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Subject: »[Nazionale italiana]

2019-06-26 07:37:18
Ma guarda, se noti il link con il video delle Iene che ho postato è di due/tre anni fa e, rispetto a oggi, sono stati fatti grossi passi avanti.

L'articolo di Ultimouomo fa notare cosa sta andando bene e cosa ancora non va ma i progressi ci sono e, sopratutto, sembra che ci sia una volontà a far evolvere questo sport
2019-06-26 08:32:51
bellissima vittoria ieri.
mi piacerebbe avere un dato statistico, il tempo effettivo giocato; secondo me siamo ben sopra la media normalmente attribuita alle partite degli uomini che rimane attorno ai 50 minuti abbondanti. magari mi sbaglio. Queste, a parte il secondo tempo quando qualche perdita di tempo è arrivata, non si fermano mai a protestare a chiedere spiegazioni a riprendere il gioco dopo interminabili secondi.,,
è solo una curiosità statistica sia chiaro, perchè mentre la guardavo mi è venuto questo dubbio, non c'entra nulla con loro brave maschi cattivi o paragoni altri.
2019-06-26 08:55:57
Non ci avevo pensato ma in effetti è anche la mia percezione... peccato per il Giappone ieri, arrivavano all'ascella delle olandesi ma meritavano abbondantemente; primi 2 gol bellissimi.
Sarà durissima reggere l'impatto fisico con le arancioni ma dalla nostra una organizzazione difensiva superiore,imho, e una grande imbucatrice di filtranti
2019-06-26 09:00:01
sarebbe interessante capire quali indicatori prendiamo per stabilire se un certo sport "va bene" o no.

N. di tesserati? Fatturato? Stipendi dei professionisti? Sponsor? Quanto share fa in tv?


Il fatto di paragonare tutti gli sport a quelli che sono show di massa (ad es. NBA, champions league) potrebbe indurci a considerare "messi male" tutta una serie di sport che invece restano... sportivi!
2019-06-26 09:08:31
L'indicatore sono gli altri paesi e la qualità delle strutture per la pratica di quello sport che fornisco agli atleti.
Poi ci sarebbe la questione culturale ma in Italia questa segue i risultati e non li precede... quindi questo mondiale è importantissimo per le future calciatrici.
Il servizio delle Iene è abbastanza significativo
(edited)
2019-06-26 09:16:17
Sarebbe anche ora di iniziare a dire che lo sport è sempre diseducativo
2019-06-26 11:17:40
il mio ragionamento parte - per esperienza - da mooooolto più lontano.
massimo rispetto per delle ragazze che giocano a calcio (in maniera quasi ridicola direi) ma che si impegnano.
il problema è il sistema che si è venuto a creare intorno alla struttura calcio, fatto che sdogana i 16enni e quei repressi dei genitori con tesserino della Cremonese perché "saranno dei professionisti".
Sto cazzo.
Rovinate la vita ad un ragazzo. Famiglie che si fanno impelagare in ragionamenti completamenti fuorvianti "dall'ambiente calcistico" e che mettono sulla bilancia un ragazzo che al massimo finirà in eccellenza con un futuro legato allo studio o alla crescita in un settore professionale. Il sistema calcio non premia, punisce. Ricordatevelo sempre, è un pò come il gratta e vinci, per uno che vince 99 perdono, a volte, tutto.
Aver alzato a tale livello il tono dei mondiali femminili che sono - calcisticamente parlando - osceni sdogana una marea di idioti a "vivere" la carriera perché hanno la foto sul giornale locale.
le conseguenze sono spesso devastanti.
Senza contare che questo tipo di calcio affossa sponsor e possibilità di visione per altri sport dove, magari, si stanno facendo i mondiali, ma quelli giusti non quelli boni per far magna er pane a qualcuno
2019-06-26 11:49:29
Sarebbe anche ora di iniziare a dire che lo sport è sempre diseducativo

sarebbe interessante capire chi si arroga il diritto di stabilire quale educazione è corretta e quale no.

Insegnare a picchiare era normale a Sparta 3000 anni fa. Oggi è diseducativo (forse).
Chi è il detentore del verbo?
2019-06-26 15:03:44
ma quindi, poichè il professionismo è, per definizione, fortemente selettivo (diciamo nella misura di uno su mille), è il male, genera illusioni, può rendere fallimentare la vita di una persona (sottolineerei imprevidente) che non predispone piani A-B-C ma fa all-in su un suo futuro professionale statisticamente improbabile e deve essere abolito?

