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Subject: nucleare no o si
così come coi cip6 invece di pagare le rinnovabili paghiamo le nucleari in slovacchia
ti ha risposto punx
non dismesse ma messe in sicurezza...grande differenza dal punto di vista del pericolo di impatto ambientale.
Ovvero?
non dismesse ma messe in sicurezza...grande differenza dal punto di vista del pericolo di impatto ambientale.
Ovvero?
dai un'occhiata alle mie slide, son tutti dati ufficiali :)
NIC to
Baluba [del]
A Saluggia non c'è ma stata una centrale nucleare, c'è un centro di ricerca dell'ENEA.
a Saluggia sono state stoccate parte delle scorie radioattive della vicina centrale di Trino Vercellese
esatto.. purtroppo in ste zone ci abito -_-
a Saluggia sono state stoccate parte delle scorie radioattive della vicina centrale di Trino Vercellese
esatto.. purtroppo in ste zone ci abito -_-
ovvero le strutture delle centrali sono ancora lì, con il loro carico di contaminazione residua che chiunque con un geiger fatto in casa può andare a misurare
ripeto, ci sono cose che non ammettiamo con noi stessi per paura
ripeto, ci sono cose che non ammettiamo con noi stessi per paura
tipo queste...
mi fanno paura coloro i quali ancora professano la bontà dell'energia nucleare e purtroppo il mondo è pieno di centrali
mi fanno paura coloro i quali ancora professano la bontà dell'energia nucleare e purtroppo il mondo è pieno di centrali
A syd quando vedi ste cose che opinione si può fare la gente con gli antinuclearisti?
molto interessanti
fenomenale il magheggio fatto sul termine "assimilate"
roba da galera.
(edited)
fenomenale il magheggio fatto sul termine "assimilate"
roba da galera.
(edited)
non saprei...ci sono numerosi documentari e testimonianze circa gli effetti "benefici" del nucleare...basta informarsi e informare.
so che la gente non sa e/o non vuole sapere e accetta tutto pur di non rinunciare al proprio status quo economico-sociale
(edited)
so che la gente non sa e/o non vuole sapere e accetta tutto pur di non rinunciare al proprio status quo economico-sociale
(edited)
TU dai i dati e devi fornrirne le "prove" (ovvero li documenti), non sono gli altri a doverteli smontare da subito!!
Solo a quel punto, a fronte della tua "documentazione", la controparte può "tentare" di smontarli con altrettanti fatti (documentati).
non voglio delle prove della scientifica da deporre in tribunale, mi basta un "questo e quell'altro non sono successi, il tale episodio in realtà è andato così, eccetera"
Altrimenti un elenco come quello rimane valido, essendoci luogo data e dettagli dell'accaduto
Solo a quel punto, a fronte della tua "documentazione", la controparte può "tentare" di smontarli con altrettanti fatti (documentati).
non voglio delle prove della scientifica da deporre in tribunale, mi basta un "questo e quell'altro non sono successi, il tale episodio in realtà è andato così, eccetera"
Altrimenti un elenco come quello rimane valido, essendoci luogo data e dettagli dell'accaduto
singolare come ci si polarizza sul nucleare
per gli scettici il mondo si può dividere in sostenitori della fissione, possibilisti ma preoccupati, favorevoli ma solo alla fusione, indifferenti, oppositori, insomma varie categorie di persone.
per i nuclearisti ci sono loro che sanno tutto. E tutti gli altri che raccontano balle ambientaliste.
per gli scettici il mondo si può dividere in sostenitori della fissione, possibilisti ma preoccupati, favorevoli ma solo alla fusione, indifferenti, oppositori, insomma varie categorie di persone.
per i nuclearisti ci sono loro che sanno tutto. E tutti gli altri che raccontano balle ambientaliste.
non saprei...ci sono numerosi documentari e testimonianze circa gli effetti "benefici" del nucleare...basta informarsi e informare.
so che la gente non sa e/o non vuole sapere e accetta tutto pur di non rinunciare al proprio status quo economico-sociale
(modificato)
risposta esaustiva.
so che la gente non sa e/o non vuole sapere e accetta tutto pur di non rinunciare al proprio status quo economico-sociale
(modificato)
risposta esaustiva.
“Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più”. Mario Tozzi, maître à penser e mezzobusto televisivo dell’ambientalismo italiano, non usa mezzi termini nel commentare le reazioni di casa nostra al terremoto giapponese e alla minaccia di disastro nucleare. Le dichiarazioni dei vari Fabrizio Cicchitto e Pierferdinando Casini, a Tozzi non sono proprio piaciute. E’ un fiume in piena: “C’è da rimanere allibiti. Questi politici fanno finta di esser dei teorici di fisica nucleare. Non hanno nemmeno la decenza di usare la cautela che in situazioni come questa dovrebbe essere d’obbligo”.
