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Subject: Evasione fiscale
pikkia, mica se la prendono.
se vai 2 mesi all'estero capisci subito perchè tutte queste categorie in Italia sono un'anomalia, quella dei farmacisti tra quelle menzionate è la più grande.
Il farmaco da banco si vende senza ricetta quindi il parere del farmacista vale il due di picche a briscola coppe. Mica può rifiutarsi di vendermi un'aspirina.
Non vedo perchè un farmaco da banco non possa essere venduto in QUALSIASI negozio come in TUTTO il mondo.
Il farmaco con la ricetta: che conta il farmacista? Conta il due di picche a briscola coppe. C'è la ricetta per cui mi devi vendere il farmaco.
Il farmacista conta solo se devi richiedere un preparato galenico. Fammi la percentuale di richieste di preparati galenici e vedrai quanto contano i farmacisti nella "catena della salute".
Non contano nulla, perchè se permetti se devo consultare qualcuno su un farmaco chiedo al medico, NON al farmacista.
Qui in Paraguay gli analgesici da banco li trovi al supermercato. I farmaci controllati solo in determinate farmacie autorizzate i farmaci con ricetta "ripetibile" li trovi in tutte le farmacie. Negli USA è la stessa cosa.
I notai poi io li abolirei seduta stante: infatti nell'accezione nostra esistono solo nei paesi con cultura cattolica.
(edited)
se vai 2 mesi all'estero capisci subito perchè tutte queste categorie in Italia sono un'anomalia, quella dei farmacisti tra quelle menzionate è la più grande.
Il farmaco da banco si vende senza ricetta quindi il parere del farmacista vale il due di picche a briscola coppe. Mica può rifiutarsi di vendermi un'aspirina.
Non vedo perchè un farmaco da banco non possa essere venduto in QUALSIASI negozio come in TUTTO il mondo.
Il farmaco con la ricetta: che conta il farmacista? Conta il due di picche a briscola coppe. C'è la ricetta per cui mi devi vendere il farmaco.
Il farmacista conta solo se devi richiedere un preparato galenico. Fammi la percentuale di richieste di preparati galenici e vedrai quanto contano i farmacisti nella "catena della salute".
Non contano nulla, perchè se permetti se devo consultare qualcuno su un farmaco chiedo al medico, NON al farmacista.
Qui in Paraguay gli analgesici da banco li trovi al supermercato. I farmaci controllati solo in determinate farmacie autorizzate i farmaci con ricetta "ripetibile" li trovi in tutte le farmacie. Negli USA è la stessa cosa.
I notai poi io li abolirei seduta stante: infatti nell'accezione nostra esistono solo nei paesi con cultura cattolica.
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io sinceramente avevo sentito solo che passanvano la quota minima da 5000 a 3000 abitanti... mi sembrava una cosa abbastanza stupida.... non so se hanno fatto le modifiche per portarle allo stesso livello degli altri stati ma mcredo di no, quindi il problema farmacie non è aumentare il numero di farmacie ma dare un altra destinazione ai farmaci...
Solo il fatto di mettere una quota numerica è una stupidaggine.
Tu pensa che qui vicino (2 km) c'è un viale dove in 300 metri ci sono 3 grandi farmacie da 4 vetrine ciascuna e dentro sono grandi davvero. Tutte lavorano, ma proprio tutte.
In un altro viale poco lontano ( 2 km in altra direzione) ce ne sono altre 2 una di fronte all'altra anche queste enormi.
Tutte le farmacie citate fanno parte di catene. Questo non impedisce affatto però l'esistenza della piccola farmacia che ho a 200 metri da casa che però non può vendere farmaci a distribuzione controllata (come psicofarmaci per esempio).
E soprattutto non impedisce al supermercato di vendere analgesici e antiinfiammatori generici.
Tra l'altro qui in Paraguay un medico generalmente prescrive il PRINCIPIO ATTIVO e non il nome commerciale della marca. Rendo l'idea?
Ergo quando arrivo in farmacia mi chiedono che marca voglio e chiaramente scelgo quella meno cara.
(edited)
Tu pensa che qui vicino (2 km) c'è un viale dove in 300 metri ci sono 3 grandi farmacie da 4 vetrine ciascuna e dentro sono grandi davvero. Tutte lavorano, ma proprio tutte.
In un altro viale poco lontano ( 2 km in altra direzione) ce ne sono altre 2 una di fronte all'altra anche queste enormi.
Tutte le farmacie citate fanno parte di catene. Questo non impedisce affatto però l'esistenza della piccola farmacia che ho a 200 metri da casa che però non può vendere farmaci a distribuzione controllata (come psicofarmaci per esempio).