Queste ragazze per raggiungere quei livelli di competitività sono professioniste di fatto. Il giudizio sulla qualità dello spettacolo offerto è poi decisamente soggettivo; che a me piaccia e che a te risulti ridicolo conta pochissimo. Quello che dovrebbe contare è se queste ragazze hanno diritto ad essere professionalizzate come i loro colleghi maschi o no. Io non vedo su che accidenti di base la risposta possa essere no.
2019-06-26 15:04:55
Secondo me il problema è il nome...

Se io sento parlare di "Mondiali di Calcio", ormai ho una certa aspettativa.

Invece che chiamarlo calcio, che a certi livelli crea un certo tipo di pretese in termini "fisici" (tipo che un rinvio del portiere arrivi a centrocampo) e "tecnici" (passaggi ad un metro corretti, stop a meno di un metro ecc.), adattiamolo alla diversa struttura fisica femminile, com'è in molti altri sport, senza che si gridi allo scandalo (per es. porte più piccole, campo più piccolo, pallone più piccolo e leggero) e chiamiamolo "palla a 11", così da far contenti i puristi della disciplina.

Diamogli un'identità sua, non deve per forza essere uguale al calcio maschile. Non lo è e non lo potrà mai essere.
Nel basket la palla è più piccola, la linea da tre è più vicina.
Nella pallavolo la rete è più bassa.
Il baseball fino a 10 anni fa manco esisteva al femminile in Europa, sostituito dal softball, altro nome, diverso.

Per concludere posto un articolo di Vanity Fair, che diciamo è un po' di parte, ma rende l'idea del fatto che è inutile confrontarsi, è del 2017, ma sempre attuale... ^_^

Uomini e donne, in quali sport possono sfidarsi alla pari?

Nell'equitazione e nei motori già si confrontano, ma dove entra in gioco la componente fisica la differenziazione è necessaria. Anche nello sci, dove la Vonn vorrebbe «mettersi alla prova» con i colleghi maschi…
«Arriverà il giorno in cui le donne correranno più veloci degli uomini?». Se lo chiedeva nel 1992 la prestigiosa rivista inglese Nature, che dodici anni anni dopo arrivò a ipotizzare che l’Olimpiade del 2156 avrebbe potuto coincidere con lo storico sorpasso femminile nei 100 metri piani, la gara simbolo dell’atletica leggera. Pochi mesi più tardi il British Journal of Sports Medicine arrivò addirittura a togliere il condizionale, dichiarando che «sì, le donne nel lungo periodo ci sarebbero riuscite».

Avevano fatto male i conti. O meglio, è vero che per un periodo storico i risultati delle donne nella corsa sono migliorati più rapidamente di quelli degli uomini, ma poi si sono stabilizzati. D’altronde, dove entra in gioco la componente fisica è fisiologico che le prestazioni non siano comparabili. Il gap è dovuto a caratteristiche morfo-funzionali nei due sessi: evidenti – come l’altezza, il peso e la massa muscolare -, oppure più nascoste – come la percentuale di emoglobina nel sangue o i livelli ormonali.

«L’idea che le prestazioni delle donne debbano essere equivalenti a quelle degli uomini sminuisce i risultati delle atlete», scrive David Epstein nel suo «The Sports Gene». Eppure, alcuni sport in cui i due sessi si confrontano uno contro l’altra esistono già: l’equitazione, ad esempio, dove alle olimpiadi non esiste una divisione tra maschile e femminile. Basta infatti scorrere la classifica di una gara di Dressage o Salto ostacoli per trovare nomi sia di cavalieri che di cavallerizze.

Un’altra eccezione è rappresentata dai motori. E’ vero che ad oggi nel Mondiale F1 i piloti sono tutti uomini, ma in passato è capitato più volte che al volante di una monoposto ci fosse una donna, con l’italiana Lella Lombardi unica ad essere andata a punti. Nelle moto, invece, la storia è stata scritta un mesi fa da Ana Carrasco, prima donna a vincere un campionato mondiale di velocità mettendosi dietro tutti i colleghi uomini (ci era già riuscita la finlandese Kainulainen, ma era un sidecar, ndr).

