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Subject: nucleare no o si

2011-04-14 12:18:39
si ma se tu alla domanda "vuoi mantenere" rispondi "no" automaticamente abroghi.
a me pare solo un modo gratuito di generar confusione.
2011-04-14 12:20:34
Imho la confusione è generata dal semplice fatto che non se ne parla.
Se ne parlassero come parlano delle regole elettorali (molto più incasinate) durante politiche/regionali sarebbe tutto più semplice.
2011-04-14 12:25:14
Imho la confusione è generata dal semplice fatto che non se ne parla.

sará un ottima occasione per vederese il passaparola funziona ancora. Poi i permessi per la pubblicitá fonica si chiedono in comune e la blues-mobile si mette su in mezz'ora. C'é qualche ragione per cui te li possono negare ?
2011-04-14 12:30:03
C'é qualche ragione per cui te li possono negare ?

non credo, al limite possono vietare l'accesso ad alcune vie ben specificate.
2011-04-14 12:38:08
comunque è davvero triste che dei referendum (tra l'altro tutti di rilivenza elevata) non se ne parli ufficialmente mai. Voglio dire, Milano è tempestata di cartellone, volantini, scritte, comizi, eventi per le amministrative, che ci mancherebbe altro sono importanti.
Però per i referendum manco una cartolina esplicativa con i quesiti.

Forse i referendum non danno poltrone, e comunque è meglio far passare il concetto che se non se ne parla è perchè non hanno grande importanza quindi è pure fatica inutile andare a mettere la X
2011-04-14 12:43:19
Questo dimostra solo quanto li temono.
bisognerebbe subito lanciarne uno che tolga la limitazione del referendum abrogativo
e la ancora piú ridicola faccenda del quorum.
Se uno non ci va a votare vuol solo dire che per lui si o no e´la stessa cosa e lascia che siano gli altri a decidere.
2011-04-14 15:09:11


Fotovoltaico e fabbisogno energetico nazionale : quanta superficie serve ?

Quanti impianti solari fotovoltaici basterebbero per soddisfare il fabbisogno nazionale di energia ? O meglio, quanta Superficie ad uso fotovoltaico basterebbe per l’ Italia?

Il solo territorio GIA’ urbanizzato della Lombardia basterebbe potenzialmente a soddisfare, con sole installazioni fotovoltaiche , l’intero fabbisogno nazionale di energia (tenendo presente che già ad oggi un buon 20% è già coperto da fonti energetiche rinnovabili ).

Facendo alcuni calcoli scopriamo che convertire l’intero parco energetico italiano a fonti energetiche rinnovabili non è cosa impossibile, anzi ci sono già tutte le condizioni necessarie (anche se non sufficienti) per poter produrre tutta l’energia necessaria da fonti alternative alle combustibili fossili. La potenzialità di risposta del solare fotovoltaico in Italia ha già le condizioni per potersi realizzare.

A quanto ammonta il fabbisogno energetico nazionale?

Il fabbisogno energetico nazionale è di circa 340 mila Gwh/anno. Di questi:

* circa il 13% è energia importata dall’estero, circa 44 mila GWh/anno
* circa il 67% è prodotto da centrali termoelettriche che bruciano principalmente combustibili fossili, circa 220-230 mila Gwh/anno
* circa il 20% è prodotto attualmente da tutte le fonti rinnovabili (idroelettrica, geotermica, eolica e fotovoltaica), circa 68 mila Gwh/anno

(dati arrotondati e indicativi al 2009 – Terna)

Ad oggi, quindi, le fonti rinnovabili producono circa il 20% del fabbisogno totale di energia.

Tenendo buono questo 20 per cento (68 mila Gwh/anno) già prodotto da fonti rinnovabili , immaginiamo di dover convertire a fotovoltaico il rimanente 80%, ovvero i rimanenti 270 mila Gwh/anno.

Quanta superficie ad uso fotovoltaico servirebbe per far fronte alla produzione di questi 270 mila Gwh/anno?

Il dato di partenza è questo:
un impianto fotovoltaico da 1 Kwp di potenza occupa una superficie di circa 8-9 mq e produce sul territorio nazionale MINIMO 1.000 Kwh/anno (al nord poco meno, al sud molto di più).

Un po’ di calcoli* ci portano alla seguente deduzione: la superficie necessaria per installare una produzione fotovoltaica di circa 270 mila Gwh/anno è all’incirca di 2.300 Kmq, ovvero 230 mila ettari.

A quanto corrispondono questi 230 mila ettari di superficie da destinare al fotovoltaico ?
Per avere una unità di misura.. la Lombardia si estende sul territorio nazionale per circa 2 milioni e 300 mila ettari, ovvero per una superficie 10 volte maggiore di questi 230 mila ettari.

Ciò significa che sarebbe sufficiente un decimo della superficie della Lombardia per soddisfare l’intero fabbisogno nazionale di energia producendo da fonti rinnovabili.