E soprattutto non impedisce al supermercato di vendere analgesici e antiinfiammatori generici.
Tra l'altro qui in Paraguay un medico generalmente prescrive il PRINCIPIO ATTIVO e non il nome commerciale della marca. Rendo l'idea?
Ergo quando arrivo in farmacia mi chiedono che marca voglio e chiaramente scelgo quella meno cara.
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Tra l'altro qui in Paraguay un medico generalmente prescrive il PRINCIPIO ATTIVO e non il nome commerciale della marca. Rendo l'idea?
In italia (almeno a TS) 9 farmacisti su 10 ti chiedono se vuoi il generico (che ovviamente costa meno)...
In italia (almeno a TS) 9 farmacisti su 10 ti chiedono se vuoi il generico (che ovviamente costa meno)...
Il problema è che almeno 5 medici su 10 prescrivono il farmaco di una specifica casa farmaceutica con cui hanno un accordo (l'han fatto vedere anche a Le Iene di recente)!
Blitz a Firenze contro gli orafi; incassi del 400% rispetto a settimana scorsa (lo ha appena detto studio aperto...)
...
La possibilita' che il sottoscritto vada a trovarli con una motosega?
Il taglio delle palle credo possa bastare, perchè alcune cose a volte le passano di padre in figlio.
Troppo drastico?
...
La possibilita' che il sottoscritto vada a trovarli con una motosega?
Il taglio delle palle credo possa bastare, perchè alcune cose a volte le passano di padre in figlio.
Troppo drastico?
Troppo drastico?
un' po :)
Forse basterebbe un po' di sana galera come negli USA.
un' po :)
Forse basterebbe un po' di sana galera come negli USA.
Per curiosità, l'aulin (o farmaci con lo stesso principio attivo, che credo che sia "nimesulide") lo puoi comprare tranquillamente?
A me girano troppo le palle che devo andare prima dal medico per averne un po' :(
A me girano troppo le palle che devo andare prima dal medico per averne un po' :(
1) adesso l'evasore è diventato il brutto e cattivo (giustamente) condannato dai TG e da tutti, quando per decenni non si è detto e fatto niente per scovarlo
2) il sistema è molto insito nella pscicologia dell'italiano medio...la mia paura è che tra 12 - 18 mesi (dopo un altro Schettino o una nuova farfallina di Belen) si torni come prima
2) il sistema è molto insito nella pscicologia dell'italiano medio...la mia paura è che tra 12 - 18 mesi (dopo un altro Schettino o una nuova farfallina di Belen) si torni come prima
allora, sembra che la pensi come me che le modifiche apportate non sono le modifiche che migliorano la cosa, ma solo una cacata...
Conta il due di picche a briscola coppe
una domanda...ma con quali carte giochi a briscola?
:D
una domanda...ma con quali carte giochi a briscola?
:D
se posso dire la mia l'evasione è soltanto la copertina del gran libro (per non dire enciclopedia) dei problemi dell'italia
il vero problema è che non produciamo più una fava e quel poco che produrremo in futuro sarà realizzato a costi da fame e diritti cinesi
saremo sempre più cindia e sempre meno stato sociale avanzato...i nostri figli avranno molta fame (quelli che non emigreranno all'estero) e tutto grazie alla grande fesseria chiamata europa delle banche
(edited)
il vero problema è che non produciamo più una fava e quel poco che produrremo in futuro sarà realizzato a costi da fame e diritti cinesi
saremo sempre più cindia e sempre meno stato sociale avanzato...i nostri figli avranno molta fame (quelli che non emigreranno all'estero) e tutto grazie alla grande fesseria chiamata europa delle banche
(edited)
I blitz della Finanza hanno ispirato un nuovo tipo di scommessa. E' in voga il Totoblitz (in nero, come è ovvio). C'è chi ha puntato su Cortina e Courmayeur e ha vinto facile. L'ambo, il secondo controllo sui ristoranti di Milano non l'ha invece indovinato nessuno, eppure era dato 10 volte la puntata. Le montagne della Valtellina (100 volte la puntata!), noto covo di Grandi Evasori, hanno avuto un solo vincitore, ma deve aver ricevuto una soffiata. Il Ponte Vecchio a Firenze era indubbiamente difficile da indovinare. Qualche americano si è dato alla fuga senza scontrino. Quali saranno i prossimi controlli? Riescono sempre a stupirci con effetti speciali. Le sedi dei partiti politici? Il Palazzo della Regione Lombardia di Formigoni? Provate voi a indovinare. Non è mica facile!
