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Subject: nucleare no o si

2007-01-19 14:35:31
la fusione nucleare a mio avviso è una scelta sostenibile. Quindi non esiste un pregiudizio aprioristico sulla parola nucleare.
2007-01-19 14:53:27
...la fusione nucleare a mio avviso è una scelta sostenibile. Quindi non esiste un pregiudizio aprioristico sulla parola nucleare....

in realtà i problemi di sicurezza e di smaltimento delle scorie radioattive di una centrale a fusione (quando ci saranno) sono molto più pesanti di quelle di una centrale a fissione
2007-01-19 15:47:57
2007-01-19 16:39:55
non ne so molto, ma è probabile.
2007-01-19 16:44:18
Lo stanno già facendo. Si parla di nuovo di 20-30 anni per avere una produzione seria. Nel frattempo che si fa?
2007-01-19 16:55:57
si risparmia, ad esempio.
2007-01-19 17:06:39
...non ne so molto, ma è probabile...

ovviamente dato che non esistono ancora, non sono disponibili grandi notizie sull'argomento

il problema della pericolosità delle centrali a fusione è legato alla temperatura di esercizio.
Se una centrale a carbone funziona a migliaia di gradi e una a fissione a decine di migliaia, una a fusione ha una temperatura di funzionaemento MINIMA di oltre un milione di gradi centigradi, insomma è un simpatico focherello :)

per le scorie radioattive il problema è la "centrale in se" o meglio il nucleo centrale della centrale che in qualche modo delimita la fusione (anche se non la contiene).

Tale contenitore (muratura e/o cemento armato) viene sottoposto a bombardamento di neutroni e con il tempo si disgrega e diventa radioattivo

Dopo un po' di tempo (non pochi mesii ma non di certo decine di anni) deve essere completamente smantellato e sostituito.

Allora capirai che se una centrale a fissione produce in un anno circa un camion di scorie radioattive e già lo smaltimento di queste costituise un problema, demolire e smaltire un INTERO EDIFICIO di cemento armato radioattivo è moooooolto più problematico.

L'unico "vantaggio" è che mentre le scorie di una centrale a fissione restano pericolose per decine di migliaia di anni, il cemento radioattivo di una centrale a fusione "SOLO" per poche decine di anni ....
2007-01-19 17:12:30
La Toscana detiene il monopolio dell'energia geotermica in Italia. Concentrate sul territorio di Siena, Pisa e Grosseto si trovano le 32 centrali geotermiche toscane che da sole producono quasi il 30 per cento dell'energia regionale. A queste si aggiungeranno presto le due centrali adesso in costruzione a Radicondoli (Siena) e a Montieri (Grosseto). Una volta attivate le nuove centrali, e apportati alcuni miglioramenti al sistema nel suo complesso, la potenza elettrica immessa nelle rete nazionale grazie alla geotermia passerà da 605 a 694 MW.

Il piano energetico regionale ha puntato molto sull'uso diretto del calore geotermico per i teleriscaldamenti urbani e per i fabbisogni di attività produttive, anche al fine di "attrarre" imprese per un maggiore sviluppo socioeconomico delle aree geotermiche.

Sono stati cofinanziati vari teleriscaldamenti urbani di notevole importanza ed è stato recentemente concordato e condiviso un accordo volontario settoriale per la promozione degli usi diretti del calore. Con tale accordo vengono definiti i punti di possibile prelievo e i costi relativi, nonché le condizioni alle quali soggetti pubblici e privati potranno procedere nella realizzazione di investimenti produttivi.

Questi interventi, uniti a quelli effettuati dall'Erga, la società del Gruppo Enel proprietaria degli impianti geotermici, secondo il piano energetico regionale da qui al 2010 porteranno, tra energia elettrica e calore prodotti, a una mancata emissione in atmosfera pari a un milione e 700mila tonnellate di CO2 all'anno. È in atto un confronto tra Erga, Regione ed enti locali per risolvere i problemi di impatto ambientale nel funzionamento degli impianti geotermici.
2007-01-19 18:26:12
Verissimo tutto. Ma il grosso della geotermica che sarà prodotta in Italia arriverà dalla zona dei campi flegrei, dove c'è in corso un piano in comune con gli islandesi. Il problema è che ci vorranno appunto una 30na di anni per vedere il tutto in funzione reale.

