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Subject: nucleare no o si

2011-04-04 15:36:41
un pò semplicistica come visione delle cose. Come a dire che al ministero della cultura deve starci il miglior poeta o pittore, al ministero degli esteri il miglior storico internazionale, al ministero degli interni il più medagliato tra gli ufficiali.

A parte che non ho detto questo. Sostengo soltanto che "ad ognuno il suo". Per ogni ruolo, per ogni lavoro, per ogni decisione, c'è la persona giusta e il luogo giusto.
Semplicistica? Affatto, credo sia molto più semplicistico pensare che tutti possano decidere su tutto... Anzi questo direi che sarebbe un atteggiamento nichilista e relativista, il che è decisamente peggio...

Ad ogni modo, è vero, ho deliberatamente calcato un po' la mano nei toni esprimendo quello che dovrebbe essere il ruolo della scienza in questa decisione. L'ho fatto per provocare la reazione che mi aspettavo. L'espressione della comune opinione che la scienza non c'entra mai niente! :-D Neanche in quello che ha generato... E' ancora relegata a un qualcosa di prettamente tecnico-manuale, senza alcun ruolo espressivo culturale...

A chi chiedereste di leggervi la Divina Commedia? A Benigni o a Fermi?
A chi chiedereste un'opinione sul nucleare? ... ... Ehm ... Benigni?!? :-D

A questo punto quindi mi ritiro dalla discussione e me ne torno a perdere tempo su quello di cui mi occupo, che, essendo ambito scientifico, a quanto pare non ha niente da dire alla realtà riguardo alla verità :-P

In realtà la politica non è SOLO conoscenza del proprio ambito di lavoro, ma è più capacità di decidere nel modo più vantaggioso per la collettività.
E' ovvio, che su temi come il nucleare, sia doveroso per il politico ascoltare la comunità scientifica, ma la decisione non può poi prescindere da ragionamenti che hanno nel parere scientifico solo una delle parti interessanti.
Il problema, se vuoi, è che non esistono più politici. Non che gli scienziati, i filosofi, i giusti non facciano politica.


QUOTO
2011-04-04 15:48:30
no aspetta, mi spiace che tu abbia frainteso forse quello che intendevo dire.

Il politico deve decidere
il politico dovrebbe (condizionale d'obbligo visti i tempi) essere persona culturalmente e generalmente preparata, il cui compito è quello di richiedere pareri specifici su ambiti di suo interesse e, dopo attente riflessioni, decidere in nome e per conto della comunità nel modo che ritiene migliore.

Il politico, nel processo decisionale, deve ascoltare gli esperti del settore?
ASSOLUTAMENTE SI'
Se si vuole riformare il piano di finanziamenti pubblici agli enti culturali ad esempio, sarebbe il caso di ascoltare anche esperti di teatro, letteratura, cultura, direttori di musei e di fondazioni artistiche, esperti di arte internazionale. Per sapere cosa funziona, cosa non funziona, quali sono le criticità e le buone pratiche sia a livello nazionale che internazionale.
Con in mano una bella carta di "Raccomandazioni e report" degli esperti del settore, il politico bussa alla porta delle varie commissioni finanza / budget etc... e sente un pò quanto è disponibile per l'anno, quanto può essere investito con previsione di rientro, quanto è possibile -se possibile- finanziare a fondo perso etc...
Il politico a questo punto dovrebbe essere quella persona, scelta dal popolo, perchè ritenuta abbastanza saggia da saper prendere una decisione ponderata, intelligente e utile non solo sul breve ma anche sul lungo periodo.
Se ci fosse il più grande critico letterario al ministero della cultura, sono sicuro che farebbe un gran disastro!

Lo stesso concetto, per me, vale anche per gli ambiti scientifici...senza dover arrivare per forza al nucleare, sarebbe sensarto consultare la comunità scientifica anche su ambiti più ristretto e meno di impatto: è il caso di fare delle spiagge in quella zona del litorale, o questo può impattare in maniera grave la tenuta del crostone di roccia sovrastante?

Ecco.

edit: ho corretto qualcosa ma ci sono altri errori...non sono 'gnurante lo giuro, è che scrivo di nascosto al lavoro!!
(edited)
2011-04-04 15:51:29
è più facile ancora..

il politico deve capire quali informazioni sono necessarie per decidere.
Di queste deve capire quali non è in grado di produrre da solo e queste chiederle a chi conosce la materia.

Su questa base ognuno (non solo il politico, ma l'intera società) prende la propria decisione e poi secondo i meccanismi di aggregazione della democrazia si prende la decisione.
2011-04-04 16:08:41
A me non pare che sia il punto di vista del politico quel che conta in questa faccenda.
su questo do ragione a McBride. Soprattutto in una realta´come la nostra dove il politico i report neanche li guarda ma sa gia´a quale dei suoi amici deve portare la vacca da mungere.