Non compare mai nel curriculum ufficiale di Mario Monti. Né in quello della Università Bocconi, né in quelli da commissario europeo. Non c’è nemmeno sul sito Internet del Senato, dove Monti è stato inserito come senatore a vita con tanto di posta elettronica (monti_m@posta.senato.it) ma senza un rigo di biografia. Si vede che il tecnico che tutta Europa sembra invidiarci, l’unico italiano di cui i mercati dicono di fidarsi, deve avere fatto qualcosa nella vita di cui si vergogna un po’, tanto da averlo nascosto a tutti. A sollevare il velo ci ha pensato Paolo Cirino Pomicino, che in fondo è il vero regista del prossimo sbarco di Monti a palazzo Chigi: «Il professore? È stato il mio principale collaboratore fra il 1989 e il 1992, quando ero ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti».
BRUTTI RICORDI
Monti ha sbanchettato, e un po’ si capisce. Vero che intorno a Cirino Pomicino insieme a lui c’erano altri professoroni dell’epoca, come Giancarlo Morcaldo, Antonio Pedone e Paolo Savona. Lui però stava in tre commissioni di rilievo, quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica e nel comitato scientifico della programmazione economica all’epoca guidato da un andreottiano doc come Luigi Cappugi. Un’esperienza di cui Pomicino ha raccontato poco, ricordando solo la «simpatia di Monti». E in effetti da raccontare non ci sarebbe molto. Grandi produzioni scientifiche quell’esperienza non le ha lasciate. E se si vedono i risultati di quel supporto scientifico al ministero del Bilancio al professore Monti uno non affiderebbe non dico un governo o un ministero economico, ma nemmeno l’amministrazione di un condominio. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato.
La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi hanno finito il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. La differenza assoluta è stata un incremento di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. In termini percentuali la crescita del debito pubblico sotto i saggi consigli di Monti è stata del 44,53% in tre anni, ed è fra i record assoluti della storia della Repubblica italiana. Il professore, certo, potrà dire che lui dava consigli saggi e ricette magiche, e che poi era Cirino Pomicino a non applicarle alla lettera. Ma giustamente un risultato così è difficile da inserire in curriculum da gran risanatore di conti e costumi pubblici. Allora si può pensare che il debito ha un suo percorso inesorabile, e per i governi è più semplice il taglio della spesa corrente. Lì i consigli di Monti possono avere fatto centro.
SOLDI PER TUTTI
Basta prendere il librone storico della Ragioneria generale dello Stato per avere una seconda doccia fredda. Al momento dell’insediamento Pomicino-Monti la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro. Al momento del loro doloroso abbandono dell’esecutivo la spesa pubblica era di 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro. Questo significa che in soli tre anni è cresciuta di 116 miliardi, 790 milioni e 925 mila euro. In termini percentuali significa un’esplosione del 45,90%, superiore perfino a quella del debito pubblico e da annoverare anche essa fra le pagine più nere dei conti economici della Repubblica. L’esperienza non compare nella biografia del professore della Bocconi, e si capisce: avesse letto risultati così, qualsiasi studente avrebbe disertato lezioni e corsi del professore e perfino si sarebbe domandato l’utilità di studiare in quella Università. La biografia però si può sbanchettare, i conti dello Stato no. Sono passati tanti anni, e almeno dieci di questi Monti li ha passati in Europa, dove qualche ricetta un po’ più efficace avrà pure imparato. È riposta in quegli anni la speranza dei contribuenti e dei risparmiatori italiani, cui altrimenti potrebbe venire qualche dubbio e perfino un brivido ghiacciato. Come capita a chi ammalato vede presentarsi invece del medico il responsabile in persona della sua stessa malattia…
di Fosca Bincher
BRUTTI RICORDI
Monti ha sbanchettato, e un po’ si capisce. Vero che intorno a Cirino Pomicino insieme a lui c’erano altri professoroni dell’epoca, come Giancarlo Morcaldo, Antonio Pedone e Paolo Savona. Lui però stava in tre commissioni di rilievo, quella sul debito pubblico, quella sulla spesa pubblica e nel comitato scientifico della programmazione economica all’epoca guidato da un andreottiano doc come Luigi Cappugi. Un’esperienza di cui Pomicino ha raccontato poco, ricordando solo la «simpatia di Monti». E in effetti da raccontare non ci sarebbe molto. Grandi produzioni scientifiche quell’esperienza non le ha lasciate. E se si vedono i risultati di quel supporto scientifico al ministero del Bilancio al professore Monti uno non affiderebbe non dico un governo o un ministero economico, ma nemmeno l’amministrazione di un condominio. Il gran lavoro fatto sulla riduzione del debito pubblico e della spesa pubblica è scritto nero su bianco da due ricerche, una della Banca di Italia, l’altra della Ragioneria generale dello Stato.