I 694MW a cui fai riferimento tu sono, rispetto ai consumi nazionali di 138.354GW sono una goccia nel mare. E pure piccola.
2007-01-19 18:37:14
si, ma fanno parte di un piano energetico regionale che farà rispettare il protocollo di kioto alla regione toscana portando nel 2011 la quota di energia da fonti rinnovabili oltre la soglia del 50%
2007-01-19 18:45:14
Giusto e corretto farlo. Ma non risolve il problema. Su quei 138K GW, 110k sono da petrolio e derivati. Son quelli da sostituire.

Quello è un piccolo aiuto.

Sul totale nazionale, 110 su 138 son da combustibili fossili. Mica poco... A sostituirlo con l'eolico, il solare e il geotermico mi sa che non ci resta molto territorio su cui abitare...
2007-01-19 18:50:05
io ti ho portato l'esempio di una pianificazione concreta su scala regionale.
Il resto se permetti sono chiacchiere: sostituire in 4 anni il 12% dell'energia elettrica prodotta dal petrolio con fonti rinnovabili.
(attualmente il 39% dell'energia che consuma la Toscana viene da rinnovabili)
2007-01-19 20:17:46
Ti giro io la domanda. Con la stessa pianificazione secondo te è possibile sostituire il 40% del petrolio con rinnovabili in meno di 10 anni?

Stranamente tutti gli esperti dicono di no....

Oggi le rinnovabili sono un 18% circa della produzione globale (comprendendoci le idroelettriche che però non sono granchè potenziabili e costituiscono il 15%, contro un 3 tra geotermico e eolico).

E' su base nazionale che si fanno i calcoli, non su quella regionale. Ti sfido a fare geotermico in sardegna, dove non ci son vulcani.
2007-01-19 20:23:41
Tutta la ricchezza che abbiamo, la sicurezza, la tranquillità (paragonateci ai paesi del terzo mondo, non agli USA), nascono dal fatto che continuiamo a correre come gli altri.

Il modello economico richiede quello, purtroppo. E certo non saremo noi italiani a cambiarlo, abbiamo un peso troppo esiguo. Abbandonarlo significa anche abbandonare le nostre condizioni di vita. Siete disposti a tornare ad una aspettativa di vita di 40 anni e mortalità infantile altissima?


mi sa che stai facendo un quadro allarmante.le stesse cose che dici per il nucleare potrebbero essere utilizzate per qualunque altra forma di energia non rinnovabile.

Il fatto che si propenda per il nucleare con tanta forza da parte di determinate categorie di soggetti, e mi riferisco agli imprenditori, è che vedono solo ed esclusivamente il lato economico della questione.
Ai costi per produrre una centrale, ai costi per lo smaltimento delle scorie.
però non ci dimentichiamo che attorno a queste esistono vari guazzabugli di gente di discutibile onorbilità che si prodiga nello scaricare le scorie nei posti più impensati.
Ci siam forse dimenticati già di Ilaria Alpi?
E del fatto che una quota di scorie di dubbia provenienza furono scaricate davanti alle coste della Somalia?

Nessuno "caldeggia" il solare, ad esempio, in quanto otterrebbe due risultati in uno:
a) eliminare la produzione di scorie di qualunque genere
b) costituirebbe la "democratizzazione" dell'energia (con tutti i palazzi collegati in rete finirebbero anche i problemi di black-out).
Saremmo una massa di produttori, non di consumatori di energia.

