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Subject: »[Nazionale italiana]
Il collo di bottiglia sono i troppi soldi che iniziano a girare, "salendo" di livello
Io invece penso che i buoni risultati delle giovanili non dimostrino molto.
Anzi temo ci sia una questione culturale per cui ai giovani la tensione per vincere le partite viene iniettata troppo presto. Col risultato di avere giocatori che a 16 anni già fanno il fallo tattico, la simulazione, la furbata, che sanno prendere il fallo o peggio fare la scelta più conservativa. Magari questo paga nel breve, ma nella costruzione di giocatori che "osano" molto meno.
Anzi temo ci sia una questione culturale per cui ai giovani la tensione per vincere le partite viene iniettata troppo presto. Col risultato di avere giocatori che a 16 anni già fanno il fallo tattico, la simulazione, la furbata, che sanno prendere il fallo o peggio fare la scelta più conservativa. Magari questo paga nel breve, ma nella costruzione di giocatori che "osano" molto meno.
Io la trovo una spiegazione semplicistica, con la Norvegia sicuramente non abbiamo perso per un gap tecnico.. hanno due giocatori che a noi mancano. Un'esterno che crea superiorità e un centravanti che fa gol e reparto da solo.
l'allenatore della Norvegia dev'essere un sokkeriano allora
l'allenatore della Norvegia dev'essere un sokkeriano allora
Quando ero ragazzo, prima dei quattordici anni, andavo ai tornei nazionali e noi italiani eravamo forti davvero. La cosa che però mi colpiva era vedere come negli altri Paesi ci fossero infrastrutture serie e una mentalità più attenta alla crescita dei giovani. Belgio e Olanda, in particolare, erano così avanti che ogni volta mi chiedevo come potessero essere comunque meno competitivi di noi.
Da toscano ho giocato con persone che poi sono arrivate in Serie B, in Serie A e perfino in Nazionale. La nostra vita era semplice. giocavamo otto ore al giorno, ovunque. Nei parchi, nei piazzali delle chiese, ai tornei dell’oratorio, nelle pinete, in spiaggia. Sempre. In spiaggia capitava di giocare con calciatori veri come Mussi, Evani o Paolo Rossi. Anche loro avevano quella voglia naturale di mettersi a giocare con i più giovani, che fosse una partitella improvvisata o un torneo serale con gli amici.
I genitori ci lasciavano libertà. uscivamo dopo scuola senza cellulare e senza Apple Tag a segnalarci ogni due minuti.
Tra di noi il livello era alto. lo capivi quando sfidavi altre regioni, i turisti o nei tornei all’estero. E quando qualcuno si perdeva per strada non era un dramma, perché persino i più scarsi erano comunque forti.
Eravamo talmente bravi, in media, che se uno mollava non ce ne accorgevamo nemmeno.
Qualche giorno fa ho sentito D’Agostino dire una cosa molto simile e, ovviamente, mi ci ritrovo pienamente.
I genitori ci lasciavano libertà. uscivamo dopo scuola senza cellulare e senza Apple Tag a segnalarci ogni due minuti.
Tra di noi il livello era alto. lo capivi quando sfidavi altre regioni, i turisti o nei tornei all’estero. E quando qualcuno si perdeva per strada non era un dramma, perché persino i più scarsi erano comunque forti.
Eravamo talmente bravi, in media, che se uno mollava non ce ne accorgevamo nemmeno.
Qualche giorno fa ho sentito D’Agostino dire una cosa molto simile e, ovviamente, mi ci ritrovo pienamente.
Secondo me dobbiamo accettare il fatto che lo sport Nazionale è la pallavolo, è lo sport dove abbiamo ottenuto i migliori risultati per distacco, è lo sport che si pratica in qualsiasi scuola, dalle elementari al liceo, semplicemente non è lo sport che ci appassiona così tanto perché siamo un popolo di calciofilo
In Norvegia non penso che ci siano troppi bambini che giocano in oratorio o nei campetti che in inverno hanno otto ore di luce se va bene, meno dieci gradi e neve/ghiaccio ovunque
In Norvegia non penso che ci siano troppi bambini che giocano in oratorio o nei campetti che in inverno hanno otto ore di luce se va bene, meno dieci gradi e neve/ghiaccio ovunque
In Norvegia non penso che ci siano troppi bambini che giocano in oratorio o nei campetti che in inverno hanno otto ore di luce se va bene, meno dieci gradi e neve/ghiaccio ovunque
Quando ci ho vissuto io in Norvegia tutti facevano almeno 2/3 sport, anche all'aperto in pieno inverno. Poi comunque quando le condizioni diventavano proibitive anche il paese più stronzo aveva un mega palazzetto...