La prima dice che il debito pubblico al momento dell’insediamento di Cirino Pomicino e del professor Monti al ministero del Bilancio ammontava a 553 miliardi, 140 milioni e 900 mila euro attualizzati ad oggi. Quando entrambi hanno finito il lavoro nel giugno 1992 il debito pubblico italiano era salito alla cifra di 799 miliardi, 500 milioni e 700 mila euro. La differenza assoluta è stata un incremento di 246 miliardi, 359 milioni e 800 mila euro. In termini percentuali la crescita del debito pubblico sotto i saggi consigli di Monti è stata del 44,53% in tre anni, ed è fra i record assoluti della storia della Repubblica italiana. Il professore, certo, potrà dire che lui dava consigli saggi e ricette magiche, e che poi era Cirino Pomicino a non applicarle alla lettera. Ma giustamente un risultato così è difficile da inserire in curriculum da gran risanatore di conti e costumi pubblici. Allora si può pensare che il debito ha un suo percorso inesorabile, e per i governi è più semplice il taglio della spesa corrente. Lì i consigli di Monti possono avere fatto centro.
SOLDI PER TUTTI
Basta prendere il librone storico della Ragioneria generale dello Stato per avere una seconda doccia fredda. Al momento dell’insediamento Pomicino-Monti la spesa pubblica italiana ammontava a 254 miliardi, 418 milioni e 970 mila euro. Al momento del loro doloroso abbandono dell’esecutivo la spesa pubblica era di 371 miliardi, 209 milioni e 895 mila euro. Questo significa che in soli tre anni è cresciuta di 116 miliardi, 790 milioni e 925 mila euro. In termini percentuali significa un’esplosione del 45,90%, superiore perfino a quella del debito pubblico e da annoverare anche essa fra le pagine più nere dei conti economici della Repubblica. L’esperienza non compare nella biografia del professore della Bocconi, e si capisce: avesse letto risultati così, qualsiasi studente avrebbe disertato lezioni e corsi del professore e perfino si sarebbe domandato l’utilità di studiare in quella Università. La biografia però si può sbanchettare, i conti dello Stato no. Sono passati tanti anni, e almeno dieci di questi Monti li ha passati in Europa, dove qualche ricetta un po’ più efficace avrà pure imparato. È riposta in quegli anni la speranza dei contribuenti e dei risparmiatori italiani, cui altrimenti potrebbe venire qualche dubbio e perfino un brivido ghiacciato. Come capita a chi ammalato vede presentarsi invece del medico il responsabile in persona della sua stessa malattia…
di Fosca Bincher
Il problema è che almeno 5 medici su 10 prescrivono il farmaco di una specifica casa farmaceutica con cui hanno un accordo (l'han fatto vedere anche a Le Iene di recente)!
Non cambia la sostanza.
Se mi prescrivono GENTALYN BETA (tanto per fare un nome), in farmacia posso prendere senza aggravio (anzi risparmiando) un equivalente pomata a base di gentamicina e betametasone, con le stesse concentrazioni ovviamente.
La ricetta non è vincolante relativamente al nome del farmaco, ma solo rispetto al principio attivo.
E' nell'intelligenza del medico PRIMA e del farmacista POI (almeno di quest ultimo) aiutare l'utente a scegliere consapevolmente.
Non cambia la sostanza.
Se mi prescrivono GENTALYN BETA (tanto per fare un nome), in farmacia posso prendere senza aggravio (anzi risparmiando) un equivalente pomata a base di gentamicina e betametasone, con le stesse concentrazioni ovviamente.
La ricetta non è vincolante relativamente al nome del farmaco, ma solo rispetto al principio attivo.
E' nell'intelligenza del medico PRIMA e del farmacista POI (almeno di quest ultimo) aiutare l'utente a scegliere consapevolmente.
Verissimo. Però sai quanta gente ignorante continua ad andare dal medico e chiedere un determinato medicinale? Chiede sempre quello, anche se non conosce il principio attivo che lo regola, nè tantomeno la sua utilità. Lo chiede perchè ci si è trovato bene e non vuol sentire ragioni.
E ti stressa l'anima finchè non glielo prescrivi, magari minacciandoti anche...
E ti stressa l'anima finchè non glielo prescrivi, magari minacciandoti anche...