E se uno pensa solo a quanto costa installare pannelli solari a quanto costa installare centrali nucleari.. credo che il paragone sia a vantaggio dei primi piuttostoche alle seconde.

edit: errori di battitura
(edited)
2007-01-19 22:04:42
Stranamente tutti gli esperti dicono di no....

in realtà non dicono affatto di no. Solo che stranamente senza investimenti nulla si fa. in sardegna si potrebbe fare solare termodinamico ed eolico. il solare termidinamico ce lo siamo mangiato recentemente,ma ci torneremo sopra non appena altri avranno finito di investirci sopra pagando fior di eurozzi per brevetti,licenze e per acquistare know how come facciamo sempre. l'eolico invece ce lo siamo allegramente fottuto con una simpatica legge di finanziamento ai comuni:lo stato aiutava le aziende a fare i piloni dell'eolico ma nel momento in cui questa falliva lo stato non aveva stanziato niente (o perbacco!! non ci avevo pensato!!) per la dismissione dei piloni alti 30-40 metri. così dopo che si erano mostrati interessate decine di amministrazioni comunali al primo rovescio qualcuno si è trovato sul groppone i pilastroni di acciaio per rimuvere anche solo uno di loro non bastava il bilancio di un anno (si parla di comuni con poche centinaia di persone). risultato STRANAMENTE tutti gli altri comuni interessati si sono tirati indietro . il risultato (per dirindina!!) è che l'eolico sardo che stava per decollare è affondato (o è stato? gli esperti rispondano!!) in partenza!! e via a leccare il culo a Putin!

Siamo al punto che ormai nel rinnovabile gli inquinatori americani e gli altrettanto inquinanti cinesi ci sono andati via(in USA l'eolico dovrebbe attestarsi verso il 6%,per un paese che consuma l'impossibile e che ha oltre 100 centrali nucleari sono cifre enormi;provate a fare i conticini in watt che avete fatto per la toscana e vedete un pò cosa esce..)

per un paese che non può avere il nucleare e non ha risorse naturali il rinnovabile dovrebbe essere la priorità assoluta e invece abbiamo meno impianti a energia solare(quello classico) della germania..
2007-01-19 22:14:19
perfetto Gioppo, sono daccordo in parte con quello che dici: ma ho postato le informazioni sul piano energetico regionale toscano per due motivi.
1-sono assolutamente convinto che senza una presa di coscienza politica della gravità del problema (vedi film di Al Gore, p.es.) è totalmente inutile parlare del problema: nei miei ultimi 30 anni di benessere -diciamo così- gradirei non essere preso in giro, perchè il problema non è trovare nuove fonti di energia che alimentino questo sistema di sviluppo creato da condizioni storiche irripetibili in cui l'energia era un costo economico trascurabile. Paradossalmente il "compromesso" di Kioto voleva sancire solo un'inversione di tendenza di questa società energivora e irrazionalmente sprecona. Quindi la prima risposta alla tua domanda è la diminuzione dei consumi, che si può fare solo in due modi: o si consuma meno energia per fare le stesse cose, oppure si esclude una fascia di umanità dal consumo, cioè dalla cittadinanza.
2- se la classe politica non prende coscienza di questo siamo destinati al consueto (nella storia) scannarsi per l'accesso alle risorse. Io non so - non ho le competenze tecniche- per sapere se il piano della toscana sia proponibile in altre realtà del nostro paese, ma so che questo piano è valido, se sarà realizzato( non vorrei essere scambiato per il solito fedele alla linea..) per le esigenze della mia regione. Probabilmente è anche poco ambizioso, almeno queste sono le critiche ambientaliste circostanziate. mi risulta però che solo tre o quattro regioni abbiano fatto altrettanto: una pianificazione per raggiungere gli obbiettivi del protocollo di Kioto. da che dipende? Dalla qualità delle classi politiche o dalla mancata presa di coscienza del "popolo"?

dopodichè io ti dico che, in presenza di una vera inversione di tendenza, non mi scandalizza neppure la fissione nucleare, ma non me la potete spacciare come la panacea di tutti i mali..