Capitolo a parte meritano le competizioni giovanili: a maggio una squadra spagnola di ragazze di 12 anni ha vinto il campionato maschile ma, come ricorda ancora Epstein, «fino alla pubertà maschi e femmine tendono a non avere diversità rilevanti a livello di conformazione corporea». Poi però qualcosa cambia e la differenziazione di genere diventa necessaria, come dimostrano le gare miste: vedi la staffetta nel nuoto, dove uomini e donne si danno il cambio ma capita spesso che si ritrovino fianco a fianco.

Una differenziazione che non c’entra nulla con la discriminazione o col sessismo. Anzi, sta dalla parte opposta, perché garantisce la valorizzazione dell’atleta, maschio o femmina che sia. Sono tanti infatti gli sport in cui le donne, per conformazione fisica, riescono ad avere risultati migliori degli uomini: persino nel salto con gli sci, dove l’americana Lindsey Van conquistò nel 2010 il record nella categoria K95, poi superato. Sette anni dopo, gioco del destino, i riflettori si spostano su una sua quasi omonima.

Lindsey Vonn, forse, sfiderà gli uomini in discesa libera. «Una prova di forza», divertente, sempre che non si trasformi in una «battaglia dei sessi», quella aveva senso nel ’73. Oggi la strada verso la parità dei diritti non deve passare attraverso una sfida sportiva che, viste le differenze fisiche, sarebbe senza dubbio controproducente.
2019-06-26 15:15:02
Quello che dovrebbe contare è se queste ragazze hanno diritto ad essere professionalizzate come i loro colleghi maschi o no. Io non vedo su che accidenti di base la risposta possa essere no.

qui entriamo in un terreno minato.
Se si professionalizzano gli atleti di freccette e si sovvenzionano con fondi pubblici oppure no.

I criteri possono essere 2:
-si professionalizza chi produce soldi (auto-sussistenza)
-si professionalizza chi viene riconosciuto ai vertici di qualcosa a cui si riconosce valore (intervento pubblico)

La risposta nel primo caso è semplice, se producono soldi si professionalizzeranno come un qualsiasi altro ambito produttivo
Nel secondo le logiche diventano interamente politiche.
2019-06-26 15:21:56
Innanzi tutto quoto questo
«L’idea che le prestazioni delle donne debbano essere equivalenti a quelle degli uomini sminuisce i risultati delle atlete»
che è quello che sostengo dall'inizio: si giudica il calcio femminile sulla misura di quello maschile: non ha senso.

poi quoto tutta la questione delle misure, degli strumenti utilizzati ecc. Ci sta, è già stato fatto in altri sport, ha delle ragioni oggettive che lo giustificano ecc. C'è però anche un problema specifico per il calcio perchè le calciatrici, da sempre, hanno usato campi, palloni e porte delle stesse misure rispetto agli uomini; e questa loro storia potrebbero benissimo non volerla cambiare... del resto perchè dovrebbero? Per migliorare lo spettacolo? Io vedo stadi pieni e tesserate in aumento in ogni paese... forse lo spettacolo è bello abbastanza così...

... anche perchè
Invece che chiamarlo calcio, che a certi livelli crea un certo tipo di pretese in termini "fisici" (tipo che un rinvio del portiere arrivi a centrocampo) e "tecnici" (passaggi ad un metro corretti, stop a meno di un metro ecc.)
Non hai mai visto una partita dai... oppure non hai mai visto giocare Ciccio Graziani
2019-06-26 15:24:14
-si professionalizza chi viene riconosciuto ai vertici di qualcosa a cui si riconosce valore (intervento pubblico)

Scelgo B... e riconosco valore a tutto ciò in cui qualcun altro, senza far del male ad altri, pone valore


aggiungo però che la A è un serpente che si morde la coda. Delle professioniste saranno sempre in grado di produrre uno spettacolo migliore, Quindi, se vuoi uno spettacolo che garantisca più introiti, professionalizza.
(edited)
2019-06-26 16:04:31
la cosa divertente sarà quando arriverà (perché succederà) la prima giocatrice in grado di fare tricks e giocate assurde. E allora magicamente tutti converranno che il calcio femminile è sempre stato interessante e aveva solo bisogno di tempo e soldi per diffondersi e far sì che aumentasse il livello.

Ma poi dico... possiamo lasciare che l'Italia sia dietro gli USA a calcio, qualsiasi categoria sia? Per favore!
2019-06-26 21:25:27
Concordo ma...

la linea da tre è più vicina

È uguale... ;-)
2019-06-26 22:23:42


Pidioti...pidioti ovunque