C’è già una superficie utilizzabile di tale entità ?

La risposta è sì. Facendo veloci ricerche sul web scopriamo facilmente che il territorio totalmente urbanizzato e cementificato in lombardia ammonta ormai a ben 288 mila ettari*.
Da questi semplici dati ne deduciamo che sarebbe potenzialmente più che sufficiente convertire le superfici già occupate/urbanizzate della sola Lombardia per poter far fronte col fotovoltaico alla richiesta energetica dell’intero territorio nazionale.
Se consideriamo poi che l’italia è il paese europeo con il più alto tasso di cementificazione…

Note:
* Un impianto da 1.000 Mwp occupa una superficie compresa tra gli 8.000.000 e 9.000.000 di Mq (cioè 800-900 ettari) e produce circa 1.000 Gwh/anno
Proporzione:
8.500.000 mq : 1.000 Gwh/anno = X mq : 270.000 Gwh/anno —> X= 2.295.000.000 mq —> X= 2.295 Kmq
oppure, traslando in ettari:
850 ettari : 1.000 Gwh/anno = X ettari : 270.000 Gwh/anno —> X= 229.500 ettari
* Dati 2009 dell’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Suolo
fotovoltaiconorditalia.it
2011-04-14 22:11:46
La soluzione è rappresentata dalle centrali al torio: si trova di più, ha una vita più lunga e non è utilizzabile come bomba (quindi fa anche meno danni).

Basta leggere l'intervista al nostro premio nobel 77enne su Oggi.
2011-04-15 06:12:26
Votando SI non si impedisce affatto la ricerca sulle centrali al torio.

E neanche che vengano eventualmente rimodernate e rimesse in funzione le centrali giá esistenti. Si impedisce solo al governo di cercare nuovi siti per ulteriori impianti (che non sarebbero affatto centrali al torio ma roba poco migliore di quelle francesi e giapponesi attuali)
2011-04-15 10:22:38
@ donni!

anche mia madre guardando la tv mi aveva parlato delle centrali al torio come se fossero delle centrali pulite, ricopio da wikipedia:

Il torio, come l'uranio, può essere usato come combustibile in un reattore nucleare: anche se di per sé non è fissile, il torio-232 (232Th) assorbe neutroni termici trasmutandosi in uranio-233 (233U), che invece lo è. Perciò il torio viene considerato fertile, come l'uranio-238 (238U).

L'uranio-233 è migliore dell'uranio-235 e del plutonio-239 per via della sua maggiore resa in termini di assorbimento dei neutroni[senza fonte], che consente di realizzare un ciclo di alimentazione a partire da altri materiali fissili (uranio-235 e plutonio-239) simile ma più efficiente di quello basato sull'uranio-238 e sul plutonio nei reattori termici. 232Th assorbe un neutrone trasformandosi in 233Th che successivamente decade in 233Pa e quindi in 233U. Il combustibile così irraggiato viene quindi scaricato dal reattore, 233U separato dal torio e usato per alimentare un altro reattore come parte di un ciclo chiuso.

Tra i problemi connessi a questo utilizzo rientrano gli elevati costi di produzione del combustibile, legati all'alta radioattività dell'uranio-233, che è sempre contaminato da tracce di uranio-232; anche il riciclo del torio presenta problemi simili dovuti all'altamente radioattivo 228Th; 233U può inoltre essere impiegato per la produzione di ordigni nucleari e pone alcuni problemi tecnici per il suo riciclo. Tali difficoltà rendono per ora l'uso del torio come combustibile nucleare ancora improbabile, data l'abbondante disponibilità di uranio.

Nondimeno, il ciclo combustibile del torio può essere potenzialmente utile sul lungo periodo, data la sua possibilità di produrre combustibile senza dover ricorrere a reattori a neutroni veloci. Il torio è significativamente più abbondante dell'uranio, risultando quindi un fattore chiave per la sostenibilità dell'energia nucleare. L'India possiede ingenti riserve di torio ed ha quindi pianificato un ambizioso programma nucleare che ambisce ad escludere l'uranio come materia prima.

Il vantaggio più evidente è tuttavia quello riguardante le scorie: il "combustibile" esausto scaricato da un reattore autofertilizzante al torio ha una radiotossicità estremamente più bassa (di svariati ordini di grandezza) rispetto a qualunque reattore all'uranio-plutonio: dopo meno di un secolo è infatti inferiore a quella dell'uranio naturale ed addirittura, nei reattori termici al torio è fin dall'inizio inferiore. Si ritiene pertanto che le scorie andrebbero confinate solamente per circa 300 anni (meno di quanto non serva per molti prodotti dell'industria chimica). A titolo di confronto il "combustibile" esausto di un reattore all'uranio di 3ª generazione, per ridurre la propria radiotossicità a livelli inferiori a quelli dell'uranio naturale di partenza, impiega circa un milione di anni, mentre il combustibile di un reattore autofertilizzante all'uranio-plutonio impiega decine di migliaia di anni.[4]