Non parlate a Tozzi poi dell’editoriale di oggi del Messaggero a firma di Oscar Giannino. Un articolo che ha scalato la classifica delle dichiarazioni al buio che poi sono state clamorosamente smentite. Il giornalista scriveva che quanto accaduto in Giappone era “la prova del nove” della sicurezza dell’energia prodotta dall’atomo. “Che figura miserrima quella di Giannino – attacca Tozzi – Ma a una cosa è servita: a smascherare l’abitudine italiana di salire in cattedra e di parlare di cose che non si conoscono”.
Di fronte alla minaccia di un disastro nucleare, la parola d’ordine della lobby nucleare nostrana è minimizzare. “Anche l’incubo che sta vivendo il Giappone in queste ore con il danneggiamento di un reattore – continua il giornalista – in Italia viene declinato a mero strumento di propaganda politica e ideologica. Difendono l’atomo solo perché non possono tornare indietro”.
Secondo il conduttore di “Gaia, il pianeta che vive” (che tornerà in onda su Rai Tre a partire dal 31 marzo) le bugie più macroscopiche della lobby pro-atomo sono due: la sicurezza e l’economicità di questa fonte di energia. Che la tragedia giapponese le sta drammaticamente mettendo a nudo.
“Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos’è successo? E’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà un sisma più potente?”. Nessuno, appunto. Perché i terremoti sono fenomeni che non si possono prevedere. Inoltre il disastro giapponese è avvenuto nel paese tecnologicamente più avanzato del mondo. A Tokio infatti è radicata una seria cultura del rischio che è frutto di una profonda conoscenza di questi fenomeni. “Con quale faccia di tolla i vari Cicchitto ci vengono a vendere l’idea che in Italia, in caso di terremoto, le cose possano andare meglio che in Giappone? Il terremoto dell’Aquila se si fosse verificato in Giappone non avrebbe provocato neanche la caduta di un cornicione. Da noi ha causato 300 morti. Chi può credere alle farneticazioni sulla sicurezza del nucleare italiano?”, chiede sarcasticamente Tozzi. E’ vero che l’incidente nucleare è più raro, ma è altrettanto vero che è mille volte più pericoloso. E il caso giapponese, secondo Tozzi, è da manuale: “Se a una centrale gli si rompe il sistema di raffreddamento diventa esattamente come un’enorme bomba atomica. Forse è questa la prova del nove di cui parla Giannino”.
E poi c’è la questione della presunta economicità dell’energia prodotta dall’atomo. “I vari politici e presunti esperti – argomenta Tozzi – si riempono la bocca dicendo che il kilowattora prodotto dall’atomo è più economico di quello prodotto dalle altre fonti. Ma non è vero. Noi sapremo quanto costa realmente solo quando avremo reso inattivo il primo chilogrammo di scorie radioattive prodotto dalle centrali. E cioè fra 30mila anni”. Secondo il giornalista, la lobby che vuole il ritorno del nucleare propaganda la sua convenienza economica senza tenere conto dell’esternalità, e cioè dei costi aggiuntivi che ne fanno lievitare il prezzo. Che vanno dallo smaltimento delle scorie (problema che nessun paese al mondo ha ancora risolto definitivamente) ai costi sociali ed economici di un eventuale incidente. “Sono soldi che i nuclearisti non conteggiano – dice Tozzi – perché sono costi che ricadranno sui cittadini e sulle generazioni future”.
Il 12 giugno è in programma un referendum che, fra le altre cose, chiede l’abrogazione del ritorno all’atomo dell’Italia. Il rimando a quanto successe a Chernobyl nel 1987, alle grandi mobilitazioni antinucleariste fino al referendum che sancì l’abbandono dell’energia nucleare è quasi d’obbligo. Ma a Mario Tozzi il paragone non convince: “Veniamo da 25 anni di addormentamento delle coscienze. Oggi abbiamo gente come Chicco Testa e Umberto Veronesi che fanno i finti esperti e spot ingannevoli che traviano l’opinione pubblica”. Insomma, il legame fra l’incidente che scosse le coscienze e il voto popolare che funzionò nel 1987, oggi potrebbe fallire. Ma il 12 giugno non si voterà solo per dire no all’atomo. I cittadini saranno chiamati anche ad esprimersi contro la privatizzazione delle risorse idriche e contro la legge sul legittimo impedimento. Temi che, affianco al no all’atomo, potrebbero convincere i cittadini ad andare alle urne. E consentire alla tornata referendaria di raggiungere il quorum.
di Lorenzo Galeazzi e Federico Mello
Non parlate a Tozzi poi dell’editoriale di oggi del Messaggero a firma di Oscar Giannino. Un articolo che ha scalato la classifica delle dichiarazioni al buio che poi sono state clamorosamente smentite. Il giornalista scriveva che quanto accaduto in Giappone era “la prova del nove” della sicurezza dell’energia prodotta dall’atomo. “Che figura miserrima quella di Giannino – attacca Tozzi – Ma a una cosa è servita: a smascherare l’abitudine italiana di salire in cattedra e di parlare di cose che non si conoscono”.