Quando ci ho vissuto io in Norvegia tutti facevano almeno 2/3 sport, anche all'aperto in pieno inverno. Poi comunque quando le condizioni diventavano proibitive anche il paese più stronzo aveva un mega palazzetto...
Gravina: "Rinviare una giornata di Serie A per la Nazionale non è fattibile. A lavoro per stage a febbraio"
Serio?
Serio?
Ma infatti il fatto è che hanno strutture avanzate, più che il giocare all'aperto o all'oratorio
Secondo me dobbiamo accettare il fatto che lo sport Nazionale è la pallavolo, è lo sport dove abbiamo ottenuto i migliori risultati per distacco, è lo sport che si pratica in qualsiasi scuola, dalle elementari al liceo, semplicemente non è lo sport che ci appassiona così tanto perché siamo un popolo di calciofilo
In Norvegia non penso che ci siano troppi bambini che giocano in oratorio o nei campetti che in inverno hanno otto ore di luce se va bene, meno dieci gradi e neve/ghiaccio ovunque
Dico che dipende dalla cultura.
Per noi funzionava giocare in strada e ovunque.
O magari abbiamo solo avuto un decennio sfortunato con pochi talenti, che ti devo dire :)
In Norvegia non penso che ci siano troppi bambini che giocano in oratorio o nei campetti che in inverno hanno otto ore di luce se va bene, meno dieci gradi e neve/ghiaccio ovunque
Dico che dipende dalla cultura.
Per noi funzionava giocare in strada e ovunque.
O magari abbiamo solo avuto un decennio sfortunato con pochi talenti, che ti devo dire :)
Gravina: "Rinviare una giornata di Serie A per la Nazionale non è fattibile. A lavoro per stage a febbraio"
Serio?
Ti pare che non possa essere serio uno che dopo aver mancato per due volte di fila il mondiale siede ancora bello tranquillo sulla sua sedia?
Serio?
Ti pare che non possa essere serio uno che dopo aver mancato per due volte di fila il mondiale siede ancora bello tranquillo sulla sua sedia?
L'Italia finirebbe con Canada, Svizzera e Qatar nel girone B
diciamo che da quarta fascia non è andata malissimo. Ora non resta che qualificarci, cosa non scontata purtroppo
diciamo che da quarta fascia non è andata malissimo. Ora non resta che qualificarci, cosa non scontata purtroppo
Meglio di così credo non fosse possibile. Siamo messi così male che in questo girone, eventualmente ci qualificassimo, potremmo arrivare 3.
Paese meraviglioso
(ANSA) - ROMA, 12 MAG - L'associazione italiana calciatori sostiene i calciatori dilettanti nella protesta contro l'aumento dell'obbligatorietà dei giovani in Eccellenza. E' quanto rende noto l'Aic da sempre al fianco dei calciatori dilettanti e delle loro istanze, ribadendo l'importanza del dialogo e del confronto costruttivo tra tutte le componenti del movimento calcistico. "Sentiamo il dovere e la responsabilità di rappresentare le esigenze e le preoccupazioni dei calciatori dilettanti - afferma Giorgio Gaggioli, vicepresidente Aic e responsabile del dipartimento Dilettanti - Questa protesta è stata costruita insieme a loro e portata avanti in modo serio e responsabile. L'obiettivo primario è che si possa finalmente avviare un confronto autentico e costruttivo nell'interesse dell'intero movimento calcistico, per realizzare un progetto di crescita serio, uniforme e strutturato che metta i giovani calciatori realmente al centro del percorso formativo". "L'obbligo di impiegare gli Under - sottolinea Antonio Trovato, coordinatore del dipartimento dilettanti Aic - rischia di produrre effetti distorsivi. Le scelte, infatti, vengono spesso condizionate dall'età più che dal merito e dalle prestazioni, penalizzando sia i giovani sia i calciatori più esperti Molti ragazzi, infine, trovano spazio in squadra solo finché rientrano nella categoria "under" per poi perdere opportunità appena superano il limite di età". "Esiste inoltre una forte disomogeneità territoriale" - aggiunge Pasquale Mauriello, Collaboratore AIC per il Lazio - "con regole che variano sensibilmente da regione a regione. Sarebbe invece fondamentale investire con maggiore decisione nello sviluppo dei campionati giovanili, vero percorso di crescita verso le prime squadre".
