Subpage under development, new version coming soon!
Subject: Evasione fiscale
Verissimo. Però sai quanta gente ignorante continua ad andare dal medico e chiedere un determinato medicinale? Chiede sempre quello, anche se non conosce il principio attivo che lo regola, nè tantomeno la sua utilità. Lo chiede perchè ci si è trovato bene e non vuol sentire ragioni.
E ti stressa l'anima finchè non glielo prescrivi, magari minacciandoti anche...
E ti stressa l'anima finchè non glielo prescrivi, magari minacciandoti anche...
A me girano troppo le palle che devo andare prima dal medico per averne un po' :(
si esiste un farmaco da banco a metà dosaggio che vendono senza ricetta, adesso non mi ricordo il nome.
Tieni conto però che il nimesulide è stato bandito in molti paesi (Spagna , USA e altri) perchè pericoloso.
si esiste un farmaco da banco a metà dosaggio che vendono senza ricetta, adesso non mi ricordo il nome.
Tieni conto però che il nimesulide è stato bandito in molti paesi (Spagna , USA e altri) perchè pericoloso.
il vero problema è che non produciamo più una fava e quel poco che produrremo in futuro sarà realizzato a costi da fame e diritti cinesi
Hai descritto un processo che va avanti da metà anni novanta.
Ora bisogna vedere se con l'acqua alla gola prevarrà il gusto autoritario o quello solidale. Sto anche iniziando a dubitare che tra qualche anno non poi così distante milano, bologna, roma, reggio calabria e gela faranno parte della stessa nazione.
Hai descritto un processo che va avanti da metà anni novanta.
Ora bisogna vedere se con l'acqua alla gola prevarrà il gusto autoritario o quello solidale. Sto anche iniziando a dubitare che tra qualche anno non poi così distante milano, bologna, roma, reggio calabria e gela faranno parte della stessa nazione.
Viaggi, mobili, vestiti, gioielli. Entro il 30 aprile i commercianti al dettaglio dovranno comunicare per la prima volta i dati degli acquirenti per tutte le vendite superiori ai 3.600 euro effettuate nel secondo semestre 2011. I dati serviranno a controllare chi dichiara molto meno dell'effettivo tenore di vita.
Avete fatto un viaggio in una località da sogno la scorsa estate? Oppure avete deciso che era arrivato il momento di cambiare l'arredamento del salotto di casa vostra? O ancora avete organizzato un ricevimento per festeggiare un evento importante? Fra circa due settimane il fisco lo saprà. Per la prima volta, infatti, commercianti, esercenti e agenzie di viaggi dovranno comunicare all'agenzia delle Entrate i dati delle vendite effettuate con il codice fiscale dell'acquirente se il valore dell'operazione supera i 3.600 euro.
Tanto più che il disegno di legge sulla delega fiscale – lunedì all'esame del Consiglio dei ministri – dovrebbe prevedere la possibilità di destinare parte delle somme recuperate dall'evasione per alleggerire il prelievo su alcune categorie di contribuenti.
Un doppio fronte
Lo spesometro diventerà, di fatto, un input e opererà su fronti. Da un lato, l'agenzia delle Entrate sarà in grado di individuare chi spende oltre quello che sarebbe lecito attendersi dalla sua dichiarazione dei redditi. A quel punto potrà scattare l'accertamento, garantendo prima, però, le necessarie tutele del contribuente che dovrà essere invitato a fornire le sue giustificazioni. Non è affatto detto che chi ha sostenuto una spesa importante nel corso di un anno sia automaticamente un evasore: potrebbe, infatti, aver finanziato gli acquisti con risparmi, sbloccando investimenti o, magari come accade per i più giovani, con un prestito di genitori o altri familiari. Dall'altro lato, lo spesometro servirà alla prevenzione dell'evasione e si lega a doppio filo con il nuovo redditometro, tuttora in fase di sperimentazione e che dovrebbe essere pronto entro giugno. Il software che l'agenzia delle Entrate metterà a disposizione consentirà di sapere qual è il reddito atteso dal fisco in base ad alcuni parametri sul tenore di vita: a quel punto ogni singolo contribuente può decidere di adeguarsi spontaneamente (in gergo un po' più tecnico si chiama compliance) e dichiarare di più in Unico.