Di fronte alla minaccia di un disastro nucleare, la parola d’ordine della lobby nucleare nostrana è minimizzare. “Anche l’incubo che sta vivendo il Giappone in queste ore con il danneggiamento di un reattore – continua il giornalista – in Italia viene declinato a mero strumento di propaganda politica e ideologica. Difendono l’atomo solo perché non possono tornare indietro”.
Secondo il conduttore di “Gaia, il pianeta che vive” (che tornerà in onda su Rai Tre a partire dal 31 marzo) le bugie più macroscopiche della lobby pro-atomo sono due: la sicurezza e l’economicità di questa fonte di energia. Che la tragedia giapponese le sta drammaticamente mettendo a nudo.
“Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos’è successo? E’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà un sisma più potente?”. Nessuno, appunto. Perché i terremoti sono fenomeni che non si possono prevedere. Inoltre il disastro giapponese è avvenuto nel paese tecnologicamente più avanzato del mondo. A Tokio infatti è radicata una seria cultura del rischio che è frutto di una profonda conoscenza di questi fenomeni. “Con quale faccia di tolla i vari Cicchitto ci vengono a vendere l’idea che in Italia, in caso di terremoto, le cose possano andare meglio che in Giappone? Il terremoto dell’Aquila se si fosse verificato in Giappone non avrebbe provocato neanche la caduta di un cornicione. Da noi ha causato 300 morti. Chi può credere alle farneticazioni sulla sicurezza del nucleare italiano?”, chiede sarcasticamente Tozzi. E’ vero che l’incidente nucleare è più raro, ma è altrettanto vero che è mille volte più pericoloso. E il caso giapponese, secondo Tozzi, è da manuale: “Se a una centrale gli si rompe il sistema di raffreddamento diventa esattamente come un’enorme bomba atomica. Forse è questa la prova del nove di cui parla Giannino”.
E poi c’è la questione della presunta economicità dell’energia prodotta dall’atomo. “I vari politici e presunti esperti – argomenta Tozzi – si riempono la bocca dicendo che il kilowattora prodotto dall’atomo è più economico di quello prodotto dalle altre fonti. Ma non è vero. Noi sapremo quanto costa realmente solo quando avremo reso inattivo il primo chilogrammo di scorie radioattive prodotto dalle centrali. E cioè fra 30mila anni”. Secondo il giornalista, la lobby che vuole il ritorno del nucleare propaganda la sua convenienza economica senza tenere conto dell’esternalità, e cioè dei costi aggiuntivi che ne fanno lievitare il prezzo. Che vanno dallo smaltimento delle scorie (problema che nessun paese al mondo ha ancora risolto definitivamente) ai costi sociali ed economici di un eventuale incidente. “Sono soldi che i nuclearisti non conteggiano – dice Tozzi – perché sono costi che ricadranno sui cittadini e sulle generazioni future”.
Il 12 giugno è in programma un referendum che, fra le altre cose, chiede l’abrogazione del ritorno all’atomo dell’Italia. Il rimando a quanto successe a Chernobyl nel 1987, alle grandi mobilitazioni antinucleariste fino al referendum che sancì l’abbandono dell’energia nucleare è quasi d’obbligo. Ma a Mario Tozzi il paragone non convince: “Veniamo da 25 anni di addormentamento delle coscienze. Oggi abbiamo gente come Chicco Testa e Umberto Veronesi che fanno i finti esperti e spot ingannevoli che traviano l’opinione pubblica”. Insomma, il legame fra l’incidente che scosse le coscienze e il voto popolare che funzionò nel 1987, oggi potrebbe fallire. Ma il 12 giugno non si voterà solo per dire no all’atomo. I cittadini saranno chiamati anche ad esprimersi contro la privatizzazione delle risorse idriche e contro la legge sul legittimo impedimento. Temi che, affianco al no all’atomo, potrebbero convincere i cittadini ad andare alle urne. E consentire alla tornata referendaria di raggiungere il quorum.
di Lorenzo Galeazzi e Federico Mello
sentito mario tozzi anche per radio
si augura che in italia tra i sostenitori delle centrali ci sia qualcuno che "inizi a ragionare". E' troppo ottimista secondo me.
si augura che in italia tra i sostenitori delle centrali ci sia qualcuno che "inizi a ragionare". E' troppo ottimista secondo me.
in europa
non so se l'avete già linkato, nel caso mi scuso. come si vede, in molti paesi sta cominciando la marcia indietro...
non so se l'avete già linkato, nel caso mi scuso. come si vede, in molti paesi sta cominciando la marcia indietro...