I comitati regionali Lnd Lazio e Campania hanno richiesto e ottenuto la deroga relativa all'impiego obbligatorio dei giovani calciatori nel campionato di Eccellenza per la stagione sportiva 2026/2027. A partire dalla prossima stagione, tale decisione comporterà il passaggio da 2 a 3 giovani obbligatori da schierare in ciascuna gara. I dati raccolti nelle ultime stagioni - ricorda la nota dell'Aic - evidenziano come il sistema dell'obbligatorietà in queste categorie non abbia prodotto gli effetti auspicati in termini di reale formazione e valorizzazione dei giovani calciatori, né in Eccellenza né nelle categorie superiori. Terminato il periodo legato all'obbligo regolamentare, molti ragazzi vengono infatti sostituiti dalle nuove classi d'età previste dalla norma. Una dinamica che rischia di alimentare aspettative non fondate nei giovani calciatori, spesso impiegati più per vincolo regolamentare che per un autentico percorso meritocratico e di crescita tecnica. Per manifestare il proprio dissenso rispetto a questa scelta, i calciatori dei campionati di Eccellenza di Lazio e Campania hanno promosso inizialmente una raccolta firme per aprire un confronto con i rispettivi Comitati Regionali. Non avendo ricevuto il riscontro auspicato, hanno successivamente avviato una protesta simbolica, civile e rispettosa: un ritardo di cinque minuti dell'inizio delle gare nella giornata del 5 aprile e trenta secondi di immobilità in campo, a braccia conserte, dopo il fischio d'inizio nella giornata del 25/26 aprile. (ANSA).
(ANSA) - ROMA, 12 MAG - L'associazione italiana calciatori sostiene i calciatori dilettanti nella protesta contro l'aumento dell'obbligatorietà dei giovani in Eccellenza. E' quanto rende noto l'Aic da sempre al fianco dei calciatori dilettanti e delle loro istanze, ribadendo l'importanza del dialogo e del confronto costruttivo tra tutte le componenti del movimento calcistico. "Sentiamo il dovere e la responsabilità di rappresentare le esigenze e le preoccupazioni dei calciatori dilettanti - afferma Giorgio Gaggioli, vicepresidente Aic e responsabile del dipartimento Dilettanti - Questa protesta è stata costruita insieme a loro e portata avanti in modo serio e responsabile. L'obiettivo primario è che si possa finalmente avviare un confronto autentico e costruttivo nell'interesse dell'intero movimento calcistico, per realizzare un progetto di crescita serio, uniforme e strutturato che metta i giovani calciatori realmente al centro del percorso formativo". "L'obbligo di impiegare gli Under - sottolinea Antonio Trovato, coordinatore del dipartimento dilettanti Aic - rischia di produrre effetti distorsivi. Le scelte, infatti, vengono spesso condizionate dall'età più che dal merito e dalle prestazioni, penalizzando sia i giovani sia i calciatori più esperti Molti ragazzi, infine, trovano spazio in squadra solo finché rientrano nella categoria "under" per poi perdere opportunità appena superano il limite di età". "Esiste inoltre una forte disomogeneità territoriale" - aggiunge Pasquale Mauriello, Collaboratore AIC per il Lazio - "con regole che variano sensibilmente da regione a regione. Sarebbe invece fondamentale investire con maggiore decisione nello sviluppo dei campionati giovanili, vero percorso di crescita verso le prime squadre".
I comitati regionali Lnd Lazio e Campania hanno richiesto e ottenuto la deroga relativa all'impiego obbligatorio dei giovani calciatori nel campionato di Eccellenza per la stagione sportiva 2026/2027. A partire dalla prossima stagione, tale decisione comporterà il passaggio da 2 a 3 giovani obbligatori da schierare in ciascuna gara. I dati raccolti nelle ultime stagioni - ricorda la nota dell'Aic - evidenziano come il sistema dell'obbligatorietà in queste categorie non abbia prodotto gli effetti auspicati in termini di reale formazione e valorizzazione dei giovani calciatori, né in Eccellenza né nelle categorie superiori. Terminato il periodo legato all'obbligo regolamentare, molti ragazzi vengono infatti sostituiti dalle nuove classi d'età previste dalla norma. Una dinamica che rischia di alimentare aspettative non fondate nei giovani calciatori, spesso impiegati più per vincolo regolamentare che per un autentico percorso meritocratico e di crescita tecnica. Per manifestare il proprio dissenso rispetto a questa scelta, i calciatori dei campionati di Eccellenza di Lazio e Campania hanno promosso inizialmente una raccolta firme per aprire un confronto con i rispettivi Comitati Regionali. Non avendo ricevuto il riscontro auspicato, hanno successivamente avviato una protesta simbolica, civile e rispettosa: un ritardo di cinque minuti dell'inizio delle gare nella giornata del 5 aprile e trenta secondi di immobilità in campo, a braccia conserte, dopo il fischio d'inizio nella giornata del 25/26 aprile. (ANSA).
Sarebbe bellissimo se durante i 30 secondi di immobilità gli under andassero a segnare