I dati raccolti
Il meccanismo si chiama spesometro e consentirà al fisco di costruire una grande mappa degli acquisti dei contribuenti italiani. Dati che alimenteranno i cervelloni dell'amministrazione finanziaria per scovare chi dichiara molto meno dell'effettivo tenore di vita
Avete fatto un viaggio in una località da sogno la scorsa estate? Oppure avete deciso che era arrivato il momento di cambiare l'arredamento del salotto di casa vostra? O ancora avete organizzato un ricevimento per festeggiare un evento importante? Fra circa due settimane il fisco lo saprà. Per la prima volta, infatti, commercianti, esercenti e agenzie di viaggi dovranno comunicare all'agenzia delle Entrate i dati delle vendite effettuate con il codice fiscale dell'acquirente se il valore dell'operazione supera i 3.600 euro.
Tanto più che il disegno di legge sulla delega fiscale – lunedì all'esame del Consiglio dei ministri – dovrebbe prevedere la possibilità di destinare parte delle somme recuperate dall'evasione per alleggerire il prelievo su alcune categorie di contribuenti.
Un doppio fronte
Lo spesometro diventerà, di fatto, un input e opererà su fronti. Da un lato, l'agenzia delle Entrate sarà in grado di individuare chi spende oltre quello che sarebbe lecito attendersi dalla sua dichiarazione dei redditi. A quel punto potrà scattare l'accertamento, garantendo prima, però, le necessarie tutele del contribuente che dovrà essere invitato a fornire le sue giustificazioni. Non è affatto detto che chi ha sostenuto una spesa importante nel corso di un anno sia automaticamente un evasore: potrebbe, infatti, aver finanziato gli acquisti con risparmi, sbloccando investimenti o, magari come accade per i più giovani, con un prestito di genitori o altri familiari. Dall'altro lato, lo spesometro servirà alla prevenzione dell'evasione e si lega a doppio filo con il nuovo redditometro, tuttora in fase di sperimentazione e che dovrebbe essere pronto entro giugno. Il software che l'agenzia delle Entrate metterà a disposizione consentirà di sapere qual è il reddito atteso dal fisco in base ad alcuni parametri sul tenore di vita: a quel punto ogni singolo contribuente può decidere di adeguarsi spontaneamente (in gergo un po' più tecnico si chiama compliance) e dichiarare di più in Unico.
I dati raccolti
Il meccanismo si chiama spesometro e consentirà al fisco di costruire una grande mappa degli acquisti dei contribuenti italiani. Dati che alimenteranno i cervelloni dell'amministrazione finanziaria per scovare chi dichiara molto meno dell'effettivo tenore di vita
Speriamo che non sia una porcata come gli studi di settore...
io non capisco perchè abbiano tolto la norma che prevedeva maggiori controlli (black list) per chi era stato trovato irregolare durante i vari controlli passati e che, spero vivamente, verranno!!!
A TAPPETO LI DEVONO FARE!!!
A TAPPETO LI DEVONO FARE!!!
sarà peggio
Perchè? Gli studi di settore si basavano fondamentalmente su ipotesi "statistiche", questi invece lavorano sul dato di fatto.
Dichiaro 10.000 euro l'anno ma mi compro un SUV, una barca di 15 metri, una croce con diamanti...?
OK, devo "giustificare" come mai ho tutti quei soldi, non ci vedo niente di assurdo.
Perchè? Gli studi di settore si basavano fondamentalmente su ipotesi "statistiche", questi invece lavorano sul dato di fatto.
Dichiaro 10.000 euro l'anno ma mi compro un SUV, una barca di 15 metri, una croce con diamanti...?
OK, devo "giustificare" come mai ho tutti quei soldi, non ci vedo niente di assurdo.
e inoltre i commercianti (ho letto da qualche parte) che da maggio dovranno comunicare al fisco tutti gli acquisti superiori ai 3500€...
speriamo che questo non produca però di riflesso un ulteriore aumento del nero per evitare i controlli!!!
Per beccare quelli mica c'era bisogno dello spesometro, il rischio vero è che si vada a sparare nel mucchio dove ci sono scostamenti minimi e poi presentarsi davanti all'AdE, anche se si ha ragione è sempre un terno al lotto e a un pinco pallino prendersi un commercialista per far valere le proprie ragioni costa quindi c'è il rischio di accettare e pagare per evitare rischi di sconfitta in caso di causa, tempi lunghi e costi per commercialisti e tempo di lavoro perso.