[modifica]

dal mio punto di vista, 300 anni rispetto a una vita intera sono ancora moltissimi. poi i costi sarebbero ancora più elevati e qui ancora non si sa quanto si guadagna con una centrale nucleare perchè le scorie radioattive non vengono smaltite in quanto non si conosce il modo per farlo...

torio, oro uranio persone per me potete metterci tutto quello che volete dentro alla centrale nucleare ma se provoc radiazioni e questo durano per tutto sto tempo è una scelta che non va presa.
(edited)
2011-04-15 14:15:27
Nondimeno, il ciclo combustibile del torio può essere potenzialmente utile sul lungo periodo, data la sua possibilità di produrre combustibile senza dover ricorrere a reattori a neutroni veloci. Il torio è significativamente più abbondante dell'uranio, risultando quindi un fattore chiave per la sostenibilità dell'energia nucleare. L'India possiede ingenti riserve di torio ed ha quindi pianificato un ambizioso programma nucleare che ambisce ad escludere l'uranio come materia prima.

Il vantaggio più evidente è tuttavia quello riguardante le scorie: il "combustibile" esausto scaricato da un reattore autofertilizzante al torio ha una radiotossicità estremamente più bassa (di svariati ordini di grandezza) rispetto a qualunque reattore all'uranio-plutonio: dopo meno di un secolo è infatti inferiore a quella dell'uranio naturale ed addirittura, nei reattori termici al torio è fin dall'inizio inferiore. Si ritiene pertanto che le scorie andrebbero confinate solamente per circa 300 anni (meno di quanto non serva per molti prodotti dell'industria chimica). A titolo di confronto il "combustibile" esausto di un reattore all'uranio di 3ª generazione, per ridurre la propria radiotossicità a livelli inferiori a quelli dell'uranio naturale di partenza, impiega circa un milione di anni, mentre il combustibile di un reattore autofertilizzante all'uranio-plutonio impiega decine di migliaia di anni.

Bisogna però vedere anche un altro aspetto: le radiazioni sono molto meno pesanti. Non è specificato quanto, però è già un ottimo punto di partenza e, piuttosto che buttare soldi in centrali nucleari di 3a generazione, li spenderei su questo nuovo progetto.
Aggiungi che il torio non può essere usato per fare bombe, quindi la sua portata in termini di danni è limitata (se esplode una centrale al torio, non si verifica una catastrofe)...

@joe: non mi sembra di aver scritto nulla riguardo al voto...
2011-04-15 14:29:28
PER ME NON ESISTE NUCLEARE SOLO ENERGIE PULITE.
2011-04-15 14:39:53
Mah, non sono d'accordo...
Questo aspetto riassume anche i vantaggi delle centrali al torio riproposte dal Nobel Rubbia:
Un aspetto molto interessante dell'uso del torio è dato dal fatto che possono essere realizzati reattori autofertilizzanti anche non veloci, bensì utilizzanti neutroni termici (cioè "lenti"). Il ciclo del torio dovrebbe cioè essere utilizzabile anche nei reattori termici tradizionali ad acqua leggera (LWR) o pesante (HWR), con ovvie conseguenze sulla possibilità di una rapida adozione di tale "combustibile" anche in reattori di 2ª o 3ª generazione.[12] Ad esempio, i promotori della filiera CANDU, sostengono la possibilità di usare il torio nei loro reattori senza apportare sostanziali modifiche ai reattori.

Il "combustibile" esausto scaricato da un reattore veloce al torio ha una radiotossicità estremamente più bassa (di svariati ordini di grandezza) rispetto a qualunque reattore all'uranio-plutonio: dopo meno di un secolo è infatti inferiore a quella dell'uranio naturale ed addirittura, nei reattori al torio termici, è subito inferiore
2011-04-15 14:45:18
Gli svariati ordini di grandezza sono la radioattività per "soli" 300 anni rispetto alle migliaia o milioni di scorie che hanno gli altri tipi di centrali. bon, quante generazioni sono 300 anni di storia? minimo 6? per 6 generazioni una determinata zona di un determinato paese sarà radioattiva se per caso dovesse esserci un disastro. le scorie hanno un periodo di radioattività si più breve rispetto le altre centrali, ma comunque resta radioattivo quindi per me fondamentalmente sbagliato.
2011-04-15 19:55:36
fino a quando sarà così abbondante il sole e così sicura la tecnologia direi che non c'è proprio paragone.
2011-04-16 10:20:39
Ha ragione Donni.
La potenza che si ottiene da una centrale al Torio la otterresti con non so quanti milioni di pannelli solari.
Il futuro non lo vedo con pannelli solari, lo vedo con queste tecnologie: torio, fusione, spallazione.