L'unico punto divista che mi pare degno del massimo rispetto e´quello di chi paga le bollette della luce e in questo senso il referendum mi pare uno strumento piu´che legittimo per procedere. A chi vota alla fine interessa solo quello. Quanto paghera´la corrente e che rischi dovra´correre per avere il servizio.
(edited)
2011-04-04 17:45:17
consiglio a tutti QUESTA lettura
si tratta del famoso rapporto della fondazione per lo sviluppo sostenibile di Edo Ronchi

punto numero 1: non abbiamo bisogno di altre centrali, né nucleari né di altro tipo, in questo momento. tanti rapporti sull'argomento convergono nel dire che torneremo ai consumi del 2008 almeno nel 2020. ergo, idealmente questo è il momento giusto per investire sulle rinnovabili, portarne le tecnologie a maturazione, acquisire brevetti per potersi trovare, quando ci sarà bisogno, con in mano alternative vere alle grosse centrali a fonte fossile.

punto numero 2: il basso costo dell'energia nucleare è una bufala. gli studi dell'Agenzia per il nucleare dell'OCSE, dell'ufficio del budget del congresso USA, della commissione europea, dell'istituto di ricerca di palo alto (USA), della camera dei lord inglese e del MIT di boston sono tutti d'accordo: l'energia nucleare costa al kWh più di carbone e petrolio, anche considerando le emissioni e il loro costo.

punto numero 3: l'italia è virtualmente indipendente dal punto di vista energetico, quel 12% che importiamo è dovuto essenzialmente alla poca flessibilità del nostro sistema produttivo.
dando un'occhiata al diagramma di carico quotidiano:

[URL=http://img64.imageshack.us/i/diagramma.jpg/][/URL]

si vede subito come ci sia un picco di potenza richiesta tra le 8 e le 17.
normalmente utilizziamo per coprire la base le centrali termoelettriche, che hanno tempi di accensione ed entrata a regime lunghi, praticamente lasciandole sempre accese. i picchi, ai bei tempi in cui bastava, li coprivamo con l'idroelettrico che invece è molto flessibile, per regolare la potenza messa in rete basta regolare la portata d'acqua che si fa fluire dal bacino a monte verso quello a valle. di notte, quando la potenza in rete è superiore alla richiesta, essa viene sfruttata per ripompare l'acqua da valle a monte.
il problema è che idroelettrico non se ne può più fare (abbiamo sfruttato praticamente anche i torrentelli) e che la domanda media nel frattempo è cresciuta. quindi, se è stato facile assorbire l'incremento della base di carico con nuove centrali termoelettriche, per l'incremento dei picchi l'idroelettrico non è bastato più. oggi facciamo fronte ai picchi in due modi: utilizzando degli impianti cosiddetti "marginali" che teniamo accesi al minimo e facciamo funzionare nelle ore di punta; e acquistando energia dall'estero.
il prezzo dell'energia lo fanno essenzialmente questi impianti "marginali", la cui energia prodotta costa ovviamente di più non potendo spalmare i costi di gestione su 24 ore di funzionamento a regime, e i prezzi a cui acquistiamo dall'estero.

il fotovoltaico in particolare, producendo proprio nelle ore di picco, può avere un grosso impatto sull'energia importata e/o prodotta dagli impianti marginali e di conseguenza, a lungo termine, anche sul prezzo di vendita dell'energia.
i 6700 MW che sono previsti per il 2011 produrranno all'incirca 8,5 TWh di energia. se pensate che per far fronte ai picchi di carico abbiamo acquistato l'anno scorso 40 TWh da Francia, Svizzera e compagnia nucleare vedete anche voi che 'ste fonti rinnovabili non è che siano così insignificanti come la lobby nuclearista le vorrebbe dipingere...
2011-04-04 18:22:20
Quindi col fotovoltaico si arriva a non dover importare energia atomica ma si e´ancora piuttosto lontani dall'essere indipendenti dai combustibili fossili.
Se non ho capito male il piano del governo e´di coprire parte del carico di base con energia nucleare in modo da non trovarsi a piedi qualora il petrolio cominciasse a scarseggiare.

La domanda che mi pongo é come fanno i crucchi - che verosimilmente hanno un fabbisogno piu´alto del nostro - a rinunciare al nucleare ?´
2011-04-04 19:38:32
La domanda che mi pongo é come fanno i crucchi - che verosimilmente hanno un fabbisogno piu´alto del nostro - a rinunciare al nucleare ?´

Hai presente i progressi di tecnologia e prestazioni dei motori a combustione nell'ultimo secolo o quello dei PC negli ultimi vent'anni?

In Germania stanno investendo in ricerca tantissimo, tutti i produttori hanno spostato in Asia le fabbriche di produzione e trasformato quelle tedesche in laboratori di ricerca attrezzatissimi.