L'evasione fiscale si combatte con tempi rapidi e certi della giustizia, esecutività delle condanne, deburocratizzazione e informatizzazione, il resto rischia di essere solo una tassa in più per il povero cristo.
Il tutto senza contare gli abusi dell'AdE, gli importi da pagare subito al momento dell'accertamento cioè prima di andare in giudizio ecc ecc...
L'evasione fiscale si combatte con tempi rapidi e certi della giustizia, esecutività delle condanne, deburocratizzazione e informatizzazione, il resto rischia di essere solo una tassa in più per il povero cristo.
Il tutto senza contare gli abusi dell'AdE, gli importi da pagare subito al momento dell'accertamento cioè prima di andare in giudizio ecc ecc...
Sulle comunicazioni degli acquisti ecc. c'è un casino enorme, non si capisce cosa e quando si dovrà comunicare, nè per il 2011 (la scadenza era per il 30 aprile ma è stata prorogata) nè per il 2012.
ma in Austria fanno il "nero"?
Perchè per pagare un hotel (7gg x 2 persone) mi han chiesto di pagare in contanti... o_O
Perchè per pagare un hotel (7gg x 2 persone) mi han chiesto di pagare in contanti... o_O
In cassa integrazione, ricevevano soldi fuori busta
Dalle indagini è emerso che, per tre anni (2010, 2011 e 2012) un'azienda che opera nell'entroterra pesarese ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali appositi accordi per la cassa integrazione ordinaria, con i quali è stata stabilita una percentuale di riduzione dell'orario di lavoro dei propri dipendenti da 40 ore a zero ore settimanali. Questa riduzione è stata integrata, poi, dai contributi erogati dall'Inps. Il problema è che documenti amministrativi extracontabili, acquisiti presso l'azienda, hanno messo in luce, per gli anni 2010, 2011 e 2012, che la società ha omesso di contabilizzare migliaia di ore lavorative per rilevanti importi, corrisposti "fuori busta" al personale, che risultava in cassa integrazione guadagni ma, in realtà, prestava la sua opera lavorativa all'interno dell'impresa verificata.
Denunciati l'imprenditore e 18 dipendenti
Nei confronti dell'imprenditore sono scattate le sanzioni di carattere amministrativo ai fini previdenziali e assistenziali. È stato denunciato alla Procura della Repubblica competente. Stessa sorte per 18 dipendenti: l'accusa è truffa aggravata nei confronti dello Stato, per contributi già percepiti, reato che prevede la reclusione sino a sei anni. Non solo: sono state contestate anche sanzioni ai fini amministrativi per ulteriori violazioni riscontrate ai fini fiscali per l'omesso versamento dell'Iva, Irap e Irpef, per un totale di oltre cinquecentomila euro.
Dalle indagini è emerso che, per tre anni (2010, 2011 e 2012) un'azienda che opera nell'entroterra pesarese ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali appositi accordi per la cassa integrazione ordinaria, con i quali è stata stabilita una percentuale di riduzione dell'orario di lavoro dei propri dipendenti da 40 ore a zero ore settimanali. Questa riduzione è stata integrata, poi, dai contributi erogati dall'Inps. Il problema è che documenti amministrativi extracontabili, acquisiti presso l'azienda, hanno messo in luce, per gli anni 2010, 2011 e 2012, che la società ha omesso di contabilizzare migliaia di ore lavorative per rilevanti importi, corrisposti "fuori busta" al personale, che risultava in cassa integrazione guadagni ma, in realtà, prestava la sua opera lavorativa all'interno dell'impresa verificata.
Denunciati l'imprenditore e 18 dipendenti
Nei confronti dell'imprenditore sono scattate le sanzioni di carattere amministrativo ai fini previdenziali e assistenziali. È stato denunciato alla Procura della Repubblica competente. Stessa sorte per 18 dipendenti: l'accusa è truffa aggravata nei confronti dello Stato, per contributi già percepiti, reato che prevede la reclusione sino a sei anni. Non solo: sono state contestate anche sanzioni ai fini amministrativi per ulteriori violazioni riscontrate ai fini fiscali per l'omesso versamento dell'Iva, Irap e Irpef, per un totale di oltre cinquecentomila euro.
reato che prevede la reclusione sino a sei anni. ok e una cosa grave, ma quasi nemmeno un omicidio!
ma se ne vedono di ogni in questa povera italia.
ma se ne vedono di ogni in questa povera italia.