il filmato dura trenta secondi ed è stato realizzato da Saatchi & Saatchi, una delle corazzate mondiali dell'advertising, e solo negli ultimi secondi compare il nome del committente: il Forum Nucleare Italiano, struttura costituita sei mesi fa con il finanziamento delle industrie coinvolte nel business delle centrali atomiche e presieduto da Chicco Testa, il profeta del newborn nuclear all'italiana. Il lancio dello spot è stato fatto in grande stile, con molti passaggi in prime time. Del resto lo stesso Berlù tempo fa aveva parlato della necessità di una "campagna di informazione" sul nucleare.
Il Forum Nucleare ha aperto un canale su Youtube che per ora ha solo 55 iscritti. Accanto a filmati celebrativi della fondazione è stato inserito anche lo spot, ma senza permettere di lasciare commenti, cosa che ha fatto imbestialire il popolo della rete. Nel frattempo un gruppo su facebook si è attivato per chiedere la sospensione dello spot, raggiungendo già i 1500 iscritti.
La lettura più interessante e divertente del subdolo spot l'ha fatta nel video qui sopra l'attrice Maddalena Balsamo. Anche lei ha un canale su Yotube dove vanta però 10160 iscritti, cioè circa 200 volte quelli del Forum Nucleare. Margherita i suoi iscritti se li è conquistati uno per uno con i video che carica e con le cose che racconta. Un consenso che viene dal basso, dalla condivisione e dalla partecipazione. E senza ricevere assegni con vari zeri da Westinghouse, Enel, Areva, Edison, EdF...
Aggiornamento delle 21:00
Il post è stato rilanciato nel blog di Pippo Civati. Ne è scaturita una serie di commenti interessanti, tra i quali alcuni interventi filoatomici ai quali ho risposto.
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