Nel 2050 andremo tutti a rinnovabili volenti o nolenti, c'è chi sta mettendo le mani avanti e quindi controllerà il mercato (in manera più sociale visto che, come ho già scritto, le rinnovabili permettono un controllo dell'energia più collettivizzato) e chi ancora obbedisce a quei pochi che controllano il mercato adesso.
2011-04-04 19:45:51
Diciamo pure che è facile pensare al futuro quando si hanno le spalle coperte per i prossimi decenni col nucleare :)
2011-04-04 19:49:33
Visto che quel che dovrebbe capitare una volta ogni centomila anni e´gia´capitato 3 volte in meno di 50 non mi pare che abbassare il livello dei controlli sia una buona idea e quel che pian piano salta fuori a Fukushima mostra che e´anzi molto pericoloso.

appunto
2011-04-04 19:52:37
spalle coperte per qualche decennio................. poi spalle pesanti dal peso delle scorie per qualche millennio......... :)
2011-04-04 19:54:01
catastrofi permettendo
2011-04-04 20:33:35
Non lo metto in dubbio, ma bisogna ammettere che la riflessione che ho fatto non è di poca importanza, anzi...
2011-04-04 20:34:52
Quindi col fotovoltaico si arriva a non dover importare energia atomica ma si e´ancora piuttosto lontani dall'essere indipendenti dai combustibili fossili.

in realtà la condizione di grid-parity (la parità di costo del kWh prodotto col FV rispetto a quello prelevato in rete, cioè circa 15 centesimi) è prevista tra il 2016 e il 2018, dal Politecnico di Milano e da più di un altro studio (ho avuto la possibilità di vederne uno "interno" dell'anno scorso di un importante produttore tedesco e stimavano anche loro il 2017)
da quel punto in poi produrre col FV ha lo stesso costo che produrre con le fonti fossili, non servono più incentivi e la tecnologia si regge sulle sue gambe.
avendo la volontà di arrivarci, si capisce!

Se non ho capito male il piano del governo e´di coprire parte del carico di base con energia nucleare in modo da non trovarsi a piedi qualora il petrolio cominciasse a scarseggiare.

diciamo che questa è la scusa ufficiale per mettere finalmente le mani sugli incentivi, e potrebbe anche essere credibile se il combustibile nucleare non fosse a sua volta una fonte fossile in esaurimento e soggetta a fluttuazioni di mercato, e costruire da zero una centrale non richiedesse 10 anni almeno e costasse così tanto, ben al di sopra di tutte le ipotetiche fluttuazioni :)

La domanda che mi pongo é come fanno i crucchi - che verosimilmente hanno un fabbisogno piu´alto del nostro - a rinunciare al nucleare ?

un esempio semplice: loro mirano a raggiungere i 52.000 MW di FV entro il 2020, qui fino a ieri si parlava di un tetto di 8.000 e con più del doppio dell'insolazione media della germania
scherzi a parte i tedeschi sono avanti anni luce, io le loro sperimentazioni le ho toccate con mano
a friburgo ci sono case completamente passive, in cui una centralina on-line determina il momento giusto per avviare gli elettrodomestici in base a prezzo del kWh in rete, consumo istantaneo, produzione dell'impianto domestico (FV, biomassa)... ma anche a livello industriale, recuperatori di calore, tecnologia costruttiva degli edifici, efficienza energetica
il loro diagramma di carico è molto più piatto del nostro, quindi hanno poco picco da assorbire; poi la loro rete elettrica è molto più "pronta" della nostra che è abbastanza lasciata a sè stessa, cioè è in grado di reagire subito ai cambiamenti della richiesta di potenza in rete. noi invece moduliamo una centrale marginale, che per raggiungere il regime ci mette 4 ore almeno e quindi dobbiamo farlo in anticipo sulla scorta di previsioni fatte su serie storiche che spesso "cannano"... poi ci troviamo a corto o in sovraproduzione, e allora o compriamo (caro) dall'estero o cerchiamo di piazzare il nostro momentaneo eccesso con l'atteggiamento "chi vuole quest'energia, o la piazzo o la butto, due lire ed è vostra"

i crucchi non sanno nemmeno cos'è un bidet, ma hanno una coscienza del bene comune come superiore a quello individuale che noi possiamo solo sognare. mai e poi mai una donna tedesca farebbe la lavatrice prima delle otto di sera. differenziano tutto, ricordo che a berlino c'erano 9 (nove!!!) contenitori diversi che ognuno aveva in casa per la differenziata spinta.

edit: corsivi
(edited)
2011-04-04 20:55:24
Molto interessante anche l'articolo che hai linkato.

In sostanza si tratta solo di scommettere che lo sviluppo delle rinnovabili su cui tutti fanno ricerca avra' un evoluzione piu´rapida rispetto alla ricerca della soluzione del problema delle scorie su cui di fatto nessuno fa nulla.
2011-04-05 12:55:18
Nel frattempo stanno svuotando alcune vasche con acqua contaminata in mare, per poterle riempire con acqua ancora più radioattiva che non si sapeva dove stipare.

Le radiazioni nel tratto di mare davanti alla centrale sono milioni di volte oltre il limite di legge.
Preoccupa sopratutto la concentrazione del cesio ....

Link
2011-04-05 15:21:06
non ti preoccupare, non costa nulla svuotarle in mare...
alè